L’armata spaziale

Fonte: L’Espresso

Spese spaziali per finalità prevalentemente militari

(02 maggio 2013)

COSA ABBIAMO IN ORBITA MILIONI DI EURO
SINCRAL 1(2001) satellite per comunicazioni
450
SINCRAL 1(2009) satellite per comunicazioni
362
COSMO SKYMED (2007-2010) 4 satelliti spia
1137
COSA STIAMO COMPRANDO MILIONI DI EURO
SINCRAL 2 satellite per comunicazioni
235
ATHENA-FIDUS satellite per comunicazioni franco-italiano
63,5
MUSIS-SKYMED2 satellite spia
550
OPSAT 3000 satellite spia
350
HELIOS 2 quota satelliti spia francesi
92,4
OPSIS studio satellite spia
13,5
MGCP mappatura digitale del pianeta 
34,6

Fonte: Bilancio Difesa 2012

[reblog]: Le spese nazionali per i satelliti spia

Fonte: blog di Cesare Albanesi

Le spese nazionali per i satelliti spia.

L’Italia sta attraversando una terribile crisi economica ed occupazionale.
Scarsi sono i finanziamenti per agevolare la ripresa, ma molte sono le spese per il dicastero della Difesa.
Così pesantemente interviene sull’argomento un autorevole settimanale italiano
In tale contesto un ruolo pesante è rappresentato dai sistemi satellitari,
Per la costellazione di satelliti spia e di comunicazione militari già costati due miliardi di euro si aggiungerà un altro miliardo nei prossimi anni..
In particolare il settimanale parla dei satelliti Sicral 2 dal costo di 235 milioni di Euro e degli Athena in consorzio con la Francia per un valore di 63.5 milioni
Vi poi il piano Mgcp per la mappatura  digitale del globo per 34 milioni di euro e i satelliti spia (Cosmo SKymed) dal costo fino ad oggi di 1137 milioni di euro
Ed ancora  ne luglio 2012 è stato approvato l’acquisto di un ulteriore satellite spia l’Opsat 3000 di fabbricazione israeliana  dal costo di 350 milioni.
!82 milioni dovrebbero essere incassati da Israele, mentre gli altri saranno dati alla Telespazio che si interesserà del lancio e della gestione delle infrastrutture.
Non sono nuove le notizie riportate; infatti in più occasioni ne abbiamo parlato in numerosi articoli.
Questi costi sono tutti a carico della Difesa.? Quanto sono a carico del MIUR ed in particolare dell’Agenzia Spaziale che dovrebbe portare avanti programmi di ricerca e sviluppo?

[Reblog]: Cosmo Skymed di seconda generazione: i finanziamenti del MIUR

Fonte: Cesare Albanesi

Si apprende del sito dell’ASI che è stato recentemente firmato tra l’ASI e Thales Alenia Spazio il contratto per le fasi C/D/E1 del programma Cosmo-Skymed di seconda generazione che prevede ad oggi l’attivazione della sola fase C1 per una durata prevista di circa 6 mesi.

Il programma è commissionato da ASI e dal Ministero della Difesa e la messa in opera  con il dispiegamento di due nuovi satelliti è previsto a partire dal 2016.

Molte furono le critiche sollevate in passato  anche a livello parlamentare nella precedente legislatura su questo programma per un costo complessivo  che a quel tempo si aggirava in 550 milioni di euro  di cui solo 190 sarebbero finanziati dal Ministero della Difesa, mente i rimanenti 360 a carico dell’Agenzia  vale a dire del MIUR.

La scure sulla ricerca, taglio da 51 milioni di euro

di Marzio Bartoloni

19 aprile 2013

 L’unica a salvarsi è l’Agenzia spaziale italiana che conserverà gli stessi fondi dell’anno scorso, una ciambella necessaria per garantirgli la partecipazione agli impegni europei già presi. Per tutti gli altri 11 enti di ricerca – che comprendono tra gli altri il Cnr e l’Istituto di Fisica nucleare che ha contribuito alla recente scoperta del bosone di Higgs – e che sono vigilati dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca sarà cura dimagrante.
Cinquantuno milioni in meno, come sancito dalle forbici della spending review che voleva tagliare i fondi già dal 2012, ma il ministro Francesco Profumo, grazie soprattutto al pressing del Quirinale, è riuscito in extremis a salvarli. Ma non quest’anno visto che per il Fondo ordinario degli enti di ricerca – se si toglie la quota premiale che vale 139 milioni – ci saranno in tutto 1.598 milioni. Una cifra così bassa non si vedeva dal 2003 quando il Fondo valeva 1.550 milioni…
continua su Il Sole 24 Ore

