Roberto de Mattei, ecco perché non si dimette: Piergiorgio Odifreddi sul voto di Maiani e il consiglio del Cnr

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Continuiamo ad approfondire il caso de Mattei con alcuni scienziati. Ieri abbiamo intervistato Marco Ferraguti (Università degli Studi di Milano) e oggi sentiamo la voce di Piergiorgio Odifreddi, matematico e divulgatore scietifico.

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Un pensiero su “Roberto de Mattei, ecco perché non si dimette: Piergiorgio Odifreddi sul voto di Maiani e il consiglio del Cnr

  1. E’ fuorviante definire Odiffredi solo “matematico e divulgatore scietifico”. Egli, oltre ad essere queste cose, è anche un ateo militante.

    Poichè la discussione qui in gioco non riguarda la scienza, che non deve occuparsi del senso filosofico e ultimo delle cose, è metodologicamente errato chiamare in causa la scienza come se questa potesse avere la pretesa di definire il senso ultimo (ontologico) delle cose e della realtà.

    La questione riguarda gli aspetti filosofici dell’evoluzionismo: questo quando è inteso come teoria scientifica non è un dogma e può essere ridefinito / reintrerpretato secondo i dati e il metodo scientifico: e questa discussione deve riguardare esclusivamente i modi e il metodo scientifico di procedere: io che non sono uno scienziato non sono in gradi di metterci bocca.

    Se invece l’evoluzionismo è trattato come visione filosofica, risulta essere particolarmente cara a atei materialisti come Odiffredi che devono difenderla a tutti i costi come il loro dogma inviolabile in quanto pilastro e fondamento della loro visione materialistica che filosoficamente (e non scientificamente!) portano avanti: l’argomento quindi non è più scientifico.

    Peccato che nel fare questo costoro ergono idolo la scienza stessa, mortificandone così il valore più importante: la propria indipendenza da ogni visione religiosa e filosofica (fosse questa atee o credente).

    Costoro, che si proclamano razionalisti, in realtà mortificano la ragione stessa e non si comportano molto diversamente dagli inquisitori di Galileo, commettendo lo stesso errore: confondendo verità ontologica con verità epistemiologica. Anzi… gli inquisitori di Galileo avevano almeno la scusante che la scienza moderna stava proprio nascendo allora e non aveva ancora potuto dare i suoi frutti culturali…. ma a questi moderni inquisitori che scusante potremo mai dare?

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