Fabrizio Tuzi nuovo dg dell’Agenzia Spaziale Italiana

Roma, 22 mag. (Labitalia) – Nominato Fabrizio Tuzi nuovo direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il Consiglio d’Amministrazione dell’Asi, presieduto da Enrico Saggese, ha conferito l’incarico di dg a Tuzi che si e’ insediato oggi al vertice dell’ente spaziale. Tuzi, laureato con lode in Scienze Naturali presso l’Universita’ degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ nel 1987, ha conseguito un master in Ingegneria dell’Impresa presso l’Universita’ degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’.

Tuzi conta una lunga carriera nel Consiglio Nazionale delle Ricerche dove ha iniziato a lavorare nel 1992 e dove ha percorso tutte le tappe professionali, fino a raggiungere la carica di direttore generale nel 2009. Dal 2012 ad oggi ha ricoperto la carica di direttore generale dell’Imast, una societa’ partecipata dal Cnr, istituzioni universitarie e imprese private, con lo scopo di promuovere la collaborazione scientifica e tecnologica tra ricercatori pubblici e aziende private e la realizzazione di progetti congiunti. Fabrizio Tuzi e’ risultato primo in graduatoria, dopo una lunga procedura di selezione, a seguito di un bando pubblico.

Finmeccanica e CNR, insieme per progetti di ricerca sviluppo e innovazione

Fonte: lafinanzasulweb

Finmeccanica e CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) hanno firmato oggi un Accordo Quadro di collaborazione finalizzato all’individuazione e al successivo sviluppo di un portafoglio di Programmi di ricerca. L’accordo ha l’obiettivo di stimolare i processi innovativi e di individuare soluzioni e prodotti in grado di competere sui mercati di riferimento a livello internazionale.

Finmeccanica e CNR hanno svolto già in passato attività di collaborazione tecnologica, anche in cooperazione con altri Enti pubblici di ricerca, e oggi si impegnano a rinnovare la sinergia, coniugando le finalità di ricerca proprie del CNR con gli obiettivi imprenditoriali di Finmeccanica.

Finmeccanica dedica ad attività di ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti risorse e investimenti ingenti, pari a circa l’11% dei ricavi. L’accordo siglato oggi rappresenta uno stimolo per valorizzare il patrimonio intellettuale e un ulteriore passo per il consolidamento del Gruppo come leader tecnologico a livello mondiale.

Il CNR svolge, promuove e coordina attività di ricerca finalizzate all’ampliamento delle conoscenze nei principali settori di sviluppo e l’intesa con Finmeccanica contribuisce a dare maggior impulso all’individuazione di nuovi strumenti per l’innovazione e la crescita.

Nell’ambito dell’accordo le tematiche di indirizzo comune, relative alla collaborazione, saranno definite da un Comitato di indirizzo strategico, composto da sei membri, tre per ciascuna parte, che individuerà i settori tecnologici prioritari sui quali concentrare la collaborazione e che avrà il compito di valutare l’avanzamento dei lavori dei Programmi di ricerca.

Intervista al ministro Carrozza: «E ora cambiamo la legge Gelmini»

«E ora cambiamo la legge Gelmini»

«Contiene un eccesso di burocrazia, va semplificata»: sul Tirreno la prima intervista da ministro di Maria Chiara Carrozza, tra programmi e retroscena

L’appuntamento è fissato alle 10 di sabato mattina, al bar Salza, nel cuore della città, a due passi dalla Normale e dal Duomo. Il ministro della Pubblica Istruzione Maria Chiara Carrozza ci aspetta, seduta ad un tavolo. Beve un cappuccino. Ci tiene a dirci che quella che segue è la sua prima intervista da ministro.

Le sue prime impressioni del ministero dell’Istruzione?

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[Reblog]: Blitz animalista distrugge anni di ricerca su malattie neurologiche, ma salva cento topi e un coniglio

da Obliqua-mente di Gianluca Nicoletti

Blitz animalista distrugge  anni di ricerca su malattie neurologiche, ma salva cento topi e un coniglio

Stabulario da laboratorio 

La denuncia dei ricercatori di Neuroscienze del Cnr. Vanificato il loro lavoro  su  Parkinson,  Alzheimer, Sclerosi Multipla e malattie del sistema nervoso.
GIANLUCA NICOLETTI

Il Cnr denuncia i danni un blitz animalista. Sabato 20 aprile, mentre a Milano si svolgeva  un corteo nazionale contro la vivisezione,  cinque membri del gruppo “ferma Green Hill” sono entrati abusivamente nel Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale dell’Università degli Studi di Milano, sede in cui opera anche la sezione milanese dell’ Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche. 

