10 aprile: presidio a Roma dei Precari della Conoscenza

Mercoledì 10 aprile 2013 alle 14 è stato indetto un presidio a Roma presso il Ministero dell’Istruzione. “La FLC CGIL – dichiara Domenico Pantaleo - riparte con le iniziative di lotta in tutti i comparti della conoscenza per conquistare maggiori investimenti, una legge nazionale per il diritto allo studio, il superamento del precariato, il rinnovo dei contratti nazionali e un welfare inclusivo e universale”.

Locandina, volantini e immagini per il tuo profilo Facebook

Presidio 10 aprile2013

Con l’iniziativa del 10 aprile la FLC CGIL intende “rivendicare  una radicale svolta rispetto alle scelte catastrofiche dei Governi Berlusconi e Monti“, con la convinzione che “per garantire a tutti il diritto al sapere bisogna ripartire dalla valorizzazione del lavoro“.

“Al Ministro Profumo – prosegue Pantaleo – chiederemo di bloccare le ulteriore annunciate decisioni demagogiche e autoritarie, di limitarsi alla gestione dell’ordinaria amministrazione e di affrontare immediatamente le vere emergenze che riguardano il destino di tanti lavoratori precari”.

Riferendosi alla situazione politica, il Segretario generale della FLC CGIL dichiara che “serve rapidamente un Governo politico che possa dare quelle risposte di cambiamento necessarie a rispondere alla estesa disperazione sociale”. “Il 10 aprile – conclude Pantaleo – è l’inizio di  una incisiva e continua mobilitazione sociale perché senza scelte forti e radicali l’Italia non uscirà dalla crisi”.

SCARICA:

Locandina, volantini e immagini per il tuo profilo Facebook

Il CUN esprime il proprio parere sul Fondo di Finanziamento Ordinario del 2013

Il CUN esprime il proprio parere sul Fondo di Finanziamento Ordinario del 2013

La sintesi dei lavori del CUN del 26 e 27 marzo 2013.

02/04/2013

Vai agli allegati

Il Consiglio Nazionale Universitario ha approvato il proprio parere sul Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) del 2013.

Al di là della tempestiva predisposizione della bozza di decreto, come del resto già avvenuto lo scorso anno, il testo ricalca la distribuzione del FFO 2012.
Da notare però l’ulteriore diminuzione di 87 milioni di euro rispetto allo scorso anno che conferma la politica di soli tagli effettuata da questo Governo.
In sostanza il decreto non fa che confermare e prendere atto della politica seguita in questi anni nei confronti del sistema universitario.

Il CUN ha anche approvato una Raccomandazione sulla valutazione dell’impatto sull’offerta formativa del DM 30 gennaio 2013 n. 47 (testo non ancora disponibile).

Andrea Bonaccorsi, componente del Consiglio Direttivo dell’ANVUR, è stato sentito in audizione su dubbi espressi dalla comunità scientifica a proposito delle risultanze del calcolo degli indicatori delle mediane dei candidati all’Abilitazione Scientifica Nazionale che saranno trasmesse nei prossimi giorni alle Commissioni.

Il Consiglio Universitario Nazionale ha definito un questionario, che sarà proposto al Ministro Profumo per la sua messa in rete, per raccogliere opinioni per la definizione dei criteri di scientificità delle pubblicazioni e per il riconoscimento della scientificità delle riviste.

Avviato, infine il lavoro di esame delle proposte di istituzione degli ordinamenti relativi all’offerta formativa 2013-2014.

Nella seduta del 26 e 27 febbraio 2013 il CUN aveva approvato una mozione sull’equipollenza dei titoli rilasciati dalle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e Musicale prevista dai commi 102-107 della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013) il cui testo è ora disponibile.

La prossima riunione è prevista per i giorni 9 e 10 aprile 2013.

Allegati

Il Consiglio di amministrazione del CNR propone una razionalizzazione senza il confronto con i sindacati

La FLC CGIL non condivide questo metodo e diffida l’ente dall’approvare la proposta.

25/03/2013

Vai agli allegati

Il Consiglio di amministrazione del CNR, nella seduta di lunedì 25 marzo 2013 è stato chiamato a deliberare la proroga degli incarichi dirigenziali. Abbiamo appreso, invece che con nota del 22 marzo 2013 il Direttore Generale, con la giustificazione della prossima scadenza al 31 marzo di tutti gli incarichi, propone all’approvazione del CdA e dei Revisori dei Conti, anche una razionalizzazione dell’Amministrazione Centrale.

Si presenta come razionalizzazione, ma si tratta di una vera e propria parziale riorganizzazione dell’Amministrazione Centrale ordita senza, come dovuto, alcun confronto con le Organizzazioni Sindacali.

Si rammenta all’Amministrazione che l’art.19 del DLgs 127 del 4 giugno 2003, tuttora vigente, impone all’Ente il confronto con i sindacati più rappresentativi prima dell’adozione dei Regolamenti di Organizzazione e Funzionamento. Lo stesso articolo, al comma e, indica che è parte del ROF la definizione delle Direzioni Centrali e lo Statuto del CNR, redatto ai sensi del D.lgs 213/09,  all’art. 20 c.2 recita “ Il CNR assicura il rispetto delle norme e dei CCNL in materia di relazioni con le OO.SS.”

