[Foto]: Visita di deputati siciliani ai LNS

Fonte: Facebook

Il “Catana” è qualcosa di incredibile. Dal 2001 al 2011 l’unico centro in Italia, per il trattamento con i protoni per il tumore dell’occhio, da ora solo a Pavia. Formano medici straordinari che vanno in tutta Italia. E sopratutto è l’evidenza che spendere nelle eccellenze regala la speranza a tutti. L’applicazione della scienza diventa una risorsa economica, anche nelle applicazione nelle aziende. Oggi, dopo aver visitato l’INFN, sono ancora più fiera di essere catanese. Spero lo siate anche voi!

La tomografia e i positroni, vere e proprie sentinelle della vita

L’Associazione di Medicina Nucleare e Imaging Molecolare (AIMN) fa il punto sui nuovi e sempre più sofisticati dispositivi medici, tra cui PET e risonanza, per rendere le analisi sempre più personalizzate.
Sono 120 i tomografi attivi in tutta Italia: ogni regione ne ha almeno uno.

Sono 120 i tomografi attivi in tutta Italia: ogni regione ne ha almeno uno.

Torino, 15 Marzo 2013 - Pet, Tac, risonanza magnetica: tecnologie indolori e benedette dai clinici, ma che ai pazienti richiamano innanzitutto due cose: l’attesa di un verdetto ed eventualmente la diagnosi di una malattia seria…

continua su quotidiano nazionale

Abilitazione: pubblicati i criteri per 02/A1, decorrono 15 giorni per la rinuncia

criteri02a1Sono stati pubblicati in data 13 febbraio 2013 i criteri per il conseguimento dell’Abilitazione Scientifica Nazionale per il settore 02/A1 – Fisica sperimentale delle interazioni fondamentali:

http://abilitazione.miur.it/public/documenti/commissioni/Criteri_02A1.pdf

Decorrono quindi da questa data i 15 giorni per rinunciare, attraverso il portale CINECA (https://loginmiur.cineca.it), alla domanda, trasferendola al bando successivo (scadenza 31 ottobre 2013).

[Reblog]: Decelerating American Physics: Panel Advises Shutdown of Last U.S. Collider

The Relativistic Heavy Ion Collider is first in line for possible budget cutbacks

By John Matson

RHIC STAR detectorLAST SMASH? A computer rendering shows the aftermath of a collision of gold ions inside the STAR detector at the RHIC collider, now threatened by tightening budgets.Image: BNL

In a narrowly decided vote, an advisory panel to federal nuclear science agencies has recommended closing a particle collider at Brookhaven National Laboratory in Upton, N.Y., rather than eliminating other costly facilities. The reason: federal budget woes are hitting all types of government funding from classroom education to highway repair.

At a meeting this week of the Nuclear Science Advisory Committee, which provides guidance to the U.S. Department of Energy and the National Science Foundation, physicist Robert Tribble of Texas A&M University in College Station unveiled the findings of an effort he led to identify priorities for an increasingly frugal U.S. nuclear science program. From the outset of the Tribble panel’s investigation, it appeared that one of three major projects would face elimination, and on January 28 Tribble announced that Brookhaven’s Relativistic Heavy-Ion Collider, or RHIC, had drawn the short straw…

continua su Scientific American

Nucleare/ Il caso Carpinteri e la “parte insana” dei ricercatori dell’ex Istituto Galileo Ferraris

Nucleare/ Il caso Carpinteri e la “parte insana” dei ricercatori dell’ex Istituto Galileo Ferraris

Lunedì, 14 gennaio 2013 – 12:48:00

Di Paolo Diodati*

In un recente articolo (Affaritaliani, Centrali nucleari a ultrasuoni e tritasassi) ho segnalato che, indipendentemente dagli sviluppi che avrà il piezonucleare nei prossini millenni, alcune clamorose affermazioni del prof. Alberto Carpinteri sono, e resteranno, irrimediabilmente errate. Talmente errate da essere degne di vincere l’Asino d’oro 2012.

