3 giugno: evento co-organizzato da ENEA presso il Parlamento Europeo sulla fusione fredda

03 giugno 2013, Brussels. New advancements on the Fleischmann-Pons Effect: paving the way for a potential new clean renewable energy source? Evento co-organizzato da ENEA presso il Parlamento Europeo. Con il patrocinio dell’On. Amalia Sartori, Chair del Comitato ITRE c/o Parlamento europeo, l’evento vede tra i partecipanti il Commissario ENEA Giovanni Lelli,  il Direttore dell’Industrial Technologies Directorate Herbert Von Bose, il Direttore del the Sidney Kimmel Institute for Nuclear Renaissance (USA) Graham Hubler, e il Vice-cancelliere per la ricerca, University of Missouri (USA) Robert Duncan.

Fonte: http://utagri.enea.it/news/bruxelles/prossimi-eventi-bruxelles-2

Profumo e lo spettro dei neutrini. Il ministro commissaria l’Inrim

Profumo e lo spettro dei neutrini. Il ministro commissaria l’Inrim

 di Alessandra Ricciardi  

Niente da fare per il nucleare pulito. Troppe polemiche, troppe incertezze, con il rischio tra l’altro di compromettere la propria credibilità. E lo spettro della figuraccia per il tunnel dei neutrini, di gelminiana memoria, ancora si aggira per i corridoi del ministero dell’istruzione, università e ricerca.

Il ministro, Francesco Profumo, ha così deciso di scrivere la parola fine sulla ricerca avviata dall’Inrim, l’istituto nazionale di ricerca metrologica che si era avventurato da un paio di anni a questa parte nel campo del nucleare. Tra molte contestazioni degli stessi ricercatori contro il presidente, Alberto Carpinteri, che aveva impostato la ricerca sul piezonucleare, ottenendo anche importanti finanziamenti, ricerca ritenuta dai contestatori priva di validità scientifica… (continua su Italia Oggi)

[Reblog]: Elezioni politiche 2013: ecco le domande!

Elezioni politiche 2013: ecco le domande!

Grazie ai moltissimi suggerimenti ricevuti abbiamo potuto migliorare le domande che avevamo scritto nella prima bozza, rendendole più sintetiche e – speriamo – più efficaci. Avremmo potuto chiedere molte altre cose ai candidati delle prossime elezioni politiche: ad esempio, sono rimasti fuori temi come gli OGM e le pseudoscienze, che pure avevano ricevuto molti voti nel nostro sondaggio. Avremmo potuto porre le domande in mille modi diversi, mettendo l’accento su un aspetto piuttosto che un altro. Alla fine abbiamo dovuto trovare un compromesso, accogliendo alcune modifiche e respingendone altre. Speriamo che il risultato sia di vostro gradimento!

Le domande di Dibattito Scienza sono rivolte ai leader delle principali forze politiche che si sfideranno alle prossime elezioni: Silvio BerlusconiPierluigi BersaniOscar GianninoBeppe GrilloAntonio Ingroia e Mario Monti. Invitiamo i candidati a mandare le loro risposte all’indirizzo mail info@dibattitoscienza.it entro la mezzanotte del 31 Gennaio. Chiediamo inoltre la cortesia di non superare, per ogni risposta, il limite di 3 cartelle (6000 battute).

Politici, adesso tocca a voi! :-)


1) Investimenti, meritocrazia, trasparenza: quali provvedimenti intende adottare per il rilancio di università e ricerca pubblica?

2) Quali provvedimenti concreti intende adottare per favorire l’innovazione e l’investimento in ricerca delle imprese private?

3) Le direttive 20-20-20 definiscono le politiche energetiche europee. Quali azioni concrete intende adottare per garantire all’Italia un piano energetico in grado di migliorare l’efficienza e minimizzare l’impatto ambientale e il costo dell’energia?

4) Come intende occuparsi della produzione, gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per migliorare l’impatto su ambiente e qualità della vita?

5) Quali misure concrete intende adottare per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico? E quali per stimolare il settore edilizio conciliandolo con la salvaguardia del territorio e la lotta alla criminalità organizzata?

