Importanti punti emersi a seguito del corso per appalti pubblici e RUP

A seguito del corso di formazione che si è tenuto al CNAF nelle giornate del 24 e 25 marzo sul codice degli appalti pubblici e la figura del RUP sono emersi due punti importanti sui quali si dovrebbe necessariamente aprire una discussione ampia nell’INFN al fine di rendere chiari a tutti due punti importanti relativi alla figura del RUP:

  • Il primo riguarda la nomina da parte del dirigente (nel nostro caso il direttore) che si configura come un ordine di servizio e, in quanto tale, non presuppone nessuna forma di accettazione o rifiuto da parte del dipendente.
  • Il secondo punto ancora piu’ importante invece e’ costituito dalle seguenti considerazioni legate al codice degli appalti pubblici che su questo punto è molto chiaro. Nella designazione del R.U.P. è  essenziale soffermarsi su criteri cui è doveroso attenersi per la nomina, tenendo presente quanto prescritto dal 5° comma dell’art. 10 del codice degli appalti e dal 4° comma dell’art. 281 del relativo regolamento di attuazione:
    • “titolo di studio e competenza adeguati”, il che rileva sotto tre differenti aspetti:

A) tipo di formazione;

B) livello di conoscenze e competenze ricollegabili sia al titolo di studio sia all’esperienza professionale;

C) specifiche capacità organizzative. Nella scelta del RUP, l’amministrazione deve valutare la professionalità dei propri dipendenti alla luce di tutti i suddetti parametri.

Il concetto di “competenza” citato nella norma va inteso non solo in senso “professionale” (come testualmente precisato nel regolamento in attuazione della previsione di cui al 5° comma dell’art. 10), ma anche in senso gius-pubblicistico; pertanto il concetto di “competenza” di cui al citato art. 10/5° comma va inteso anche come “frazione del complesso di poteri e funzioni costituenti l’oggetto dell’attribuzione legislativa di potestà pubblica in capo all’ente appaltante”. In altre parole: é essenziale che un dipendente, per poter essere nominato RUP, debba essere titolare dei poteri amministrativi necessari per dare corso a tutte le iniziative ed attività opportune e dovute per ottemperare alle prescrizioni di legge sul procedimento per l’affidamento di un appalto pubblico. Se, per assurdo, il
responsabile del procedimento non avesse la titolarità dei poteri necessari, questi si troverebbe impossibilitato a prendere le iniziative che l’osservanza della legge ed il perseguimento del pubblico interesse gli impongono.

Pertanto l’amministrazione deve, in primo luogo, tenere presente il complesso di poteri amministrativi di cui l’eligendo RUP è titolare; in secondo luogo, l’amministrazione deve rapportare l’esito di tale rilevazione al contenuto ed al livello di funzioni e responsabilità che lo specifico intervento implica oggettivamente in capo alla figura del RUP; nel fare ciò l’amministrazione deve tenere conto del tipo e del livello di inquadramento professionale del dipendente, così come risultante dal contratto individuale di lavoro che lega il soggetto allo stesso ente, avendo cura di evidenziare lo svolgimento e l’esito di siffatta valutazione nel provvedimento di nomina.

Dalle precedenti osservazioni discende che, qualora la scelta vada diretta su soggetto diverso da un dirigente o funzionario con competenze amministrative, il ruolo di RUP, di norma, dovrebbe essere affidato a dirigenti in servizio nell’unità organizzativa dedita agli approvvigionamenti o, in assenza di dipendenti con qualifica dirigenziale, a funzionari titolari di posizioni di elevata responsabilità (generalmente previste e variamente disciplinate dai diversi contratti collettivi di settore) muniti di poteri organizzativi, di direzione o coordinamento di risorse umane, nonché, talvolta, di poteri di rilevanza esterna.

A questo punto, al magistrato presente è stato chiesto su chi ricade la responsabilità qualora siano riscontrate mancanze o errori da parte di dipendenti nominati RUP ma privi delle competenze e i titoli di studio necessari per lo svolgimento delle relative funzioni. Il magistrato ha espresso senza alcun dubbio che a quel punto la responsabilità ricade completamente sul dirigente che ha effettuato la nomina proprio perché trattasi di un ordine di servizio al quale il dipendente stesso non poteva sottrarsi.

Credo che, a questo punto, proprio per evitare ripercussioni negative su tutti gli attori coinvolti in questo processo, sarà importante rivedere il processo di designazione di queste figure che per legge si configurano come figure di elevato profilo professionale ma rigorosamente amministrativo per quanto concerne contratti per forniture di beni o servizi.

5 pensieri su “Importanti punti emersi a seguito del corso per appalti pubblici e RUP

  1. interessante, e questo come si concilia con quanto ci avevano sempre detto che l’incarico di RUP prevede l’accettazione esplicita sulla nomina da parte di un dipendente?
    Se e’ equivalente ad un ordine di servizio ….
    Riguardo le competenze se una persona viene nominata RUP per un incarico del quale ritiene di non avere tutte le competenze potrebbe essere saggio scrivere una lettera (e protocollarla) al dirigente che fa la nomina per “informarlo” …
    Comunque la questione della figura del RUP va chiaramente discussa e vorrei sapere se nei nuovi regolamenti del personale c’e’ qualcosa in merito.
    Se intanto i dipendenti delle varie sezioni si facessero sentire sarebbe utile.
    A Roma abbiamo gia’ avuto una assemblea del personale in proposito e ne avremo un’altra a breve.

  2. Pingback: Due più due non fa quattro… « Io Non Faccio Niente

  3. In merito alla individuazione del RUP con designazione unilaterale di imperio (ordine di servizio), la questione non appare così di semplice risoluzone (almeno come prospettata dal voi). Occorre infati considereare, quanto meno, non l’accettazione, perchè implicherebbe un criterio discrezionale in capo la dipendente subordinato che potrebbe decidere se accettare o meno l’incarico in base ai suoi umori. La questione va vista dal punto divista della conoscenza dell’atto traslativo di responsabilità: dal dirigente (cui fa capo) al dipendente (che diventa RUP). Se così non fosse avremmo esattamente l’opposto il dirigente si svestirebbe, a danno del subordianto di ogni forma di responsabilità contrattuale ed delle sue conseguenze (civile, amministrativa e penale). Occorre, in estrema sintesi, concentrarsi sulle fasi di conoscenza dell’esistenza dell’atto e della piena conoscenza delle conseguenze cui si espone chi agisce come RUP in luogo del dirigente (colui che individua il RUP) …

    • A me non risulta, per i corsi seguiti e le scarse nozioni su gli appalti pubblici, che il rup sia una figura sulla quale si scaricano le responsabilità. Semmai è una figura, che probabilmente richiede delle professionalità che non abbiamo. Piuttosto quando ci fregiamo di titoli quali quelli di capo servizio, abbiamo un ruolo nell’organigramma che ci vincola a determinate responsabilità, se il rup lo sia o meno non ho le competenze per deciderlo, ma sembrerebbe di si…

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