… continua su Affari Italiani

Job posting: ELI-NP directors

Scientific Director

Salary: Open Location: Romania
Employer: ELI-NP National Institute for Physics and Nuclear Engineering Level: Experienced
Sector: Government and National Lab Work Function: Administrative Management
Discipline Physics: Nuclear, Physics: Optics and Laser Required Education: Doctorate

Technical Director

Salary: Open Location: Magurele, Ilfov, Romania
Employer: ELI-NP National Institute for Physics and Nuclear Engineering Level: Experienced
Sector: Government and National Lab Work Function: Administrative Management
Discipline Engineering and Technology: Engineering, Physics: Nuclear, Physics: Optics and Laser Required Education: Doctorate

Fonte: Sogin, INFN

Roma, 7 novembre 2012. Il Presidente dell’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Prof. Fernando Ferroni, e l’Amministratore Delegato di Sogin, Ing. Giuseppe Nucci, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione per lo svolgimento di attività nell’ambito del decommissioning e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e per lo sviluppo di attività di cooperazione con Enti e Istituzioni internazionali.

Nell’ambito della collaborazione, di durata biennale, è stato definito un primo progetto per la realizzazione di un sistema tecnologico per il monitoraggio in tempo reale dei rifiuti radioattivi, tramite la tecnica DMNR (Detector Mesh for Nuclear Repositories), che consentirà una nuova metodologia nella gestione dei rifiuti radioattivi.

In particolare, questo progetto prevede una fase sperimentale che vede coinvolti i Laboratori del Sud dell’INFN e la centrale Garigliano di Sogin, in provincia di Caserta, per la realizzazione di rivelatori di radiazioni ad alta tecnologia.

L’INFN, che conta circa 3500 scienziati tra dipendenti e associati universitari specializzati nel campo della fisica nucleare, ha sviluppato negli ultimi due anni i prototipi di questi rivelatori, nell’ambito del progetto strategico INFN-Energia. Si tratta di una rete di fibre scintillanti in plastica che, colpite da radiazione gamma, producono una luce che viene letta da fotomoltiplicatori al silicio, posti alle due estremità delle fibre. Il segnale viene digitalizzato e inviato a un calcolatore.

“L’accordo di oggi – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Ing. Giuseppe Nucci – conferma l’impegno di Sogin nel promuovere e sostenere, sia a livello nazionale che internazionale, l’innovazione tecnologica nel campo del decommissioning e della gestione dei rifiuti radioattivi per migliorare continuamente l’efficienza e l’efficacia delle nostre attività. Quest’accordo – ha spiegato Nucci – rientra fra gli strumenti che abbiamo attivato per condividere il nostro know-how e sviluppare collaborazioni con gli stakeholder coinvolti nella più grande bonifica ambientale della storia del nostro Paese, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente”.

“Questa collaborazione – ha affermato il Presidente dell’INFN, Prof. Fernando Ferroni – dimostra come attivando nel modo migliore le competenze reciproche di parti diverse si possano raggiungere risultati importanti per migliorare la qualità della vita a partire dagli sviluppi tecnologici motivati dalla scienza di base”.

Fusione fredda, (non) ci risiamo

Un’équipe italiana ha sconfessato i calcoli di tre studi in cui si dimostrava che, sotto certe condizioni, fosse possibile innescare un processo di fusione a basse temperature

15 ottobre 2012 di Sandro Iannaccone

Un nuovo capitolo nel romanzo senza fine della fusione fredda. Dopo la cella elettrolitica di Pons e Fleischmann e l’ E-Cat di Rossi e Foccardi, che hanno scatenato una serie di aspre polemiche da parte di scettici, possibilisti e complottisti, oggi la questione della cosiddetta energia pulita torna sul tavolo a causa di un lavoro pubblicato su arXiv da sei fisici dell’ Infn, delle Università di Roma e dell’Aquila e della Fondazione Tera… continua su Wired

Low energy nuclear reactions (LENR): quasi la parola fine

Il metodo scientifico non ammette certezze, ma un susseguirsi di congetture e prove o disprove sperimentali. Tuttavia, le argomentazioni del recentissimo lavoro di S. Ciuchi et al., arXiv:1209.6501v1, mettono in serio dubbio i risultati clamorosi ipotizzati da alcuni studi e che sarebbero alla base di una serie di progetti sperimentali generalmente etichettati come reazioni nucleari a bassa energia (low energy nuclear reactions o LENR).

