L’atomo tricolore se ne va all’estero

Dubbi. Nei centri di ricerca Enea e Infn si lavora sull’atomo ma i cervelli sono pronti a emigrare con lo stop al nucleare

Valerio Maccari

Disillusione, stanchezza, preoccupazione. E un clima da «dita incrociate», nella speranza che un no ideologico al nucleare non faccia saltare la ricerca. Costringendo alla fuga all’estero i cervelli che avevano creduto, negli ultimi anni, di poter lavorare nel nostro Paese. Il mondo della ricerca segue con trepidazione gli eventi seguiti all’incidente di Fukushima. E, soprattutto, l’onda anti-nucleare che attraversa l’opinone pubblica. E che getta un’ulteriore incognita, dopo quella del referendum, sul futuro in Italia di chi lavora sul nucleare. Tra gli studenti, la disillusione è diffusa, e in molti guardano già all’estero. Come Carlo, 23 anni, che studia ingegneria energetica e tecnologie nucleari alla Sapienza, a Roma. E confessa di aver perso le speranze di lavorare qui, visto l’impeto della preoccupazione popolare. «Sono pronto ad andare via, magari nelle centrali estere dell’Enel», dice. «Qui c’è troppa sfiducia, qui. Non penso che il nucleare italiano riparta». Più drastico ancora il suo compagno Pietro, 26 anni, laureando. Che spiega di essere sempre stato un cervello in procinto di fuga. «Ho messo in conto di andare all’estero quando mi sono iscritto. Certo che questa di Fukushima potrebbe essere la mazzata finale, l’ultima di una serie di disillusioni. Sono arrabbiato con la disinformazione e la mentalità italiana: qui se parli di nucleare, si pensa subito e solo alla paura di Chernobyl».

La paura della ricerca, invece, è che si arrivi a un niet emotivo che blocchi tutto. «Sono due i possibili effetti che l’incidente potrebbe avere sul mondo della ricerca», dice Gianni Lelli, Commissario Enea Nuove Tecnologie. «Il primo è un aumento dell’attività: da eventi come negativi come questi bisogna imparare a costruire meglio, più sicuro. Ma il secondo effetto possibile è uno stop completo. Qualcuno che dica: «Lasciamo perdere del tutto, non rendendosi conto che la tecnologia non può essere interrotta ideologicamente. Noi stiamo a guardare l’evoluzione della vicenda e incrociamo le dita». Nell’attesa di qualche decisione definitiva, comunque, i cervelli del nucleare italiano continuano a lavorare. Anche perché «uno stop completo del nucleare in Europa», sottolinea Lelli, «è impossibile».

E pure all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si prosegue. «La nostra ricerca va avanti, sui settori che ci competono», spiega Umberto Dosselli, vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. «Alcuni di noi avevano visto di buon occhio il riaprirsi di un discorso serio, tranquillo e scientifico sul nucleare. Ma il modo in cui è stato cavalcato l’incidente in Giappone ne fa dubitare. La speranza, comunque, è che il Paese voglia avvalersi del nostro lavoro. Sennò è un’occasione mancata». Anche e soprattutto per la ricerca, che già è costretta a contare sui progetti futuri per finanziarsi.

«Considerati stipendi e costi di funzionamento», spiega il ricercatore Infn Paolo Valente «il budget della ricerca è già stato tagliato del 50%, taglio che dovrebbe essere recuperato in parte su progetti che dovrebbero essere finanziati dal Cipe e in parte sulla valutazione del merito». L’esaurimento delle risorse a disposizione della ricerca sarebbe un danno che non colpirebbe solo l’industria dell’energia, ma anche tutti i campi legati alla fisica nucleare. «In un certo senso», dice Valente, «la parola nucleare è sempre foriera di preoccupazioni irrazionali. Chi si ricorda che noi fisici abbiamo inventato la risonanza magnetica nucleare per scopi assolutamente di ricerca di base?».

Fonte: Il Tempo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.