I professori universitari in cattedra fino a 72 anni

Il Sole 24 Ore - Giampiero Falasca

Negli atenei. Ricambio generazionale più difficile 
LA MOTIVAZIONE L’esclusione dei docenti dalla proroga biennale concessa ai dipendenti pubblici viola il principio di uguaglianza 
I docenti universitari possono chiedere di restare in servizio, come gli altri dipendenti pubblici, per un biennio dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici. Così la Corte costituzionale con la sentenza n. 83 del 6 maggio scorso, che dà un brutto colpo alle speranze di rinnovamento nelle Università, anche per il messaggio indiretto che manda al sistema.
La vicenda nasce su iniziativa del Consiglio di Stato che, nel corso di un giudizio riguardante un professore universitario, ha promosso un giudizio per verificare la legittimità costituzionale dell’articolo 25 della legge 240 del 30 dicembre 2010.
Questa norma – sotto la rubrica “Collocamento a riposo dei professori e dei ricercatori” – esonera i professori e i ricercatori universitari dall’applicazione dell’articolo 16 del decreto legislativo 503 del 30 dicembre 1992, che dà facoltà ai dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di restare al lavoro per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età previsti per il collocamento in pensione.
La disposizione, quindi, esclude i professori universitari dalla possibilità di restare in servizio per altri due anni, dopo la data di raggiungimento dei requisiti pensionistici; la finalità di questa esclusione è quella di favorire l’accesso all’insegnamento universitario dei docenti più giovani.
Contro questa norma, il Consiglio di Stato ha sollevato il dubbio circa il possibile contrasto con gli articoli 3, 33 e 97 della Costituzione, in quanto la deroga introdotta per i professori rispetto alla disciplina generale sarebbe irragionevole, perché non sorretta da adeguata ragione giustificatrice, e, comunque, sproporzionata rispetto alla finalità perseguita.
Sempre secondo il Consiglio di Stato, la norma sarebbe lesiva sia del principio di buon andamento dell’azione amministrativa (articolo 97 della Costituzione), sia del principio dell’autonomia universitaria (articolo 33, sesto comma, Costituzione), nella misura in cui priva le università di ogni potere di valutazione in ordine alla possibilità di accogliere le istanze di trattenimento in servizio presentate dal personale docente, anche qualora tale prolungamento risulti funzionale a specifiche esigenze organizzative, didattiche o di ricerca.
La Corte Costituzionale considera fondate le questioni, ritenendo del irragionevole – e quindi contraria all’articolo 3 della Carta – l’esclusione della facoltà di concedere la proroga biennale a professori e ricercatori universitari.
A tale proposito, la Corte evidenzia che la norma non è sorretta da ragioni idonee a giustificare, per la sola categoria dei professori e ricercatori universitari, l’esclusione dalla possibilità di avvalersi del trattenimento in servizio previsto per gli altri lavoratori. La Corte esclude che tale ragioni possa consistere nelle esigenze di contenimento finanziario e razionalizzazione della spesa pubblica, in quanto la norma interessa un settore professionale numericamente ristretto, perciò inidoneo a produrre significative ricadute sulla finanza pubblica, e comunque preclude alle amministrazione la possibilità di utilizzare esperienze professionali ancora valide.
Infine, la Corte osserva che la norma non può trovare giustificazione neanche sull’interesse al ricambio generazionale del personale docente, in quanto questo deve essere bilanciato con l’esigenza di mantenere in servizio docenti in grado di dare un positivo contributo per la particolare esperienza professionale acquisita. Questo passaggio della sentenza farà molto discutere, in quanto sminuisce l’importanza del tema del ricambio generazionale che invece, non solo nelleuniversità, dovrebbe essere prioritario.
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Materia oscura: nasce DAMPE

(AGI) – Perugia, 29 apr. – Sara’ siglato domani a Roma, nella sede della presidenza dell Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), l’accordo quadro di collaborazione scientifica tra Italia, Svizzera e Cina per l’esperimento Dark Matter Particle Explorer (Dampe), un nuovo progetto di ricerca nello spazio che sta muovendo i suoi primi passi grazie al contributo dei ricercatori dell Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell Universita’ di Perugia. Nel pomeriggio di domani le delegazioni internazionali visiteranno le strutture del Polo Scientifico Didattico di Terni e incontreranno i ricercatori coinvolti nel progetto.

Dampe (che segue di pochi giorni la pubblicazione dei primi risultati di AMS-02, il cacciatore di anti-materia con un cuore umbro, in orbita a bordo della stazione spaziale internazionale) ha come obiettivo scientifico lo studio di precisione di quell’eccesso di antimateria misurato da AMS-02 e si affianchera’ nei prossimi anni ad AMS-02 e FERMI nello studio degli aspetti peculiari dell Universo.

