L’ANVUR indica i criteri di valutazione per l’abilitazione scientifica nazionale

L’ANVUR, presieduta dal prof. Stefano Fantoni, ha iniziato a produrre pareri e documenti, dopo il suo insediamento ufficiale (DPR 22/2/2011). Il primo dei documenti pubblicati è sui “Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari dell’abilitazione scientifica nazionale“.

La riforma universitaria (L. 240/2010) all’art. 16 istituisce, infatti, tale abilitazione, di durata quadriennale, per l’accesso alla prima e seconda fascia dei professori universitari, attribuita da commissioni distinte per aree disciplinari. I membri delle commissioni sono sorteggiati da liste costituita dai “soli professori positivamente valutati ai sensi dell’articolo 6, comma 7“. La stesso art. 16 della legge Gelmini prevede che criteri e relativi parametri siano definiti da un decreto ministeriale: l’ANVUR, con questo documento, enuncia “i principi fondamentali che dovrebbero essere seguiti per l’identificazione dei criteri e dei parametri di riferimento, in una forma tale da consentire l’applicazione dei criteri ad ogni settore concorsuale, adattando a ciascuno il valore dei parametri.

E’ interessante notare l’indicazione del principio del “miglioramento progressivo della qualità scientifica dei docenti abilitati, misurata medianti indicatori di produttività scientifica diversi per i diversi settori“. Un’altro aspetto interessante è che i “criteri identificati per l’accesso alle procedure di abilitazioni per i professori ordinari si applicano, con minime modifiche, anche ai candidati commissari”.

In sintesi, vengono introdotte delle soglie numeriche per ogni settore concorsuale per l’accesso alle procedure di abilitazione. Per accedere all’abilitazione per le posizioni di ordinari e associati, in particolare, sono necessari “parametri indicatori di qualità della produzione scientifica, normalizzati per l’età accademica - calcolata dalla data della prima pubblicazione – superiori alla mediana dello specifico settore concorsuale e della fascia per cui si chiede l’abilitazione“; inoltre è necessaria una “ragionevole continuità nella produzione scientifica” misurata negli ultimi 5/10 anni per l’abilitazione a associato/ordinario.

Naturalmente, l’ANVUR sottolinea come le commissioni valutatrici saranno libere di “alzare l’asticella” rispetto a questi parametri, che sono unicamente per l’accesso alla procedura di abilitazione.

Per le “hard sciences”, ovvero le aree CUN da 1 a 9, i parametri da utilizzare sono

  • il numero di pubblicazioni censite su ISI o Scopus negli ultimi 10 anni (normalizzato all’età accademica solo se questa è inferiore a 10 anni) deve essere superiore alla mediana
  • uno tra due dei successivi parametri deve essere superiore alla mediana
    • il numero totale di citazioni
    • l’indice h

Per le aree CUN da 10 a 14, invece, il parametro è il numero di pubblicazioni (esclusi gli atti a congressi) negli ultimi 10 anni, ponderato per la tipolagia di pubblicazione.

Link: documento dal sito dell’ANVUR.

Tabella: Aree CUN

  1. Scienze matematiche e informatiche
  2. Scienze fisiche
  3. Scienze chimiche
  4. Scienze della terra
  5. Scienze biologiche
  6. Scienze mediche
  7. Scienze agrarie e veterinarie
  8. Ingegneria civile ed architettura
  9. Ingegneria industriale e informatica
  10. Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
  11. Scienze storiche, filosofiche, psicologiche e pedagogiche
  12. Scienze giuridiche
  13. Scienze economiche e statistiche
  14. Scienze politiche e sociali
About these ads

7 pensieri su “L’ANVUR indica i criteri di valutazione per l’abilitazione scientifica nazionale

  1. La mediana di FIS01 sara’ asintoticamente decisa del numero dei lavori LHC. Il paradosso asintotico e’ che verranno ammessi alle abilitazioni solo quelli di ATLAS o solo quelli di CMS..comunque questo criteria imporrebbe a tutti (gruppo 1 non LHC, gruppo 2 , gruppo 3 et al.) di iscriversi a LHC.
    Mi pare una conseguenza pesante sul futuro della ricerca in Alte Energie e Astroparticelle e Fisica Nucleare per essere un semplice parere !

  2. Pingback: Abilitazione scientifica nazionale: i criteri del CEPR « Io Non Faccio Niente

  3. Ho letto il documento “Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari dell’abilitazione scientifica nazionale” approvato dal Consiglio Direttivo dell’ANVUR e sono rimasta fortemente delusa dal fatto che nessuno dei tre parametri individuati dall’ANVUR per valutare l’ammissibilita’ dei candidati al concorso per l’abilitazione nazionale tenga conto del numero degli autori delle pubblicazioni prodotte dai candidati.