I dimostranti hanno occupato lo stabulario, alcuni di loro si sono incatenati alle porte, per non far entrare polizia e personale di ricerca. Dopo una complicata “trattativa”, soprattutto per impedire che le persone si facessero male, è stato loro permesso di “mettere in salvo” un centinaio di topi e un coniglio. L’irruzione  è però costata alla ricerca un danno stimabile nell’ordine di delle centinaia di migliaia di euro.

Gli anti vivisezionisti  per protesta  hanno tolto i cartellini a tutte le gabbie, rendendo non più identificabili gli animali e di fatto mandando in fumo il lavoro di anni di ricerca scientifica e i finanziamenti relativi. Le ricerche erano state approvate dagli uffici competenti del Ministero della ricerca, condotte secondo tutte le norme nazionali e internazionali sul trattamento degli animali da esperimento, Gli stabulari rispondevano a tutti i requisiti della legislazione europea vigente, e gli animali (topi, ratti e conigli, allevati ai soli scopi della ricerca e incapaci di sopravvivere in ambiente diverso da quello del laboratorio), da come affermano i ricercatori del Cnr, erano mantenuti con la massima cura.

In un loro comunicato, gli stessi ricercatori del Cnr , hanno denunciato il danno scientifico provocato dalla manifestazione: “Le ricerche riguardano in gran parte malattie del sistema nervoso, per le quali vi è un disperato bisogno di cure, attualmente non disponibili: autismo, malattia di Parkinson, di Alzheimer, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, sindrome di Prader-Willi, dipendenza da nicotina; le nostre ricerche sono finanziate da enti nazionali e internazionali, i finanziamenti sono ottenuti mediante processi di valutazione rigorosa e i risultati sono pubblicati nelle migliori riviste internazionali nel campo.”

Il tema della sperimentazione su animali è delicato e sicuramente degno di approfondimento, ma viene da chiedersi quale senso abbia un atto di così violento vandalismo  il cui unico risultato “politico” sia stato quello di portarsi via, buttandole tutte assieme in 4 scatoloni, un centinaio di cavie geneticamente preparate, quindi malate e che difficilmente sopravviveranno alla loro “liberazione”.

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La presidente della Camera all’Università di Catania


Laura-Boldrini
Presso l’ aula magna del Palazzo centrale, lunedì 29 Aprile alle ore 10.00 verrà accolta la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini.

In presenza della terza carica della Repubblica Italiana verrà approfondito il tema “Ricerca, innovazione e futuro delle giovani generazioni nell’area euro-mediterranea”.  Interverranno inoltre autorevoli figure come : la vicepresidente del Cnr Maria Cristina Messa, il presidente dell’Infn Fernando Ferroni, il presidente dell’Ingv Stefano Gresta e l’executive vice president della STMicroelectronics Carmelo Papa.

Giorno 30 aprile invece la presidente prenderà parte all’ iniziativa per l’anniversario dell’assassinio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, a Palermo presso il Teatro Biondo e, nello stesso giorno, incontrerà gli studenti dell’istituto ‘Giovanni Falcone’ e le associazioni di volontariato. Quindi giorno 1 maggio, presso la sala della Lapidi del Comune, commemorando le vittime della mafia, assisterà alla cerimonia in memoria di Piersanti Mattarella.

