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La presidente della Camera all’Università di Catania
Presso l’ aula magna del Palazzo centrale, lunedì 29 Aprile alle ore 10.00 verrà accolta la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini.
In presenza della terza carica della Repubblica Italiana verrà approfondito il tema “Ricerca, innovazione e futuro delle giovani generazioni nell’area euro-mediterranea”. Interverranno inoltre autorevoli figure come : la vicepresidente del Cnr Maria Cristina Messa, il presidente dell’Infn Fernando Ferroni, il presidente dell’Ingv Stefano Gresta e l’executive vice president della STMicroelectronics Carmelo Papa.
Giorno 30 aprile invece la presidente prenderà parte all’ iniziativa per l’anniversario dell’assassinio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, a Palermo presso il Teatro Biondo e, nello stesso giorno, incontrerà gli studenti dell’istituto ‘Giovanni Falcone’ e le associazioni di volontariato. Quindi giorno 1 maggio, presso la sala della Lapidi del Comune, commemorando le vittime della mafia, assisterà alla cerimonia in memoria di Piersanti Mattarella.
Fonte: Live University
ScienzAperta 2013. Scoprire il mondo con l’INGV
ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno organizzato una serie di appuntamenti per bambini, ragazzi e adulti. Il 15 aprile al via a RomaMartedi 9 Aprile 2013 - Attualità -
E’ un’edizione dal contenuto speciale. Perché serve qualcosa di fare di straordinario: garantire un futuro alla Città della Scienza di Napoli.
Quest’anno ScienzAperta 2013 ha un obiettivo in più. La manifestazione è stata organizzata dall’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per i mesi di marzo e aprile e si tiene, in diverse date, a Roma, Genova, Arezzo e Porto Venere. Sono già iniziate tantissime iniziative di comunicazione rivolte al grande pubblico per diffondere la conoscenza scientifica, creare curiosità attorno al mondo della ricerca, raccontare le scoperte scientifiche e dialogare con la comunità…
continua su Il Giornale della Protezione Civile
INGV: Vogliamo contribuire alla ripresa di Città della Scienza
“L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia esprime la propria costernazione per quanto accaduto alla Città della Scienza di Napoli con il terribile incendio della scorsa notte. Sono state fortemente colpite le importanti strutture gioiello della Scienza napoletana riconosciute in tutto il mondo“. Lo afferma, tramite una nota, Stefano Gresta, presidente dell’Ingv. “In questo momento così difficile, l`INGV dichiara di voler contribuire a sostenere da subito ogni intervento di pronta ripresa delle attività“, conclude Gresta.
Iacona risponde ai ricercatori INGV
da Facebook
RICCARDO IACONA RISPONDE AI RICERCATORI DELL’INGV
Gentili sismologi dell’INGV ed in particolare Alessandro Amato, Massimo Cocco, Giovanna Cultrera, Fabrizio Galadini, Lucia Margheriti, Concetta Nostro e Daniela Pantosti che avete firmato la lettera, voi sostenete che PRESADIRETTA ha leso la vostra” immagine di ricercatori al servizio della società”. Quando, dove, come? Dove mai avete trovato una sola parola detta da noi o da un intervistato che parli male dell’INGV o del vostro lavoro? Impossibile trovarla perché non è mai stata detta. Neanche nella requisitoria del PM e neanche nelle motivazioni della sentenza di condanna del giudice Billi, semplicemente perché l’INGV non è imputato in questo processo, dove sono state piuttosto valutate le singole responsabilità di sette imputati, tra cui anche il vostro ex presidente Enzo Boschi. Singole responsabilità,quindi, per