Ricerca, Profumo dà 37 milioni a 4 enti che voleva cancellare

Ricerca, Profumo dà 37 milioni a 4 enti che voleva cancellare

Governo in stato confusionale fino all’ultimo. Prima dice che le strutture sono inutili, poi le finanzia

profumodi Stefano Sansonetti

Erano caduti sotto l’implacabile scure della spending review 2012. Quegli enti di ricerca, per il tecnogoverno guidato da Mario Monti, erano troppi e andavano tagliati. Dopodiché, complici proteste e ribellioni, sono riusciti a sopravvivere. E adesso l’esecutivo, che prima li voleva cestinare, ha predisposto un decreto che complessivamente li finanzia per 37 milioni e 844 mila euro…

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AMS, un successo italiano

Fonte: AGI

Spazio: Ferroni (Infn), dati Ams interessantissima conferma

17:19 03 APR 2013

(AGI) – Roma, 3 apr. – “I dati di AMS sono una interessantissima conferma con precisione maggiore dei dati rilevati dagli esperimenti spaziali Pamela e Fermi in questi ultimi anni”. Lo dice Fernando Ferroni dell’Infn. “Una conferma che non risolve certo il rebus dell antimateria in eccesso. Ma che indica come i dati dei due esperimenti (anche questi a fortissima presenza italiana) avessero visto giusto nel rivelare questa anomalia. Che sia o meno materia oscura non pu? che dirlo un ulteriore sforzo per produrre nuovi dati e analizzarli. Un lavoro che, come giustamente sottolinea il team AMS, richiede ancora del tempo e della prudenza”. (AGI) .

Spazio: Ams un successo internazionale e anche italiano

17:17 03 APR 2013

(AGI) – Roma, 3 apr. – La prima pubblicazione dell esperimento AMS e’ una pietra miliare per la Collaborazione internazionale AMS. Centinaia di scienziati, ingegneri, tecnici e studenti provenienti da tutto il mondo hanno lavorato insieme per oltre 18 anni per fare di AMS una realta’. La Collaborazione comprende 16 paesi in Europa, Asia e Nord America (Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Romania, Russia, Turchia, Cina, Corea, Taiwan, Messico e Stati Uniti) sotto guida del premio Nobel Samuel Ting, del MIT. La Collaborazione AMS opera in stretto contatto con l’eccellente team della NASA dedicato al progetto AMS presso il Johnson Space Center, collaborazione che si e’ estesa per tutta la durata del progetto.

L’Italia dato un importante contributo alla costruzione e operazione del rivelatore nonche’ all analisi dei dati, sotto la guida del Professor Roberto Battiston, deputy spokesperson di AMS, dell ‘Universita’ e INFN-TIFPA, Trento. La partecipazione dell ‘Italia e’ stata sostenuta dall’INFN e dall’ ASI e ha visto il coinvolgimento delle Universita’ e delle Sezioni INFN di Bologna, Milano Bicocca, Perugia, Pisa, Roma Sapienza e Trento in collaborazione con le industrie nazionali (CGS, CAEN, G&A Engineering, FBK). Il contributo alla realizzazione della strumentazione spaziale ha riguardato il sistema di Tempo di Volo e di Anelli Cerenkov (Bologna), il Tracciatore al Silicio (Perugia, Trento), il Calorimetro Elettromagnetico (Pisa), il rivelatore a Radiazione di Transizione (Roma), nonche’ il segmento a terra dei dati (Milano Bicocca). L’ analisi dei dati e’ stata realizzata usando le infrastrutture di calcolo dell’ INFN-CNAF (Bologna) e dell’ ASI-ASDC (Frascati).

