E invece i co.co.co. sono cancellati del tutto

Un importante addendum all’articolo sulla legge di riforma dell’Universita` e gli assegni di ricerca.

L’art. 29, comma 11, lettera d), come detto, abroga l’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Oltre alle norme sugli assegni di ricerca, che sono riprodotte quasi invariate nel successivo art. 22 della legge 240/2010, il comma abrogato contiene anche questo periodo, che dunque non e` piu` efficace:

“I soggetti di cui al primo periodo del presente comma sono altresì autorizzati a stipulare, per specifiche prestazioni previste da programmi di ricerca, appositi contratti ai sensi degli articoli 2222 e seguenti del codice civile, compatibili anche con rapporti di lavoro subordinato presso amministrazioni dello Stato ed enti pubblici e privati.”

Dunque, le universita` e gli enti pubblici di ricerca, perdono la possibilita` – peraltro molto complicata dalle recenti regole introdotte dalle manovre finanziarie in materia di controllo da parte della Corte dei Conti – di attribuire contratti di collaborazione (i famosi co.co.co.).


Update:

Gli enti di ricerca possono continuare ad avvalersi dell’art. 7, comma 6 del D.Lgs. 165/2001, come introdotto dall’art. 32 del D.L. 223/2006, convertito nella L. 248/2006:

«6. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di provata competenza, in presenza dei seguenti presupposti:
a) l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente e ad obiettivi e progetti specifici e determinati;
b) l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;
c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata;
d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.
6-bis. Le amministrazioni pubbliche disciplinano e rendono pubbliche, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione.
6-ter. I regolamenti di cui all’articolo 110, comma 6, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, si adeguano ai principi di cui al comma 6
.».

Tale norma è completata dall’art. 34, comma 2, del medesimo D.L. 223/2006, il quale (ad integrazione del comma 14 dell’art. 53 del D. Lgs. 165/2001), stabilisce :

«Le amministrazioni rendono noti, mediante inserimento nelle proprie banche dati accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi dei propri consulenti indicando l’oggetto, la durata e il compenso dell’incarico

13 pensieri su “E invece i co.co.co. sono cancellati del tutto

    • Si`, i contratti di collaborazione non hanno molto senso nell’Universita` e negli EPR, resta il fatto che nel passato rappresentavano l’unico mezzo per pagare dei colleghi, a causa della rigidita` delle regole per esempio per attribuire contratti a tempo determinato per ricercatore o per gli assegni di ricerca. Comunque siamo sempre li’, andrebbe fatta una politica del personale di largo respiro e non dare contratti e contrattini, cosi` come vengono i fondi e scegliendo la forma contrattuale solo sulla base della convenienza in base alle legislazione vigente.

      • La gran parte della ricerca viene fatta tramite finanziamenti di progetti. Mi sembra una cosa virtuosa, no? Uno bravo, in barba ai clientelarismi, riesce a farsi finanziare, passando attraverso il referaggio internazionale.

        Ma i finanziamenti di progetti sono sempre e solo a tempo determinato. Ora che facciamo? Uno che ha un finanziamento, su cui pensava di pargarsi il suo stipendio, resta a casa.

        Resta solo una strada che va dalla laurea al posto fisso; se manchi un gradino, per mancanza di appoggio clientelare, sei fuori. Alla faccia di brunetta e tremonti: statalismo da far impallidire stalin.

  1. Certamente lo strumento aveva una sua utilita`…

    penso pero` che a tutti noi non piacesse il modo con cui, attraverso contratti e contrattini, le persone venissero tenute precarie per anni e anni: sottopagate e soprattutto sottomesse, mai autonome.

    La tenure track e` usata in tutto il mondo.
    SE il sistema di tenure track gelminico fosse “vero”, cioe` ci fossero davvero le risorse per mantenere i ricercatori a tempo determinato come associati

    SE la valutazione conseguente fosse “vera”, cioe` basata su merito e produzione scientifica e didattica, e non sui soliti parametri feudali

    SE ci fosse l’effettiva possibilita` di trovare sbocco anche all’esterno del sistema della ricerca pubblica, dopo qualche anno, in un contesto produttivo realmente innovativo…

    SE, SE, SE…

  2. Eh appunto, se se se se e se.

    Invece purtroppo no.