il PM e per il giudice che li ha condannati questi scienziati non avrebbero fatto quello che avrebbero dovuto fare, non hanno svolto alla funzione di corretta e seria analisi del rischio per la quale erano stati chiamati all’Aquila. Non è l’INGV che è stato sul tavolo degli imputati, non è la scienza come si continua a sentire ancora da parte di qualcuno degli imputati, in particolare Enzo Boschi ad essere stata processata, sono delle persone. Nessuno ha mai detto che l’INGV è un istituto fatto da una banda di fannulloni che non fanno niente dalla mattina alla sera. Quindi non capisco il vostro sentirvi “lesi nell’immagine”. Potete essere in disaccordo con la sentenza e con le motivazioni della sentenza, ma non potete prendervela con noi che l’abbiamo raccontata, spiegando al grande pubblico come si è arrivati a quella sentenza. E per chiudere questa parte mi domando anche se voi sette che avete firmato questa lettera rappresentate tutto l’INGV, visto che sui media la vostra lettera viene pomposamente presentata come “i sismologi dell’INGV scrivono a Riccardo Iacona “, il “direttivo” dell’INGV si è mai riunito per deliberare che PRESADIRETTA ha “offeso l’onorabilità dei sismologi?” Se così fosse presentatevi al processo di appello come parte civile offesa, almeno potrete far valere le vostre ragioni nella sede opportuna. Passiamo adesso alle vere e proprie imprecisioni che riscontro nella vostra lettera. Voi dite che noi abbiamo sentito come testimoni dell’accusa delle persone che “hanno detto delle cose scientificamente non vere”, spero che questo non vi costi una querela e poi proseguite dicendo che noi “tra i tanti esperti italiani di terremoti, non coinvolti nel processo e di chiara fama internazionale…” che avremmo potuto sentire, abbiamo invece scelto “un vulcanologo, una statistica e un funzionario della Protezione civile molisana.” Il “funzionario della Protezione civile molisana”, e immagino che con questa definizione non volevate sottolineare una tara o una diminutio in quanto funzionario molisano, gestisce una Rete Simica Regionale realizzata e finanziata proprio mediante una Convenzione tra il Servizio per la Protezione Civile del Molise e il Centro Nazionale Terremoti dell’INGV e comunque noi lo abbiamo intervistato in quanto aveva partecipato alla Commissione Grande Rischi come testimone, stava lì, ha sentito tutto, ha riferito tutto e poi è andato al processo a raccontarlo e secondo voi l’oscuro funzionario della protezione civile “molisano” non aveva diritto di parola? E chi aveva secondo voi diritto di parola per sapere che cosa si sono detti in quella riunione, durata un’ora e il cui verbale è uscito fuori una settimana dopo la riunione, a terremoto avvenuto?
Passiamo a quella che voi chiamate la “statistica”, cioè la dottoressa Renata Rotondi del CNR che abbiamo intervistato. Voi dite “far credere che un modello di pericolosità a 10 o 50 anni, valido su aree di centinaia di chilometri (quello della dottoressa Rotondi del Cnr), sia utilizzabile localmente per azioni pratiche di riduzione dell’esposizione è sbagliato e pericoloso. Peraltro non è nemmeno vero che i risultati di questi studi e di altri simili siano nascosti chissà dove, dal momento che una ricerca su internet o una telefonata vi avrebbe permesso di trovarli, oggi come anni fa, sul nostro sito web e negli archivi della Protezione civile a cui vengono sempre consegnati.” Intanto non capiamo perché dovrebbe essere sbagliato e addirittura pericoloso conoscere la probabilità di accadimento anche long-term, cioè nell’arco di anni-decenni, di una scossa?