6) Qual è la sua opinione sull’Agenda Digitale approvata dal precedente governo e quali sono le sue proposte concrete per la diffusione della banda larga in tutto il Paese?

7) La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è stata messa in discussione più volte negli ultimi mesi, con diverse sentenze tra cui quella della Corte di Strasburgo. Si impegnerà ad adeguare questa legge alla giurisprudenza italiana ed europea? Qual è invece la sua posizione a proposito del testamento biologico?

8) Data l’importanza della scienza e della tecnologia nella società contemporanea, quali misure intende adottare, anche a livello scolastico, per favorirne lo sviluppo e contrastare anche il diffuso analfabetismo scientifico e matematico?

9) Come pensa che il suo governo si debba occupare di modifiche climatiche causate dall’uomo? Quali interventi metterà in atto per la mitigazione e/o prevenzione dell’innalzamento dei gas serra?

10) Qual è la sua posizione in merito all’uso di animali nella ricerca biomedica? Pensa sia corretto limitare l’uso di alcune specie animali a scopo di ricerca?

Fusione fredda, (non) ci risiamo

Un’équipe italiana ha sconfessato i calcoli di tre studi in cui si dimostrava che, sotto certe condizioni, fosse possibile innescare un processo di fusione a basse temperature

15 ottobre 2012 di Sandro Iannaccone

Un nuovo capitolo nel romanzo senza fine della fusione fredda. Dopo la cella elettrolitica di Pons e Fleischmann e l’ E-Cat di Rossi e Foccardi, che hanno scatenato una serie di aspre polemiche da parte di scettici, possibilisti e complottisti, oggi la questione della cosiddetta energia pulita torna sul tavolo a causa di un lavoro pubblicato su arXiv da sei fisici dell’ Infn, delle Università di Roma e dell’Aquila e della Fondazione Tera… continua su Wired

Bruno Coppi del MIT incontra gli studenti della Galileiana

Bruno Coppi, ricercatore di fama internazionale e professore al MIT di Cambridge dal 1968, deve la sua notorietà alle ricerche in fisica teorica del plasma, fusione e fisica dello spazio. In un’intervista di alcuni anni fa diceva: ‹‹Il pubblico è affascinato dalla terribile forza di gravità dei buchi neri, ma la possibilità di estrarne energia risiede nei plasmi che stanno intorno. Disporremo di reattori nucleari basati sulla fusione solo quando avremo la capacità di accendere il plasma››. Il plasma è uno stato della materia molto diffuso in natura, non è né liquido né gassoso e per questo viene definito “quarto stato della materia”.

Le fonti di approvvigionamento che sono oggi alla nostra portata, quelle tradizionali come quelle alternative, sono tutte soluzioni parziali per soddisfare il fabbisogno energetico. Attualmente le più utilizzate sono le fonti non rinnovabili: petrolio, carbone e gas naturale, ma anche combustibili nucleari come l’uranio.  Una risorsa inesauribile di energia potrebbe quindi venire dalla fusione nucleare, processo attraverso il quale i nuclei di due o più atomi vengono compressi unendosi tra loro generando energia.

Negli ultimi sessant’anni notevoli sono stati gli sforzi teorici e sperimentali per mettere a punto la fusione nucleare per generare energia elettrica. Il progetto IGNITOR, potenzialmente in grado di dimostrare la realistica applicazione della fusione nucleare controllata nella generazione di energia elettrica, rappresenta un importante esempio di ricerca in ambito energetico in grado di cambiare gli scenari futuri.

La Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova ha invitato Bruno Coppi a tenere una conferenza sul tema “Dai problemi dell’energia sulla terra al brillamento dei buchi neri”. L’incontro si terrà venerdì 29 giugno alle ore 17.00 nell’Aula Magna del Collegio Morgagni in via San Massimo 33 a Padova.

