Siamo tutti precari

Il mio amico Doriano mi perdonerà, ma non ho saputo resistere e devo proprio pubblicare questa sua amaramente divertente e molto arguta classificazione del precariato:

… ci sono tre livelli di precarietà:

1) moderatamente precario
2) piuttosto precario
3) estremamente precario

Tutti gli uomini sono 1-precari, perché la nostra vita è limitata dalla natura, e dopo i 65 anni siamo a riposo, anzi, dopo i 90 siamo dentro una bara. Anche un qualsiasi artigiano è 1-precario, perché il lavoro potrebbe andargli male. Mica tutto il mondo ha i privilegi dello statale.

Fino a qualche tempo fa, i ricercatori TD erano 2-precari, perché non sapevano quanto sarebbe durato il loro contratto; potevano sperare di diventare TI, e quindi 1-precari, ma rischiavano di restare 2-precari a vita, non era bello.

Ora però con la riforma Gelmini, tutti i ricercatori TD sono diventati 3-precari, perché le loro probabilità di diventare TI 1-precari sono scese (o al limite sono rimaste uguali secondo qualcuno) ma dopo tot anni sono sicuri di doversene andare. Questa situazione è molto più precaria di prima.

Doriano

2 pensieri su “Siamo tutti precari

  1. Finalmente una definizione intelligente. Quelli che si lamentano dello stato di precarieta a mio avviso sono quelli che vorrebbero tutto garantito: casa,lavoro,sanita’. Sarebbe bellissimo ma a mio avviso ogni cosa nella vita va guadagnata e a parte il diritto di non essere vilipeso,torturato o privato della propria incolumita o del frutto del proprio lavoro’. Sono passati i tempi del CERTO ,i recenti fatti di cronaca e finanziari, nazionali e non, insegnano. Il posto fisso ed inalienabile allo stato odierno significa poco spazio per i piu’ volenterosi e una crescente impoverimento della qualita’ del lavoro. Il problema per noi e’ che siamo figli di una famiglia troppo numerosa dove il padre non da il buon esempio e pochissimi figli portano a casa qualcosa. E poi…..gli imprenditori non sono precari anch’essi ? Scendessero in piazza anch’essi lamentando utili scesi carenza di collaborazione e tassazione altissima ! Quante aziende presenti da vari decenni ed oltre sul mercate sono state costrette a chiudere i battenti per le ragioni piu’ disparate: centri commerciali ,innovazioni tecniche,polverizzazione delle licenze di commercio. Facciamola finita con questo vittimismo e si rimboccassero le maniche -specialmente le giovani leve- non scegliendo il lavoro che piu’ piace ma quello che offre il mercato.

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