Fonte: Live University

Blitz alla Statale, animalisti denunciati da rettore e Cnr

A Milano un gruppo di attivisti avevano fatto irruzione a Farmacologia portando via topi e un coniglio usati per gli esperimenti. Una lettera congiunta di Ateneo e Cnr per denunciare “l’aggressione” e la “devastazione”Blitz alla Statale, animalisti denunciati da rettore e Cnr

Lo striscione degli animalisti a Farmacologia

“Aggressione”. Con conseguente “devastazione” dello stabulario di via Vanvitelli: il rettore dell’Università di Milano, Gianluca Vago, e il direttore del dipartimento Bioscienze del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), Tullio Pozzan, definiscono così l’irruzione di alcuni animalisti nel laboratori del dipartimento di Farmacologia, sabato 20 aprile, da dove sono stati portati via topi e un coniglio, rendendo inutilizzabili “anni di lavoro”. La Statale “ha già provveduto a denunciare, per i gravi reati commessi, gli attivisti responsabili”…

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Occupazione stabulario UniMi: la reazione dei ricercatori

Fonte: Prometeus Magazine

Prometeus, dopo le occupazioni e manifestazioni di questo fine settimana, vi propone un video di quanto avvenuto in via  Vanvitelli e la lettera dei ricercatori del CNR di Milano.

Il video

 

La lettera

Sabato 20 aprile, in concomitanza con il corteo nazionale contro la “vivisezione”, cinque membri del gruppo “fermare Green Hill” sono entrati abusivamente nel Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale dell’Università degli Studi di Milano, sede in cui opera anche la sezione milanese dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I cinque attivisti hanno occupato lo stabulario, e dopo che alcuni si sono incatenati alle porte, hanno impedito l’accesso a polizia e personale di ricerca. Con l’intento di impedire lesioni alle persone coinvolte, i docenti universitari responsabili hanno avviato una lunga e laboriosa trattativa che si è conclusa con l’uscita degli attivisti dal dipartimento, in compagnia di un centinaio di topi e di un coniglio. Il danno arrecato, difficile da quantificare ma nell’ ordine delle centinaia di migliaia di euro, va però ben oltre la perdita degli animali illegalmente asportati, in quantogli animalisti hanno tolto i cartellini a tutte le gabbie, rendendo non più identificabili gli animali e di fatto mandando in fumo il lavoro di anni di ricerca scientifica e i finanziamenti relativi.
Le ricerche riguardano in gran parte malattie del sistema nervoso, per le quali vi è un disperato bisogno di cure, attualmente non disponibili: autismo, malattia di Parkinson, di Alzheimer, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, sindrome di Prader-Willi, dipendenza da nicotina; le nostre ricerche sono finanziate da enti nazionali e internazionali tra cui Telethon, AIRC, NIDA, Fondazione Cariplo, Fondazione Mariani, Fondazione Sclerosi Multipla, Comunità Europea , Ministero della Ricerca, Ministero della Sanità, Regione Lombardia. I finanziamenti sono ottenuti mediante processi di valutazione rigorosa e i risultati sono pubblicati nelle migliori riviste internazionali nel campo.

L’incidente di sabato crea un precedente di inaudita gravità. Gli animalisti si sono arrogati il diritto di bloccare le ricerche approvate dagli uffici competenti del Ministero della ricerca, condotte secondo tutte le norme nazionali e internazionali sul trattamento degli animali da esperimento, finanziate da enti pubblici ma anche da fondazioni ONLUS, queste ultime sostenute dalle donazioni di cittadini generosi interessati alla salute pubblica. Gli stabulari del Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale rispondono a tutti i requisiti della legislazione europea vigente, e gli animali (topi, ratti e conigli, allevati ai soli scopi della ricerca e incapaci di sopravvivere in ambiente diverso da quello del laboratorio) sono mantenuti con la massima cura.

E’ innegabile che la sperimentazione animale rappresenti un delicato problema etico; la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questo problema ha portato alla approvazione in anni recenti della legislazione che regola l’uso degli animali nella ricerca, con conseguente enorme miglioramento delle condizioni di stabulazione e con l’eliminazione di sofferenze inutili cui essi potrebbero essere sottoposti. Tuttavia, è altrettanto innegabile che i grandi progressi della medicina e lo sviluppo di terapie, sono stati possibili solamente grazie all’uso di animali da laboratorio, utilizzo che sarà necessario anche per futuri auspicabili sviluppi.

Immaginiamo che i lettori possano comprendere la nostra frustrazione e la nostra delusione per ciò che è successo. Le persone responsabili per gli eventi di sabato hanno oltraggiato non solo la comunità scientifica ma tutta la comunità che sostiene e crede nella ricerca al servizio della salute dell’ uomo. A questa comunità e a tutta l’opinione pubblica noi chiediamo di prendere una chiara posizione, di modo che i responsabili siano chiamati a rispondere all’autorità giudiziaria , alle agenzie, ai singoli cittadini e alle famiglie dei pazienti che finanziano le nostre ricerche.