    Forse la cosa ha meno importanza in settori dove e’ praticamente impossibile trovare pubblicazioni a un solo nome, ma in altri, per esempio in matematica, il numero degli autori varia in genere da 1 a 4 autori ed e’ assurdo contare il numero delle pubblicazioni, il numero delle volte che sono state citate e gli indici derivati da tali dati senza tener presente in nessun modo se si tratta di pubblicazioni a 1,2,3… nomi. Se un lavoro di un candidato e’ a piu’ nomi, qualcosa avranno fatto anche gli altri autori e quindi non e’ giusto “conteggiarlo” come se fosse a un solo nome….

    Non vorrei che in seguito all’approvazione di criteri che non tengono conto del numero degli autori, come quelli proposti dall’ANVUR, si creasse (o si incrementasse, nel caso esista gia’..) una specie di “mercato di libero scambio” per i furbetti (“io ho fatto un lavoro, tu ne hai fatto un altro, li facciamo apparire entrambi a due nomi e ci guadagniamo entrambi…”).

    Oltretutto il criterio di contare il numero delle citazioni per giudicare una pubblicazione e’ abbastanza contestato nell’ambito della matematica; capita spesso che un lavoro importantissimo che mette la parola fine ad
    una congettura importante sia molto meno citato di un altro che e’ solo un passo intermedio verso la soluzione finale (infatti nel primo caso difficilmente qualcuno lavora ancora su quel problema..) ed e’ facilmente intuibile che CHI LAVORA SPESSO IN COLLABORAZIONE HA MOLTA PIU’ FACILITA’ AD OTTENERE CITAZIONI; diventa quindi ESSENZIALE non considerare i lavori in collaborazione alla stessa stregua dei lavori a un solo nome.

    Nel secondo documento prodotto dall’ANVUR in proposito, intitolato “Sul documento ANVUR relativo ai criteri di ablitazione scientifica nazionale. Commenti osservazioni critiche e proposte di soluzione” (paragrafo 3) l’ANVUR, evidentemente in seguito alle critiche espresse da diversi studiosi sull’iniquita’ del conteggiare i lavori indipendentemente dal numero degli autori, propone semplicemente di introdurre la possibilita’ di elaborare varie mediane per le varie aree di un settore su richiesta di una buona percentuale di professori di quel settore. Ma questo non rimedia l’ingiustizia. Essi infatti si preoccupano solo di non escludere o sfavorire intere aree all’interno di un settore, ma quello che puo’ benissimo accadere e’ che all’interno di un’area, per esempio Geometria Algebrica, la media del numero degli autori di una pubbicazione sia 2,6 ma qualche geometra algebrico abbia la media del numero degli autori delle sue pubblicazioni 1,2.. Chiaremente nei confronti di questa persona si fa un’ingiustizia profonda a considerare i lavori a piu’ nomi alla stessa stregua dei lavori a piu’ nomi… Per fare criteri giusti, non basta non fare ingiustizie nei confronti di intere aree e non scontentare intere aree, occorre essere giusti nei confronti dei singoli.
    Ci vorrebbe poco oltretutto a rimediare a tale ingiustizia: basta che ciascun lavoro (sia dei candidati che degli studiosi, ordinari o associati a seconda del caso, di cui si considera la mediana) e le sue citazioni venga considerato per solo 2/3 del suo valore se e’ a 2 nomi, per 1/2 se e’ a tre nomi o piu’. Per la matematica questo avrebbe perfettamente senso. Oppure potrebbe essere introdotto un “indice collaborazioni” per ciascuno studioso pari alla media del numero degli autori delle sue pubblicazione e di ciascun settore potrebbe essere calcolato l’indice collaborazioni medio. Ognuno dei tre parametri proposti dall’ANVUR di un candidato dovrebbero essere moltiplicati per l’indice di collaborazione medio di quel settore diviso l’indice di collaborazione del candidato.

    Elena Rubei (PA Geometria Universita’ di Firenze)

  4. Buongiorno,

    qualcuno sa chiarire il concetto di “normalizzazione per anzianità accademica” invocato dall?ANVUR. Essendo un aspetto che non dovrebbe penalizzare i ricercatori più giovani, mi aspetto che non sia concepito come il numero di pubblicazioni / il numero di anni dalla I pubblicazione ma che sia qualcosa di più articolato.
    Saluti

  5. Ho tre domande:
    - si può anticipatamente ricusare un valutatore del proprio settore disciplinare se si ha buon motivo di presupporre che sia fortemente ostile ?
    - possibile che la curatela di lavori italiani non venga presa in considerazione?
    - Si guarderanno i lavori pubblicati fino al bando, o al 31 dicembre dell’anno precedente?
    Grazie mille!
    Elisa

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...