La scelta delle azioni pratiche spetta al Protezione Civile, la Commissione Grandi Rischi deve fornire le conoscenze scientifiche tra cui anche le probabilità di accadimento. Fa parte dell’analisi del rischio, che è, lo ricordiamo, un dovere della Commissione in quanto Organo Consultivo della Protezione Civile, sancito nel suo statuto e previsto per legge. Oltretutto, fornire tale probabilità è una delle ‘recommendations’ date dalla International Commission on Earthquake Forecasting for Civil Protection voluta dall’allora Presidente del Consiglio dopo il terremoto de L’Aquila per fare il punto della situazione in Italia. Esattamente quello che ha fatto la Dottoressa Rotondi col suo lavoro. Precisiamo che tutte queste ricerche sono state commissionate da Enti pubblici e finanziate con soldi pubblici: se l’INGV pensa che non servano a niente, che siano addirittura pericolose, per quale motivo allora le commissiona, visto che ci risulta che il lavoro della Dottoressa Rotondi è stato finanziato appunto dall’Ingv in convenzione con la Protezione Civile? Poi, sul termine la “statistica” di vago sapore limitativo, vorrei sottolineare che non è che abbiamo intervistato un “veterinario” e gli abbiamo chiesto di parlarci di terremoti. La sottoresa Rotondi, primo ricercatore del CNR, studia queste cose da 20 anni e ,molto piccata per la vostra lettera,ecco cosa ci ha scritto a proposito dell’importanza degli studi statistici nell’ambito della previsione dei terremoti : “I modelli probabilistici da me utilizzati sono applicati in tutti i Paesi sismici del mondo. Sulla competenza di matematici-statistici in campo sismologico citiamo solo i due piu’ noti, il professor Vere-Jones, padre del modello stress-release che modella le scosse principali, noto e usato in tutto il mondo e professore della Victoria University of Wellington e il professor Ogata Y.Y. a cui si deve il modello ETAS, usatissimo per la modellazione di scosse secondarie (aftershocks) in tutto il mondo, Italia inclusa, direttore dell’Institute of Statistical Mathematics,a Tokyo, oltre a essere Leader dello Statistical Seismology Research Group, Prediction and Knowledge Discovery Research Center, Giappone. In Paesi come Giappone, Russia, Nuova Zelanda statistici di professione collaborano attivamente in campo Sismologico, come conferma anche il matematico e geofisico di fama internazionale Y.Y. Kagan (“Modelling Critical and Catastrophic Phenomena in geoscience. A Statistical Physics Approach, 2006” ). Infine, rimandiamo a quanto scritto e ribadito recentemente dal neozelandese GNS SCIENCE, l’ istituto per la ricerca sulla comprensione dei pericoli legati ai terremoti e per la riduzione del rischio, riconosciuto a livello internazionale. L’istituto richiede ai ricercatori precise competenze statistiche (con tanto di laurea), proprio per il contributo fondamentale che tale disciplina può dare allo studio della sismologia. Sul punto,poi, che gli studi della Rotondi erano pubblicato sul vostro sito, mi sorge spontanea una domanda, perché non sono tirati fuori in quella riunione del 31 marzo 2009? Se tali studi probabilistici fossero stati citati, sono convinto che gli aquilani avrebbero dormito sonni meno tranquilli.
Chiuso il capitolo “statistica” passiamo al povero “vulcanologo”, Francesco Stoppa, accusato di aver detto secondo voi una corbelleria e cioè che “i forti terremoti sono sempre preceduti da sciami”. Ecco cosa dice Stoppa dopo aver letto la vostra lettera : “Tutti e tre i principali terremoti distruttivi L’Aquila, 1461, 1703, 2009 (M 6.5, 6.6 e 6.2, rispettivamente) hanno avuto scosse premonitrici anche molto sensibili (Guidoboni et al., 2012). I terremoti del 1762 e 1950 (Gran Sasso) hanno avuto magnitudo inferiore e non sono comparabili in quanto sappiamo che il numero e la durata di una sequenza sismica è proporzionale alla scossa principale. In aggiunta, il terremoto del 1950 e quello del 1915 (Avezzano) sono stati generati da fonti completamente indipendenti rispetto al 1461, 1703 e 2009.