Entrata a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Per informazioni e-mail: scuola.galileiana@unipd.it

Studio internazionale In Basilicata l’«acchiappastelle»

di MARISA INGROSSO

BARI - Due regioni si contendono l’investimento scientifico, che si prefigge l’obiettivo di intrappolare e riutilizzare l’energia delle stelle. I centri di ricerca di Frascati, in Lazio, e di Trisaia, in Basilicata, appaiono infatti stra-favoriti per il progetto Fast (cioè «Fusion Advanced Studies Torus»). In soldoni, si tratta di costruire un impianto per la fusione nucleare in cui mettere a punto tecniche e materiali che serviranno a far funzionare Iter («International Thermonuclear Experimental Reactor») il reattore di ultima generazione che è in costruzione a Cadarache nel sud della Francia… (continua a leggere su La Gazzetta del Mezzogiorno)

[Repost]: Piezonucleare, intervista a Fausto Fiorillo

http://www.nextme.it/scienza/energia/3791-reazione-piezonucleare-intervista-fiorillo

reazione piezonucleare

Ha le sembianze di una rivoluzione energetica, come l’E-cat di Andrea Rossi e Sergio Focardi, ma per alcuni il principale autore, Alberto Carpinteri, sta prendendo un grande abbaglio, se non peggio: parliamo della reazione piezonucleare, una forma di fusione fredda che, secondo il team da lui guidato, indurrebbe un’iniziale disgregazione di nuclei, con emissione di neutroni senza produzione di raggi gamma

Researchers take big step to develop nuclear fusion power

Researchers take big step to develop nuclear fusion powerResearchers and staff at UT’s Magnet Development Laboratory prepare the central solenoid mockup for the vacuum pressure impregnation process. Credit: University of Tennessee, Knoxville

Imagine a world without man-made climate change, energy crunches or reliance on foreign oil. It may sound like a dream world, but University of Tennessee, Knoxville, engineers have made a giant step toward making this scenario a reality.

UT researchers have successfully developed a key technology in developing an experimental reactor that can demonstrate the feasibility of fusion energy for the power grid. Nuclear fusion promises to supply more energy than the nuclear fission used today but with far fewer risks… (continua a leggere su phys.org)

[Reblog]: Piezonucleare, piezoelettrico, e i Simpsons


Il piezonucleare è giunto recentemente alla ribalta delle cronache scientifiche a seguito delle forti critiche mosse da tutto l’ambiente scientifico ai suoi proponenti.
Il fenomeno della piezoelettricità, dal greco piezein  (πιέζειν - premere), consiste nella generazione di cariche elettriche quando si comprime un cristallo. Applicando pressione od un colpo secco  questi materiali si polarizzano elettricamente ed è possibile generare una scarica elettrica come negli accendigas piezoelettrici, che operano senza batterie… (continua a leggere su “La curva dell’energia di legame“)

I 50 anni dei laboratori Infn a Legnaro: eccellenza in Italia

Dai laboratori di Legnaro un aiuto alla sanità e la mappa della radioattività del Veneto. Ioni anticancro e radiazioni le nuove frontiere

di Aldo Comello

PADOVA. Il professor Fiorentini spiega che la variegata attività del’Infn fa alone attorno a due punti di forza. Il primo è costituito dagli acceleratori di particelle, 5 “colossi”: AN 2000, Tandem, Piave, Alpi, CN. Alcuni sono stati acquistati, altri li ha progettati e realizzati l’équipe tecnica del laboratorio che è quindi in possesso di uno straordinario know-how.

Questa competenza affilata nel tempo ha promosso una serie di collaborazioni internazionali di spicco, con la Francia innanzitutto, ma anche con il grande progetto giapponese “Iter” per la fusione nucleare che prevede nella concentrazione di risorse tecnologiche anche l’utilizzo di un acceleratore italiano dell’Infn. L’acceleratore RFQ fa parte della tradizione del laboratorio di Legnaro, non ha sorpreso quindi che il governo italiano abbia affidato all’Infn la realizzazione di un nuovo prototipo che costituisce il principale contributo italiano alla International Fusion Material Irradiation Facility giapponese… (continua a leggere su Il Mattino di Padova)

