Parliamo di valutazione di ricercatori ed enti

Nei primi giorni del 2011 ha ottenuto un qualche risalto sulla stampa italiana una graduatoria degli scienziati italiani e delle istituzioni scientifiche, curata da un’associazione, la Virtual italian academy (Via-academy), nata a Manchester per iniziativa di alcuni ricercatori italiani “in fuga” nel Regno Unito.

Le prime 25 istituzioni italiane nella graduatoria Via-academy

L’analisi è basata sostanzialmente sull’indice di Hirsch, anche detto indice h (vuol dire che un autore ha pubblicato h articoli, ciascuno dei quali è stato citato almeno h volte). In particolare, Via-academy parte dai TIS (top italian scientists) ovver la classifica dei ricercatori italiani classificati secondo il loro indice h (a partire da almeno h>30). Sommando l’indice h per tutti i ricercatori di ciascun istituto che compaiono nella TIS, si ottiene la graduatoria dei migliori 50 istituti italiani.

Il risultato non è sorprendente: ai primi posti compaiono le maggiori Università italiane (Bologna, Milano, Padova e Sapienza di Roma) che sono quelle che si classificano in tutte le graduatorie internazionali (che spesso includono criteri più vari e complessi del semplice indice h) come ad esempio la graduatoria di Shanghai, e di gran lunga il più grande e più “generalista” degli enti di ricerca italiani, ovvero il CNR.

Per ampliare la prospettiva a livello globale, una metodologia molto simile di Via-academy è quella di Scimago Institutions Ranking, la quale utilizza uno dei maggiori database di pubblicazioni scientifiche (Scopus) per costruire 4 indicatori, tra cui i due principali sono:

  • IN: l’impatto normalizzato, ovvero cercando di rimuovere l’effetto dovuto alle dimensioni e al profilo di ricerca dell’istituzione (si considera il rapporto tra l’impatto medio e l’impatto mondiale delle pubblicazioni dello stesso settore di ricerca nel periodo di riferimento)
  • Q1: le pubblicazioni di maggiore qualità, ovvero pubblicate dai ricercatori dell’istituzione presa in esame nelle migliori riviste scientifiche (cioè il 25% meglio piazzato nella classifica di Scimago)

Se si rappresenta in un grafico la correlazione del parametro di qualità Q1 con l’impatto normalizzato NI, si può osservare come pubblicare nelle migliori riviste (come misurato da Q1) vuol dire avere un miglior impatto nella propria comunità scientifica, con un andamento dell’impatto normalizzato che tende ad essere esponenziale.

Nella classifica internazionale si Scimago per il 2010, la prima istituzione italiana è il CNR (che si piazza alla posizione 23), seguito da Sapienza di Roma (56), Università di Bologna (89), di Milano (96) e Padova (107), Napoli Federico II (144), INFN (181), Università di Pisa (188), Firenze (190), Torino (230), Roma Tor Vergata (294), Genova (301), Politecnico di Milano (325), Università di Bari (364), Pavia (375), INAF (397), Università Cattolica S. Cuore (417), Catania (437), Palermo (440), Siena (458), Perugia (460) e -fermandosi solo alla top 500- Politecnico di Torino (463).

E le istituzioni italiane? L’ultimo esercizio di valutazione dell’intero sistema della ricerca italiana è stato effettuato dal Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca, il CIVR (un organismo di nomina governativa, istituito dal D.Lgs. 204/98 e ricostituito con il DPCM del 7 settembre 2007), che ha preso in considerazione il triennio 2001-2003 e avendo suddiviso le discipline scientifiche in 20 distinte aree (link ai risultati della valutazione delle aree). Nel 2006, è stata istituita l’Agenzia della Valutazione dell’Università e della Ricerca, l’ANVUR, ma l’attivazione di questa fondamentale istituzione si fa attendere da ben quattro anni: dopo aver ricevuto il proprio regolamento definitivo solo all’inizio del 2010 (DPR 1 febbraio 2010, n. 76), il 2010 è trascorso nell’attesa, vana, che venissero nominati i vertici dell’Agenzia e, di conseguenza, l’inizio dell’attività.

In attesa dell’ANVUR, con il DM 29 dicembre 2008, n. 427 (registrato però alla Corte dei Conti solo nel luglio 2009) è stato approvato programma di valutazione quinquennale 2004-2008 (VQR 2004-2008), e quindi sono state emanate le linee guida (DM 19 marzo 2010 n. 8).

Tale programma però non è stato ancora avviato, il “via” ufficiale, infatti, arriverà con la pubblicazione del bando da parte del Presidente del CIVR. Tale bando, però, non potrà essere emanato prima che si concluda la composizione dei Panel, composti da esperti di elevata qualificazione, anche stranieri, scelti in base alle competenze scientifiche e alle esperienze valutative già esercitate, per ciascuna delle 14 aree individuate (coincidenti con le quattordici Aree del Consiglio Universitario Nazionale, CUN):

01 Scienze matematiche e informatiche
02 Scienze fisiche
03 Scienze chimiche
04 Scienze della Terra
05 Scienze biologiche
06 Scienze mediche
07 Scienze agrarie e veterinarie
08 Ingegneria civile ed Architettura
09 Ingegneria industriale e dell’informazione
10 Scienze dell’Antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
11 Scienze storiche, filosofiche, psicologiche e pedagogiche
12 Scienze giuridiche
13 Scienze economiche e statistiche
14 Scienze politiche e sociali

Il termine per le segnalazioni dei componenti dei Panel era il 31 agosto 2010, per cui ci si aspetta che il MIUR provvederà presto alla nomina, a firma del Ministro, del primo contingente di Panelist. Dopo la pubblicazione del bando da parte del Presidente del CIVR, il programma dovrà essere portato a termine entro 18 mesi.

Dato che il finanziamento delle Università e degli Enti di Ricerca Pubblici è però già legato alla valutazione della qualità della ricerca, in misura non inferiore al 7% per il 2011, è chiaro come questo argomento sia davvero di cruciale importanza.

Links:

Un pensiero su “Parliamo di valutazione di ricercatori ed enti

  1. Una piccola precisazione:
    il Decreto Milleproroghe (emanato il 31 dicembre, e naturalmente da convertire in legge entro 60 giorni) stabilisce (all’art. 7, comma 1) che l’ANVUR debba diventare operativa entro il 30 giugno 2011 e nel frattempo proroga l’operativà del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (CNVSU).
    Peccato che tra i compiti istituzionali di tale comitato ci sia la valutazione dell’Università per quanto riguarda la didattica, ma non si cita la valutazione della ricerca università e, meno che mai, degli enti di ricerca.

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