L’Italia fanalino di coda nella formazione dei ricercatori

Storie di giovani medici alle prese con la specializzazione

Cristiano Alicino

L’Italia fanalino di coda nella formazione dei ricercatori

Che l’Italia investisse in ricerca meno di chiunque altro in Europa (l’1,1% del PIL contro una media europea dell’1,8%) è un fatto risaputo. Ciò che si apprende, ma non stupisce, da una recente indagine pubblicato dall’Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca Italiani (ADI) è che l’Italia, in tempo di crisi, sta progressivamente riducendo il suo investimento anche nella formazione dei ricercatori…

da healthdesk.it

[Reblog]: Cosmo Skymed di seconda generazione: i finanziamenti del MIUR

Fonte: Cesare Albanesi

Si apprende del sito dell’ASI che è stato recentemente firmato tra l’ASI e Thales Alenia Spazio il contratto per le fasi C/D/E1 del programma Cosmo-Skymed di seconda generazione che prevede ad oggi l’attivazione della sola fase C1 per una durata prevista di circa 6 mesi.

Il programma è commissionato da ASI e dal Ministero della Difesa e la messa in opera  con il dispiegamento di due nuovi satelliti è previsto a partire dal 2016.

Molte furono le critiche sollevate in passato  anche a livello parlamentare nella precedente legislatura su questo programma per un costo complessivo  che a quel tempo si aggirava in 550 milioni di euro  di cui solo 190 sarebbero finanziati dal Ministero della Difesa, mente i rimanenti 360 a carico dell’Agenzia  vale a dire del MIUR.

LA GUERRA ALLA “KASTA” PRODUCE MOSTRI

Pubblico impiego? Solo Kasta, produce sprechi. Tagliare, risparmiare, premiare solo i meritevoli. Il resto sono cervelli all’ammasso. Licenziare, raus. Il primo ad avere creduto nella battaglia populistica per eccellenza, quella contro la casta del pubblico impiego, i garantiti, non è stato Grillo, o Brunetta quando approvò una riforma del pubblico impiego inutile. E’ lo Stato italiano che, secondo i dati dell’Aran, l’agenzia che rappresenta la pubblica amministrazione nella contrattazione collettiva nazionale, ha tagliato 232 mila dipendenti pubblici tra il 2006 e il 2011, passati da 3.627.139 a 3.396.810… continua su furia dei cervelli

Università, contratti in scadenza. Bellanova interroga Profumo

Università del Salento

Lecce. Il 15 dicembre scadranno i contratti di 40 dipendenti dell’Ateneo. E non saranno rinnovati. La deputata chiede un intervento del ministro

LECCE – Il 15 dicembre scadranno i contratti a tempo determinato di circa 40 precari dell’Ateneo salentino. Si tratta principalmente di personale amministrativo e tecnico che con buona probabilità, stando alle informazioni diffuse dalle organizzazioni sindacali, non si vedranno rinnovare il rapporto di lavoro. La notizia del mancato rinnovo ha, com’è ovvio, gettato nello sconforto i lavoratori e le loro famiglie, che da un momento all’altro si ritroveranno senza certezze sul proprio futuro.
La deputata del Pd Teresa Bellanova ha inviato una interrogazione al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo con risposta in Commissione, chiedendo in che modo intenda intervenire per sollecitare la stabilizzazione di chi ne aveva maturato il diritto. E ciò, ha precisato la parlamentare, anche per evitare che questi disagi si ripercuotano, oltreché sui lavoratori, anche sugli utenti finali dell’Università, gli studenti.

INTERROGAZIONE
a risposta in commissione

BELLANOVA – Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Per sapere, premesso che:

- da quanto si apprende dagli organi di stampa circa 40 precari operanti nell’Università del Salento – in gran parte tecnici ed amministrativi dell’area informatica – rischiano di trovarsi senza un lavoro a seguito della scadenza di contratto il prossimo 15 dicembre;

- questi lavoratori, di concerto con le OO.SS., sembrerebbe abbiano dichiarato lo stato di agitazione dopo la notizia del mancato rinnovo dei contratti a seguito dello “stop dei revisori dei conti dello stesso Ateneo”, tanto da arrivare a mettersi tutti in ferie fino a scadenza e la causa, da quanto si legge, pare essere “la mancanza di risorse che metterebbe in difficoltà l’amministrazione universitaria”;