Energia Reattore a fusione Iter, slittano i tempi di costruzione: da 2016 a 2020

Fonte: Blitz quotidiano

ROMA – Nuovo finanziamento e tempi piu’ lunghi per la realizzazione del reattore sperimentale Iter, destinato a dimostrare la fattibilita’ della fusione come nuova fonte di energia. Il nuovo finanziamento deciso dal parlamento europeo e’ di 1,3 miliardi di euro fino al 2013 e si aggiunge ai 6,6 miliardi del finanziamento complessivo del progetto, ha detto ‘on. Amalia Sartori, presidente del comitato Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento Europeo. Per la maggior parte (840 milioni) i nuovi fondi arriveranno da altri capitoli di spesa, inoltre dallo stesso programma Iter e dal bilancio Ue.

I tempi di realizzazione, intanto, sono slittati dal 2016 al 2020, anno in cui il reattore dovrebbe essere in grado di funzionare. L’ipotesi di utilizzo, ossia la produzione di energia elettrica, e’ slittata dal 2030 al 2050. Nel frattempo in vista dell’arrivo del nuovo programma di ricerca europeo Horizon 2020 e’ cominciato un lavoro di approfondimento nell’ambito della commissione Iter. Il programma prevede infatti un ruolo di primo piano per la fusione nucleare.

IGNITOR made in Russia

Fonte: http://italian.ruvr.ru/2012/02/01/65088093.html

IGNITOR made in RussiaPhoto: RIA Novosti

Il progetto senza precedenti per la realizzazione di un reattore a fusione nucleare, sara’ portato avanti sul suolo russo.

Si chiama IGNITOR e deve il suo nome all’ignizione del plasma all’interno del reattore. Vuol dire che la reazione di fusione, una volta avviata, andra’ avanti da sola grazie al calore prodotto dalla fusione stessa.

L’idea fu lanciata, nel’ 77’, dal professor Bruno Coppi, progettista di un altro reattore sperimentale al Massachussetts Institute of Technology.

Nell’aprile del 2010  Berlusconi e Putin firmarono un memorandum d’intesa sulla realizzazione di un  prototipo di IGNITOR  in Russia aprendo cosi’ nuove prospettive per il progetto che da anni si era trovato in una fase di progettazione avanzata.

Adesso, ha annunciato il vice direttore dell’Istituto Kurciatov Mikhail Subbotin, arrivano i primi finanziamenti.

IGNITOR ha costi e dimensioni piu’ ridotti rispetto al reattore termonucleare ITER, che in cooperazione fra otto paesi, fra cui la Russia, viene costruito in Francia ed ha costi elevatissimi.

IGNITOR  invece puo’ essere portato avanti anche solo con risorse nazionali, benche’ la sinergia internazionale sia sempre auspicabile.

Dice Evghenij Velikhov, presidente dell’Istituto Kurciatov:

La cosa piu’ importante e’ data dalla  potenza di fusione che deve essere dieci volte maggiore al calore necessario per bruciare il plasma. Questo reattore termonucleare, in teoria, e’ piu’ facile. La corrente attraversa il plasma e lo riscalda fino al punto di ignizione. E poi la reazione termonucleare va avanti da sola. Tutto qui.

Oggi, aggiunge il professore Velikhov, esistono due progetti vicini al successo. Al Livermore National Laboratory viene costruito un laser speciale.

Il secondo e’ per l’appunto IGNITOR.

Per arrivare all’ignizione, e’ necessaria una potenza colossale, in un tokamak molto compatto:

Sara’ possibile realizzarlo, aggiunge Evghenij Velikhov, in un posto soltanto. Si tratta di Troizk, cittadina accademica recentemente entrata a far parte della Mosca “allargata”. E piu’ precisamente, dell’Istituto Triniti, di ricerche termanucleari e innovative. Noi offriamo infrastrutture e assistenza tecnica, mentre gli italiani danno i mezzi per completare la progettazione ed avviare l’impianto.

I test e i collaudi dovranno essere conclusi per il 2017. Il periodo d’esercizio del reattore sara’ di 10 anni.

Secondo gli esperti, IGNITOR costera’ molto  meno del Laser di Livermore.