AMS e’ un esperimento di fisica delle particelle sulla ISS, sponsorizzato dal Dipartimento dell Energia (DoE) nel quadro dell accordo di collaborazione tra DoE e NASA. AMS e’ stato costruito presso le universita’ e gli istituti di ricerca di tutto il mondo e integrato presso l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, CERN, Ginevra, Svizzera. E’ stato trasportato al Kennedy Space Center nell agosto 2010 a bordo di una speciale cargo C-5M dell Air Mobility Command dell Air Force. AMS e’ stato lanciato dalla NASA verso la ISS come payload principale a bordo della missione finale dello Space Shuttle Endeavour (STS-134), il 16 maggio 2011. L’equipaggio della missione STS-134, Greg Johnson, Mike Fincke, Greg Chamitoff, Drew Feustel, Roberto Vittori sotto il comando di Mark Kelly, ha installato con successo AMS come strumento esterno sulla ISS, come parte dell’ US National Laboratory, il 19 maggio 2011. Una volta installato, AMS e’ stato acceso e ha subito iniziato a misurare raggi cosmici primari nello spazio, trasmettendoli al Payload AMS Operations Control Center (POCC).

Il POCC si trova al CERN, Ginevra, Svizzera. (AGI) .

I risultati di AMS sulla ricerca di antimateria e la materia oscura

Si è svolto oggi al CERN di Ginevra, il centro del mondo della fisica delle alte energie, il seminario del premio Nobel, prof. Samuel Ting, portavoce dell’esperimento AMS, in merito ai risultati sulla misura della frazione di positroni, le antiparticelle degli elettroni, rispetto a quella degli elettroni stessi, una misura che conferma l’anomalia già osservata da altri esperimenti e che sembra indicare scenari al di là del cosiddetto Modello Standard. Ecco una rassegna sulla notizia:


AMS CONFERMA L’ECCESSO DI ANTIMATERIA NELLO SPAZIO: E’ MATERIA OSCURA?

Pubblicato Mercoledì, 03 Aprile 2013 17:08

Confermando le prime osservazioni di Pamela e Fermi, l’esperimento AMS 02 (collocato sulla Stazione spaziale internazionale) ha comunicato di aver osservato un eccesso di positroni (antimateria di elettroni) nello spazio rispetto all’atteso e con una importante distribuzione in un range di energia…

continua sul sito INFN


Mai osservata tanta antimateria nel cosmo

Dallo strumento Ams, forse l’origine nella materia oscura

03 aprile, 17:18

Il cacciatore di antimateria Ams installato all'esterno della Stazione Spaziale INternazionale (fonte: Collaborazione AMS)    Il cacciatore di antimateria Ams installato all’esterno della Stazione Spaziale INternazionale (fonte: Collaborazione AMS)

Finora non era mai stata osservata una tale abbondanza di antimateria nel cosmo: a scoprirla e’ lo strumento Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), in funzione all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale dal 19 maggio 2011 e frutto di una collaborazione internazionale alla quale l’Italia collabora con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi)…

continua su ANSA.it


Antimateria nello spazio: primo risultato di AMS

3 aprile 2013

Il  19 maggio 2011 in molti hanno seguito con il fiato sospeso la straordinaria operazione del trasferimento di AMS, uno strumento di  7,5 tonnellate,  mentre passava dal braccio robotico dello Shuttle al braccio robotico della Stazione, orbitando a 28.000 km/h mentre la terra scorreva veloce  sullo sfondo.

AMS è il  sensibile strumento spaziale  per lo studio della fisica delle particelle.

Dal suo punto di osservazione ~ 400 km sopra la Terra, l’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS) misura raggi cosmici primari che attraversano il rivelatore.

Da allora AMS ha iniziato a misurare i raggi cosmici  primari,  le particelle elementari di alta energia provenienti dalle profondità del cosmo e  che non possono essere osservate dalla  terra perchè vengono  fermate  dall’ atmosfera. Gli strumenti di AMS permettono la misura dei raggi cosmici di alta energia, fino a migliaia di miliardi di  elettronVolt…

continua su Astri e Particelle di Roberto Battiston


LA SCOPERTA DI AMS-02 SULLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

Nel cosmo c’è più antimateria del previsto

Forse dovuta alle pulsar o alle supernove. Nel primo caso si spiegherebbe la materia oscura. E una nuova fisica

Nel cosmo ci sono più particelle di antimateria di quanto si pensasse. Lo ha scoperto il rilevatore Ams-02 agganciato sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) dopo un anno e mezzo di osservazioni…

continua su corriere.it


L’Ams scova positroni nei raggi cosmici.
“Potrebbero essere tracce di materia oscura”

L’annuncio al Cern: dal 2011 lo spettrometro posizionato sulla ISS ha catturato quasi 400 mila di queste “strane particelle” con una precisione senza precedenti nella tempesta che spazza l’universo. “Ora serve capire qual è la loro origine”di ELENA DUSI

