[Video]: dal TEDxCERN 5 video divulgativi sulla fisica delle particelle

Physicists from CERN team up with TED-Ed to create five lessons that make particle physics child’s play

Posted by: Kate Torgovnick
May 3, 2013 at 4:29 pm EDT
Particle physics. To some, the words may produce anxiety. And while, yes, it is complicated — it is far from incomprehensible. Today, the European Laboratory for Particle Physics, better known as CERN, held its first TEDx event, an illuminating look at how particle physics intersects with other disciplines.

As part of TEDxCERN, physicists from the famous institution, home of  the Large Hadron Collider (and birthplace of the Word Wide Web), teamed up with animators from TED-Ed to create easy-to-understand animated lessons that explain concepts like dark matter, big data and the Higgs boson in lay terms.Below, watch all five animations and find out: How did the universe begin? What’s up with antimatter? And why is everyone so excited about the Higgs boson? Enjoyable whether you are new to these terms or have been studying them for years…

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Buon compleanno, web

Fonte: CERN

On 30 April 1993 CERN published a statement that made World Wide Web technology available on a royalty free basis, allowing the web to flourish: http://info.cern.ch/

www20yearshttp://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html

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Materia oscura: nasce DAMPE

(AGI) – Perugia, 29 apr. – Sara’ siglato domani a Roma, nella sede della presidenza dell Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), l’accordo quadro di collaborazione scientifica tra Italia, Svizzera e Cina per l’esperimento Dark Matter Particle Explorer (Dampe), un nuovo progetto di ricerca nello spazio che sta muovendo i suoi primi passi grazie al contributo dei ricercatori dell Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell Universita’ di Perugia. Nel pomeriggio di domani le delegazioni internazionali visiteranno le strutture del Polo Scientifico Didattico di Terni e incontreranno i ricercatori coinvolti nel progetto.

Dampe (che segue di pochi giorni la pubblicazione dei primi risultati di AMS-02, il cacciatore di anti-materia con un cuore umbro, in orbita a bordo della stazione spaziale internazionale) ha come obiettivo scientifico lo studio di precisione di quell’eccesso di antimateria misurato da AMS-02 e si affianchera’ nei prossimi anni ad AMS-02 e FERMI nello studio degli aspetti peculiari dell Universo.

Verra’ realizzato da un gruppo di ricercatori dell Infn e dell Universita’ di Perugia nell’ambito di una collaborazione internazionale; questa volta non sara’ la Nasa a portare l’esperimento in orbita, ma l’agenzia spaziale cinese a bordo del razzo CZ-D2, alla fine del 2015. Responsabile del progetto scientifico a livello nazionale e’ Giovanni Ambrosi dell’Infn, che avra’ il compito di progettare e costruire nei suoi laboratori il tracciatore al silicio: una tecnologia molto avanzata per esperimenti nello spazio in cui il gruppo di ricerca perugino ha un esperienza riconosciuta a livello internazionale.

L’Universita’ di Perugia vede in prima linea il Dipartimento di Fisica e i laboratori della facolta’ di Ingegneria presso il Polo scientifico di Terni, dove la professoressa Bruna Bertucci e il dottor Antonio Faba avranno la responsabilita’ di sviluppare e attuare il piano di qualifica spaziale dello strumento nei laboratori Serms e Cem a livello internazionale; la collaborazione scientifica comprende l’Universita’ di Ginevra, l’Istituto per la Fisica delle Alte Energie (IHEP) di Pechino e il Purple Mountain Observatory della Chinese Academy of Science (CAS). La Cina sta sviluppando rapidamente il suo programma spaziale e questo nuovo esperimento e’ una delle cinque missioni approvate nel piano strategico di ricerca nello spazio dalla Chinese Academy of Science.

