Pubblico impiego, proroga a fine 2013 per 115mila precari

17 maggio 2013 

Proroga al 31 dicembre 2013 per i precari della pubblica amministrazione. A farla scattare dovrebbe essere il decreto su Imu e Cig in deroga che sarà varato oggi dal Consiglio dei ministri. Dopo un tira e molla durato una decina di giorni, il prolungamento dei contratti non a tempo indeterminato negli uffici pubblici in via di esaurimento, per effetto dell’ultima legge di stabilità, il 31 luglio di quest’anno, sembra proprio destinato a ottenere oggi l’ok del Governo. Anche se la partita non è ancora del tutto chiusa. Una marcia indietro non può essere completamente esclusa, ma nelle riunioni tecniche di ieri sul decreto lo slittamento a fine anno veniva considerato praticamente acquisito…

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Enea, giornata sul benessere organizzativo con il ministro D’Alia

fonte ilVelino/AGV NEWS Roma

Alla presenza del nuovo ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia, l’Enea ha presentato i risultati della prima indagine condotta tra i suoi dipendenti per conoscere lo stato del benessere organizzativo. Per l’Enea comunicare pubblicamente questi risultati vuole essere “un impegno di trasparenza nei confronti dei cittadini e affermare l’intenzione di migliorare il benessere fisico, psicologico e sociale dei propri lavoratori”. Il ministro D’Alia, intervenendo in apertura dei lavori, ha sottolineato: “La pubblica amministrazione è una realtà ad alta intensità di capitale umano: il benessere organizzativo è la precondizione affinché i cittadini possano ricevere servizi di qualità. Un’amministrazione, i cui lavoratori sono insoddisfatti, più difficilmente sarà in grado di soddisfare i bisogni dei propri utenti e di ristabilire la fiducia verso le istituzioni”. Il Commissario dell’Enea Giovanni Lelli, in conclusione dei lavori, ha dichiarato: “Questa prima indagine sul benessere organizzativo all’Enea costituisce un vero e proprio “momento di ascolto” dei nostri dipendenti perché riteniamo che la loro motivazione e un buon clima aziendale siano essenziali per lavorare in un ambiente di lavoro che pone obiettivi incentivanti sul piano tecnico-scientifico. È nostra ferma intenzione promuovere l’attuazione di interventi finalizzati a risolvere le criticità emerse da questa indagine, sia per assicurare il migliore utilizzo delle risorse, che per valorizzare e incentivare il merito”.

Agenzia digitale-Fub, via al censimento dei Ced della PA

Firmata una convezione quadro biennale fra l’Agenzia digitale e la Fondazione Bordoni. In cantiere una serie di progetti: si parte con la “conta” dei data center in vista del consolidamento delle infrastrutture

di Federica Meta
L’Agenzia per l’Italia Digitale e la Fondazione Ugo Bordoni insieme per l’innovazione nella PA. Il dg dell’Agenzia, Agostino Ragosa, e il presidente della Fub, Alessandro Luciano, hanno firmato ieri una convenzione quadro biennale che regola l’affidamento alla fondazione di una serie di attività aventi carattere di studio, analisi  e supporto di natura tecnica e scientifica, di assistenza in relazione alle fasi applicative, nonché di comunicazione dei risultati conseguiti…

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I professori universitari in cattedra fino a 72 anni