Speriamo inoltre che quanto è successo possa contribuire a chiarire la differenza tra “vivisezione” e ricerca di base volta alla scoperta di terapie per malattie ancora incurabili e gravemente invalidanti che affliggono la nostra società.

I ricercatori e gli associati dell’Istituto di Neuroscienze del CNR, sezione di Milano

La scure sulla ricerca, taglio da 51 milioni di euro

di Marzio Bartoloni

19 aprile 2013

 L’unica a salvarsi è l’Agenzia spaziale italiana che conserverà gli stessi fondi dell’anno scorso, una ciambella necessaria per garantirgli la partecipazione agli impegni europei già presi. Per tutti gli altri 11 enti di ricerca – che comprendono tra gli altri il Cnr e l’Istituto di Fisica nucleare che ha contribuito alla recente scoperta del bosone di Higgs – e che sono vigilati dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca sarà cura dimagrante.
Cinquantuno milioni in meno, come sancito dalle forbici della spending review che voleva tagliare i fondi già dal 2012, ma il ministro Francesco Profumo, grazie soprattutto al pressing del Quirinale, è riuscito in extremis a salvarli. Ma non quest’anno visto che per il Fondo ordinario degli enti di ricerca – se si toglie la quota premiale che vale 139 milioni – ci saranno in tutto 1.598 milioni. Una cifra così bassa non si vedeva dal 2003 quando il Fondo valeva 1.550 milioni…
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Ricerca, Profumo dà 37 milioni a 4 enti che voleva cancellare

Ricerca, Profumo dà 37 milioni a 4 enti che voleva cancellare

Governo in stato confusionale fino all’ultimo. Prima dice che le strutture sono inutili, poi le finanzia

profumodi Stefano Sansonetti

Erano caduti sotto l’implacabile scure della spending review 2012. Quegli enti di ricerca, per il tecnogoverno guidato da Mario Monti, erano troppi e andavano tagliati. Dopodiché, complici proteste e ribellioni, sono riusciti a sopravvivere. E adesso l’esecutivo, che prima li voleva cestinare, ha predisposto un decreto che complessivamente li finanzia per 37 milioni e 844 mila euro…

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“Italia del futuro”, eccellenze ricerca in mostra a Tokyo

Logo Italia del Futuro

Con l’inaugurazione della mostra “Italia del Futuro” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, si e’ aperto oggi un mese di seminari, incontri ed eventi dedicati a presentare al mondo della ricerca e dell’industria giapponese le eccellenze italiane nel campo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione.

L’iniziativa, coordinata dall’Ambasciata d’Italia a Tokyo nell’ambito della Rassegna Italia in Giappone 2013, ha colto lo spunto dell’esordio internazionale della mostra “Italia del futuro” – promossa dal Ministero degli Affari Esteri e realizzata dal Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con l’Istituto italiano di tecnologia, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, l’Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e altre istituzioni scientifiche – per proporre un’articolata serie di incontri tra i centri di ricerca italiani che hanno dato vita alla mostra e i rispettivi omologhi giapponesi.

Lo scopo e’ quello di favorire un approfondimento ad ampio raggio delle opportunita’ di collaborazione bilaterale nel campo della ricerca e della tecnologia e diffondere un’immagine aggiornata dell’Italia in Giappone, mettendo in evidenza il contributo della nostra comunità scientifica in settori quali la robotica, la fisica delle particelle, la medicina, i trasporti, il ‘Nuovo Made in Italy’ e la conservazione dei beni culturali.