Mentre il Governo italiano taglia l’INFN, in Siberia…

…il Cremlino sembra deciso a partire da qui per rimodernare l’intero Paese

Novosibirik, (TMNews) – Forse a prima vista non dice molto, ma in questo edificio a Novosibirik, capitale della Siberia, c’è quello che fu un fiore all’occhiello della scienza russa: Akademgorodok, istituto di fisica nucleare dove gli ingegneri sovietici costruirono nel 1960 il primo acceleratore di particelle del mondo. Vasily Fomin, vice Presidente dell’istituto: “Al momento, la ricerca è sviluppata principalmente a Mosca e San Pietroburgo. Ma, una volta, gli scienziati di qui avevano scoperto il petrolio e il gas”. Meta dei leader di tutto il mondo negli anni sessanta come centro dell’eccellenza, oggi questo luogo sta per rinascere: entro 10 anni, infatti, istituti chimica, meccanica, matematica e nucleari copriranno tutto il parco.A pensarci saranno anche i contratti occidentali, in particolare quelli siglati con l’istituto di ricerca nucleare europeo il Cern, fresco scopritore della “particella di Dio”. “Circa 200 nostri ricercatori lavorano presso il Cern in Svizzera – dice il ricercatore Pavel Kostrikof – . Nostri specialisti sono impegnati in diversi laboratori negli Stati Uniti come in Europa e in Asia”Centri di bio e nanotecnologie, borse di studio, compensi attraenti per ricercatori con uffici in edifici avveniristici. Dopo anni di abbandono, il Cremlino sembra deciso a partire da qui per rimodernare l’intero Paese. (Immagini Afp)

http://video.ilsole24ore.com/TMNews/2012/20120706_video_14494542/00004758-sibera-rinasce-listituto-di-fisica-che-fu-eccellenza-sovietica.php

18 e 19 giugno: Piano Triennale INFN a Torino

Le giornate di studio sul Piano Triennale INFN si svolgeranno il 18 e 19 giugno a Torino; il sindaco Fassino non farà mancare il saluto della Città al più importante evento sul futuro del nostro Ente. Il formato sarà diverso rispetto agli anni passati e in particolare si cercherà di articolare la discussione informandola alle tre direttrici principali del nuovo programma quadro europeo Horizon 2020.

Oltre alle presentazioni sullo “stato dell’Unione” del presidente Ferroni e del direttore generale Giunti, il vice-presidente Masiero riepilogherà le prospettive di fisica delle interazioni fondamentali e, come già annunciato, non ci saranno interventi separati da parte dei presidenti delle Commissioni Scientifiche; i presidenti delle CSN, invece, assieme ai direttori dei Laboratori Nazionali, sono chiamati a far parte di un gruppo di lavoro che elabori le prospettive future.

Ci saranno poi delle presentazioni dedicate ai nuovi progetti di maggiore impatto sull’Ente: SuperB (R. Petronzio), KM3Net (G. Cuttone), SPES (G. Prete). Valerio Vercesi illusterà la nuova organizzazione per i fondi esterni. Il programma completo è reperibile a questo indirizzo:

Researchers take big step to develop nuclear fusion power

Researchers take big step to develop nuclear fusion powerResearchers and staff at UT’s Magnet Development Laboratory prepare the central solenoid mockup for the vacuum pressure impregnation process. Credit: University of Tennessee, Knoxville

Imagine a world without man-made climate change, energy crunches or reliance on foreign oil. It may sound like a dream world, but University of Tennessee, Knoxville, engineers have made a giant step toward making this scenario a reality.

UT researchers have successfully developed a key technology in developing an experimental reactor that can demonstrate the feasibility of fusion energy for the power grid. Nuclear fusion promises to supply more energy than the nuclear fission used today but with far fewer risks… (continua a leggere su phys.org)

I 50 anni dei laboratori Infn a Legnaro: eccellenza in Italia

Dai laboratori di Legnaro un aiuto alla sanità e la mappa della radioattività del Veneto. Ioni anticancro e radiazioni le nuove frontiere

di Aldo Comello

PADOVA. Il professor Fiorentini spiega che la variegata attività del’Infn fa alone attorno a due punti di forza. Il primo è costituito dagli acceleratori di particelle, 5 “colossi”: AN 2000, Tandem, Piave, Alpi, CN. Alcuni sono stati acquistati, altri li ha progettati e realizzati l’équipe tecnica del laboratorio che è quindi in possesso di uno straordinario know-how.