COME un retino, Ams va a caccia di strane particelle nello spazio. Simile a un satellite, ma fissato a un braccio della Stazione Spaziale Internazionale, oggi l’occhio della fisica a 400 chilometri di altezza chiamato “Alpha Magnetic Spectrometer” ha messo in mostra il suo primo raccolto di “farfalle”. Da quando i suoi rivelatori sono entrati in funzione  -  nel maggio 2011  -  Ams ha catturato 400mila positroni: elettroni con carica positiva che fanno parte di quel regno dell’antimateria che sempre nell’universo è indizio di fenomeni interessanti e misteriosi…

continua su repubblica.it


Viewpoint: Positrons Galore

Stephane Coutu, Institute for Gravitation and the Cosmos, Departments of Physics and of Astronomy and Astrophysics, Pennsylvania State University, University Park, PA 16802-6300, USA
Published April 3, 2013  |  Physics 6, 40 (2013)  |  DOI: 10.1103/Physics.6.40

The first results from the space-borne Alpha Magnetic Spectrometer confirm an unexplained excess of high-energy positrons in Earth-bound cosmic rays.

Figure 1
Plot: M. Aguilar et al. [1]; Grey region, see Ref. [4]

Figure 1 The positron fraction in high-energy cosmic rays. The new measurement from the AMS extends over a wider energy range and has much lower uncertainty than the earlier measurements from the PAMELA and Fermi-LAT satellites (or older balloon experiments). The AMS measurement confirms an excess in the high-energy positron fraction, above what is expected from positrons produced in cosmic-ray interactions. (The grey band indicates the expected range in the positron fraction, which is based on calculations in Ref. [4].)

Antimatter is rare in the universe today. As far as we know, all relic antimatter produced in the big bang disappeared long ago in annihilation reactions with matter particles. What this means is that any antimatter particles that we can detect in the flux of energetic cosmic rays near Earth must have been created by “new” sources within our Milky Way Galaxy…

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Sentenza TAR concorsi art. 15 all’ASI

dal blog di Cesare Albanesi

Sentenza del TAR: the day after

E’ molto probabile,a quanto risulta, che sia l’ASI, sia  i dipendenti penalizzati dalla recente sentenza del TAR Lazio, che annulla le graduatorie di un concorso interno per tecnologo, ricorrano al Consiglio di Stato.
Nel lasso di tempo potrebbe anche essere probabile che siano congelati dall’Ente gli aumenti di stipendi correlati all’esito concorsuale annullato.
E’ molto comprensibile pertanto uno stato di preoccupazione tra i vincitori del concorso.
Una cosa è certa che bisognerà provvedere per la riedizione del concorso alla nomina di una commissione ex novo.

I costi spaziali dell’Agenzia. La sede passa da 12 a 84 milioni

L’authority di vigilanza: opera affidata senza motivo a trattativa privata

ROMA – A chi fosse alla ricerca di nuovi incubi consigliamo un’interessante lettura. È una delibera dell’authority che vigila sulle forniture pubbliche, dove si racconta nei dettagli la storia della sede dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), ente statale che gestisce ogni anno 700 milioni di euro. E di come abbia fatto il conto, senza che nessuno battesse ciglio, a moltiplicarsi per sei: da 24 miliardi di lire (12 milioni di euro) a quasi 84 milioni e mezzo di euro. Quella delibera, approvata il 19 dicembre scorso, è il frutto di una indagine scattata dopo un esposto della Procura della Corte dei conti. E non è un caso che i suoi contenuti vengano ora citati in una relazione appena pubblicata dalla stessa magistratura contabile sulla gestione recente dell’Asi, dalla quale l’attuale presidente Enrico Saggese, ex dirigente di Finmeccanica ed esperto per lo spazio dell’ex presidente Pierfrancesco Guarguaglini, esce piuttosto ammaccato…

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La Corte dei Conti raccomanda all’Asi di contenere le spese

Fonte: Italia Oggi

La Corte dei Conti raccomanda all'Asi di contenere le spese

Più attenzione a contenere la spesa e a razionalizzare i costi di gestione: lo raccomanda la Corte dei Conti all’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), nella relazione sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria per gli esercizi 2010 e 2011. La relazione, redatta dalla sezione della Corte dei Conti per il controllo degli enti, rileva inoltre “una serie di illegittimità e di irregolarità connesse all’affidamento e alla gestione dell’appalto per la realizzazione della nuova sede dell’Agenzia” a Roma nell’area universitaria di Tor Vergata, da parte dell’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici.