Verra’ realizzato da un gruppo di ricercatori dell Infn e dell Universita’ di Perugia nell’ambito di una collaborazione internazionale; questa volta non sara’ la Nasa a portare l’esperimento in orbita, ma l’agenzia spaziale cinese a bordo del razzo CZ-D2, alla fine del 2015. Responsabile del progetto scientifico a livello nazionale e’ Giovanni Ambrosi dell’Infn, che avra’ il compito di progettare e costruire nei suoi laboratori il tracciatore al silicio: una tecnologia molto avanzata per esperimenti nello spazio in cui il gruppo di ricerca perugino ha un esperienza riconosciuta a livello internazionale.

L’Universita’ di Perugia vede in prima linea il Dipartimento di Fisica e i laboratori della facolta’ di Ingegneria presso il Polo scientifico di Terni, dove la professoressa Bruna Bertucci e il dottor Antonio Faba avranno la responsabilita’ di sviluppare e attuare il piano di qualifica spaziale dello strumento nei laboratori Serms e Cem a livello internazionale; la collaborazione scientifica comprende l’Universita’ di Ginevra, l’Istituto per la Fisica delle Alte Energie (IHEP) di Pechino e il Purple Mountain Observatory della Chinese Academy of Science (CAS). La Cina sta sviluppando rapidamente il suo programma spaziale e questo nuovo esperimento e’ una delle cinque missioni approvate nel piano strategico di ricerca nello spazio dalla Chinese Academy of Science.

Al Cnr nuovo impianto di luce laser “estrema”

Fonte: Il Tirreno

Sarà utilizzato per applicazioni scientifiche in ambito medico e nucleare, disponibili 1,2 milioni di euro

Sorgerà a Pisa un nuovo impianto di luce laser “estrema” per applicazioni scientifiche in ambito medico e nucleare. L’impianto, già in fase avanzata di progettazione, sarà realizzato presso l’Unità di Pisa “A. Gozzini” dell’Istituto Nazionale di Ottica, all’Interno dell’area di Ricerca del Cnr, dove ha sede il Laboratorio di Irraggiamento con Laser Intensi.

Il nuovo impianto laser, che andrà a potenziare quello già esistente presso il Laboratorio, sarà in grado di generare impulsi di luce laser che, per un tempo brevissimo, della durata di 20 biliardesimi di secondo (1 biliardesimo di secondo è un femto secondo, ovvero un secondo con 14 zeri davanti), fornirà una potenza pari alla potenza elettrica totale impiegata sull’intero pianeta, equivalente a decine di migliaia di Gigawatt. Queste caratteristiche fanno di questo impianto una sorgente di luce “estrema” che, una volta concentrata sulla materia, è in grado di scatenare forti campi elettrici che ne fanno un potente acceleratore di particelle in miniatura.

Queste particelle sono impiegabili in tantissimi settori scientifici e tecnologici e la ricerca presso il Cnr di Pisa si concentra su alcuni di questi aspetti, alcuni di carattere fondamentale ed altri applicativi, anche attraverso una vasta collaborazione che vede riuniti fisici, biologi, ingegneri e medici provenienti dall’Istituto di Fisiologia Clinica, dall’istituto di Biofisica e dall’Azienda Ospedaliera Pisana.

Obiettivo principale di questa collaborazione è l’applicazione di questa nuova classe di sorgenti estreme alla radiobiologia, alla radioterapia e alla diagnostica medica.

Questa iniziativa emerge da una consolidata tradizione del Cnr di Pisa nello sviluppo e nell’impiego del laser e dell’ottica, avviato negli anni Sessanta dal professor Adriano Gozzini.

Negli ultimi anni l’attività ruota attorno ai laser di altissima potenza e alle loro applicazioni alla salute e allo sviluppo di nuove fonti di energia.

Questa nuova linea di ricerca partiva proprio dieci anni fa quando dalle pagine de “Il Tirreno” dell’11 febbraio 2003 veniva annunciato l’avvio di un importante progetto, finanziato dal Ministero per l’Università e la Ricerca, per la realizzazione di un generatore ultraveloce di raggi X. Nel corso degli anni, quell’impianto ha costituito un punto di aggregazione di ricercatori e formazione di studenti dell’Università di Pisa che hanno condotto ricerche e concepito nuovi progetti che oggi si sviluppano e puntano a nuovi obiettivi scientifici sempre più vicini alle esigenze della collettività.

Volano di questo nuovo progetto sono le collaborazioni con altre importanti realtà di ricerca italiane, prima fra tutte l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con cui, da anni, il Cnr di Pisa collabora intensamente e la partecipazione a grandi iniziative europee dedicate alla “luce estrema”, partecipazione che il Cnr nazionale ha riconosciuto come strategica e ha quindi deciso di sostenere.

