Un precario veneziano rivoluziona l’astrofisica

Fabrizio Tamburini, stipendio di 1.300 euro, ha risolto il problema della misurazione dei buchi neri

Fabrizio TamburiniPotrebbe permettere di verificare se Einstein ha descritto con esattezza il fenomeno della relatività la scoperta, riportata dalla rivista scientifica «Nature Physics», fatta da un astrofisico veneziano, Fabrizio Tamburini, che annuncia di aver risolto «il problema della misurazione della rotazione dei buchi neri con le vorticità elettromagnetiche». È lo spiraglio per capire, tra l’altro, se esistono «concentrazione di materia oscura nel nucleo della galassia cui la terra appartiene». Ma si tratta di un passo che potrebbe essere decisivo anche per accedere alla conoscenza di più complessi fenomeni quantistici.
Già universalmente noto per aver sperimentato la trasmissione di onde elettromagnetiche grazie ai ’vortici otticì, Tamburini, 48 anni, più di 60 pubblicazioni scientifiche, incredibilmente ancora precario all’Università di Padova, è partito dagli studi di Enrico Fermi sull’ottica di una lenta in rotazione. «La comunità degli astrofisici – spiega – non credeva si potesse risolvere il problema della vorticità delle onde elettromagnetiche indotte dalla rotazione di un buco nero». Applicatosi al problema con un gruppo di colleghi svedesi dell’Università di Uppsala guidati dal professor Bo Thidè, con i quali nei prossimi giorni condurrà i test definitivi, «la soluzione – dice – è arrivata: lo spazio-tempo di un buco nero crea un vortice capace di torcere la luce di una stella». Lo scienziato sostiene che «il buco nero si comporta un po’ come una lente, focalizzando la luce ed introducendo con la sua rotazione anche vorticità ai fotoni: la misura di questi fotoni, con radiotelescopi che evitano le distorsioni introdotte dall’atmosfera, potrà rivelarsi l’effettiva rotazione del buco nero». Mentre dall’estero gli si profilano massimi riconoscimenti, a Padova Tamburini resta assegnista ricercatore a contratto annuale, 1.300 euro al mese.

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