- le stesse OO.SS. contestano “che si sia arrivati a ridosso della scadenza per affrontare la questione”, peraltro si sono svolti nella giornata di lunedì e martedì scorso, tra l’amministrazione universitaria, le parti sindacali e i precari, degli incontri dai quali sembrerebbe essere scaturito che “i contratti a tempo determinato non saranno trasformati a tempo indeterminato, neppure nei casi in cui ci siano le condizioni per poterlo fare”;

- questa notizia ha suscitato tra i lavoratori un clima di sconforto e paura per il prossimo futuro, famiglie, molto spesso con figli che da un giorno all’altro si vedranno costrette a fare a meno di uno stipendio avendo sulle spalle mutui ed altre pendenze da evadere e bilanci economico-familiari da dover affrontare;

- la mancata proroga dei contratti da parte dell’Università del Salento per questi lavoratori, rischia, inoltre, di creare anche un disagio reale alla stessa struttura che finirebbe, facendo a meno di queste risorse, col razionalizzare servizi che dovrebbero essere a vantaggio dell’utenza: gli studenti;

se il Ministro in oggetto non ritenga di dover intervenire con urgenza per sollecitare gli organi preposti affinchè le aspettative dei lavoratori che hanno maturato il diritto ad essere stabilizzati non vengano d’un tratto infrante, creando anche gravi ripercussioni sull’assetto familiare ed economico degli stessi e non per ultimo sui servizi offerti agli studenti.

Bellanova,

Come volevasi dimostrare

da Foglietto della Ricerca

Redazione

Dopo lo stop imposto dalla Funzione Pubblica all’accordo integrativo del 18 luglio scorso, che aveva prorogato a tutto il 2016 i contratti a termine dell’Ingv con il personale precario, il cda dell’ente, riunitosi oggi in via di Vigna Murata sotto la presidenza di Stefano Gresta, ha deciso di rispettare la decisione di Palazzo Vidoni.

La delibera adottata dal consesso, da un lato afferma che “occorrerà attendere, a seguito dell’adozione da parte del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione dell’Atto di indirizzo quadro, nel rispetto della procedura vigente, l’eventuale successiva sottoscrizione del contratto collettivo nazionale” e, dall’altro  che “considerato che alla data del 31/12/2012 si potrebbe arrivare senza una definizione del succitato Atto di indirizzo quadro, il cda, a salvaguardia del personale a tempo determinato, avendo verificato che sussiste la copertura finanziaria per l’anno 2013, predispone l’emissione di bandi di concorso per le posizioni con scadenza 31/12/2012 di cui all’Accordo decentrato di Ente”.

L’Ingv, inoltre, precisa che “l’ente si impegna ad espletare le procedure concorsuali entro gennaio 2013 e ad individuare tutte le opportunità che possano garantire il riconoscimento dell’anzianità pregressa”.

Chi vuole salvare la “generazione perduta”?

Andrea Mariuzzo – 30 luglio 2012

Nell’intervista rilasciata da Mario Monti di qualche giorno fa a Sette ha suscitato molta attenzione una sua frase sulla “generazione perduta” dei 30-40enni. In particolare, parole come

Le risposte corrette l’Italia avrebbe dovuto darle dieci, venti anni fa, gestendo in modo diverso la politica economica, pensando di più al futuro e un po’ meno all’immediato presente. Alcide De Gasperi diceva che il politico pensa alle prossime elezioni, mentre l’uomo di Stato pensa alle prossime generazioni. Lo sottoscrivo. Quindi la verità, purtroppo non bella da dire, è che messaggi di speranza – nel senso della trasformazione e del miglioramento del sistema – possono essere dati ai giovani che verranno tra qualche anno. Ma esiste un aspetto di “generazione perduta”, purtroppo. Si può cercare di ridurre al minimo i danni, di trovare formule compensative di appoggio, ma più che attenuare il fenomeno con parole buone, credo che chi in qualche modo partecipa alle decisioni pubbliche debba guardare alla crudezza di questo fenomeno e dire: facciamo il possibile per limitare i danni alla “generazione perduta”, ma soprattutto impegniamoci seriamente a non ripetere gli errori del passato, a non crearne altre, di “generazioni perdute”.