I finanziamenti disponibili a Pisa, che complessivamente ammontano a circa 1,2 milioni di euro, consentiranno di completare i lavori d’istallazione in tempi brevi e già dal 2014 si prevedono l’inaugurazione dell’impianto e l’avvio delle nuove ricerche.

USI RdB: All’Infn una contrattazione integrativa assai deludente

Giovedì 24 Gennaio 2013

Fonte: IL FOGLIETTO DELLA RICERCA 

La sede romana dell’Infn, a piazza dei Caprettari

di Roberto Tomei

Il giorno 23 gennaio si è tenuto in Roma l’incontro tra la delegazione dell’Infn e i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali, tra cui anche l’Usi.

In disparte problematiche di minore rilievo, la questione più importante da affrontare era quella relativa all’applicazione degli articoli 53 (progressioni economiche) e 54 (progressioni di livello).

Poiché su tale questione l’amministrazione non ha dato informazioni ufficiali per identificare eventuali soluzioni, tanto da concordare una nuova data, fissata per il 14 febbraio p.v., per la prosecuzione (meglio: l’inizio) della discussione, l’Usi ha lasciato il tavolo, stante la profonda insoddisfazione nei confronti di modalità assai approssimative di conduzione della trattativa da parte un’amministrazione che si schermisce sempre adducendo la scusa della necessità di ulteriori approfondimenti.

Tutto ciò sembra emergere dal contenuto di un verbale, sottoscritto dalle altre sigle sindacali, ma non dall’Usi, dal quale si evince che tutto si è fatto tranne che “trattare ” di qualche cosa nell’interesse dei lavoratori.

Come è facile constatare anche dalla semplice analisi letterale del verbale stesso, tutto ciò che “le parti concordano” altro non è che mera manifestazione di comunicazioni dell’amministrazione, tutte rigorosamente declinate usando i verbi col tempo futuro, senza alcuna data certa, neppure quella della prossima riunione, che pure – come sopra evidenziato – era stata fissata di comune accordo.

Tecnici fanno la stessa causa al Cnr: i veneziani vincono, i padovani perdono

Medesima posizione, avevano chiesto la medesima indennità. Il tribunale lagunare è stato molto più rapido: 7 mesi contro 26

Il tribunale di Padova (Candid Camera)

di Marco Aldighieri

VENEZIA – Stesso ricorso, uguale avvocato, ma sentenze diverse. Vittime della giustizia sono sei pensionati padovani, ex tecnici di laboratorio del Cnr (consiglio nazionale delle ricerche)…

continua su Il Gazzettino

INFN, comunicato UIL RUA 19 dicembre 2012

19-12-2012 | INFN

Il giorno 13 dicembre u.s. si è svolto l’incontro tra le OO.SS. e la delegazione INFN.

Un incontro che, ancora una volta ha confermato, qualora ce ne fosse stato bisogno, il basso livello di considerazione dell’Istituto per le relazioni sindacali.

L’INFN infatti disattende sfuggendo, ai confronti anche preventivi con le OO.SS., previsti dalla normativa vigente:

  • non effettua il confronto preventivo sul bilancio;
  • non effettua il confronto preventivo sul piano di fabbisogno triennale;
  • rifiuta di sottoscrivere accordi che meglio tutelino il personale con contratto a tempo determinato (riconoscimento anzianità e superamento durata quinquennale);
  • fa saltare tornate concorsuali per gli avanzamenti di carriera di ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi non solo ai fini economici ma anche giuridici;
  • non assume entro il 31-12-12 le unità di personale autorizzate con DPCM del 27 luglio u.s.

Unica questione, parzialmente positiva, per il personale vincitore di concorso pubblico per contratto a tempo determinato, l’attivazione senza alcuna interruzione, di un nuovo contratto per un anno, (rinnovabile di anno in anno fino ad un massimo di 5) ma con l’azzeramento dell’anzianità utile per l’acquisizione della fascia stipendiale.

Stante tale situazione, risulta quindi solo rinviata a causa del periodo natalizio, la forte risposta di mobilitazione da dare all’arrogante comportamento dell’INFN che abbiamo sintetizzato nell’allegato volantino.

A TUTTO IL PERSONALE, IN PARTICOLARE AI PRECARI ED ALLE LORO FAMIGLIE, LA UIL-RUA FORMULA I PIU’ CORDIALI AUGURI DI BUON ANNO

2012_12_19_comunicato_INFN

UIL-RUA
Americo Maresci

Allegato: Volantino “7 no di Ferroni”

Comunicato FLC CGIL e UIL RUA. Proroghe contratti a termine, necessario proseguire

Ricerca: proroghe contratti a termine, necessario proseguire

Il 14 dicembre scorso al CNR, dopo una lunga trattativa, è stato firmato l’accordo che proroga al 2016 i contratti a tempo determinato di circa 800 precari.