Naturalmente, la mancanza di informazioni non significa necessariamente che non ci fossero scosse o sequenze premonitrici”, non sono uno scienziato ma mi sembra che sono argomenti su cui potete discutere tra di voi, ma noi Stoppa l’abbiamo sentito in quanto ex membro della Commissione Grande Rischi, per farci raccontare che cosa è la valutazione del rischio, che è precisamente l’oggetto del processo e della accusa. Inoltre gli abbiamo domandato cosa si intenda per RISCHIO, formula universalmente riconosciuta da tutta la comunità scientifica. Forse qualcuno di voi dell’Ingv che avete firmato questa lettera contesta al professor Stoppa la sua spiegazione in merito al rischio o l’affermazione secondo cui il rischio all’Aquila era molto alto, che è esattamente quello che ci ha detto? E sul fatto che si tratti di un vulcanologo ricordo che il professor Franco Barberi, che ha il ruolo apicale di Presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, è un vulcanologo. E non ci pare che qualcuno abbia mai messo in discussione la sua competenza o la sua funzione all’interno della Commissione, anzi. Barberi è stato compreso” tra i massimi esperti in sismologia” come ha detto Bertolaso durante la deposizione al processo e come è stato più volte ribadito prima e dopo la riunione del 31 marzo 2009. Non c’è poi niente da rettificare, “braccio armato della protezione civile” è una definizione usata da Bertolaso durante la deposizione, abbiamo detto all’inizio che Giulio Selvaggi non era membro nominale della Commissione e poi cosa devo rettificare ancora? Voi non siete imputati insisto e il vostro onore non è mai stato messo in discussione e neanche la vostra autonomia dalla politica, fino a prova contraria. Infine, voglio ricordare le parole che il vostro ex presidente Enzo Boschi ha consegnato alla nostra inviata Lisa Iotti, dicendo sostanzialmente che quella riunione nulla aveva di scientifico, sarebbe dovuta durare molto di più e la sua sensazione netta era che fosse servita a Bertolaso per fugare dubbi e timori legati alle dichiarazioni del tecnico Giuliani, ve le ricordate? Poco più che una farsa, insomma. Se era questa la convinzione di Boschi perché il giorno dopo non ha chiamato tutti i media e ha detto quello che pensava. Perché non l’ha fatto? Ci sarà l’appello, gli imputati avranno modo di difendersi e dovranno smontare cose molto concrete, come le dichiarazioni di Bertolaso che abbiamo fatto sentire e che ha detto che da mesi la comunità scientifica lo rassicurava e dovranno dimostrare che quella stitica riunione di poco meno di un’ora aveva svolto la funzione per cui era stata convocata. Altro che attacco alla scienza !
Grazie
L’Aquila, i sismologi Ingv scrivono a Iacona
I ricercatori contro la ricostruzione fatta da ‘Presa diretta’
23 gennaio, 19:21
Questa la lettera inviata a Riccardo Iacona dai sismologi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) in risposta alla puntata ‘Irresponsabili’ della trasmissione ‘Presa diretta’, andata in onda il 20 gennaio su Rai3:
“Gentile dott. Iacona, abbiamo seguito con attenzione la puntata sul processo ai sette partecipanti alla riunione della Commissione grandi rischi (Cgr) del 31 marzo 2009. Ci spiace constatare che la ricostruzione proposta non è stata obiettiva ed è lesiva della nostra immagine di ricercatori al servizio della società…
continua su ANSA.it
[Reblog]: Sentenza dell’Aquila: come ti prevedo il terremoto
piero bianucciE’ difficile riassumere in 4 parole 4 le 946 pagine della sentenza di primo grado sulle responsabilità per i 309 morti del terremoto che colpì L’Aquila il 6 aprile 2009, ma volendo farlo le quattro parole potrebbero essere: “scienza innocente, scienziati colpevoli”…
continua su Il Cielo
Grandi rischi, ecco perché i sette scienziati sono stati condannati
Grandi rischi, ecco perché i sette scienziati sono stati condannati
Terremoto dell’Aquila, il giudice Marco Billi deposita mille pagine di motivazioni della sentenza contro i componenti della commissione
INGV: firmata l’integrazione all’accordo per la proroga dei contratti a tempo determinato
INGV: firmata l’integrazione all’accordo per la proroga dei contratti a tempo determinato
Conclusa positivamente la complessa vicenda dei precari dell’INGV.
L’Integrazione all’Accordo si è resa necessaria per includere positivamente le recenti normative fatto salvo l’Accordo già firmato il 18 luglio 2012. Un confronto serrato e chiaro che ha prodotto un testo che nel confermare l’Accordo già siglato, ha permesso di integrare ulteriori elementi.
Siamo soddisfatti per il risultato che chiude una vertenza difficilissima, che ci ha visto impegnati insieme alla UIL RUA, con lo sciopero del personale dell’INGV del 10 dicembre e che permette ai precari di mantenere il loro rapporto di lavoro a tempo determinato, senza passare per ulteriori interruzioni o altre procedure concorsuali, in deroga ai vincoli secondo quanto disposto dall’art 5 comma 4bis del DLgs 368/2001.
Si conferma la bontà dell’azione della FLC CGIL e delle legittime rivendicazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INGV.