Il mancato rispetto di tali disposizioni non solo altera colpevolmente il modello di relazioni sindacali, ma rappresenta una totale mancanza di rispetto per i lavoratori dell’Ente che continuano a compiere ignari il proprio dovere.

Noi non condividiamo il metodo utilizzato dalla dirigenza dell’Ente, denunciamo la palese violazione della legge e diffidiamo l’Ente dall’approvare tale proposta.

Nel merito si ritiene che la parziale riorganizzazione proposta risponda a principi altri rispetto all’effettiva razionalizzazione del modello organizzativo. La costituzione di una vera e propria, seppur mascherata, “Direzione Centrale degli Affari Giuridici”, rischia, se non accompagnata da una effettiva autonomia professionale degli “avvocati” dell’Ente, di acuire le lentezze che rendono l’Area giuridica un collo di bottiglia nella filiera organizzativa, che si ripercuotono sulla Rete Scientifica. Ciò si somma al declassamento di alcuni Uffici e all’affidamento “fiduciario” dell’incarico di responsabile, avvenuto trascurando totalmente le professionalità interne agli Uffici e non dando spazio a tutto il personale CNR di poter manifestare interesse per gli incarichi detti, disegnando un quadro organizzativo che non è stato condiviso con i lavoratori e le loro rappresentanze.

Denunciamo inoltre come, con ben oltre due anni di ritardo sulla adozione dei Regolamenti, l’Ente si appresti a elaborarli partendo dalla riorganizzazione della Amministrazione Centrale, come se questa potesse avvenire senza aver prima definito il quadro organizzativo della Rete Scientifica e senza aver apportato le necessarie revisioni dello Statuto, che lo stesso Presidente Nicolais aveva promesso al momento della nomina come elemento centrale della sua azione di governo.  Ancora una volta, si deve dolorosamente constatare come la burocrazia che, in ogni occasione il Presidente ed il Direttore Generale dichiarano essere l’elemento fondamentale di supporto alle attività della Rete Scientifica, diventi, invece, predominante e disegnata non sulla base di una semplificazione dei rapporti con la Rete, ma di una concentrazione di competenze e poteri.

Allegati

[Reblog]: La ricerca pubblica incontra i candidati alle elezioni politiche

Importante occasione di dibattito a Roma il 19 febbraio 2013 dedicata agli specifici temi del settore. Sarà possibile seguire l’iniziativa in diretta streaming.

14/02/2013

Vai agli allegati

In maniera unitaria le organizzazioni sindacali della ricerca(FLC CGIL – Cisl Fir – Uil Rua – Anpri) si fanno promotrici di unincontro con i responsabili dei partiti politici (al momento sono confermati: Umberto Guidoni, SEL – Marco Meloni, PD – Giulia Rodano, Rivoluzione Civile – Maria Paola Binetti, UDC, Ezio Bussoletti, Fare per fermare il declino) per discutere dei problemi prioritari di questo settore partendo da alcune specifiche domande.

L’incontro si terrà a Roma martedì 19 febbraio alle ore 11 presso il Centro Congressi Cavour in Via Cavour 50A.
Sarà disponibile la diretta streaming dell’evento a questo indirizzo.

______________________

La ricerca pubblica incontra i candidati
alle elezioni politiche

Roma, 19 febbraio ore 11.00
Centro Congressi Cavour, Via Cavour 50A

… continua su flcgil.it

FLC CGIL alla Corte di Strasburgo per i diritti dei precari

Precari: la nostra vertenza a Strasburgo

La FLC CGIL sarà a Strasburgo per difendere le ragioni dei precari con oltre 36 mesi di servizio rivendicando per loro la stabilizzazione.

È questo un fatto eclatante e senza precedenti che dimostra quanto la FLC CGIL insieme alla CGIL – si sia battuta contro l’abuso dei contratti a termine fatto dalla pubblica amministrazione nella scuola nonostante ci siano i posti liberi.

Il Tribunale di Napoli ha infatti riconosciuto alla nostra organizzazione il diritto di costituirsi in giudizio alla Corte di Giustizia Europea in quanto rappresentativa degli interessi di questi lavoratori. Scarica il testo dell’Ordinanza.

Il Tribunale di Napoli ha messo in dubbio se la legislazione italiana, che non consente nella scuola statale la conversione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato dopo 36 mesi di servizio, sia in contrasto con la normativa europea.

Questa decisione rende ancora più forte l’impegno della nostra organizzazione a favore di una battaglia di civiltà per dare sicurezza e futuro alle persone e alla scuola che così può contare su personale qualificato e stabile.

Si tratta di una tappa importante che è il frutto di una lunga e diffusa campagna politica e vertenziale promossa dalla FLC CGIL a partire dal 2010 contro il Collegato Lavoro voluto dall’allora Ministro Sacconi.

Chiederemo al prossimo Governo prioritariamente un credibile piano pluriennale di stabilizzazione dei precari.

Cordialmente
FLC CGIL nazionale

INGV: firmata l’integrazione all’accordo per la proroga dei contratti a tempo determinato

INGV: firmata l’integrazione all’accordo per la proroga dei contratti a tempo determinato

Conclusa positivamente la complessa vicenda dei precari dell’INGV.