    Quindi uno che vuole darsi da fare prima poteva darsi da fare da solo, e purtroppo doveva usare le cococo e altre diavolerie.

    Ora, i “se” restano “se”, e non resta nulla per chi vuole darsi da fare.

    Tutto questo con l’approvazione unanime dei precari, che credono che abolendo le cococo si faranno piu’ contratti a tempo indeterminato. Purtroppo no, non hanno capito che i contratti precari erano sempre su fondi di ricerca, e quindi, o a tempo determinato o niente.

    • > Tutto questo con l’approvazione unanime dei precari, che credono che abolendo le cococo si faranno piu’ contratti a tempo indeterminato.
      > Purtroppo no, non hanno capito che i contratti precari erano sempre su fondi di ricerca, e quindi, o a tempo determinato o niente.
      OK. questo lo capisco bene, purtroppo…

  3. Ecco la circolare CNR:

    Fai clic per accedere a c11-07a1.pdf

    Consiglio Nazionale delle Ricerche
    Direzione Generale

    Circolare n. 7/2011
    AMMCNT – CNR
    0009211 del 28/01/2011

    Ai
    Dirigenti/Direttori delle Unità Organiche e Strutture del CNR
    Loro Sedi

    Oggetto: Nuove disposizioni in materia di assegni di ricerca e contratti d’opera. Legge 30 dicembre 2010 n. 240.
    Il 14 gennaio 2011, è stata pubblicata in GURI la Legge 30 dicembre 2010 n. 240 avente ad oggetto “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario italiano”.

    Nell’ambito di tale normativa, l’art. 29 c. 11 lettera d) ha disposto l’abrogazione dell’art. 51, comma 6 della Legge 27 dicembre 1997 n. 449, norma che consentiva agli Enti di Ricerca il conferimento di assegni di ricerca e dei cd. “contratti d’opera per lo svolgimento di specifiche prestazioni previste da programmi di ricerca”.

    In allegato alla presente si trasmette la direttiva del competente Ufficio Concorsi nella quale sono forniti tutti i chiarimenti necessari per la gestione di tali tipologie di rapporti contrattuali in seguito all’entrata in vigore della normativa in oggetto.
    IL DIRETTORE GENERALE
    (Dr. Fabrizio Tuzi)

  4. Cosa succede adesso per quei progetti o programmi per i quali era previsto espressamente di attivare un contratto ex art. 2222?
    Per esempio un FIRB?
    Il Ministero dovrebbe inviare quantomeno una circolare per chiarire come applicare le nuove norme.

    • Ho chiesto al MIUR. Ovviamente la nuova legge prevale su ogni regolamento. Per cui i soldi per i co.co.co dovrebbero essere usati per assegni o ricercatori a tempo determinato (art. 23)

      • Scusami Gianluca. Hai veramente la capacita’ di chiedere qualcosa al miur? O meglio di farti rispondere? Nel caso, ci sono moltissimi punti dubbi, ad esempio il comma 6 art. 18, e la lettera f comma 5 art. 18. E poi qualcuno dice che gli RTDa non si possono fare su fondi di progetto, e quindi neppure per il FIRB… Insomma, se hai dei canali, saresti disposto ad aiutarmi a chedere?

  5. No, non ho i super poteri. Semplicemente ho vinto fondi FIRB Futuro in Ricerca nel 2008 e abbiamo come referente al MIUR l’ing M.Massulli che a domande sui FIRB risponde molte gentilmente via email.
    In merito ai FIRB dice che modificheranno presto il regolamento per tenere conto della legge Gelmini

  6. Sono stati presentati degli emendamenti al decreto milleproroghe, per rimandare le norme almeno fino alla fine dell’anno e permettere i rinnovo degli assegni e TD. Al momento all’esame delle commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio, approdera’ all’esame dell’Aula del Senato martedi’ prossimo, 8 febbraio alle ore 16,00.
    Gli emendamenti sono circa 1.500, ma molti meno quelli dichiarati ammissibili.
    Il lavori dell’aula potrebbero proseguire fino al prossimo 11 febbraio.

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