Materia oscura: una lotta tutta aquilana per il Nobel

Importante partita nell’Infn

18/03/2011
Materia oscura: una lotta tutta aquilana per il NobelL’Aquila, 18 mar 2011 – E’ tutta aquilana la lotta per il prossimo Nobel di fisica e si sta consumando nella galleria sotterranea dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dove quattro gruppi di scienziati stanno cercando di catturare la materia oscura.

“La montagna del Gran Sasso – ci ha spiegato Eugenio Coccia, direttore storico dell’INFN – filtra le particelle e come un ombrello le ferma tutte tranne i neutrini e la materia oscura che, essendo particelle neutre, non hanno interazioni con la materia.”

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In questo silenzio cosmico, come lo definiva Zichichi, i quattro gruppi di scienziati stanno cercando di intercettare la materia oscura con metodi e materiali diversi.

Dama, Cresst, Warp e Xenon100 sono i nomi dei gruppi.

Dama è l’esperimento che va avanti da più anni ed è l’acronimo di “Dark Matter”, coordinato dalla dottoressa Rita Bernabei, docente dell’Università di Tor Vergata, è l’unico dei quattro esperimenti che vanta d’aver colto segnali di materia oscura.

Ma nessun altro gruppo al mondo ha potuto finora vantare d’aver percepito qualche Wimp (le particelle di cui potrebbe essere costituita la materia oscura), quindi nessuno ne conosce la vera natura e nessuno è in grado di confermare che quelle particelle colte dall’esperimento Dama siano in realtà particelle di materia oscura.

I risultati di Dama, quindi, potranno essere confermati soltanto da altri esperimenti, solo così Dama potrebbe vantare d’aver realizzato la prima osservazione al mondo di materia oscura.

Xenon100 è l’esperimento guidato da Elena Aprile, un’italiana che insegna da 25 anni alla Columbia University, e che cerca di cogliere alcune Wimp attraverso Xenon purissimo allo stato liquido.

Cresst è il terzo esperimento che utilizza cristalli di tungstato di calcio a poche frazioni di grado sopra lo zero assoluto, progettati per scaldarsi al passaggio della materia oscura.

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Warp è il quarto cacciatore di materia oscura del Gran Sasso ed è stato ideato dal Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia. Anche questo, come Xenon100, utilizza un liquido nobile che in questo caso è l’Argon che al passaggio delle wimp dovrebbe fare scintille.

I laboratori del Gran Sasso, gestiti dall’INFN, ospitano in tutto 15 esperimenti, ai quali lavorano quasi un migliaio di ricercatori provenienti da 29 paesi.

Sono i più grandi laboratori sotterranei esistenti al mondo, per lo meno nel campo della fisica delle particelle.

Ispirati da questa esperienza singolare, il Sud Dakota sta progettando da qualche tempo la realizzazione di un laboratorio “gemello” nei cunicoli chilometrici delle gold mines, le vecchie miniere d’oro dismesse, usufruendo delle positive esperienze dei Laboratori del Gran Sasso d’Italia.

di Roberta Galeotti

Fonte: Il Capoluogo