Per il 2010, si legge nella relazione, la Corte dei Conti evidenzia un disavanzo finanziario di 61,5 milioni, peggiorato nel 2011 a 153,4 milioni in seguito della diminuzione delle entrate (-17,8%) conseguente alla riduzione dei trasferimenti statali (-13,34%). E’ stata registrata una riduzione modesta (-3,78%), nonostante l’aumento del 6,70% della spesa corrente. Una riduzione dovuta, si legge, alla “drastica riduzione delle spese in conto capitale (-89,87%)”.

La spesa per i programmi nazionali e per la partecipazione all’Agenzia Spaziale Europea (Esa), programmi che rappresentano circa il 93% della spesa complessiva dell’Asi, è aumentata del 2,74% nel 2010 e del 7,25 nel 2011. La spesa unitaria media per il personale è aumentata nel 2010 del 14,47% ed è diminuita nel 2011 dell’8,38%. Sempre relativamente al personale, la Corte dei Conti raccomanda all’Asi di non adottare provvedimenti di stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato su fondi provenienti da contratti di ricerca.

La Corte dei Conti ha invitato inoltre l’Asi ad “attenersi alle indicazioni del ministro vigilante in tema di designazioni per la nomina negli organi di gestione delle società partecipate”. L’avanzo di amministrazione, infine, si è ridotto nel 2010 a 374 milioni (-7,77% rispetto al 2009) e a 230,5 milioni (-38,39%) nel 2011. Nel 2010 l’Asi ha inoltre registrato un disavanzo economico di 154.4 milioni, peggiorato nel 2011 a 183.3 milioni, e il patrimonio netto al 31 dicembre 2010 si è ridotto a un miliardo (da 1,2 miliardi dell’anno precedente e nel 2011 si registra un’ulteriore riduzione del 17,32%, con un patrimonio netto di 875,5 milioni).

[Reblog]: Un brillante ping pong

DA FERMI A FERMI PASSANDO PER AGILE

Un brillante ping pong

Il satellite della NASA Fermi ha confermato e arricchito quanto rilevato dal satellite AGILE: l’universo è pieno di acceleratori cosmici. In questo articolo Patrizia Caraveo spiega l’idea del grande fisico italiano che ha permesso di arrivare a questo risultato, e quanto c’è ancora da capire

14/02/2013 20:00

W44Da giusto un secolo sappiamo che la Terra è costantemente sottoposta ad una doccia di raggi cosmici. Si tratta di particelle di altissima energia, per lo più protoni, che ci piovono addosso da ogni direzione. Difficile dire da dove vengano perché il debole campo magnetico che pervade la nostra galassia è sufficiente per curvare la loro traiettoria rendendo impossibile ricostruire la loro direzione di origine. Non resta che procedere a ritroso cercando di capire quali condizioni fisiche siano necessarie per accelerare particelle ad energie così alte (anche superiori a quelle raggiungibili dagli acceleratori del CERN)… continua su Media INAF

I fratelli maggiori di LHC. Gli acceleratori cosmici nel mirino di Fermi

Fonte: INAF, INFN, ASI

Il satellite Fermi ha avvistato le tracce dei potenti acceleratori che, come degli LHC cosmici, conferiscono alle particelle energia e velocità altissime per poi scagliarle nello spazio profondo, fino a farle giungere anche sulla Terra sotto forma di raggi cosmici.

Lo studio che presenta questo importante risultato, frutto di una vasta collaborazione internazionale, è pubblicato  sulla rivista scientifica Science del 15 febbraio, anche a firma di numerosi ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Agenzia Spaziale Italiana attraverso ASI Science Data Center ASDC.

Il satellite Fermi, lanciato in orbita l’11 giugno 2008, è una missione della NASA realizzata anche grazie all’importante contributo italiano: team scientifici  italiani hanno, infatti, costruito parti fondamentali dei rivelatori a bordo del satellite e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha coordinato e co-finanziato il contributo nazionale all’esperimento e contribuisce a distribuirne i dati tramite l’ASDC.

