17 marzo 2011: una festa tormentata

Quasi tutte le organizzazioni sindacali hanno messo in evidenza alcune incongruenze connesse al decreto legge 5/2011 che trasferisce gli effetti economici e gli istituti contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre, solo per l’anno 2011, alla festività del 17 marzo.

Evidentemente nelle intenzioni del legislatore, in questo caso il Governo trattandosi di un decreto legge, il beneficio della giornata di riposo connessa al fatto che il 4 novembre, che era una festa nazionale fino a quando la legge 54/1977 non l’ha soppressa, insieme ad altre, va usufruita obbligatoriamente il giorno 17 marzo 2011.

Il fatto è che le quattro giornate di permesso più due giornate di congedo previste dalla legge e poi riprese dai contratti collettivi, incluso quello del comparto ricerca, sono state
introdotte da una legge, la 937/1977, che però non fa riferimento alla legge 54/1977, quella cioè che sopprimeva la festa di S. Giuseppe, l’Assunzione, il Corpus Domini, SS. Pietro e Paolo e anche l’Epifania e ne spostava 2 di domenica: il 4 novembre e il 2 giugno.

Inoltre, l’Epifania è tornata festiva (con D.P.R. 792/1985) e più tardi anche il 2 giugno (legge 336/2000).

Quindi, un primo pasticcio è stato fatto nel 1977, quando il legislatore  ha forse dato per scontato, ma certo non ha esplicitato, che i giorni di permesso in più erano a compensazione delle festività soppresse (peraltro 4 giorni di permesso a fronte di 5 festività soppresse e 2 giorni di congedo a fronte di 2 festività spostate ad altro giorno festivo).

Che però questa sia la linea del Governo o almeno della Funzione Pubblica, appare chiaro dalla lettura della relazione tecnica allegata al DL 5/2011, sebbene sia molto “curioso” che appunto le 4+2 giornate vengano previste da una legge del 1977 (la 937), corrispondendo invece a 5 festività soppresse+2 spostate, che diventeranno appunto 4+2 solo nel 1985… e dimenticando, peraltro, che sono oramai 4+1 a partire dal 2001.

In conclusione, si tratta di una situazione quanto meno ambigua, ma sicuramente il Governo non avrà difficoltà a porvi rimedio, magari ricorrendo a un emendamento in sede di conversione in legge del decreto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.