Di norma non commento gli articoli che metto in “Rassegna Stampa”. Devo dire che questo particolare articolo mi spinge a commentare un minimo, se non le affermazioni contenute, quanto meno il tono o la prospettiva dalla quale si affronta il problema.
Come sappiamo, la tematica dei criteri di valutazione stabiliti dall’ANVUR e il dibattuto punto nevralgico del superamento delle mediane, sono punti abbastanza tecnici. Tuttavia, anche facendo la tara per il punto di vista giornalistico, e tenendo conto di quanto non sia semplice comunicare aspetti così tecnici della vita accademica, si poteva – forse – avere un approccio meno semplificato e schematico, anche da parte di una non addetta ai lavori.
In effetti, la circolare ministeriale di cui si parla ammorbidisce uno dei punti più controversi dell’intera procedura di valutazione ai fini del conseguimento dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, ovvero il rigido automatismo, che sembrava prefigurarsi, per cui – di base – le commissioni avrebbero certificato il superamento delle mediane, calcolate su criteri puramente bibliometrici, quindi con tutte le distorsioni del caso che richiedono uno spazio enormemente più ampio per essere affrontate (per esempio quello dedicato con grande competenza da www.roars.it), tranne eccezioni da motivare estensivamente. La circolare, in effetti, riafferma la possibilità di “abilitare” anche candidati che non abbiano superate tutte le mediane, ma anche richiama la possibilità per le commissioni di non abilitare automaticamente i candidati che invece le abbiano superate tutte. A ben guardare, quindi, si sottolinea la possibilità di essere più restrittivi nel conferimento dell’ASN.
Mi auguro, in realtà so per certo, che ci siano giornalisti in grado di fare analisi più approfondite di “più facile diventare professori”. Oltre al punto illustrato sopra, sarebbe stato anche utile, almeno a mio modesto avviso, dare un’informazione aggiuntiva ma fondamentale, ovvero che l’Abilitazione è un passo preliminare, e che per diventare professori in realtà occorre vincere delle “selezioni comparative”, cioè dei concorsi, nelle Università, sulla base dei punti organico e del budget disponibili.
Più facile diventare professori
Di Benedetta Pacelli
Criteri meno rigorosi per salire in cattedra. In barba alla legge di riforma universitaria (legge 240/10) voluta dall’ex-ministro Mariastella Gelmini che prevedeva procedure estremamente selettive per ottenere il titolo di prof, arriva un circolare (prot 0000754) dell’uscente ministro Francesco Profumo a rimischiare le carte. Un sospiro di sollievo per la carica dei circa 70 mila aspiranti i cui curricula inviati lo scorso novembre (questa la scadenza) al ministero nel primo dei bandi che ha inaugurato la nuova riforma dell’abilitazione, saranno selezionati secondo procedure un po’ meno rigide rispetto alle previsioni iniziali…
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