Bosone, la scienziata Gianotti: “Mai discriminata. Aiutare le donne con gli asili”

Eppure le donne nel campo della ricerca sono ancora una minoranza comedenuncia l’ultima indagine She Figures della Commissione europea. In media in tutta l’Ue una sola donna ogni due uomini siede nei comitati scientifici e di gestione

di | 29 aprile 2013

Gianotti, la scienziata del bosone: “Mai discriminata. Aiutare le donne con gli asili”

Le donne nel campo della ricerca sono ancora una minoranza: lo denuncia l’ultima indagine She Figures della Commissione europea. Come se una barriera invisibile impedisse loro di raggiungere incarichi decisionali. E in effetti, in media, in tutta l’Ue una sola donna ogni due uomini siede nei comitati scientifici e di gestione. Fabiola Gianotti è tra coloro che ce l’hanno fatta, che hanno sfondato il tetto di cristallo. All’Lhc di Ginevra, nel gigantesco microscopio sotterraneo, al confine tra Francia e Svizzera, ha diretto il team di 3mila scienziati coinvolti nel progetto Atlas, uno dei due esperimenti che ha permesso di catturare quell’inafferrabile particella ipotizzata nel 1964: il bosone di Higgs. Scoperta dell’anno secondo le riviste Science e Nature. E lei tra le cinque persone più importanti del 2012, secondo il Times

Quello squilibrio nell’universo senza il quale non esisteremmo

Osservata al Cern di Ginevra un’asimmetria fra materia e antimateria. Alcune particelle gemelle si sono scomposte in forme diverse, mentre avrebbero dovuto mantenere la propria uguaglianza anche in questa trasformazioneQuello squilibrio nell'universo senza il quale non esisteremmo

C’E’ uno squilibrio nell’universo, ma niente paura: è una buona notizia. E’ stata osservata una nuova imperfezione del cosmo, una asimmetria fra materia e antimateria. Una scoperta a firma italiana e che si deve all’esperimento Lhcb, uno dei quattro progetti del più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider del Cern di Ginevra, guidato da Pierluigi Campana. In via di pubblicazione sulla rivista Physics Review Letter al risultato partecipano molti fisici dell’Istituto Nazionale di fisica Nucleare (Infn)...
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Materia e antimateria, un indizio per risolvere il grande mistero dell’universo

Al Cern di Ginevra un esperimento potenzialmente storico

MILANO – Per il momento è solo uno spiraglio ma potrebbe, in futuro, aprire un varco in uno dei misteri meglio conservati della natura: perché all’origine dell’universo è prevalsa la materia di cui siamo fatti noi e le stelle mentre l’antimateria, che pur doveva esserci, non ha lasciato traccia, scomparendo del tutto? Ora al Cern di Ginevra con l’esperimento LHCb, uno dei quattro innestati nel grande acceleratore Large Hadron Collider, hanno ottenuto un risultato interessante che sarà pubblicato sullaPhysics Review Letter.

Pierluigi Campana, il fisico italiano che dirige l'esperimento LHCbPierluigi Campana, il fisico italiano che dirige l’esperimento LHCb

MESONI - In parole semplici, i fisici hanno scovato un’imperfezione inattesa che potrebbe portare a decifrare l’enigma. Producendo con il superacceleratore i mesoni Bs normali e i relativi anti-mesoni hanno visto che questi ultimi decadevano, si trasformavano in…
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Un altro italiano alla guida di esperimenti LHC: Camporesi nuovo portavoce di CMS

Fonte: INFN

Roma, 17 aprile 2013 – Tiziano Camporesi, che dal 2012 riveste il ruolo di vice-coordinatore dell’esperimento, entrerà in carica nel gennaio 2014 sostituendo l’attuale spokesperson, lo statunitense Joe Incandela.
Camporesi è uno dei tanti esempi della qualità della scuola italiana di fisica. Nato a Cotignola, in provincia di Ravenna, ha studiato a Bologna dove si è laureato nel 1981 con una tesi sperimentale al Cern.  Nel 1984 grazie a una borsa di post-dottorato per gli USA ha collaborato con l’esperimento Mac allo Stanford Linear Accelerator Center in California. Nel 1986, tornato in Europa con una fellowship del Cern ha fatto parte dell’esperimento DELPHI all’acceleratore Lep dove ha ricoperto vari ruoli di responsabilità fino a esserne eletto coordinatore nel 1998. Dal 1990 lavora come ricercatore al Cern.

Nel 2001 si è unito alla collaborazione CMS dove ha ricoperto ruoli di responsabilità in vari progetti (calorimetro adronico in avanti, calorimetro elettromagnetico) per poi coordinare la fase di preparazione e i primi due anni di presa dati a Lhc. È autore o coautore di più di 500 articoli pubblicati su riviste internazionali e membro di vari comitati scientifici internazionali.