22/12/2012Il 20 dicembre 2012 presso la sede dell’INGV si è svolto l’incontro sindacale tra FLC CGIL, FIR CISL, UIL RUA, ANPRI e l’Amministrazione dell’Ente (Presidente Prof. S. Gresta e Direttore Generale Dott. M. Ghilardi).

L’Integrazione all’Accordo si è resa necessaria per includere positivamente le recenti normative fatto salvo l’Accordo già firmato il 18 luglio 2012. Un confronto serrato e chiaro che ha prodotto un testo che nel confermare l’Accordo già siglato, ha permesso di integrare ulteriori elementi.

Siamo soddisfatti per il risultato che chiude una vertenza difficilissima, che ci ha visto impegnati insieme alla UIL RUA, con lo sciopero del personale dell’INGV del 10 dicembre e che permette ai precari di mantenere il loro rapporto di lavoro a tempo determinato, senza passare per ulteriori interruzioni o altre procedure concorsuali, in deroga ai vincoli secondo quanto disposto dall’art 5 comma 4bis del DLgs 368/2001.

Si conferma la bontà dell’azione della FLC CGIL e delle legittime rivendicazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INGV.

Allegati

Comunicato FLC: INFN 2012, un disastro

Il comunicato FLC del febbraio scorso, terminava così: “non vorremmo il 1° marzo constatare che all’INFN i suonatori sono cambiati, ma la musica è sempre la stessa: scelte poco condivise, scarsa professionalità e spreco delle poche risorse disponibili”.

Purtroppo la musica è rimasta la stessa. Anzi è peggiorata: sembra incredibile ma per il personale il presidente professor Ferroni è riuscito a fare peggio del suo predecessore, professor Petronzio.

Il presidente Ferroni ha deciso che il personale non è importante.

Partiamo dagli auguri di Natale (si legga qui): si parla di problemi e di successi INFN nel 2012 che sta per finire, ma non c’è traccia di auguri o ringraziamenti a tutto personale, nemmeno in una striminzita formula di rito. Una svista? Crediamo di no.

La delegazione trattante dell’INFN (composta dal vice presidente dell’INFN, professor Masiero, in qualità di capo-delegazione, e dal direttore generale dott. Giunti) è di fatto priva di potere trattante e decisionale. Il capo delegazione o è ancora del tutto impreparato in materia sindacale o ha deciso di umiliare tutto il personale INFN. Come? Innanzitutto considerando i sindacati come un fastidio e non come uno strumento, sancito dalla legge, a servizio dei lavoratori tutti. E poi con una serie ostinata di “no” che colpiscono tutto il personale: dall’opposizione testarda ai passaggi di livello per tecnici e amministrativi, all’ottuso rifiuto a prorogare (ove possibile) i contratti a tempo determinato; dall’immotivato  rifiuto di assumere ricercatori risultati idonei all’ultimo concorso a tempo indeterminato (nel 2010) al non informare, prima dell’approvazione e come richiesto dalla legge, i lavoratori sui contenuti del Piano Triennale; senza dimenticare che più del 10% del personale ha una retribuzione inferiore del 20% perché non iscritto alla Polizza INA. L’annoso problema della tassazione degli arretrati e lo sbaglio sistematico delle detrazioni fiscali in busta paga (i conguagli di dicembre quest’anno saranno da capogiro!), dimostrano incapacità gestionale oltre che cattiva volontà.

Il messaggio per il personale è disastroso. Ci chiediamo su quali basi, dopo la sonora batosta della cancellazione del progetto bandiera SuperB,  il presidente Ferroni potrà far ripartire l’INFN. Tra le tante possibili, siamo convinti che vessare il personale non sia la scelta migliore.

Noi non ce ne dimentichiamo: Auguri a tutti! A tutto il personale, per delle festività natalizie il più possibile serene, nonostante i tanti sacrifici nati dalle scelte del Governo e dalle inadempienze dell’ente.

FLC CGIL

Seguirà un comunicato con informazioni dettagliate su ciascuno dei “no”, con cui la dirigenza INFN ha voluto festeggiare le festività natalizie.

Precariato: ultima possibilità per rimediare a un danno.

Mercoledì 21 novembre 2012. Ministero della Funzione Pubblica. Incontro sul precariato nella pubblica amministrazione. C’è in gioco il futuro lavorativo di centinaia di migliaia (avete letto bene, centinaia di migliaia) di lavoratori -precari a vario titolo- del pubblico impiego. Senza questi lavoratori si bloccheranno servizi essenziali della sanità e dell’istruzione, eppure si spende quasi un’ora per discutere la situazione di quattrocento (400) lavoratori precari dell’INGV. Perché? Perché in questo caso la soluzione è a portata di mano: sia i soldi per mantenerli in servizio sia la forma contrattuale, attraverso l’accordo sindacati-ente firmato il 18 luglio scorso dal presidente INGV. Il problema è tutto nella deresponsabilizzazione della dirigenza INGV che invece di operare a norma di legge rendendo esecutivo l’accordo, si è rifugiata dietro la richiesta di un parere alla FP.

La risposta della FP (nelle parole del dottor Naddeo e della dottoressa Barilà) data alle parti sociali, in un contesto pubblico di fronte a centinaia di persone, è inequivocabile, quasi imbarazzante per tutte le dirigenze:

- gli accordi che riguardano le proroghe dei contratti a termine non necessitano di alcun parere né di alcuna autorizzazione da parte della FP;

- il parere reso dalla FP all’INGV conferma pienamente l’accordo firmato;

- i direttori generali sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilità senza farsi scudo della FP.