Per i segretari generali della FLC CGIL e UIL RUA, la stipula dell’accordo rappresenta “lo strumento che la direttiva europea ammette per derogare ai limiti temporali imposti alla durata dei contratti a tempo determinato e al periodo di stacco fra un contratto e il successivo”.
“Diversamente da altri sindacati – sottolineano Pantaleo e Civica – spesso in sintonia con le amministrazioni contrarie ad avvalersi di questa opportunità o pronti a rinunciare ad accordi sottoscritti alla prima alzata di ciglio dei vertici degli enti, abbiamo sempre difeso tale metodo nell’esclusivo interesse di salvaguardare i posti di lavoro in una fase in cui per motivi più che evidenti non ci sono alternative credibili”.

Sebbene vi sia soddisfazione per l’accordo raggiunto al CNR, è ora necessario che i sindacati siano convocati per firmare accordi analoghi in tutti gli enti e gli atenei dove ciò si renda necessario.

Il comunicato di Pantaleo e Civica

Il nostro commento alla firma dell’accordo al CNR

Cordialmente
FLC CGIL nazionale

[Reblog]: Intervista al presidente ISTAT

“Più cultura statistica contro i sondaggi-fuffa”

Dario Ronzoni

Nell’universo di dati diffusi, è difficile individuare quelli elaborati in modo corretto e quelli che, invece, seguono procedure non controllabili, soprattutto in un’epoca in cui le statistiche vengono usate per influenzare il dibattito pubblico, come spiega a Linkiesta Enrico Giovannini, presidente dell’Istat.

17 novembre 2012 – 15:40

Dati buoni, dati cattivi. La differenza sta nelle metodologie con cui vengono creati, attraverso ricerche più o meno serie. Come spiega Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, «al giorno d’oggi i dati contano sempre di più, ed è fondamentale che siano fatti secondo processi trasparenti», seguendo metodi sicuri e adottando una comunicazione attenta affinché vengano usati in modo corretto. Non tutti lo fanno. E la conseguenza è che si creano titoli urlati, la confusione cresce e diventa più difficile prendere le migliori decisioni.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/statistiche-istat-cgia#ixzz2CefeppUl

Ha isolato il virus dell’aviaria. Pronta a fuggire dall’Italia

Quando scoprì l’H5N1 si oppose all’idea di circoscrivere le informazioni a pochi laboratori

Ha isolato il virus dell’aviaria
Pronta a fuggire dall’Italia

Per lei spazi ridotti nella mega struttura di Padova

La «Torre della ricerca» a PadovaLa «Torre della ricerca» a Padova

Quando stamane gli presenteranno Ilaria Capua come una fuoriclasse simbolo della ricerca italiana nel mondo, Giorgio Napolitano abbia chiara una cosa: senza una svolta se ne andrà anche lei. Dove lavora, infatti, le hanno detto che deve accontentarsi degli spazi che ha. Inaccettabile, per chi gioca una partita planetaria…

continua su corriere.it

[Reblog]: Da Gelmini a Profumo, la politica contro l’università e la ricerca

fsyloslabiniLa scuola, l’università e la ricerca sono state oggetto delle uniche riforme strutturali varate dal governo Berlusconi ovvero dal governo del “con la cultura non si mangia” e del “perché dobbiamo pagare uno scienziato quando facciamo le scarpe migliori del mondo”.

Questo apparente paradosso si spiega semplicemente considerando che in questi settori sono stati operati dei tagli di spesa profondi in quantità e spietati in qualità, per la ferocia con cui sono stati effettuati e per il disinteresse se non il disprezzo verso le nuove generazioni di ricercatori e verso coloro che, non avendo ancora raggiunto una posizione permanente nella scuola o nell’accademia, si sono trovati di fatto espulsi dal sistema e privati di possibilità di entrarvi nel prossimo futuro. Questi tagli di spesa sono stati dunque utilizzati per fare cassa: questo è stato l’interesse primario considerando che le scelte politiche sono state date in “subappalto”…

continua su http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/12/francesco-sylos-labini-da-gelmini-a-profumo-la-politica-contro-l%E2%80%99universita-e-la-ricerca/

[Video]: Nuove tecnologie per le opere d’arte

Fonte: Rai

Nuove tecnologie per le opere d’arte – Geo Scienza

Ospiti di Marco Castellazzi, Giorgio Fornetti e Massimiliano Guarneri, ricercatori dell’ENEA. Nel loro laboratorio è stato messo a punto uno speciale radar tridimensionale che permette di studiare le opere d’arte, uno straordinario strumento che legge e riproduce fedelmente tutti i colori di un affresco. Una preziosa tecnologia italiana per poter intervenire a tutela del nostro patrimonio