“Mi congratulo sia personalmente che a nome dell’INFN con Tiziano per l’importante riconoscimento che questa nomina rappresenta – ha commentato il vice presidente dell’INFN Antonio Masiero – E’ un incarico di grande responsabilità in una fase importante e delicata del lavoro in corso in CMS. Si tratta di un nuovo, importante riconoscimento per quanto la fisica italiana fa in questo campo sia a livello di formazione che di attività di ricerca in ambito internazionale. Tanto più quando questo avviene al CERN, laboratorio che sentiamo anche come “nostro” centro di ricerca di punta nel campo della fisica delle alte energie”

29 settembre 2013: CERN open day

Fonte: CERN

Domenenica 29 settembre 2013

l’annuncio in inglese

Meet the people who make the discoveries, visit the installations where they work, discover the computer centre that is at the heart of the worldwide computing grid, explore hi-tech laboratories, descend 100 metres underground to the experimental caverns, visit the control centres where the scientists and engineers monitor and control their elaborate instruments, take in fascinating presentations about this amazing scientific adventure…

The detailed programme and instructions on how to sign up for the underground visits will be available soon via http://cern.ch/opendays.

l’annuncio in francese

Rencontrez les personnes qui réalisent les grandes découvertes, visitez les installations qui alimentent leurs recherches, découvrez le centre de calcul au cœur d’un réseau planétaire d’ordinateurs, explorez des laboratoires à la pointe de la technologie, plongez à 100 mètres sous terre dans les cavernes des expériences, visitez les salles de contrôle où les scientifiques pilotent leurs machines, assistez à de passionnantes conférences sur l’aventure scientifique…

Le programme détaillé et les modalités d’inscriptions pour les visites souterraines seront bientôt en ligne http://cern.ch/opendays.

LHC sul disco dei Megadeath

Fonte: Cube Magazine

Megadeth: ecco la cover di ‘Super Collider’

Il nuovo album in studio dei Megadeth, ‘Super Collider’, è finalmente pronto, per la felicità dei fan, che dovranno attendere ancora – prima di ascoltarlo – fino al prossimo 4 Giugno.
Il disco è stato pubblicato dalla nuova etichetta fondata da Dave Mustaine, la Tradecraft con distribuzione Universal Music Enterprises.

Ed in queste ore, la band ha deciso di pubblicare online l’artwork della copertina – che ritrae il Large Hadron Collider, ovvero l’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, utilizzato per le ricerche sperimentali nel campo della fisica delle particelle.
E la copertina non è certo scelta a caso: il filo conduttore dell’album è, infatti, legato al tema della famosa “particella di Dio” (il bosone di Higgs), a cui Mustaine si è appassionato ed a cui ha dedicato anche la title track dell’album.

Commentando la copertina, è stato lo stesso Mustaine ad asserire:

“La scienza è molto interessante. Cioè, io non credo nell’evoluzione, io credo nella Creazione, per cui la scienza per me arriva solo fino a un certo punto. Però mi piace guardare tutti gli strumenti utilizzati, con quei tubi, le valvole, i reattori e tutta questa roba. Dovreste vederla anche voi”.

E per accrescere la curiosità, la band ha deciso di postare online anche una breve anteprima del brano ‘Don’t Turn Your Back’, ascoltabile sul sito ufficiale della band: MegadethGame.com.

[Video]: Al Cern premio Europeo Fisica per la scoperta del bosone di Higgs

Cernobbio, (TMNews) – La prima edizione del Premio Europeo per la Fisica Edison-Volta è andata ai direttori del Cern di Ginevra Rolf Dieter Heuer (Oier), Stephen Myers e Sergio Bertolucci, premiati a Villa Erba Antica, a Cernobbio in provincia di Como, per l’enorme contributo dato dall’istituto alla scienza in 30 anni di lavoro culminati nell’individuazione del bosone di Higgs; una delle chiavi per capire l’Universo a partire dalla teoria delle particelle elementari, come spiega il direttore della Ricerca del Cern, Sergio Bertolucci. “La scoperta di questa particella che dà la massa a tutte le altre particelle, era il mattone fondamentale per tenere questa teoria assieme”Il premio è stato istituito da Edison e dal Centro di Cultura scientifica “Alessandro Volta” in collaborazione con la società europea di Fisica per promuovere l’eccellenza in questo settore scientifico. Un segno di “continuità con quella cultura della ricerca e dell’innovazione che Edison promuove da 130 anni” spiega l’amministratore delegato della società Bruno Lescoeur. “Questo mostra l’interesse che Edison ha avuto durante tutta la sua storia per la ricerca e l’interesse che continua ad avere, sostenendo la ricerca nel modo più efficace possibile”.Nell’occasione è stata anche consegnata la Borsa di studio Edison ad un giovane ricercatore, Federico Iori del Dipartimento di Scienze e metodi per l’ingegneria dell’università di Modena e Reggio Emilia. I fondi serviranno per supportare materialmente il suo tirocinio all’Università di Barcellona.