I numeri dell’INFN sono ancora più piccoli di quelli dell’INGV. Il problema immediato sono una ventina di stabilizzandi in scadenza a fine dicembre 2012, tutti lavoratori della cui professionalità l’INFN dice di volersi avvalere. L’INFN avrebbe potuto mantenerli in servizio siglando un accordo con i sindacati, come è stato fatto all’INGV. Arroccandosi invece dietro il supposto parere negativo della FP, l’INFN ha scelto la strada dell’emissione di bandi per nuovi posti a TD, i cui concorsi si stanno celebrando in questi giorni.

Quale è il disastro che si nasconde dietro questi nuovi posti a TD? Significa diminuire di 22 unità il numero di TD che possono essere tenuti in servizio nell’INFN. Gli stabilizzandi “non contano” perché sono pagati su fondi interni non sono soggetti al tetto di spesa imposto per i TD (35% di quello che l’INFN spendeva in TD nel 2003); mantenerli in servizio con un nuovo TD significa “doverli contare” e quindi rinunciare di fatto ad altri contratti a TD.

Il parere esplicito reso il 21 novembre dal dottor Naddeo e dalla dottoressa Barilà, indica all’INFN la strada da percorrere: siglare immediatamente un accordo con i sindacati per mantenere in servizio gli stabilizzandi, e usare i 22 posti a TD per dare un po’ di respiro alla difficilissima situazione delle assunzioni. Questo risolverebbe anche la questione degli stabilizzandi tecnici e amministrativi per i quali i vincoli della “spending review” di luglio impediscono di bandire posti a TD e che dovranno essere spostati su contratti su fondi esterni tipicamente fondi europei, rendendo molto “macchinosa” la rendicontazione a fine progetto.

La scelta di firmare o no un accordo con i sindacati è nelle mani del Presidente Ferroni e ancora di più del Direttore Generale Giunti. Il non farlo può avere conseguenze serie sia sul piano pratico che politico.

Il modo stesso con cui sono stati formulati i bandi lascia adito a pensare che l’INFN non voglia realmente tenere in servizio tutti gli stabilizzandi: “si vince” l’idoneità a essere chiamati per un posto a TD, di cui non è nota la durata, senza alcun vincolo da parte dell’INFN ad assumere. Non molto rassicurante come segnale, visto che gli stabilizzandi hanno superato diverse selezioni nella loro carriera e che collaborano a progetti importanti dell’INFN. A questo si aggiunge che uno stabilizzando a cui non venga rinnovato –per qualsiasi motivo- il contratto, potrà a norma di legge richiedere all’INFN il risarcimento del danno. In tempi di finanziamenti esigui, l’INFN dovrà sprecare risorse per pagare indennizzi a colleghi che avrebbero potuto continuare a lavorare dando il loro contributo al buon funzionamento dell’ente.

L’INFN ha due strade: firmare subito (prima dell’ultimo Consiglio Direttivo del 2012) un accordo con i sindacati riducendo la pressione dovuta alla mancanza di posti e risorse, oppure insistere nella scelta dei concorsi a TD aumentando la carenza di posizioni a TD, necessarie per tenere in servizio chi da anni “regge” l’INFN con il proprio lavoro. La seconda scelta può portare a problemi che ci sono già stati segnalati nelle ultime settimane. Per ora riguardavano (quelli risolti positivamente grazie alla tempestività della segnalazione) o riguardano solo poche lavoratrici.

Infine informiamo che è stata già inviata al Presidente Ferroni una richiesta (firmata da tutte le sigle sindacali) di incontro urgente in tema di precariato. È stata inoltre inviata una diffida per azione antisindacale, in quanto l’INFN ha approvato il Piano Triennale e la variazione di pianta organica senza informare, come previsto dalle norme vigenti, i sindacati.

FLC CGIL

Proroga dei contratti a termine all’INGV (e negli EPR): confermata la validità degli accordi decentrati

È quanto emerso alla riunione sul precariato nella Pubblica amministrazione. All’INGV si applichi ora l’accordo senza perdere altro tempo.

21/11/2012

Durante l’incontro tenutosi oggi, 21 novembre, presso il Ministero della Funzione Pubblica sul precariato nella Pubblica amministrazione, abbiamo posto il problema specifico degli effetti che il parere all’INGV ha prodotto sul contratto siglato nell’Ente e sulla contrattazione nell’intero comparto.

Il Dott. Naddeo e la Dott.ssa Barilà hanno confermato, questa volta in via ufficiale, quello che già sapevamo: gli accordi che riguardano le proroghe dei contratti a termine non necessitano di alcun parere né di autorizzazione da parte della Funzione Pubblica.
La Dott.ssa Barilà ha poi specificato che il parere reso a INGV non intendeva sconfessare l’accordo anzi confermare attraverso una ricognizione normativa la legittimità della fonte: solo incidentalmente si richiamava in chiusura la possibilità di un accordo quadro successivo sulla materia dei contratti a termine.