All’iniziativa di Tokyo sono intervenuti il Presidente del CNR Luigi Nicolais, il Direttore scientifico dell’IIT Roberto Cingolani, il Direttore dell’Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Paolo Dario e il Presidente dell’Istituto Nazionale di fisica nucleare Fernando Ferroni…

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A Tokyo la mostra sulla scienza italiana

Spetcul – Mostre. Un viaggio alla scoperta dell’Italia del futuro

Roma – 10 apr (Prima Pagina News) Un viaggio alla scoperta delle più significative eccellenze scientifiche italiane. È la mostra ‘Italia del futuro’, una selezione di oltre 20 exhibit interattivi che dal prossimo 17 aprile saranno ospitati negli Istituti italiani di cultura di Giappone, Stati Uniti ed Europa: prima tappa Tokyo, dove la mostra, grazie al supporto della nostra Ambasciata, è in programma fino al 17 maggio 2013…

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Altre notizie: Comunicazione INFN

I presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca e la CRUI firmano un documento congiunto sull’accesso aperto alla ricerca

29 marzo 2013

Fonte: ENEA

I presidenti della CRUI, del CNR, dell’ENEA, dell’INFN, dell’INGV e dell’ISS (EPR) hanno firmato un position statement sull’accesso aperto ai risultati della ricerca in Italia lo scorso 21 marzo 2013.

Il documento scaturisce da una tavola rotonda sull’accesso aperto tenutasi lo scorso 29 gennaio, durante il workshop nazionale del progetto MedOANet, ospitato dal CNR. In quell’occasione, i presidenti e i loro rappresentanti si sono dichiarati favorevoli alla proposta di sottoscrivere un documento sull’accesso aperto in Italia in cui venisse delineata una strategia per mettere in pratica quanto richiesto dalle Raccomandazioni della Commissione Europea del 17 luglio 2012.

La proposta è stata raccolta dai componenti della task-force italiana del progetto, che hanno poi redatto il documento.

Nel position statement recentemente firmato, gli EPR e la CRUI si impegnano a promuovere l’accesso aperto in Italia con varie azioni: incoraggiando l’istituzione di archivi aperti in cui i propri ricercatori possano rendere disponibili dati e pubblicazioni; impegnandosi ad adottare policy che regolamentino l’accesso aperto nelle istituzioni, e infine, a farsi portavoce delle istanze dell’Open Access con gli organi di governo nazionale al fine di stimolare la creazione di una strategia italiana sull’accesso aperto.

Il testo del documento è disponibile on line alla pagina: http://wiki.openarchives.it/index.php/Position_statement_Open_Access

Il Consiglio di amministrazione del CNR propone una razionalizzazione senza il confronto con i sindacati

La FLC CGIL non condivide questo metodo e diffida l’ente dall’approvare la proposta.

25/03/2013

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Il Consiglio di amministrazione del CNR, nella seduta di lunedì 25 marzo 2013 è stato chiamato a deliberare la proroga degli incarichi dirigenziali. Abbiamo appreso, invece che con nota del 22 marzo 2013 il Direttore Generale, con la giustificazione della prossima scadenza al 31 marzo di tutti gli incarichi, propone all’approvazione del CdA e dei Revisori dei Conti, anche una razionalizzazione dell’Amministrazione Centrale.

Si presenta come razionalizzazione, ma si tratta di una vera e propria parziale riorganizzazione dell’Amministrazione Centrale ordita senza, come dovuto, alcun confronto con le Organizzazioni Sindacali.

Si rammenta all’Amministrazione che l’art.19 del DLgs 127 del 4 giugno 2003, tuttora vigente, impone all’Ente il confronto con i sindacati più rappresentativi prima dell’adozione dei Regolamenti di Organizzazione e Funzionamento. Lo stesso articolo, al comma e, indica che è parte del ROF la definizione delle Direzioni Centrali e lo Statuto del CNR, redatto ai sensi del D.lgs 213/09,  all’art. 20 c.2 recita “ Il CNR assicura il rispetto delle norme e dei CCNL in materia di relazioni con le OO.SS.”

Il mancato rispetto di tali disposizioni non solo altera colpevolmente il modello di relazioni sindacali, ma rappresenta una totale mancanza di rispetto per i lavoratori dell’Ente che continuano a compiere ignari il proprio dovere.

Noi non condividiamo il metodo utilizzato dalla dirigenza dell’Ente, denunciamo la palese violazione della legge e diffidiamo l’Ente dall’approvare tale proposta.