Bertolucci (Cern): senza ricerca Italia è marginale

Scienza/ Bertolucci (Cern): senza ricerca Italia è marginale

Il fisico del “bosone di Higgs”: Servono infrastrutture

Scienza/ Bertolucci (Cern): senza ricerca Italia è marginaleCernobbio, 13 apr. Molti ricercatori italiani hanno
contribuito agli studi del Cern di Ginevra che hanno portato alla
storica individuazione del bosone di Higgs, eppure in Italia la
ricerca arranca. Colpa di mancanze precise, ha spiegato Sergio
Bertolucci, direttore della Ricerca del Cern, a Cernobbio per
ricevere il premio Europeo per la Fisica Edison-Volta. “Il
problema in Italia è che è difficile mantenere il livello di
infrastrutture necessario per coltivare questa eccellenza – ha
detto – bisogna investire in educazione scuola e infrastrutture
di ricerca”…

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Il Bosone di Higgs e quelle scoperte che cambiano la vita

Scienza «Gli usi pratici? Imprevedibili. Sarà un cambio di paradigma»

Il Bosone di Higgs e quelle scoperte
che cambiano la vita

Le ricadute della ricerca spiegate dal capo del Cern

È stato assegnato sabato a Villa Erba (Cernobbio) il Premio europeo per la Fisica Edison-Volta indetto dalla Società europea di fisica, il centro Volta e Edison per la scoperta al Cern di Ginevra del bosone di Higgs. I riconoscimenti sono andati a tre personaggi chiave del risultato: il direttore generale Cern Rolf-Dieter Heuer, il direttore per gli acceleratori Stephen Myers e Sergio Bertolucci, direttore scientifico del Cern. Nell’articolo scritto per il «Corriere» Heuer spiega il valore che la scienza riveste per l’avanzamento della conoscenza e per le applicazioni possibili dalla medicina all’informatica: il web è stato inventato al Cern…

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[Video]: “A caccia del bosone di Higgs”

Fonte: INFN Comunicazione
higgs18mar

E’ visibile ora sul canale Youtube dell’Ufficio Comunicazione dell’INFN il filmato integrale dell’iniziativa “A caccia del bosone di Higgs” realizzata dall’INFN a Roma il 18 marzo in occasione della manifestazione “Libri come”. L’iniziativa si è svolta nell’auditorium Parco della Musica. E’ stata l’occasione per presentare il libro di Luciano Maiani (“A caccia del bosone di Higgs”, Mondadori editore) con l’autore che si è confrontato con Fabiola Gianotti, Guido Tonelli e Fernando Ferroni. Per lanciare il filmato cliccare qui.

 

 

AMS, un successo italiano

Fonte: AGI

Spazio: Ferroni (Infn), dati Ams interessantissima conferma

17:19 03 APR 2013

(AGI) – Roma, 3 apr. – “I dati di AMS sono una interessantissima conferma con precisione maggiore dei dati rilevati dagli esperimenti spaziali Pamela e Fermi in questi ultimi anni”. Lo dice Fernando Ferroni dell’Infn. “Una conferma che non risolve certo il rebus dell antimateria in eccesso. Ma che indica come i dati dei due esperimenti (anche questi a fortissima presenza italiana) avessero visto giusto nel rivelare questa anomalia. Che sia o meno materia oscura non pu? che dirlo un ulteriore sforzo per produrre nuovi dati e analizzarli. Un lavoro che, come giustamente sottolinea il team AMS, richiede ancora del tempo e della prudenza”. (AGI) .