hanno suscitato reazioni pienamente giustificate come quelle di Matteo Pascoletti, il quale si sente di chiedere al presidente del Consiglio risposte decisamente più incisive per un problema politico, quello della garanzia di prospettive certe di lavoro e carriera a una parte cospicua della cittadinanza, su cui in pratica si è deciso di soprassedere.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/mente-fredda/chi-vuole-salvare-la-generazione-perduta#ixzz22C5TKSnD

Cervelli, fuga obbligata

All’estero il 35% dei 500 migliori ricercatori.

di Fabio Dalmasso

Sono competenti, iperspecializzati, a volte geniali. E la scoperta del bosone di Higgs l’ha dimostrato. Eppure, i ricercatori italiani continuano a emigrare, complice la mancanza di fondi, la precarietà del settore e la scarsa meritocrazia del Paese in cui sono nati.

Sono quasi 1.300 quelli che hanno deciso di trasferirsi all’estero tra dicembre 2009 e febbraio 2010. Il 7% del numero totale dei cervelli italiani, circa 18 mila, secondo gli ultimi dati Istat.

Una fuga di cervelli che negli ultimi 20 anni ha fatto perdere all’Italia quasi 4 miliardi di euro, secondo i calcoli realizzati dall’Istituto per la competitività (Icom). L’importo corrisponde a quanto ricavato dal deposito di 155 domande di brevetto, dei quali l’inventore principale è nella lista dei top 20 italiani all’estero e di altri 301 brevetti ai quali diversi ricercatori italiani emigrati hanno contribuito.

D’altronde, ormai il 35% dei 500 migliori ricercatori italiani lavora all’estero: uno su due si considerano i primi 100. E la situazione non si annuncia rosea, visto gli ultimi tagli del governo di Mario Monti che ha previsto ridimensionamenti per tutti i 12 enti pubblici di ricerca, dal Cnr all’Area Science Park di Trieste… (continua su Lettera 43)

«Addio ai cervelli appena rientrati in Italia»

Due i casi alla Scuola di studi avanzati. Il direttore: «È l’effetto catastrofico della spending review»

“Ab Normal”. Neppure Igor (Frankenstein Junior) sarebbe riuscito a fare di meglio. Cervelli che vanno e vengono. La “spending review” del governo italiano è riuscita nell’impresa di far uscire i cervelli appena rientrati. Geniale revisione della spesa.

Alcuni fra i più brillanti “cervelli” italiani tornati in Italia da esperienze all’estero grazie agli sforzi degli istituti scientifici stanno infatti per fare le valigie e ripartire a causa dei tagli alla ricerca imposti dalla spending review. «Rischiamo effetti catastrofici» allarga le braccia il direttore della Sissa di Trieste, Guido Martinelli, lanciando l’allarme in vista della nuova fuga di giovani.

Martinelli cita l’esempio di due ricercatori che la Scuola superiore di studi avanzati sta per perdere a causa della nuova stagione di tagli in arrivo da Roma. «Uno dei due – sottolinea Martinelli – opera nell’ambito della fisica statistica e non possiamo assumerlo, almeno sino al 2016, a causa del blocco del turnover»… (continua su Il Piccolo)

[Reblog]: GAME OVER: Ennesimo fallimento dell’ennesima riforma

Diciamocelo chiaramente: anche la riforma Gelmini è un fallimento.

E questo non è un giudizio politico, ma un giudizio tecnico. I meccanismi messi in moto dalla legge  - a prescindere da qualsivoglia valutazione della loro bontà –  non funzionano.

Non funzionano i TD (sia A che B), troppo onerosi per gli atenei, banditi in numeri ristrettissimi con procedure spesso illegittime e non trasparenti. La tenure-track all’italiana era uno dei pilastri della riforma e si dimostra del tutto fallimentare, per via dell’assenza di bandi di tipo B (finora si contano sulle dita di una mano) e per il blocco delle abilitazioni… (continua su Ricercatori Precari)

Profumo: la fuga dei cervelli non esiste

ROMA – “Cervelli in fuga? Io credo nella mobilita’ e nell’apertura. Credo che sia giusto che le persone facciano esperienza in paesi diversi, ma credo anche che le persone che ritornano nel proprio paese siano piu’ forti e motivate“.