Il Sole 24 Ore - Giampiero Falasca

Negli atenei. Ricambio generazionale più difficile 
LA MOTIVAZIONE L’esclusione dei docenti dalla proroga biennale concessa ai dipendenti pubblici viola il principio di uguaglianza 
I docenti universitari possono chiedere di restare in servizio, come gli altri dipendenti pubblici, per un biennio dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici. Così la Corte costituzionale con la sentenza n. 83 del 6 maggio scorso, che dà un brutto colpo alle speranze di rinnovamento nelle Università, anche per il messaggio indiretto che manda al sistema.
La vicenda nasce su iniziativa del Consiglio di Stato che, nel corso di un giudizio riguardante un professore universitario, ha promosso un giudizio per verificare la legittimità costituzionale dell’articolo 25 della legge 240 del 30 dicembre 2010.
Questa norma – sotto la rubrica “Collocamento a riposo dei professori e dei ricercatori” – esonera i professori e i ricercatori universitari dall’applicazione dell’articolo 16 del decreto legislativo 503 del 30 dicembre 1992, che dà facoltà ai dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di restare al lavoro per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età previsti per il collocamento in pensione.
La disposizione, quindi, esclude i professori universitari dalla possibilità di restare in servizio per altri due anni, dopo la data di raggiungimento dei requisiti pensionistici; la finalità di questa esclusione è quella di favorire l’accesso all’insegnamento universitario dei docenti più giovani.
Contro questa norma, il Consiglio di Stato ha sollevato il dubbio circa il possibile contrasto con gli articoli 3, 33 e 97 della Costituzione, in quanto la deroga introdotta per i professori rispetto alla disciplina generale sarebbe irragionevole, perché non sorretta da adeguata ragione giustificatrice, e, comunque, sproporzionata rispetto alla finalità perseguita.
Sempre secondo il Consiglio di Stato, la norma sarebbe lesiva sia del principio di buon andamento dell’azione amministrativa (articolo 97 della Costituzione), sia del principio dell’autonomia universitaria (articolo 33, sesto comma, Costituzione), nella misura in cui priva le università di ogni potere di valutazione in ordine alla possibilità di accogliere le istanze di trattenimento in servizio presentate dal personale docente, anche qualora tale prolungamento risulti funzionale a specifiche esigenze organizzative, didattiche o di ricerca.
La Corte Costituzionale considera fondate le questioni, ritenendo del irragionevole – e quindi contraria all’articolo 3 della Carta – l’esclusione della facoltà di concedere la proroga biennale a professori e ricercatori universitari.
A tale proposito, la Corte evidenzia che la norma non è sorretta da ragioni idonee a giustificare, per la sola categoria dei professori e ricercatori universitari, l’esclusione dalla possibilità di avvalersi del trattenimento in servizio previsto per gli altri lavoratori. La Corte esclude che tale ragioni possa consistere nelle esigenze di contenimento finanziario e razionalizzazione della spesa pubblica, in quanto la norma interessa un settore professionale numericamente ristretto, perciò inidoneo a produrre significative ricadute sulla finanza pubblica, e comunque preclude alle amministrazione la possibilità di utilizzare esperienze professionali ancora valide.
Infine, la Corte osserva che la norma non può trovare giustificazione neanche sull’interesse al ricambio generazionale del personale docente, in quanto questo deve essere bilanciato con l’esigenza di mantenere in servizio docenti in grado di dare un positivo contributo per la particolare esperienza professionale acquisita. Questo passaggio della sentenza farà molto discutere, in quanto sminuisce l’importanza del tema del ricambio generazionale che invece, non solo nelleuniversità, dovrebbe essere prioritario.
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Le visite fiscali restano per il pubblico impiego

Fonte: Funzione Pubblica

Funzione Pubblica: visite fiscali per il controllo della malattia dei pubblici dipendenti. attività dell’INPS

Con riferimento ad alcune notizie di stampa, circa la sospensione delle visite fiscali disposte dall’INPS, il Dipartimento della Funzione Pubblica precisa che tale decisione non riguarda il pubblico impiego. Il provvedimento adottato dall’INPS riguarda solo le visite disposte d’ufficio (non previste per il settore pubblico), mentre l’Istituto continuerà ad effettuare le visite richieste dai datori di lavoro (i cui oneri sono a loro carico).