In particolare, il cuore del rivelatore di fotoni di altissima energia di Fermi, il LAT ( Large Area Telescope), che è lo strumento grazie al quale è stata possibile questa scoperta, è stato costruito in Italia dagli scienziati dell’INFN.

Lo studio ha esaminato ciò che resta  di due supernovae, cataclismi che avvengono nel cosmo quando una stella di grande massa esplode al termine della sua vita, scagliando nello spazio profondo particelle, elementi chimici (tra cui quelli indispensabili alla vita), onde gravitazionali e producendo un’onda d’urto violentissima. La teoria più accreditata prevede che questa onda, quando incontra i densi strati di materia (nubi molecolari) che si trovano nelle vicinanze dell’evento, inneschi il  meccanismo di accelerazione delle particelle ( in particolare i protoni) già previsto in forma semplificata da Enrico Fermi più di 60 anni fa e che è all’origine delle altissime energie raggiunte dai  raggi cosmici. Quelli che raggiungono copiosamente anche il nostro pianeta. I protoni però non solo vengono accelerati ad altissima velocità ed energia. Proprio come avviene nell’acceleratore di particelle LHC al CERN di Ginevra, che ha permesso agli scienziati di trovare il bosone di Higgs,  i protoni collidono fra di loro dando origine ad una cascata di particelle secondarie.

Finora mancavano prove dirette di questo meccanismo, da tempo ipotizzato dagli astrofisici: adesso il Large Area Telescope a bordo di Fermi lo conferma migliorando quanto era già stato rivelato dal satellite dell’ASI AGILE, frutto della collaborazione con INAF e INFN. Quando i protoni si scontrano, infatti, producono fra le altre una particella senza carica elettrica chiamata pione neutro. Questa particella decade immediatamente emettendo coppie di fotoni con una distribuzione di energia caratteristica. Proprio studiando i fotoni provenienti dai resti delle supernovae, i ricercatori di Fermi sono riusciti a trovare una quantità significativa di questi fotoni con la distribuzione in energia tipica del decadimento del pione neutro. La “firma” di collisioni protone-protone ad alta energia e quindi dell’acceleratore celeste.

E’ uno dei risultati più attesi ed importanti degli ultimi venti anni per la astrofisica delle alte energie e per la fisica astroparticellare – afferma Ronaldo Bellazzini coordinatore per l’INFN del gruppo di scienziati italiani di Fermi – Abbiamo ora l’evidenza diretta che la nostra galassia è popolata da una moltitudine di macchine acceleratrici in grado di portare i raggi cosmici ad energie cosi elevate che neppure potremmo immaginare di raggiungere con i nostri acceleratori terrestri. Queste ‘macchine’ cosmiche sono potenti laboratori per studiare fenomeni altrimenti inaccessibili con gli strumenti che l’uomo può pensare di costruire sulla terra”.

E’ interessante notare che il lavoro tratta di due resti di supernova che offrono condizioni ottimali per la rivelazione dei raggi cosmici perché il guscio di materia espulsa dalla stella si sta espandendo contro una nube di gas e polveri che offre i bersagli per fare interagire i protoni accelerati - aggiunge Patrizia Caraveo, responsabile INAF per il satellite Fermi.

E’ una grande conferma della scoperta del satellite AGILE pubblicata l’anno scorso da Giuliani et al. di emissione gamma da pioni neutri prodotti da raggi cosmici accelerati nella supernova W44” sottolinea Marco Tavani, dell’INAF, Principal Investigator del satellite AGILE. “E’ un risultato di straordinaria importanza per la scienza italiana che segue la tradizione di Enrico Fermi. Sono sicuro che sarebbe contento di noi, se potesse vedere questi risultati che finalmente, dopo molti decenni sono arrivati“.

DETECTION OF THE CHARACTERISTIC PION-DECAY SIGNATURE IN SUPERNOVA REMNANTS

Cosmic rays are particles (mostly protons) accelerated to relativistic speeds. Despite wide agreement that supernova remnants (SNRs) are the sources of galactic cosmic rays, unequivocal evidence for the acceleration of protons in these objects is still lacking. When accelerated protons encounter interstellar material, they produce neutral pions, which in turn More

Science 15 February 2013:
Vol. 339 no. 6121 pp. 807-811DOI:10.1126/science.1231160