Questa soluzione fisica, secondo il professor Coppi, padre del reattore, rappresenta l’unica via per la commercializzazione dell’energia termonucleare.

Aggiunge Pavel Jakovlev,  direttore dell’Unione Russa dei fisici nucleari:

Coppi ha costruito al Massachusetts Institute alcuni prototipi di reattore per la fusione nucleare, fra i quali Alcator, che ha raggiunto il piu’ alto campo magnetico e la piu’ grande tensione del plasma mai conosciuti al mondo. Il lavoro su IGNITOR e’ stato portato a termine in Italia. Adesso, con il finanziamento paritario russo-italiano, il tokamak sara’ realizzato in Italia ed assemblato in Russia
.

Sulla fusione nucleare la scienza italiana si candida alla costruzione di Fast

Schema della macchina Tokamak FAST
Schema della macchina Tokamak FAST
Importanti contributi scientifici e tecnologici del Bel paese per Iter, il primo impianto a fusione di dimensioni paragonabili a quelle di una centrale elettrica convenzionale che produrrà 500 Mw di potenza di fusione con un guadagno di un fattore 10

Roma, 5 apr. -(Adnkronos) – In Europa è in corso la definizione di una ‘road map’ del programma europeo sulla fusione, mentre il nostro Paese deve decidere se restare ‘in partita’. Per fare il punto sullo stato del programma italiano, si è tenuto oggi all’Enea il workshop ‘La ricerca sulla fusione nucleare e le sue ricadute industriali. Un caso di successo nel panorama industriale italiano’. Il dibattito è stato incentrato sulla proposta elaborata dalla comunità scientifica italiana di realizzare in Italia un nuovo importante esperimento di fusione, denominato ‘Fast’, che mira ad affrontare problemi di fisica e tecnologia cruciali per il funzionamento del reattore a fusione… (continua a leggere su ADN Kronos)

Maggiori informazioni:

Ricerca: ENEA, fusione nucleare e sue ricadute industriali

(AGENPARL) – Roma, 05 apr – “In Europa è in corso di definizione una “road map” del programma europeo sulla fusione, mentre il nostro Paese deve decidere se vuole continuare ad operare in questo settore strategico ad alta tecnologia, che ha già permesso la crescita di una comunità scientifica di eccellenza mondiale, di raggiungere elevati livelli di competitività nell’ambito della ricerca scientifica e tecnologica, e che ha saputo attivare sinergie molto efficaci con il sistema industriale”. Lo si legge in una nota di Enea… (continua a leggere su Agenparl.it)

Obama Budget Asks for 1% Boost in Research

Fonte: Science Insider

One of the big three research agencies appears to be lagging behind its doubling peers in the president’s 2013 budget request released this morning.

The $4.9 billion budget of the Department of Energy’s Office of Science would rise by 2.4%, to $5 billion. In contrast, the National Science Foundation would receive a nearly 5% boost, to $7.37 billion, and the National Institute of Standards and Technology a hike of 13%, to $860 million. These three agencies were originally singled by President George W. Bush in 2006 for a 10-year budget doubling, a promise that President Barack Obama and Congress have repeatedly endorsed despite the current tough economic times.

At the same time, any proposed increase represents a significant commitment by the Administration. The president and Congress have already agreed to spend $1.047 trillion on all discretionary programs for fiscal 2013, which begins on 1 October. That’s a microscopic $4-billion rise over 2012 spending.

As a result, much of the president’s budget delivers bad news to agencies. In contrast, Obama is asking for a 1% increase in overall federal spending on research, to $140 billion. Within that total, the White House seeks a similar 1% hike in the $30 billion devoted to basic research. Keep in mind, however, that last year Obama requested $148 billion for research, including nearly $33 billion for basic research.

The National Institutes of Health would also see its budget remain flat, at $30.7 billion, and NASA‘s budget would experience a $89 million dip, to $17.72 billion. Planetary sciences would feel the biggest hit within NASA’s science mission directorate, losing 20%, to $1.2 billion. Within the Department of Energy, the 3-year-old Advanced Research Projects Agency-Energy would get a 28% jump, to $350 million.