Abbiamo sollecitato la parte pubblica a intervenire formalmente viste le conseguenze indirette che il parere ha già prodotto. Il Dott. Naddeo, ricordando che i direttori generali sono chiamati ad assumersi le loro responsabilità senza farsi scudo del dipartimento Funzione Pubblica, ha annunciato un intervento chiarificatore nei confronti di INGV per le vie brevi riservandosi di individuare lo strumento più idoneo per rendere ufficiale la posizione della funzione pubblica sulla materia.
Si conferma quindi che gli accordi ai sensi del comma 4 bis dell’articolo 5 del DLgs 368/01 sono l’unico strumento legittimo per prorogare i contratti oltre la durata massima dei 5 anni.

Ovviamente, restano confermate le iniziative già annunciate da FLC CGIL e UIL RUA a partire dallo sciopero del personale dell’INGV la cui data verrà individuata nelle prossime ore. La speranza naturalmente è che, dopo questa ennesima conferma, l’amministrazione recepisca le nostre proposte e dia applicazione all’unico strumento che mette al riparo le funzioni dell’ente e l’occupazione dei precari.

Legge di stabilità: ricerca, il 18 ottobre presidio al MIUR

Comunicato unitario delle Segreterie Nazionali FLC CGIL, FIR CISL e UIL RUA

17/10/2012

Giovedì 18 ottobre 2012 ore 10.00
le lavoratrici e i lavoratori della Ricerca in presidio al MIUR

Né modello tedesco né americano. Dopo anni di progressiva erosione delle risorse, specchio del totale disinteresse della politica e del mondo delle imprese nei confronti della ricerca, siamo oggi arrivati alla condizione di quasi collasso di tutti gli enti. I processi di accorpamento e riordino, gli ultimi con la spending review, privi di un disegno organico e pensati con l’obiettivo esclusivo di realizzare risparmi, hanno prodotto la cancellazione degli spazi di democrazia e autogoverno, la paralisi di intere linee di ricerca, la perdita di competenze con conseguente espulsione dei precari e indebolimento complessivo del sistema ricerca.

Anzichè invertire questa tendenza il ministro propone l’ennesimo intervento in una sede impropria come il DDL stabilità. Si tratta, peraltro, di una proposta scaturita in modo assolutamente non trasparente e, viste le continue riscritture, dagli esiti pericolosamente incerti.

È inconcepibile pensare che il sistema della ricerca possa essere riordinato da una norma inserita in finanziaria. Il tutto senza un confronto con le comunità scientifiche, il personale degli enti e le organizzazioni sindacali.

È necessario aprire una nuova stagione per questo settore strategico partendo da un forte investimento, dall’assunzione dei precari e dalla mobilitazione di tutte le energie disponibili.

Ritirare l’articolo 11
aprire un confronto vero per costruire il rilancio di tutta la ricerca pubblica.

Le Segreterie Nazionali FLC CGIL, FIR CISL e UIL RUA
Roma, 16  ottobre 2012

Accorpamento EPR: comunicato FLC CGIL

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

11/10/2012

Voci insistenti prefigurano un altro intervento pesantissimo di “ristrutturazione” della seconda rete di ricerca. Mentre non è ancora terminato l’iter della legge 213 e di tutte le aberranti riorganizzazioni realizzate dal governo precedente, sembra ipotizzarsi una nuova pseudo “grande”  riforma con la finalità di ridurre la spesa.

Al di là del metodo semplicemente vergognoso, la tempistica, il contesto e il contenuto ci appaiano francamente inaccettabili.
Un Ministro e un Governo in scadenza di mandato e con le elezioni politiche alle porte non possono assumere decisioni che incideranno sul sistema della ricerca pubblica per i prossimi anni.

Lo diciamo con chiarezza e senza alcun dubbio: questo governo non ha alcuna legittimità per ipotizzare un “nuovo” riordino degli enti di ricerca. La ricerca italiana ha bisogno di un rilancio, fondato su nuovi investimenti, dentro un progetto Paese e non ulteriori tagli.

Serve una grande discussione pubblica che coinvolga la comunità scientifica e una campagna di ascolto dei bisogni reali di chi ogni giorno senza risparmiarsi svolge un ruolo essenziale per la nostra comunità. Tutto questo non rientra nella volontà dell’attuale governo perchè implica una idea di pubblico distante anni luce dalla fallimentare agenda Monti.
Rappresenta, piuttosto, l’ennesimo pretesto per ridurre gli organici e smantellare ciò che rimane degli enti pubblici di ricerca  mettendo a rischio prima di tutto i precari.

Dopo la riduzione di centinaia di posti nelle dotazioni organiche e il taglio del fondo ordinario era indispensabile una correzione di rotta. Invece, sembra confermarsi la direzione suicida che il Governo ha intrapreso in questo settore dopo i roboanti annunci del Ministro Profumo. Se il governo cercava una nuova occasione per aprire il conflitto con il personale e la comunità scientifica tutta l’ha trovata.

Facciamo appello alle lavoratrici e ai lavoratori, ai rappresentanti delle istituzioni, al parlamento affinchè si mobilitino per fermare questo delirio. Noi metteremo in campo tutte le azioni di lotta necessarie, come sempre, senza risparmiarci. Caro Ministro Profumo non faccia altri danni alla ricerca pubblica.

Proroga dei contratti a termine con accordo aziendale all’INGV: il commento della FLC al parere del Diparimento Funzione Pubblica

La norma che consente gli accordi decentrati per la deroga alla durata dei contratti a termine non è interessata dalle modifiche della legge Fornero. Cortine fumogene a parte.