Non solo Asi, Saggese nomina se stesso a capo delle ricerche aerospaziali

E Saggese si rinomina, contro la volontà del ministro Profumo, ancora una volta arreso di fronte a tanta tenacia. Già presidente dell’Agenzia spaziale italiana, con uno stipendio di 80 mila euro l’anno, il fedelissimo gasparriano Enrico Saggese si è autoproposto e fatto nominare presidente della controllata Cira, il Centro italiano di ricerche aerospaziali, società pubblico-privata con sede a Capua e controllata dal ministero della Ricerca (Profumo, appunto). Sono altri 90 mila euro lordi e un potere di governo locale e internazionale su una branca decisiva della ricerca italiana: l’aeronautica e lo spazio…

continua su repubblica.it

[Reblog]: Saggese, guanto di sfida a Profumo

Saggese, guanto di sfida a Profumo

Martedì 13 sarà nominato presidente del CIRA
ROBERTO GIOVANNINI

Si rischia un nuovo conflitto istituzionale tra il presidente dell’ASI Enrico Saggese e il ministro dell’Istruzione e Ricerca Francesco Profumo. Ancora una volta la questione è la nomina del vertice del CIRA, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, una società per azioni a maggioranza pubblica (ASI 47%, CNR 5%) che svolge ricerche avanzate in questo campo, presieduto attualmente presidente dallo stesso presidente dell’Agenzia Spaziale Saggese, intenzionato più che mai – secondo alcuni, con una determinazione di cui non si comprendono le ragioni – a mantenere anche la poltrona dell’istituto con sede a Capua. La scorso 16 aprile, con una lettera davvero molto esplicita anche se garbata nei toni, il ministro Profumo (autorità vigilante dell’ASI) aveva detto chiaramente di essere contrario a un nuovo mandato di Saggese per il Cira…

continua sul blog di Roberto Giovannini

L’Agenzia spaziale si salva Il super Cnr verso il naufragio

Fonte: La Stampa

Levata di scudi dei partiti contro l’unione di dodici enti di ricerca

ROBERTO GIOVANNINI

Pare naufragare l’ambizioso progetto del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo di unificare in una sorta di super-Cnr i 12 enti di ricerca nazionali. Per adesso non ancora definitivamente: dopo la levata di scudi da parte di tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, e la vera e propria rivolta dei diretti interessati, nelle bozze della Legge di Stabilità lo schema che aveva per titolo «razionalizzazione del sistema della ricerca» esce completamente stravolto.

Dunque, niente più accorpamento dei dodici enti scientifici oggi vigilati dal Miur (dall’Agenzia Spaziale Italiana all’Istituto di Fisica Nucleare fino agli istituti di astrofisica, geofisica e vulcanologia, in un «Centro Nazionale delle Ricerche». Una superstruttura affiancata da due nuove Agenzie che si sarebbero occupate rispettivamente di trasferimento di tecnologie e di finanziamento della ricerca. Dopo le prime indiscrezioni, sono bastati pochi giorni per suggerire al governo di modificare il progetto. Nella nuova stesura si prevede che presso il Ministero sia istituita una consulta formata dai presidenti dei 12 enti di ricerca coinvolti, coordinata dal presidente del Cnr Luigi Nicolais. Questa consulta dovrà proporre al Miur una revisione generale del sistema della ricerca entro il 31 gennaio 2013, ispirata a criteri di risparmio e di «governance unitaria e più efficace». Confermata. invece. l’istituzione dell’abilitazione scientifica unica nazionale, requisito per accedere a tutti i profili dei ricercatori e tecnologi degli enti pubblici di ricerca.

Ma non è affatto detto che anche in questa chiave più «concertativa» (tutti i presidenti degli enti erano insorti come un sol uomo contro il SuperCnr, progetto di cui non erano stati neanche informati) la riforma degli enti di ricerca possa andare in porto. Una prima ragione è politica: contro la riforma Profumo si sono schierati tutti i partiti. Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl, parla di «intento sbagliato, antieconomico e da delirio di onnipotenza». «Proposta inaccettabile», tuona il capo dei deputati azzurri Fabrizio Cicchitto. Stesse perplessità da Pier Luigi Bersani, leader del Pd. E anche l’Italia dei Valori, con Maurizio Zipponi, ha parlato di «follia».