Nel merito si ritiene che la parziale riorganizzazione proposta risponda a principi altri rispetto all’effettiva razionalizzazione del modello organizzativo. La costituzione di una vera e propria, seppur mascherata, “Direzione Centrale degli Affari Giuridici”, rischia, se non accompagnata da una effettiva autonomia professionale degli “avvocati” dell’Ente, di acuire le lentezze che rendono l’Area giuridica un collo di bottiglia nella filiera organizzativa, che si ripercuotono sulla Rete Scientifica. Ciò si somma al declassamento di alcuni Uffici e all’affidamento “fiduciario” dell’incarico di responsabile, avvenuto trascurando totalmente le professionalità interne agli Uffici e non dando spazio a tutto il personale CNR di poter manifestare interesse per gli incarichi detti, disegnando un quadro organizzativo che non è stato condiviso con i lavoratori e le loro rappresentanze.

Denunciamo inoltre come, con ben oltre due anni di ritardo sulla adozione dei Regolamenti, l’Ente si appresti a elaborarli partendo dalla riorganizzazione della Amministrazione Centrale, come se questa potesse avvenire senza aver prima definito il quadro organizzativo della Rete Scientifica e senza aver apportato le necessarie revisioni dello Statuto, che lo stesso Presidente Nicolais aveva promesso al momento della nomina come elemento centrale della sua azione di governo.  Ancora una volta, si deve dolorosamente constatare come la burocrazia che, in ogni occasione il Presidente ed il Direttore Generale dichiarano essere l’elemento fondamentale di supporto alle attività della Rete Scientifica, diventi, invece, predominante e disegnata non sulla base di una semplificazione dei rapporti con la Rete, ma di una concentrazione di competenze e poteri.

Allegati

Napoli, rogo Città della Scienza. Cnr: ricostruire in tempi rapidi

Nicolais: mobilitazione della comunità scientifica. De Magistris: “Incendio doloso”. La notte scorsa bruciati 12mila quadrati

TMNews

Napoli, 5 mar. (TMNews) – La ricostruzione della Città della Scienza deve avvenire in tempi rapidi. Il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Luigi Nicolais, ha commentato così l’incendio della scorsa notte: “Una ferita profonda per Napoli e l’intera comunità nazionale. In poche ore sono andati distrutti anni di lavoro, di sacrifici, di passione. Ma non dobbiamo, né possiamo restare fermi”. Secondo Nicolais, “tutti dobbiamo sentirci partecipi della sua ricostruzione, che dovrà avvenire in tempi rapidi e certi. Città della Scienza è il simbolo del riscatto di un’area e di una comunità che non può essere ridotto in macerie: per questo è necessaria una mobilitazione straordinaria della comunità scientifica e delle istituzioni, pubbliche e private”. “Sicuramente – ha detto il presidente del Cnr – non ci rassegneremo né lasceremo morire un presidio di cultura, legalità e progresso come è stato e come tornerà ad essere Città della Scienza”…

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M5S, Nicolais (Cnr): “Da Grillo sulla ricerca aspettiamo atti concreti”

“Grillo va nella direzione giusta” quando afferma che “la politica ed il nuovo governo devono puntare sulla ricerca”, perché la ricerca producendo innovazione “porta occupazione”, ed è quindi una delle “leve più forti per fare uscire il Paese dalla crisi” dice il presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 3 marzo 2013

M5S, Nicolais (Cnr): “Da Grillo sulla ricerca aspettiamo atti concreti”

Grillo va nella direzione giusta” quando afferma che “la politica ed il nuovo governo devono puntare sulla ricerca“, perché la ricerca producendo innovazione “porta occupazione”, ed è quindi una delle “leve più forti per fare uscire il Paese dalla crisi”. Così il presidente del Cnr, Luigi Nicolais, commenta con l’Adnkronos le parole del portavoce del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che al News Scientist ha recentemente sottolineato che con gli attivisti del M5S in Parlamento la “politica si occuperà anche di scienza e ricerca”. Ma ora, afferma Nicolais, “aspettiamo da Grillo atti concreti” anche riguardo l’altra affermazione fatta al magazine anglosassone sulla sua intenzione di “dare soldi alla ricerca pubblica che sta morendo”…

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Intervento del presidente CNR Luigi Nicolais in occasione dell’audizione al Quirinale del Gruppo 2003

Fonte: CNR

Intervento del presidente CNR Luigi Nicolais in occasione dell’audizione al Quirinale del Gruppo 2003