05/10/2012

La recente riforma del mercato del lavoro – legge 92/2012 - ha introdotto  alcune modifiche al D.lgs 368/01. Segnatamente si prevede  l’introduzione di nuove rilevanti fattispecie proprio in materia di contratti a tempo determinato fondate sulla  nozione di “acausalità”.

In sostanza si prevede un “primo rapporto” di lavoro a termine della durata di 12 mesi privo di ragioni oggettive che ne giustifichino l’esistenza. Tale contratto può essere attivato direttamente o nell’ambito di una somministrazione di mano d’opera.

Il primo rapporto a tempo determinato può essere sostituito da un ulteriore contratto definito dall’autonomia collettiva (oltre il requisito delle esigenze tecniche od organizzative di cui al comma 1 D.lgs 368/01)  nell’ambito di un processo organizzativo determinato da alcune ragioni tipizzate: l’avvio di una nuova attività, il lancio di un nuovo prodotto o di un servizio innovativo, l’implementazione di un rilevante cambiamento tecnologico, la fase supplementare di un significativo progetto di ricerca e sviluppo, il rinnovo o la proroga di una commessa esistente.

In sostanza l’articolo 1 comma 1 bis D.lgs 368/01 novellato dalla  c.d  “Riforma Fornero” delega alle organizzazioni collettive, privilegiando il livello interconfederale e di categoria, la facoltà di sottoscrivere accordi per articolare diversamente la prevista nuova figura del contratto a termine acausale e per definire tetti massimi alla sua introduzione

L’articolo 5 comma 3 D.lgs 368/01 novellato prevede una ulteriore delega alla contrattazione in materia di durata dell’intervallo tra i contratti a termine.

Come è del tutto evidente si rischia di trasformare il contratto a termine sostanzialmente in un contratto di primo impiego alternativo totalmente a quello a tempo indeterminato.

Il parere della funzione pubblica affianca alle due descritte fattispecie, introdotte  dalla “Riforma  Fornero”, l’articolo 5 comma 4 bis  del D.lsg 368/2001 che, al contrario, non è interessato ad alcuna modifica da parte della nuova legge.

Si  richiama, infatti, l’articolo 7 comma 1 della legge 92/2012, in cui si stabilisce che le norme contenute nel testo sono principi di riferimento anche per i dipendenti della pubblica amministrazione e, al successivo comma 8, spiega che le condizioni della loro applicazione circa ambiti e modalità saranno decise nel confronto tra Ministro della funzione pubblica e organizzazioni sindacali.

Impropriamente l’ufficio della funzione pubblica si avventura ad annoverare tra gli ambiti l’intera disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato che, come è evidente agli occhi anche di uno studente al primo anno di giurisprudenza, se così fosse sarebbe sospesa nella sua applicazione  fino all’avvenuta  “armonizzazione” della legge 92/2012 alla pubblica amministrazione con, prevedibili, enormi  conseguenze.

Ovviamente non è così. Per quanto riguarda le materie derivanti dal D.lgs 368/01 queste continueranno a trovare diretta applicazione mentre saranno le “novelle” del citato decreto contenute nella legge 92/2012, come tutto il resto della  normativa, che richiederanno un confronto per potere essere applicate in una opera di  “armonizzazione” tra le diverse discipline anche  al  pubblico impiego. Eventualmente si arriverà anche ad un accordo collettivo nazionale che deleghi o abiliti la contrattazione di secondo livello ad operare nel senso previsto dalla legge nei casi citati dell’articolo articolo 1 comma 1 bis e 5 comma 3  come previsto  anche per i settori privati.

Tutto ciò riguarda però le fattispecie di nuova introduzione e non l’articolo 5 comma 4 bis 368/01 nell’ipotesi in cui fa riferimento alla contrattazione aziendale per la stipula di contatti collettivi in deroga ai limiti previsti dalla legge (36 mesi) che, lo ripetiamo, non è interessato da alcuna modifica come del resto la dottrina ha già chiarito in tutti i commentari della legge 92/2012 ( in questo senso: Chiusolo S. Il contratto a termine, in Guida alla riforma Fornero, i Quaderni di wikilabour a cura di Fezzi M. e Scarpelli F., in http://www.wikilabour.it; Speziale V. in corso di pubblicazione in AA.VV., Rapporto di lavoro e ammortizzatori sociali dopo la legge n. 92/2012, Ediesse, 2012; Voza R. Il contratto a tempo determinato, in Flessibilità e tutele nei contratti e nel mercato del lavoro. Commentario della legge 28 giugno 2012, n. 92, a cura si Chieco P. Bari, Cacucci in corso di pubblicazione).

Detto ciò pare di tutta evidenza il tentativo del dipartimento funzione pubblica di creare una sorta di “cortina fumogena” intorno alla normativa in questione con intenti che possiamo presumere ma evitiamo di commentare.

Un semplice pretesto privo di reale fondamento giuridico. Del resto, lo ribadiamo, le materie demandate alla fonte contrattuale, di cui si deve attendere l’atto di indirizzo del ministro sono, e non potrebbe essere altrimenti, solo quelle modificate dalla legge 92/2012 e non tutto il diritto del lavoro (!) esito a cui si potrebbe arrivare con una lettura meno attenta di questo  “fondamentale” contributo interpretativo degli esperti ministeriali.

