I giovani ricercatori precari dell’INAF protestano per il loro futuro

ROMA – Settanta giovani ricercatori, in rappresentanza dei circa 400 ricercatori precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), si sono riuniti il 24 marzo per un sit-in presso la sede centrale dell’Ente, situata a Roma all’Osservatorio di Monte Mario. I giovani ricercatori, giunti da tutta Italia ed organizzati nella Rete Nazionale dei Precari INAF (RNPI), hanno protestato contro una gestione dell’ente a loro dire “miope e senza alcuna programmazione per il futuro”.
L’INAF è un istituto di ricerca che conta più di 1400 persone tra personale a tempo indeterminato, contrattisti a tempo determinato, ricercatori con assegno di ricerca e titolari di borsa di studio. Dei 1000 dipendenti a tempo indeterminato, circa il 57% effettua attività di ricerca, mentre il 43% è composto da personale tecnico amministrativo. Il personale restante (circa 400 persone) è composto invece da giovani ricercatori con contratti a tempo. Questi ricercatori precari rappresentano quindi ben il 44% di tutto il personale di ricerca dell’Ente.

L’INAF ricopre un ruolo di leader nella ricerca astrofisica mondiale, come dimostra anche il grandissimo numero di pubblicazioni scientifiche che l’istituto produce annualmente. Solo per fare un esempio, nell’anno 2010 sono stati pubblicati dai ricercatori INAF più di 1900 lavori, la maggior parte dei quali su riviste scientifiche internazionali.

Ieri mattina, mentre si svolgeva il sit-in, una delegazione di tre persone è stata invitata a parlare al tavolo del Consiglio di Amministrazione e ad esporre le proprie richieste al Presidente INAF Prof. Tommaso Maccacaro e ai Consiglieri. La Dott.ssa Deborah Busonero (Osservatorio Astronomico di Torino), il Dott. Michele Cantiello (Osservatorio Astronomico di Teramo) e il Dott. Diego Turrini (Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Roma) si sono quindi fatti portavoce della protesta, chiedendo tra l’altro alla dirigenza INAF che venga stabilito un percorso professionale programmato, trasparente e meritocratico, e che siano sbloccate una serie di procedure contrattuali che “stanno di fatto minando le attività di ricerca in svariate sedi dislocate sul territorio nazionale”.

Dopo questo incontro, e dopo un lungo colloquio di tutti i giovani ricercatori con il Direttore del Dipartimento Strutture di Ricerca dell’INAF Dott. Guido Di Cocco, i precari della Rete hanno evidenziato che, come già accaduto in passato, nessuna risposta concreta è stata fornita dai membri del CdA, né per quanto riguarda gli aspetti contingenti, né per le problematiche relative alla programmazione a lungo termine. I giovani ricercatori hanno mostrato alla dirigenza INAF la loro visione di un “ente che naviga a vista”.

Secondo la RNPI “la buona volontà verso i lavoratori precari, dichiarata più volte dal presidente dell’Ente e condivisa dai membri del CdA, non basta e i fatti lo dimostrano”. “Il crescente abuso di forme di lavoro precario che mal tutelano una fetta consistente del personale dell’Ente”, continuano i giovani ricercatori, “i due e più anni necessari per il completamento di normali procedure concorsuali e, più in generale, la totale assenza di partecipazione di circa un terzo del personale di ricerca alla vita dell’Ente non possono non essere considerati come la dimostrazione che questa buona volontà non basta e che sono necessarie azioni concrete”.

I giovani ricercatori della Rete non escludono quindi che in un immediato futuro possano essere intraprese altre iniziative di protesta, finalizzate ad ottenere una partecipazione attiva ai processi decisionali dell’INAF.

RNPI – Rete Nazionale Precari INAF

Materiale fotografico allegato:

Comunicato in formato PDF

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