Highlighting his Administration’s focus on jobs creation within his $3.8 trillion budget, the president touted a 3-year, $8 billion school-to-training program during a speech this morning at a community college in northern Virginia. The president has proposed similar multibillion-dollar programs in the past 2 years, but none have made it through Congress.

L’Italia punta sull’energia delle stelle

di Paolo Magliocco

21 gennaio 2012

Gli scienziati italiani e l’Enea vogliono continuare a investire nel nucleare pulito e hanno già pronto il progetto per farlo. In due giorni di incontri a Frascati tutti i ricercatori coinvolti nei progetti di fusione nucleare del nostro Paese, da quelli dell’Enea ai centri universitari, hanno discusso la realizzazione del nuovo reattore Fast e sono usciti tutti convinti che sia la strada giusta. Per mantenere l’Italia all’avanguardia in questo campo. Non è solo una questione di prestigio o di eccellenza scientifica, c’è anche un aspetto molto più concreto di investimenti internazionali che possono confluire verso le imprese italiane, come è già avvenuto in… (continua a leggere su Il Sole 24 Ore)

Il 23 novembre: Giornata sull’energia all’Università di Firenze

Mercoledì 23 novembre 2011

Giornata di studio e divulgazione sull’Energia
Polo Scientifico di Sesto Fiorentino
Aula magna Dipartimento di Fisica via G. Sansone 1 (Sesto Fiorentino)
In diretta streaming al link http://www.csiaf.unifi.it/mod-MDVideo.html

Programma Continua a leggere

Un’altra energia è possibile

Fonte: Almanacco della Scienza CNR

‘La fine dei dinosauri’, realizzato dalle case editrici Aliberti e Nottetempo, raccoglie gli scritti di esperti in varie discipline sulle caratteristiche delle diverse fonti energetiche ‘rinnovabili’. Particolare e critica attenzione viene data al nucleare.

Tra gli autori che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera, il matematico del Consiglio nazionale delle ricerche Roberto Natalini propone una lettura numerica dei rischi di tale fonte energetica, ricorrendo a un metodo di analisi che tiene conto dei dati storici sugli incidenti. Paolo Valente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare ricorda “il problema fondamentale delle attuali centrali nucleari è rappresentato dalle ‘scorie’, ovvero dalla produzione di atomi pesanti radioattivi”. Giuseppe Onofrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, sottolinea i costi elevati dell’energia atomica e ribadisce le incertezze sulla sua sicurezza.

A fronte di questa ‘stroncatura’, altri studiosi evidenziano alcuni plus delle altre fonti ‘alternative’ e propongono misure per riequilibrare produzione e consumo energetico. Federico M. Butera, docente di Fisica tecnica ambientale al Politecnico di Milano, suggerisce le attività da svolgere per diminuire le emissioni di Co2: ridurre la necessità energetica negli edifici e nei trasporti, utilizzare tecnologie che garantiscano la massima efficienza, accrescere il più possibile la quota di fonti rinnovabili nel mix energetico. Lo studioso di economia e sociologia Hermann Sheer, infine, ricorda la ormai diffusa convinzione sulla praticabilità di un approvvigionamento energetico esclusivamente tramite rinnovabili, ponendo la questione del ‘quando’ e del ‘come’ farlo. “Quali risposte verranno date a questi due quesiti è cruciale”, conclude.

‘La fine dei dinosauri’ si presenta dunque come un libro decisamente contrario alla scelta nucleare, rispetto alla quale prospetta un futuro diverso, in cui gli investimenti vengano concentrati sulle energie rinnovabili e si sviluppi una generale consapevolezza dei rischi che il nostro Paese (ma più in generale il Pianeta) corre se non si compissero al più presto scelte ‘alternative’. Proprio per questa sua onestà intellettuale, però, può essere utile a chiunque si interessi del tema, indipendentemente dalle posizioni in merito.

R. B.

titolo: La fine dei dinosauri
categoria: Saggi
autore/i: AA. VV.
editore: Aliberti, Nottetempo
pagine: 172
prezzo: € 14.00