Un secondo problema è economico: a leggere gli stessi conti del governo, l’operazione comporterebbe un risparmio di 3,7 milioni, solo l’uno per mille dei finanziamenti agli enti. Ancora, a parte i rischi di sovrapposizioni con il Miur e di «scassare» enti scientifici di eccellenza, nel modello tedesco cui si ispira il ministro Profumo il mondo della ricerca è completamente autonomo e sganciato dalla politica. Da noi tutte le nomine sono governative. Infine, sul progetto pende una spada di Damocle: la legge di stabilità non dovrebbe contenere riforme ordinamentali. Tantomeno una riforma così complessa, e da varare entro così pochi giorni.

Legge stabilita’: Gasparri, riordino enti ricerca? O cambia o si butta

Legge stabilita': Gasparri, riordino enti ricerca? O cambia o si butta

Legge stabilita’: Gasparri, riordino enti ricerca? O cambia o si butta

15 Ottobre 2012 – 18:20

(ASCA) – Roma, 15 ott – ”Credo che il testo finale del’art.11 della legge di stabilita’, relativo al riordino degli enti di ricerca sara’ profondamente modificato.

L’intento di riordino, cosi’ come viene declinato ora e’ inaccettabile. E’ un intento sbagliato, antieconomico e da delirio di onnipotenza”. E’ con queste parole che il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri commenta questa parte della legge di stabilita’ che prevede la cancellazione di 12 enti di ricerca…

continua su ASCA

Legge stabilita’: Zipponi (Idv), follia sopprimere Asi e accorpare enti

Legge stabilita': Zipponi (Idv), follia sopprimere Asi e accorpare enti

Legge stabilita’: Zipponi (Idv), follia sopprimere Asi e accorpare enti

15 Ottobre 2012 – 18:04

(ASCA) – Roma, 15 ott – ”Una follia”. Con queste parole Maurizio Zipponi, responsabile del Dipartimento Lavoro di Italia dei Valori, ha commentato all’ASCA la soppressione dell’Agenzia spaziale italiana, prevista dalla legge di stabilita’, insieme ad altri 11 istituti di ricerca…

continua su ASCA

[Reblog]: La Trimurti di Profumo

Posted by  on 15 ottobre 2012 at 06:46

 La spending review della ricerca comporterebbe un bel risparmio dell’1 per mille

Questa volta Francesco Profumo ha dato prova di inadeguatezza a svolgere il compito di Ministro della repubblica. Ha proposto un disegno di legge che rivoluziona la ricerca pubblica nazionale senza discuterne con nessuno, alla faccia della democrazia. Come prevedibile, si è scatenato un fuoco di sbarramento nella comunità scientifica e nel mondo politico. La mossa è da un lato troppo ambiziosa e dall’altro politicamente ingenua: un governo “tecnico” come l’attuale non è in grado di far passare in parlamento una riforma che è quindi destinata a morire sul nascere. In un paese normale non si può fare una riforma di sistema intrufolando un articolo in un provvedimento legislativo omnibus come la revisione della spesa della pubblica amministrazione – altrimenti detta spending review, tanto per scimmiottare quello che per definizione gli altri fanno sempre meglio di noi!…

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Gli enti di ricerca: “Ministro Profumo, ci spieghi la sua riforma”

Ieri la notizia sui giornali: tutti gli istituti scientifici saranno accorpati in un super Cnr. L’appello dei ricercatori italiani

12 ottobre 2012 di Valentina Arcovio

 “Vogliamo vederci più chiaro”. Sconcerto, delusione e forse anche un po’ di rabbia. È questo il sapore che hanno le prime reazioni dei presidenti dei principali enti di ricerca che il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, vuole accorpare in un unico ente, il Centro Nazionale delle Ricerche (Cnr). Neanche è stato messo nero su bianco che il provvedimento Razionalizzazione del sistema della ricerca, che dovrebbe essere inserito nel disegno di legge di stabilità, ha scatenato un’ondata di proteste nei 12 enti interessati alla fusione…

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[Reblog]: Enti di ricerca: tutti insieme, non appassionatamente

 

 

Enti di ricerca: tutti insieme, non appassionatamente

Tutti nel CNR. Dall’INFN all’INAF all’ASI, e così via, tutti e 12 gli enti di ricerca vigilati dal MIUR vanno dentro un “super CNR” (ma affiancato da due nuove agenzie, una per il trasferimento tecnologico e l’altra per i finanziamenti alla ricerca) secondo il piano presentato da Francesco Profumo al governo, piano di cui riferisce oggi il Sole 24Ore (ma la volessimo finire con queste dritte privilegiate a una testata piuttosto che a un’altra?)…

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