Il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, durante l’intervista col direttore del Corriere Univ, Mariano Berriola, nel corso della visita alla redazione romana del giornale, ha ribadito la propria idea sull’emigrazione di numerosi giovani studenti e lavoratori all’estero.

Il componente del governo Monti ha poi lodato l’iniziativa del Politecnico di Milano che, dal 2013-2014, inserira’ lauree magistrali esclusivamente in lingua inglese. “Il Politecnico e’ stato posizionato nei primi 50 posti al mondo, quindi le universita’ italiane sono diventate molto attente anche a questi aspetti. Per poter attrarre gli studenti nei nostri paesi bisogna essere anche organizzati linguisticamente. Il modello Milano non puo’ essere applicato a tutte le universita’“.

L’ORIENTAMENTO VA ANTICIPATO – “L’orientamento alla scelta dell’universita’ dovrebbe iniziare gia’ dal quarto anno delle superiori“. Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo durante una visita alla redazione della rivista Corriere dell’Universita’ Job oggi a Roma.

Sto pensando a un sistema di orientamento che coinvolga gli studenti piu’ grandi- ha spiegato il ministro- e agli operatori del mondo del lavoro, ad esempio con visite nelle aziende, oltre ovviamente alle istituzioni, che devono fare la loro parte. Anticipare questo aspetto al quarto anno permetterebbe agli studenti una scelta piu’ consapevole“.

Scegliere prima la facolta’ permetterebbe, spiega Profumo, anche una migliore preparazione ai test d’ingresso: “In tutti i paesi normali ci si prepara un anno prima per i test d’ammissione all’universita’ iniziare a luglio o agosto e’ sbagliato”.

MEDICINA? TEMO RICORSI – Una graduatoria unica per chi partecipa ai test di Medicina? Il ministro Francesco Profumo e’ contrario. In una intervista rilasciata al Corriere dell’Universita’ il ministro afferma: “Si potrebbe fare anche una graduatoria nazionale ma l’Italia e’ il paese dei ricorsi, e rischieremmo che venga bloccata. Le altre facolta’ invece hanno gli esami di ammissione da meno tempo, serve ancora un po’ di rodaggio prima di pensare a un’estensione anche a loro”.

5 luglio 2012

Le notizie del sito diregiovani.it sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia Dire» e l’indirizzo «www.diregiovani.it»

Se Profumo fa peggio della Gelmini

L’indecente proposta di usare come pretesto la Spending Review per togliere 200 milioni di euro alle università pubbliche e darli alle scuole cattoliche è scomparsa dal decreto varato tre giorni fa anche grazie alle reazioni dell’opinione pubblica (si veda, per esempio l’articolo di Nadia Urbinati) ma la soluzione trovata dai tecnici governativi è in realtà ancora più preoccupante per il futuro dell’istruzione superiore.

I fondi dell’università vengono in gran parte dallo Stato attraverso il Fondo di finanziamento ordinario e, in misura minore, dalle tasse degli studenti che, fino a ieri, non dovevano superare il tetto del 20% del finanziamento statale… (continua su Il Fatto Quotidiano)

Il Governo tecnico e l’autorizzazione smarrita

Come è noto, le assunzioni nella Pubblica Amministrazione sono soggette al doppio regime autorizzativo: vanno prima autorizzati i bandi di concorso, sulla base delle risorse liberate dal turn-over nell’Amministrazione richiedente, secondo i limiti stabiliti dalla normativa, e – dopo aver espletato i concorsi pubblici – vanno autorizzate le assunzioni per l’effettiva presa di servizio. Continua a leggere

Neutrino ballerino (a Radio3 Scienza)

Radio3 Scienza

20/03/2012

La velocità della luce, quella no, non ce la fanno a superarla. Ma i neutrini vantano molte altre proprietà bizzarre, che hanno creato bei grattacapi agli scienziati, come racconta il libro di Frank Close Neutrino (Raffaello Cortina, 2012). Noi ce le facciamo spiegare da Carlo Rovelli, fisico quantistico del Centre de physique théorique alla Université de la Méditerranée a Luminy, ed Emilio Migneco, coordinatore del progetto Km3Net all’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Al microfono Rossella Panarese

La musica di oggi è Masquerade: Hornpipe (Da Suite op.11) di Erich Wolfgang Korngold eseguita da Gil Shaham.