Signor Presidente

La ringrazio in nome di tutti i presenti per averci concesso l’onore e il privilegio di riceverci in Quirinale.
Dieci anni fa l’Institute for Scientific Information, un’istituzione di Filadelfia, pubblicò l’elenco degli scienziati più citati nel mondo.
Nella comunità scientifica internazionale la citazione è la cartina al tornasole della qualità e della validità degli studi condotti. È il riconoscimento dei pari, e, al tempo stesso, il viatico per i successivi avanzamenti scientifici e disciplinari. Ancor più, la citazione è il collante della comunità scientifica, la sua linfa vitale.
Per questo quando, noi ricercatori italiani, ci ritrovammo in quell’elenco – eravamo allora solo in ventinove – ci cercammo. Avvertimmo l’urgenza di confrontarci e di andare oltre la soddisfazione per l’affermazione e il successo individuale.

Ognuno di noi aveva, e ha, esperienza diretta delle difficoltà e delle criticità del fare ricerca in Italia. Ci sembrò normale, quasi ovvio, che l’essere tra i ricercatori più citati al mondo dovesse tradursi in un impegno. Da subito convenimmo sull’opportunità di utilizzare quel riconoscimento, e la visibilità mediatica che ne derivava, come un pretesto, una leva per sensibilizzare l’intero Paese sul valore e l’importanza della ricerca scientifica.

Fondammo l’Associazione Gruppo 2003 per la ricerca, in cui ciascuno di noi, pur provenendo da estrazioni e sensibilità culturali diverse, mise in comune visioni e proposte iniziando a condividerle con numeri sempre più alti di ricercatori e scienziati italiani. Raccogliemmo le idee in un Manifesto, un decalogo per la ricerca che, nel corso di questi anni, abbiamo sottoposto all’attenzione delle diverse forze politiche e delle più alte cariche istituzionali per accelerare un cambio di passo che restituisse valore, dignità e agibilità al fare ricerca in Italia.

A distanza di dieci anni, sebbene alcuni piccoli risultati si siano ottenuti, lo spirito e gli obiettivi di quel documento restano ancora attuali, validi, cogenti. Tanto che, con parole e in forma diversa, sono stati posti come quesiti programmatici a tutti i movimenti e partiti adesso candidati alla guida del Paese.
Sono domande precise che richiedono risposte e impegni diretti – dalla crescita degli investimenti alla competitività internazionale; dalla semplificazione normativa al valore dei titoli di studio.
E questo perché desideriamo che la ricerca scientifica italiana possa continuare ad avere un futuro importante.

Siamo consapevoli delle criticità attuali, ma proprio per superarle abbiamo bisogno di più ricerca, più università, più scuola.
È nei periodi di crisi che occorre guardare e investire con maggior fiducia e convinzione nella ricerca.

Signor Presidente, come Ella stesso ha rilevato, “la ricerca è una priorità da far valere ancor più in tempi difficili come quelli attuali”.
Solo rimettendo in circolo le energie e le potenzialità della conoscenza scientifica, investendo in sapere, formazione, tecnologie avanzate, potremo dare una svolta all’economia, recuperare competitività e capacità produttiva, creare occupazione stabile, migliorare la qualità della vita per tutti.

La ricerca, poi, è tra i pilastri fondativi per affermare una società equa, giusta, inclusiva, garante di opportunità. Soprattutto è il più efficace strumento per la ricostruzione nazionale: guarda lontano, attrae e mobilita i giovani, parla al mondo, ci rende protagonisti e partecipi del suo futuro.

La ricerca scientifica è un bene prezioso. Un bene di tutti.
Investire in essa, favorirne l’eccellenza è una scelta politica che tutela e valorizza le stesse istituzioni democratiche.
La scienza, che fuga le paure e rende liberi, è la più alta espressione di solidarietà laica esprimibile. È anche per questo che il livello di civiltà e la qualità del futuro di ogni Paese dipendono dall’interesse da e verso la ricerca.

Siamo fiduciosi, Signor Presidente, che la sua sensibilità e la sua attenzione amplificheranno questo nostro sentire e contribuiranno in modo significativo a dare concretezza ai nostri impegni e a quelli del futuro Governo.

Di questo La ringraziamo.