Allegati
[Video]: Precari INGV (TG3)
Ingv, precari in sciopero: una battaglia di tutta la ricerca
L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), per la prima volta nella storia dalla sua fondazione, ha interrotto oggi le sue attività per un giorno di sciopero, con presidio presso la Funzione pubblica a Largo Vidoni.
Il problema dei precari dell’Ingv rientra nella norma del decreto Stabilita’ relativa a tutto il pubblico impiego, salvo accordi decentrati . E’ quanto hanno comunicato oggi a Roma i rappresentanti del ministero della Funzione Pubblica ai sindacati che rappresentano i precari dell’Ingv, oggi in sciopero per la sospensione della proroga dei loro contratti. I sindacati Cgil, Cisl e Uil sono convocati domani nella Commissione Lavoro della Camera per proseguire la discussione sul precariato del pubblico impiego…
continua su ANSA.it
Istat, protesta ricercatori precari in 400 chiedono la stabilizzazione
Pur avendo ”superato un concorso pubblico non hanno prospettive”. Assediata la sala stampa dove si tiene il rilascio del comunicato sulla produzione industriale. Oggi sciopero anche dei colleghi dell’Ingv

Protesta dei lavoratori precari dell’Istat stamattina durante il rilascio del comunicato sulla produzione industriale. I ricercatori hanno assediato la sala stampa dove si tiene il briefing che accompagna la diffusione del dato, battendo i pugni contro la porta d’ingresso.
I lavoratori che sono quasi 400 – secondo il comunicato distribuito da Flc Cgil – pur avendo ”superato un concorso pubblico non hanno prospettive future”, sono impegnati nel Censimento continuo e chiedono di essere stabilizzati.
Denunciano la situazione ”di grave allarme” per il settore della ricerca e richiamano lo sciopero dei colleghi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ha raggiunto oltre il 50 per cento di adesioni, e oggi manifestano chiedendo la regolarizzazione di oltre 200 precari impegnati nell’attività di monitoraggio dei terremoti e in scadenza a fine anno.
10 dicembre 2012: sciopero INGV

Comunicato e volantino FLC CGIL e UIL RUA
Proroga dei contratti a termine all’INGV (e negli EPR): confermata la validità degli accordi decentrati
È quanto emerso alla riunione sul precariato nella Pubblica amministrazione. All’INGV si applichi ora l’accordo senza perdere altro tempo.
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- ISPRA: chiesta la proroga di tutti i contratti precari in scadenza per il 2013
Durante l’incontro tenutosi oggi, 21 novembre, presso il Ministero della Funzione Pubblica sul precariato nella Pubblica amministrazione, abbiamo posto il problema specifico degli effetti che il parere all’INGV ha prodotto sul contratto siglato nell’Ente e sulla contrattazione nell’intero comparto.
Il Dott. Naddeo e la Dott.ssa Barilà hanno confermato, questa volta in via ufficiale, quello che già sapevamo: gli accordi che riguardano le proroghe dei contratti a termine non necessitano di alcun parere né di autorizzazione da parte della Funzione Pubblica.
La Dott.ssa Barilà ha poi specificato che il parere reso a INGV non intendeva sconfessare l’accordo anzi confermare attraverso una ricognizione normativa la legittimità della fonte: solo incidentalmente si richiamava in chiusura la possibilità di un accordo quadro successivo sulla materia dei contratti a termine.
Abbiamo sollecitato la parte pubblica a intervenire formalmente viste le conseguenze indirette che il parere ha già prodotto. Il Dott. Naddeo, ricordando che i direttori generali sono chiamati ad assumersi le loro responsabilità senza farsi scudo del dipartimento Funzione Pubblica, ha annunciato un intervento chiarificatore nei confronti di INGV per le vie brevi riservandosi di individuare lo strumento più idoneo per rendere ufficiale la posizione della funzione pubblica sulla materia.
Si conferma quindi che gli accordi ai sensi del comma 4 bis dell’articolo 5 del DLgs 368/01 sono l’unico strumento legittimo per prorogare i contratti oltre la durata massima dei 5 anni.