Peraltro l’accordo siglato presso INGV è già perfettamente valido dal momento della sigla non prevedendo l’articolo 5 comma 4 bis alcun iter presso i ministeri vigilanti. Siamo comunque grati al dipartimento della funzione pubblica di averci consentito di offrire un utile chiarimento su materie complesse quanto scivolose che richiedono attenta lettura.

 

 

 

Comunicato unitario su precariato INFN – 28 settembre 2012

COME LASCIARSI SFUGGIRE ANCORA UNA VOLTA 

LA POSSIBILITA’ DI ASSUMERE 60 PERSONE (anzi, 59) 

L’incontro di trattativa di venerdì 28 settembre sul tema delle assunzioni e della spending review, data l’estrema gravità di quanto sta accadendo nel nostro Ente, ha visto la partecipazione di una nutrita delegazione di precari, che sono anche intervenuti al Direttivo in corso per incontrare il Presidente Ferroni. A fronte delle scadenze oramai molto vicine (31 ottobre per ridurre la pianta organica TA del 10% e 31 dicembre per assumere le 60 posizioni autorizzate dal DPCM del 27 luglio) le richieste dei sindacati sono state molto precise:

1) Far scorrere le graduatorie del concorso Mussi (6 posti da ricercatore)

2) Utilizzare le liste delle stabilizzazioni (16 posti da tecnologo + 6 da tecnico)

3) Fare un accordo in deroga per prolungare i TD in scadenza senza dover rifare un concorso.

L’INFN, in nome di quell’autonomia che (giustamente) chiede di avere nelle politiche scientifiche e del personale, può decidere di utilizzare tutte le graduatorie disponibili, nel pieno rispetto di tutte le normative in vigore. 

Può anche non farlo. 

E infatti le risposte sono state: 

1) NO allo scorrimento delle graduatorie Mussi: Si sceglie di non percorrere questa strada, perché “il concorso Mussi è stato fatto due anni fa ed oggi le politiche scientifiche dell’Ente sono cambiate”. Vorremmo però capire perché, secondo l’INFN, a distanza di soli due anni degli idonei a rigorosissimi concorsi per ricercatore non dovrebbero più essere in grado di perseguire le (sia pur mutate) linee scientifiche dell’Ente.

2) NO all’utilizzo delle liste delle stabilizzazioni : Il primo motivo addotto dall’Ente è che un funzionario del Dipartimento della Funzione Pubblica ha dichiarato che le stabilizzazioni sono finite. Peccato che il decreto legge 216/2011 dica il contrario. E l’INFN conosce bene la differenza tra una legge ed il parere, solo verbale, di un funzionario. E infatti alla fine la delegazione dell’Ente ha chiaramente ammesso che la motivazione della scelta è politica: l’Ente rifiuta il concetto di stabilizzazione, e ritiene che accettarlo equivarrebbe ad avallare la possibilità di accedere a posti a tempo indeterminato senza aver vinto un regolare concorso. Questo pregiudizio è prima di tutto ingiusto nei confronti di quei 21 precari che si sono visti riconoscere dalla legge il diritto alla stabilizzazione, avendo superato comunque una selezione (per non parlare delle precedenti idoneità a concorsi ottenute da molti di loro) e avendo lavorato per diversi anni nell’Ente, spesso assicurando il funzionamento di strutture importanti. Aggiungiamo che questo pregiudizio è ingiusto anche verso i sindacati che non sono certo qui a chiedere l’assunzione di emeriti sconosciuti opportunisti senza titoli. Ma soprattutto questo pregiudizio è miope, perché per un puntiglio si rifiuta di cogliere l’occasione per assumere personale di alta qualificazione, sfruttando al tempo stesso le risorse del turnover 2009 e chiudendo per sempre il problema delle stabilizzazioni.

3) NO all’accordo in deroga per il prolungamento dei contratti: Mentre questa strada viene perseguita da altri EPR, l’INFN vuole ancora una volta distinguersi, dichiarando di sentirsi “maggiormente tutelato” nel bandire nuovi concorsi per mantenere i contratti TD in scadenza al 31 dicembre. Anche qui è apparso chiaramente che la motivazione è politica: mentre a voce si dice di voler garantire il prolungamento di tutti i contratti, il vero obiettivo dell’Ente è quello di poter sempre decidere caso per caso. E anche qui la scelta dell’Ente risulta miope: per il solito puntiglio politico si rinuncia a dotarsi di uno strumento che permetterebbe , in caso di necessità, di prolungare i contratti TD di personale con almeno 5 anni di esperienza lavorativa in questo Ente (quando non 8 o 10), spesso impiegato in ruoli chiave. Senza contare che un simile accordo potrebbe comunque fissare poche semplici regole che permettano all’Ente di esercitare il proprio controllo sulla qualità del lavoro svolto da questo personale.

Cosa farà allora l’INFN? 

Per ora ha chiesto nuovamente l’autorizzazione a bandire i 60 (59) posti. Di fatto una simile scelta non sarebbe nemmeno in contrasto con la strategia proposta dai sindacati: nulla vieta che, dopo aver fatto le assunzioni possibili oggi, l’Ente bandisca altri posti per saturare il budget disponibile. Ma si tratta comunque di una scommessa, perché questa autorizzazione è stata già chiesta lo scorso febbraio, e la stiamo ancora aspettando. Però la dirigenza confida nel fatto che “stavolta arriverà”.