Questa competenza affilata nel tempo ha promosso una serie di collaborazioni internazionali di spicco, con la Francia innanzitutto, ma anche con il grande progetto giapponese “Iter” per la fusione nucleare che prevede nella concentrazione di risorse tecnologiche anche l’utilizzo di un acceleratore italiano dell’Infn. L’acceleratore RFQ fa parte della tradizione del laboratorio di Legnaro, non ha sorpreso quindi che il governo italiano abbia affidato all’Infn la realizzazione di un nuovo prototipo che costituisce il principale contributo italiano alla International Fusion Material Irradiation Facility giapponese… (continua a leggere su Il Mattino di Padova)

La carenza di tecnezio che preoccupa gli specialisti

Gli impianti erano 5 nel mondo, ne è rimasto uno in Olanda che contribuisce fortemente al rifornimento mondiale

MILANO – Il problema non è nuovo, ma sta diventando sempre più serio. Il tecnezio 99 metastabile (Tc 99 m), uno dei radioisotopi più utilizzati in radiologia, scarseggia, perché alcuni vecchi impianti di produzione sono stati chiusi e dovranno essere smantellati.

Non erano più sicuri, come uno dei due reattori canadesi, che ha sospeso la produzione nel 2009 (l’altro, vecchio di 54 anni, è ancora in funzione a Chalk Rivers in Ontario). Ed è recente la notizia che l’industria General Electric, prima decisa a trovare una soluzione al problema, si è arresa per ragioni di costi.

«Gli impianti erano cinque al mondo — precisa Giovanni Fiorentini, direttore del Laboratorio nazionale di Legnaro (Padova) dell’Infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) — (continua a leggere su corriere.it)

L’ amico di Fermi Enrico Persico

Il romanzo «Coriandoli nel deserto» di Alessandra Arachi indaga uomini e origini della bomba atomica

L’ amico di Fermi Enrico Persico

Il fisico che non divenne mai un ragazzo di via Panisperna

Enrico Persico ha quasi 69 anni. È il giugno del 1969. È finito di notte in emergenza al Policlinico di Roma, reparto Malattie infettive e tropicali. Sputava sangue dalla bocca. I medici non riescono a capire l’ orgine del suo male. Non la capiranno mai. Dal suo letto d’ ospedale Persico, l’ amico d’ infanzia di Enrico Fermi, tira il bilancio della sua vita vissuta all’ ombra del genio. Schiacciato dal peso del genio. Ripercorre la storia della scoperta che porterà il mondo alla bomba atomica. Scrive lettere al suo unico amore, Nella Mortara. L’ unica donna ricercatrice che era nell’ istituto di Fisica di via Panisperna. Soffre… (continua a leggere su corriere.it)

Viminale: Napolitano e Cancellieri inaugurano lavori Centro studi Fermi

20 Aprile 2012 – 12:09

(ASCA) – Roma, 20 apr – Sono stati il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri e quello dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, a presenziare stamane alla sessione plenaria della seconda conferenza del Centro Fermi che si sta tenendo a Roma presso il complesso del Viminale. Occasione, questa, servita anche per visitare il cantiere del museo storico della fisica con l’attigua ‘fontana di Fermi’ in via di restauro in un’ala dell’antico Palazzo del Viminale per anni adibito a uffici della PS… (continua a leggere su ASCA)

Le stanze di Fermi diventano un museo. La fisica ha casa a Roma

Da sinistra: D'Agostino, Segrè, Amaldi, Rasetti e Fermi

di Carla Massi

ROMA – Via Panisperna 89a. Il Padreterno, il Papa, il Cardinale vicario, il Basilisco, il Grande inquisitore e il Cucciolo lavoravano qui negli anni Trenta. Qui passavano giornate e nottate intere nei laboratori, facevano esperimenti e, di fatto, hanno dato inizio alle scoperte che portarono allo sviluppo e controllo dell’energia nucleare… (continua a leggere su Il Messaggero)