Spazio: Ams un successo internazionale e anche italiano

17:17 03 APR 2013

(AGI) – Roma, 3 apr. – La prima pubblicazione dell esperimento AMS e’ una pietra miliare per la Collaborazione internazionale AMS. Centinaia di scienziati, ingegneri, tecnici e studenti provenienti da tutto il mondo hanno lavorato insieme per oltre 18 anni per fare di AMS una realta’. La Collaborazione comprende 16 paesi in Europa, Asia e Nord America (Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Romania, Russia, Turchia, Cina, Corea, Taiwan, Messico e Stati Uniti) sotto guida del premio Nobel Samuel Ting, del MIT. La Collaborazione AMS opera in stretto contatto con l’eccellente team della NASA dedicato al progetto AMS presso il Johnson Space Center, collaborazione che si e’ estesa per tutta la durata del progetto.

L’Italia dato un importante contributo alla costruzione e operazione del rivelatore nonche’ all analisi dei dati, sotto la guida del Professor Roberto Battiston, deputy spokesperson di AMS, dell ‘Universita’ e INFN-TIFPA, Trento. La partecipazione dell ‘Italia e’ stata sostenuta dall’INFN e dall’ ASI e ha visto il coinvolgimento delle Universita’ e delle Sezioni INFN di Bologna, Milano Bicocca, Perugia, Pisa, Roma Sapienza e Trento in collaborazione con le industrie nazionali (CGS, CAEN, G&A Engineering, FBK). Il contributo alla realizzazione della strumentazione spaziale ha riguardato il sistema di Tempo di Volo e di Anelli Cerenkov (Bologna), il Tracciatore al Silicio (Perugia, Trento), il Calorimetro Elettromagnetico (Pisa), il rivelatore a Radiazione di Transizione (Roma), nonche’ il segmento a terra dei dati (Milano Bicocca). L’ analisi dei dati e’ stata realizzata usando le infrastrutture di calcolo dell’ INFN-CNAF (Bologna) e dell’ ASI-ASDC (Frascati).

AMS e’ un esperimento di fisica delle particelle sulla ISS, sponsorizzato dal Dipartimento dell Energia (DoE) nel quadro dell accordo di collaborazione tra DoE e NASA. AMS e’ stato costruito presso le universita’ e gli istituti di ricerca di tutto il mondo e integrato presso l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, CERN, Ginevra, Svizzera. E’ stato trasportato al Kennedy Space Center nell agosto 2010 a bordo di una speciale cargo C-5M dell Air Mobility Command dell Air Force. AMS e’ stato lanciato dalla NASA verso la ISS come payload principale a bordo della missione finale dello Space Shuttle Endeavour (STS-134), il 16 maggio 2011. L’equipaggio della missione STS-134, Greg Johnson, Mike Fincke, Greg Chamitoff, Drew Feustel, Roberto Vittori sotto il comando di Mark Kelly, ha installato con successo AMS come strumento esterno sulla ISS, come parte dell’ US National Laboratory, il 19 maggio 2011. Una volta installato, AMS e’ stato acceso e ha subito iniziato a misurare raggi cosmici primari nello spazio, trasmettendoli al Payload AMS Operations Control Center (POCC).

Il POCC si trova al CERN, Ginevra, Svizzera. (AGI) .

I risultati di AMS sulla ricerca di antimateria e la materia oscura

Si è svolto oggi al CERN di Ginevra, il centro del mondo della fisica delle alte energie, il seminario del premio Nobel, prof. Samuel Ting, portavoce dell’esperimento AMS, in merito ai risultati sulla misura della frazione di positroni, le antiparticelle degli elettroni, rispetto a quella degli elettroni stessi, una misura che conferma l’anomalia già osservata da altri esperimenti e che sembra indicare scenari al di là del cosiddetto Modello Standard. Ecco una rassegna sulla notizia:


AMS CONFERMA L’ECCESSO DI ANTIMATERIA NELLO SPAZIO: E’ MATERIA OSCURA?