Il provvedimento quindi non ha impatto sul  lavoro pubblico. Le visite di controllo sullo stato di malattia per il settore del lavoro pubblico sono disciplinate dall’art. 55 septies del d.lgs. n. 165 del 2001, che prevede sempre visite a richiesta della pubblica amministrazione. Le pubbliche amministrazioni possono chiedere le visite di controllo alle aziende sanitarie locali o all’INPS pagando il corrispettivo fatturato per ciascuna visita. Le modalità per chiedere il controllo all’INPS sono regolate dalla circolare n. 117 del 9 settembre 2011, che prevede l’inoltro della richiesta in via telematica.

Pertanto, le pubbliche amministrazioni potranno continuare a fare domanda di visita di controllo sia alle AUSL sia all’INPS a seconda del sistema che ritengono più conveniente ed efficace.

martedì 7 maggio 2013

Precari nella Pa, soluzione in due tappe con un accordo (veloce) all’Aran

di 7 maggio 2013

(Ansa)(Ansa)

Per sciogliere il nodo dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni la cui proroga scade il 31 luglio (sono circa 115mila, di cui 86.122 a tempo determinato) la soluzione più praticabile potrebbe arrivare con la chiusura dell’accordo in Aran che introduce un primo aggiornamento della regolazione dei contratti flessibili…

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Copertura precari p.a.: i sindacati chiedono la proroga di contratti

segretari generali di Cgil, Cisl Uil hanno firmato la lettera indirizzata alla Funzione pubblica che vuole la proroga dei contratti precari nella p.a. Anche Letta d’accordo
di Letizia Pieri 

Cgil, Cisl e Uil in una lettera congiunta, dietro le firme dei segretari generali di settore, hanno richiesto ieri alla Funzione pubblica “una proroga  dei contratti precari nella Pubblica amministrazione” al fine di scongiurare un’ingente piaga sociale che possa altresì contribuire alla paralisi dei servizi pubblici. I sindacati, all’unanimità, sollecitano un incontro con il neo ministro della Pubblica amministrazione, Gianpiero D’Alia per affrontare e risolvere il problema. Al centro della richiesta emerge la scadenza del 31 luglio,

la quale, senza interventi, vedrebbe la chiusa dei contratti di circa 115mila lavoratori presenti nei vari comparti della Pubblica amministrazione, con una concentrazione maggiore negli enti locali. Lo stesso neoincaricato premier Enrico Letta, nel rispettivo discorso inaugurale, aveva sottolineato la priorità dell’obiettivo del “superamento” del precariato nella Pa, impiegando lo stesso termine adoperato per l’Imu sulle abitazioni principali…

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Pa, corsa contro il tempo per i precari

Gianni Trovati

06 maggio 2013

I contratti precari nella Pubblica amministrazione è l’altra Imu del Governo Letta. Come per l’imposta municipale, il neo-premier ha posto nel suo discorso di insediamento l’obiettivo del «superamento» del precariato negli uffici pubblici, e come per l’Imu i tempi stringono: la proroga dei contratti fatta con l’ultima legge di stabilità scade il 31 luglio, e le regole in vigore non sembrano lasciare spazio a un rinvio ulteriore (il Dlgs 368/2001 fissa il principio della «proroga unica»), anche perché si supererebbe il limite dei 36 mesi. Per evitare un’uscita di massa, insomma, sembra indispensabile una legge. In fretta. Secondo l’ultimo censimento dell’Aran, l’agenzia nazionale che si occupa del pubblico impiego, i contratti «flessibili» nella pubblica amministrazione sono 317mila. Circa 203mila, però, sono i supplenti che lavorano in scuole, accademie e conservatori, per cui i precari “classici” della Pubblica amministrazione sono intorno ai 114mila.

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Governo, Letta cambia deleghe Biancofiore: niente Pari opportunità ma sottosegretario p.A.

Resterebbe da capire perché certi “privilegi” spettano sempre alla pubblica amministrazione e ai pubblici impiegati: “Letta, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, avrebbe deciso di dare comunque “un’ultima chance” a Biancofiore, assegnandole la delega alla Pubblica amministrazione e alla semplificazione.”

