Marco Paolini porta l’Infn su La7 e intanto mini-scienziati abruzzesi vanno a Princeton

Martedì 24 Aprile 2012 14:07

marco-paolini“Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; c’è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della Scienza. Poi ci sono i geni, come Galilei e Newton” (Enrico Fermi).

Eppur credeva il grande scienziato cattolico Galilei, il divin uomo, padre della Scienza moderna che pose fine al medioevo delle menti nel dare alle stampe il Sidereus Nuncius. Correva l’Anno del Signore 1610, il 12 marzo, una data storica molto significativa per l’Umanità, che però non è segnata in alcun calendario, nonostante i convegni, le lezioni, le mostre e le tavole rotonde.

Grazie a Galilei che credeva in Colui che ha fatto il Mondo (e non nel cieco caos) oggi i ricercatori italiani e di tutto il mondo possono dare la caccia al Supermondo, ai neutrini, ai bosoni di Higgs, ai mesoni ed alle antiparticelle, dal centro della Terra, dal Cern e dalle viscere del Gran Sasso d’Italia fino ai confini dell’Universo, ponendo le basi per l’esplorazione, la colonizzazione e la conquista di altri mondi, a Dio piacendo.

Per celebrare il padre della scienza moderna sperimentale, Galileo Galilei, che ha sconfitto ogni oscurantismo, per la prima volta un laboratorio scientifico italiano ospita un’opera teatrale in diretta tv: è ITIS Galileo recitato da Marco Paolini mercoledì 25 Aprile (una data storica altrettanto significativa per noi Italiani) nella sala B dei Laboratori Infn sotto il Gran Sasso d’Italia.

Lo spettacolo verrà trasmesso in diretta su La7 a partire dalle 21 e in streaming sul sito http://www.la7.it.

ITIS Galileo è un lavoro di approfondimento che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato a Galileo Galilei, il padre della fisica moderna, il più grande divulgatore dei propri studi, la mente più aperta al dubbio, il fondatore del metodo scientifico. Una figura che già Brecht in un suo famoso dramma teatrale ha affrontato mettendone in evidenza la grandezza dello scienziato e i drammi dell’uomo tra scienza e fede. L’opera teatrale di Paolini indaga sulla frizione tra ragione, superstizione e concreta umana difficoltà nel mettere in discussione principi che apparivano incrollabili… (continua a leggere su Teramo News)

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