Ovviamente, restano confermate le iniziative già annunciate da FLC CGIL e UIL RUA a partire dallo sciopero del personale dell’INGV la cui data verrà individuata nelle prossime ore. La speranza naturalmente è che, dopo questa ennesima conferma, l’amministrazione recepisca le nostre proposte e dia applicazione all’unico strumento che mette al riparo le funzioni dell’ente e l’occupazione dei precari.
[Reblog]: Chiedo asilo…
Chiedo asilo: storia di un sismologo italiano all’ufficio immigrazione Usa (e di un flat-foot che citava Fermi)
BY SILVIA, ON NOVEMBER 15TH, 2012
Novembre 2012: aeroporto San Francisco International, ufficio immigrazione.
L’italiano col passaporto in mano è uno scienziato: chiamiamolo Scienziato. Non immaginatevelo con il cappello floscio e la valigia di cartone: sta andando a Berkeley per un mese di ricerca (fatto usuale e auspicabile per uno scienziato). Probabilmente ha una felpa e uno zainetto con un laptop dentro.
L’agente di polizia americano immaginatevelo come vi pare: io prenderò in prestito l’immagine di Rosco Coltrane della contea di Hazzard.
Scienziato e Rosco sono uno di fronte all’altro e si stanno scambiando quei foglietti che ti danno in aereo quando vai in America e devi dichiarare di non essere un terrorista né un corriere della droga…
continua sul blog di Silvia Bencivelli
[Video]: Nicola Nosengo | Il terremoto dell’Aquila
Senza ricercatori. Ecco come muore la prevenzione
Senza ricercatori. Ecco come muore la prevenzione
di Jolanda Buffalini
C’è da chiedersi chi stia smantellando il delicato meccanismo che sta alla base della attività di previsione e prevenzione dei rischi sismici, vulcanologici, ambientali. Chi stia, cioè, smantellando l’interfaccia scientifico della Protezione civile, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia…
Fonte: L’Unità (via manuelaghizzoni.it)
Una sentenza rischiosa
Di Pietro Greco
23 ottobre 2012
Li hanno condannati tutti, con una pena durissima: 6 anni di reclusione. Li hanno condannati tutti, i membri della Commissione Grandi Rischi che si riunì a l’Aquila poco prima del terremoto del 6 aprile 2009. Li hanno condannati tutti, dirigenti della Protezione Civile e illustri geofisici come Franco Barberi ed Enzo Boschi, non per «cattiva scienza» ma per «cattiva comunicazione della scienza»… continua su ComUnità
L'Italia e gli scienziati (de L'Aquila e de l'Ilva)
POLITICA - Due cose sono accadute ieri: è stata emessa la sentenza a carico dei membri della (allora) Commissione Grandi Rischi sui fatti relativi al terremoto de L'Aquila del 2009 e sono stati resi pubblici i dati raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità sulla salute dei cittadini di Taranto. Due facce di un quadro contraddittorio e doloroso del nostro paese e del rapporto fra società civile, politica e scienza.
L’Aquila : «On est incapables de prévoir les séismes»

Le séisme survenu en 2009 avait dévasté la région et causé la mort de plus de 300 personnes. Crédits photo : CHRISTOPHE SIMON/AFP
INTERVIEW – Jean-Paul Montagner, professeur de sismologie chargé des affaires internationales à l’Institut de physique du globe de Paris, réagit à la condamnation de scientifiques italiens après le séisme meurtrier de l’Aquila.![]()

- Jean-Paul Montagner. Crédits photo: DR
Les scientifiques italiens, accusés d’avoir sous-estimé les risques avant le séisme de L’Aquila qui avait fait 309 morts en 2009, ont été condamnés lundi à six ans de prison pour «homicide par imprudence» par le tribunal de cette ville des Abruzzes. La Commission italienne «grands risques» s’était réunie le 31 mars 2009 à L’Aquila, six jours avant le tremblement de terre. Ils étaient accusés d’avoir négligé des signes précurseurs présumés et d’avoir minimisé le risque encouru par la population. La Commission avait pourtant indiqué à l’issue de cette réunion qu’il n’était pas possible de prédire la survenue éventuelle d’un séisme important et avait recommandé de respecter davantage les mesures de prévention antisismiques, notamment dans la construction d’immeubles… (continua su lefigaro.fr)