Il motivo scatenante sarebbe stata un’intervista a Repubblica: il presidente del Consiglio, nel corso del giuramento, aveva chiesto “sobrietà”. Vendola: “La decenza è salva”. Concia: “Vittoria delle rete”. Ed è polemica anche su Beatrice Lorenzin per un vertice sulla sanità con i parlamentari del PdL del Lazio

Governo, Letta cambia deleghe Biancofiore: niente Pari opportunità ma sottosegretario p.A.Michaela Biancofiore

ROMA - Niente deleghe per Pari opportunità, sport e famiglia per il sottosegretario Pdl alla presidenza del consiglio Michaela Biancofiore, dopo la polemica scatenata per le sue posizioni rispetto l’omosessualità…
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Pubblica amministrazione, ecco il piano tagli: uffici ridotti o accorpati

Tra le possibili coperture finanziarie per i primi interventi dell’esecutivo il riordino e l’accorpamento delle strutture dello Stato

di Luca Cifoni
ROMA – Anche per le coperture finanziarie il governo Letta spera di non partire da zero. L’ambizioso programma di interventi delineato dal presidente del Consiglio eredita alcune emergenze lasciate dal precedente esecutivo, che aveva però anche elaborato dossier che poi non hanno trovato applicazione, ad esempio in materia di contributi alle imprese e di agevolazioni fiscali. Ma è chiaro che il reperimento delle risorse necessarie a tamponare le urgenze, e poi a impostare le successive scelte di politica economica, non potrà non passare per una ulteriore fase di spending review, di tagli alla spesa pur se il più possibile mirati…

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Sen Gentile (Pdl) L’iniziativa sugli uffici stampa degli enti

Chiederemo al ministro D’Alia di riprendere la contrattazione con FNSI E FIEG per rendere operativa la legge Frattini per gli uffici stampa nei comuni : dopo 12 anni è semplicemente vergognoso che non si sia chiusa questa pagina

Lo afferma il sen Antonio Gentile, segretario dell’ufficio di Presidenza di Palazzo Madama

D’Alia dovrà sollecitare l’ARAN a chiudere la contrattazione perchè p incostituzionale che ci siano capi ufficio stampa di serie a e di serie b: nelle Regioni , alla Camera e al Governo si applica il contratto giornalistico, nei comuni e nelle province , no .

E’ come se i medici venissero pagati diversamente-prosegue Gentile- a seconda che lavorino nei policlinici o negli ospedali .

Gentile annuncia che in settimana ” il Pdl, attraverso l’on. Giampaolo Chiappetta, presenterà la mozione in consiglio regionale per chiedere alla Regione di convocare i sindacati, ivi compresa la FNSI, al fine di estendere la contrattazione giornalistica negli uffici degli enti regionali “

In questo comparto dove c’è tanta disoccupazione -conclude il senatore pidiellino, che è anche giornalista pubblicista – è venuto il tempo di regolarizzare questioni di profilo giuridico che non possono essere diseguaglianti.

Documenti collegati

Gianpiero D’Alia ministro e quell’emendamento su internet

27/04/2013 – Il ministro della pubblica amministrazione nella lista di Letta

Gianpiero D'Alia ministro e quell'emendamento su internet

di 

Gianpiero D’Alia e’ nato a Messina il 22 settembre 1966. Avvocato cassazionista, e’ sposato ed ha un figlio. Attualmente è vice capogruppo vicario di Scelta Civica alla Camera dei Deputati e segretario regionale dell’Udc in Sicilia. Dopo diversi anni di impegno politico come amministratore comunale di Messina (dapprima come consigliere e successivamente, per due mandati, Assessore e vicesindaco della citta’ dello Stretto), viene eletto alla Camera dei deputati per la prima volta nella XIV Legislatura (2001)…

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ARAN: Presentato il rapporto semestrale sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici

Il  Presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini, ha presentato oggi alla stampa il  Rapporto  sulle  retribuzioni dei pubblici dipendenti, la pubblicazione semestrale  dell’Aran che fa il punto sull’andamento delle retribuzioni dei pubblici  dipendenti.   Il  Rapporto   analizza gli ultimi dati disponibili sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici e sulla spesa complessiva per le retribuzioni  sostenuta  dalle pubbliche  amministrazioni.  Si conferma il quadro  complessivo,  già messo in luce dai precedenti numeri del Rapporto, caratterizzato da  retribuzioni sostanzialmente ferme e perfino in leggera diminuzione  (il  2011 fa segnare, su tutto il pubblico impiego, -0,8%).