E se invece non arriva entro il 31 dicembre? O meglio, se non arriva con sufficiente anticipo da permettere all’Ente di fare i concorsi ed assumere i vincitori PRIMA del 31 dicembre ?

Confidano nel fatto che ci sarà una proroga.

Quindi, secondo loro… aspettiamo (rischiando di perdere tutto). 

Ma poi viene fuori che “se vedremo che la proroga non arriva…” l’Ente potrebbe anche considerare seriamente l’assunzione di 6 idonei al “concorso Mussi”. Quindi l’Ente è ben conscio di quello che rischia e che le proposte dei sindacati sono del tutto ragionevoli!

A fronte di questa totale chiusura il tavolo di trattativa si è spostato in Direttivo dove è stato chiesto un confronto con il Presidente per un intervento rapido sugli argomenti in questione. La posizione del Presidente è stata quella di confermare quanto emerso nel tavolo di trattativa.

Ribadiamo che, a norma di legge, l’INFN può e deve assumersi la responsabilità di fare delle scelte che siano prima di tutto a garanzia dei posti di lavoro.

Chiederemo un nuovo incontro al Presidente dell’INFN. E’ impensabile e offensivo nei confronti dei precari che il Presidente dell’INFN non segua in prima persona questa vicenda, in cui l’Ente sta facendo una pericolosa scommessa che potrebbe costare la perdita dell’intero budget assunzionale derivante dai pensionamenti del 2009 e del 2010, stroncando così le già magre prospettive dei suoi numerosi precari. L’INFN ha il dovere di continuare la discussione per evitare un simile disastro. Continueremo la battaglia per la difesa delle assunzioni che sono state autorizzate e, se sarà necessario, continueremo a intervenire ai Consigli direttivi interrompendone i lavori con il personale precario che rischia il posto di lavoro.

 FLC CGIL FIR CISL UIL RUA ANPRI
Ernesto Filoni Giuseppe Carinci Alberto Cecchinelli Antonio Passeri

P.S. La buona notizia è che 1 (una) persona è stata assunta.

Il 28 settembre sciopero di università, ricerca e AFAM

Il 28 settembre sciopero di università, ricerca e AFAM
Manifestazione nazionale a Roma con corteo da Piazza Esedra alle ore 9.

Il 28 settembre la FLC CGIL, insieme a UIL RUA, ha proclamato uno sciopero dei lavoratori dell’università, della ricerca, dei conservatori e delle accademie. Alla giornata di mobilitazione partecipano anche i lavoratori del pubblico impiego per lo sciopero proclamato dalle organizzazioni della Funzione Pubblica CGIL e UIL. È prevista una manifestazione a Roma con corteo che partirà da piazza Esedra alle ore 9.00 e giungerà in piazza Santissimi Apostoli per i comizi finali ai quali parteciperanno, fra gli altri, Domenico Pantaleo e Susanna Camusso.

La scuola sciopera il 12 ottobre. La FLC CGIL ha proclamato uno sciopero che sarà accompagnato da presidi e cortei che percorreranno le strade di tutto il Paese. Alle manifestazioni, si uniranno studenti genitori, associazioni, per chiedere più dignità per il lavoro, più investimenti, un cambio di rotta nelle politiche per l’istruzione. Nei prossimi giorni daremo notizia di come sarà articolata la giornata e delle maggiori piazze dove si terranno le manifestazioni.

28 settembre: le ragioni della protesta
Tante le ragioni dei lavoratori pubblici per scendere in Piazza e manifestare a Roma.
I tagli operati dal Governo Monti con la cosiddetta spending review rischiano di completare tristemente e definitivamente il tracollo dei settori della conoscenza.
Tagli agli organici, ai finanziamenti, soppressioni di Enti, aumento delle tasse universitarie… ancora una volta la ricerca, l’istruzione, l’alta formazione vengono viste non come motori di sviluppo per il Paese, ma come zavorra da tagliare.
Un’idea classista della conoscenza, appannaggio di pochi e subordinata alle scelte dei potentati economici, un’idea in continuità con il pensiero brunettiano del dipendente pubblico fannullone e improduttivo che sta portando l’Italia indietro di parecchi decenni.
Sempre più si stanno minando le potenzialità di sviluppo del Paese per colpire i lavoratori lasciando intatte le sacche di privilegio.

Per riaffermare il diritto allo studio, rivendicare adeguati investimenti, difendere il principio dell’autonomia scientifica ed organizzativa,
per denunciare la perdita del potere d’acquisto dei salari con i rinnovi contrattuali diventati ormai una chimera,
per contrastare il taglio degli organici e difendere la dignità professionale dei lavoratori pubblici,
per dare prospettive occupazionali ai tanti precari pubblici che rischiano il licenziamento,
per superare il blocco del turn over,
per battere il piano di smantellamento degli Enti Pubblici di Ricerca,
per tutte queste ragioni la FLC CGIL invita tutti i lavoratori delle università, degli enti di ricerca e dell’alta formazione artistica e musicale a far sentire la propria voce, a scioperare ed a manifestare il 28 settembre.
Kit materiali sciopero 28 settembre 2012
Volantini FLC CGIL-UIL RUA sciopero 28 settembre 2012

Cordialmente
FLC CGIL nazionale