Pubblicato Mercoledì, 03 Aprile 2013 17:08

Confermando le prime osservazioni di Pamela e Fermi, l’esperimento AMS 02 (collocato sulla Stazione spaziale internazionale) ha comunicato di aver osservato un eccesso di positroni (antimateria di elettroni) nello spazio rispetto all’atteso e con una importante distribuzione in un range di energia…

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Mai osservata tanta antimateria nel cosmo

Dallo strumento Ams, forse l’origine nella materia oscura

03 aprile, 17:18

Il cacciatore di antimateria Ams installato all'esterno della Stazione Spaziale INternazionale (fonte: Collaborazione AMS)    Il cacciatore di antimateria Ams installato all’esterno della Stazione Spaziale INternazionale (fonte: Collaborazione AMS)

Finora non era mai stata osservata una tale abbondanza di antimateria nel cosmo: a scoprirla e’ lo strumento Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), in funzione all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale dal 19 maggio 2011 e frutto di una collaborazione internazionale alla quale l’Italia collabora con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi)…

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Antimateria nello spazio: primo risultato di AMS

3 aprile 2013

Il  19 maggio 2011 in molti hanno seguito con il fiato sospeso la straordinaria operazione del trasferimento di AMS, uno strumento di  7,5 tonnellate,  mentre passava dal braccio robotico dello Shuttle al braccio robotico della Stazione, orbitando a 28.000 km/h mentre la terra scorreva veloce  sullo sfondo.

AMS è il  sensibile strumento spaziale  per lo studio della fisica delle particelle.

Dal suo punto di osservazione ~ 400 km sopra la Terra, l’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS) misura raggi cosmici primari che attraversano il rivelatore.

Da allora AMS ha iniziato a misurare i raggi cosmici  primari,  le particelle elementari di alta energia provenienti dalle profondità del cosmo e  che non possono essere osservate dalla  terra perchè vengono  fermate  dall’ atmosfera. Gli strumenti di AMS permettono la misura dei raggi cosmici di alta energia, fino a migliaia di miliardi di  elettronVolt…

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LA SCOPERTA DI AMS-02 SULLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

Nel cosmo c’è più antimateria del previsto

Forse dovuta alle pulsar o alle supernove. Nel primo caso si spiegherebbe la materia oscura. E una nuova fisica

Nel cosmo ci sono più particelle di antimateria di quanto si pensasse. Lo ha scoperto il rilevatore Ams-02 agganciato sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) dopo un anno e mezzo di osservazioni…

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L’Ams scova positroni nei raggi cosmici.
“Potrebbero essere tracce di materia oscura”

L’annuncio al Cern: dal 2011 lo spettrometro posizionato sulla ISS ha catturato quasi 400 mila di queste “strane particelle” con una precisione senza precedenti nella tempesta che spazza l’universo. “Ora serve capire qual è la loro origine”di ELENA DUSI

COME un retino, Ams va a caccia di strane particelle nello spazio. Simile a un satellite, ma fissato a un braccio della Stazione Spaziale Internazionale, oggi l’occhio della fisica a 400 chilometri di altezza chiamato “Alpha Magnetic Spectrometer” ha messo in mostra il suo primo raccolto di “farfalle”. Da quando i suoi rivelatori sono entrati in funzione  -  nel maggio 2011  -  Ams ha catturato 400mila positroni: elettroni con carica positiva che fanno parte di quel regno dell’antimateria che sempre nell’universo è indizio di fenomeni interessanti e misteriosi…

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Viewpoint: Positrons Galore

Stephane Coutu, Institute for Gravitation and the Cosmos, Departments of Physics and of Astronomy and Astrophysics, Pennsylvania State University, University Park, PA 16802-6300, USA
Published April 3, 2013  |  Physics 6, 40 (2013)  |  DOI: 10.1103/Physics.6.40

The first results from the space-borne Alpha Magnetic Spectrometer confirm an unexplained excess of high-energy positrons in Earth-bound cosmic rays.

Figure 1
Plot: M. Aguilar et al. [1]; Grey region, see Ref. [4]

Figure 1 The positron fraction in high-energy cosmic rays. The new measurement from the AMS extends over a wider energy range and has much lower uncertainty than the earlier measurements from the PAMELA and Fermi-LAT satellites (or older balloon experiments). The AMS measurement confirms an excess in the high-energy positron fraction, above what is expected from positrons produced in cosmic-ray interactions. (The grey band indicates the expected range in the positron fraction, which is based on calculations in Ref. [4].)

Antimatter is rare in the universe today. As far as we know, all relic antimatter produced in the big bang disappeared long ago in annihilation reactions with matter particles. What this means is that any antimatter particles that we can detect in the flux of energetic cosmic rays near Earth must have been created by “new” sources within our Milky Way Galaxy…

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