Le prime anticipazioni sui dati 2012 tendono a confermare questo quadro.

Rapporto semestrale

Slides di presentazione

Comunicato Aran

LA GUERRA ALLA “KASTA” PRODUCE MOSTRI

Pubblico impiego? Solo Kasta, produce sprechi. Tagliare, risparmiare, premiare solo i meritevoli. Il resto sono cervelli all’ammasso. Licenziare, raus. Il primo ad avere creduto nella battaglia populistica per eccellenza, quella contro la casta del pubblico impiego, i garantiti, non è stato Grillo, o Brunetta quando approvò una riforma del pubblico impiego inutile. E’ lo Stato italiano che, secondo i dati dell’Aran, l’agenzia che rappresenta la pubblica amministrazione nella contrattazione collettiva nazionale, ha tagliato 232 mila dipendenti pubblici tra il 2006 e il 2011, passati da 3.627.139 a 3.396.810… continua su furia dei cervelli

Diminuiscono i dipendenti statali In cinque anni meno 230 mila unità

I dipendenti pubblici sono passati da 3.627.139 unità del 2006 a 3.396.810 del 2011

Ad incidere i vincoli sul turnover e il taglio degli organici. La spesa degli stipendi in calo, prima volta dal 1979

La cura dimagrante avviata negli ultimi anni sulla pubblica amministrazione comincia a funzionare: nel 2011, secondo i dati diffusi oggi dall’Aran, la spesa per le retribuzioni dei dipendenti pubblici ha, dopo 31 anni di crescita ininterrotta, invertito la rotta fissandosi a 170 miliardi (-1,6% sul 2010). Le anticipazioni sul 2012 dovrebbero rafforzare la nuova tendenza con un calo del 2,3%.

«Nulla di cui gioire: meno occupazione, meno salari non sono dati positivi”, commentano i sindacati Fp-Cgil, Fp-Cisl, Uil-Fpl e Uil-Pa, che calcolano in un -7,2% la perdita reale di potere d’acquisto dei salari, e chiedono di «rilanciare subito la contrattazione nazionale e integrativa»…

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Approdato in Gazzetta Ufficiale il decreto sulla trasparenza della pubblica amministrazione (D.Lgs. 33/2013). Il testo ufficiale

Decreto_trasparenza Lilla Laperuta
La trasparenza è il grande deterrente contro la corruzione e l’illegalità. Lo ha dichiarato il Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, a commento dell’approvazione in via definitiva del nuovo testo unico per la trasparenza nella Pubblica Amministrazione, il D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 (approdato nella Gazzetta ufficiale n. 80 del 5 aprile).

Con il testo emanato in attuazione dell’art. 1, comma 35 della L. 190/2012 (legge anticorruzione) si aggiunge, dunque, dopo il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, un ulteriore tassello al mosaico che compone l’azione di contrasto e prevenzione della corruzione, imponendo nuove regole alla politica e alla dirigenza pubblica affinché siano sempre più controllabili…

continua su diritto.it

Registrato DPCM con tagli dotazioni organiche enti di ricerca

Fonte: Ministero della Pubblica Amministrazione e la semplificazione

Il DPCM  22 Gennaio 2013, relativo a cinquanta amministrazioni ed attuativo dell’art. 2 del DL 95/2012, è stato registrato dalla Corte dei Conti in data 18 marzo 2013.

Per saperne di più

Nuovo codice condotta pubblica amministrazione

Pubblichiamo su A Ruota Libera lo Schema DPR del Codice di comportamento rivolto ai dipendenti pubblici. Tale schema presenta alcune modifiche in particolare ai sensi dell’articolo 54 del D.Lgs 165/01 come sostituito dall’articolo 1, comma 44 della Legge 190 del 6 novembre 2012. (Scaricalo)

Assieme al DPR pubblichiamo anche la relazione illustrativa. (Scaricala)

Fonte: www.liboriobutera.com

Il Consiglio di amministrazione del CNR propone una razionalizzazione senza il confronto con i sindacati

La FLC CGIL non condivide questo metodo e diffida l’ente dall’approvare la proposta.

25/03/2013

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Il Consiglio di amministrazione del CNR, nella seduta di lunedì 25 marzo 2013 è stato chiamato a deliberare la proroga degli incarichi dirigenziali. Abbiamo appreso, invece che con nota del 22 marzo 2013 il Direttore Generale, con la giustificazione della prossima scadenza al 31 marzo di tutti gli incarichi, propone all’approvazione del CdA e dei Revisori dei Conti, anche una razionalizzazione dell’Amministrazione Centrale.

Si presenta come razionalizzazione, ma si tratta di una vera e propria parziale riorganizzazione dell’Amministrazione Centrale ordita senza, come dovuto, alcun confronto con le Organizzazioni Sindacali.

Si rammenta all’Amministrazione che l’art.19 del DLgs 127 del 4 giugno 2003, tuttora vigente, impone all’Ente il confronto con i sindacati più rappresentativi prima dell’adozione dei Regolamenti di Organizzazione e Funzionamento. Lo stesso articolo, al comma e, indica che è parte del ROF la definizione delle Direzioni Centrali e lo Statuto del CNR, redatto ai sensi del D.lgs 213/09,  all’art. 20 c.2 recita “ Il CNR assicura il rispetto delle norme e dei CCNL in materia di relazioni con le OO.SS.”

Il mancato rispetto di tali disposizioni non solo altera colpevolmente il modello di relazioni sindacali, ma rappresenta una totale mancanza di rispetto per i lavoratori dell’Ente che continuano a compiere ignari il proprio dovere.

Noi non condividiamo il metodo utilizzato dalla dirigenza dell’Ente, denunciamo la palese violazione della legge e diffidiamo l’Ente dall’approvare tale proposta.

Nel merito si ritiene che la parziale riorganizzazione proposta risponda a principi altri rispetto all’effettiva razionalizzazione del modello organizzativo. La costituzione di una vera e propria, seppur mascherata, “Direzione Centrale degli Affari Giuridici”, rischia, se non accompagnata da una effettiva autonomia professionale degli “avvocati” dell’Ente, di acuire le lentezze che rendono l’Area giuridica un collo di bottiglia nella filiera organizzativa, che si ripercuotono sulla Rete Scientifica. Ciò si somma al declassamento di alcuni Uffici e all’affidamento “fiduciario” dell’incarico di responsabile, avvenuto trascurando totalmente le professionalità interne agli Uffici e non dando spazio a tutto il personale CNR di poter manifestare interesse per gli incarichi detti, disegnando un quadro organizzativo che non è stato condiviso con i lavoratori e le loro rappresentanze.

Denunciamo inoltre come, con ben oltre due anni di ritardo sulla adozione dei Regolamenti, l’Ente si appresti a elaborarli partendo dalla riorganizzazione della Amministrazione Centrale, come se questa potesse avvenire senza aver prima definito il quadro organizzativo della Rete Scientifica e senza aver apportato le necessarie revisioni dello Statuto, che lo stesso Presidente Nicolais aveva promesso al momento della nomina come elemento centrale della sua azione di governo.  Ancora una volta, si deve dolorosamente constatare come la burocrazia che, in ogni occasione il Presidente ed il Direttore Generale dichiarano essere l’elemento fondamentale di supporto alle attività della Rete Scientifica, diventi, invece, predominante e disegnata non sulla base di una semplificazione dei rapporti con la Rete, ma di una concentrazione di competenze e poteri.

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