Due più due non fa quattro…

La scorsa settimana ho avuto il piacere di assistere al corso di formazione per RUP per il personale INFN. Premetto che nonostante questo sia il nome ne sono uscito con un attestato di partecipazione dal titolo il nuovo assetto degli appalti dei lavori pubblici, forniture e servizi. Già questo dovrebbe farvi capire che, nonostante tutto serva nella vita, forse c’è qualcosa che non è proprio al 100% compatibile con la mia formazione di fisico delle particelle elementari.

Comunque andiamo con ordine. Come tutti coloro che leggono questo blog sanno – https://iononfaccioniente.wordpress.com/2011/01/28/lettera-anpri-su-rup-e-cig/ -, sono sempre stato dell’idea che se noi siamo tenuti a fare qualcosa per legge, non possiamo tirarci indietro o annebbiare la questione con argomentazioni vaghe e considerazioni prive di fondamento giuridico. Come è stato ribadito durante il corso, noi abbiamo praticamente sempre fatto i RUP senza saperlo, o meglio, visto che la legge è del 2007, senza che questo fosse formalizzato, almeno negli ultimi anni. Premetto inoltre che mi sono sempre, tranne sporadiche eccezioni, occupato di acquisti in economia sotto i 20.000 euro, che comunque hanno scatenato fra noi ricercatori una ridda di opinioni, dubbi, e di proposte di soluzioni alle quali probabilmente ho personalmente contribuito, ma che con la corresponsabilità di sindacati e rappresentanti del personale, hanno fortemente contribuito ad aumentare la confusione sulla questione.

Direi che dopo questo corso, anche se non ho imparato a fare il RUP, cosa che speravo dal titolo del corso, ho inquadrato meglio che ci sono delle chiare responsabilità e che sarebbe ora che di smettere di girare attorno al problema.

Il corso è stato una gran rottura… Il primo giorno, l’avvocato che è venuto a presentarci il codice degli appalti, ha esordito dicendo che se nel nostro mestiere “due più due fa quattro, questo in giurisprudenza non è necessariamente vero”, mentre lui rideva della sua battuta, io mi convincevo delle ragioni per le quali non ho scelto giurisprudenza all’università. Ha quindi subito proceduto con la lettura del famoso articolo 10 del codice (di cui in parte si è già parlato https://iononfaccioniente.wordpress.com/2011/03/31/importanti-punti-emersi-a-seguito-del-corso-per-appalti-pubblici-e-rup/) che definisce il ruolo RUP, chi deve farlo, etc, etc. Comunque confesso che almeno il primo giorno non c’ho capito molto, continuavo a ripetere all’avvocato tre domande:

  • chi ha i requisiti e le competenze per fare il RUP;
  • quali obblighi ha il RUP;
  • cosa rischia il RUP;

ribadendo che non essendo un amministrativo, ritenevo di essere tenuto a rispettare la legge, ma non a sapere il codice degli appalti pubblici e tutti i sui articoli. Il punto che cercavo di spiegare è che in macchina sono tenuto a conoscere e rispettare i 50 km/h in città, ma non a sapere quale DPR lo abbia stabilito (peraltro lo stato mi forma, informa in modo semplice e avverte continuamente se violo la legge, poi alla fine mi sanziona). Comunque, l’avvocato ha cercato di smorzare il tono della discussione dicendo più volte che in realtà il legislatore non intendeva inquadrare nel RUP un vero e proprio ruolo di responsabilità ma più di supervisione e controllo. Devo dire che viste le contraddizioni in cui la dialettica forense cadeva spesso, a me non ha convinto affatto. Tutta la discussione è stata inoltre farcita da domande interpretative dei vari articoli del codice da parte dei nostri amministrativi, il cui effetto per me è stato solo quello di farmi preoccupare ulteriormente: devo verificare qualcosa che chi ha gli strumenti per capire non ha chiaro!?

Diciamo che alla fine del primo giorno, esausto, avevo capito poco e niente, anche perché si è parlato riferendosi solo ai grandi appalti che personalmente non conosco affatto. Ma non ero il solo! Sicuramente molti colleghi, e non solo ricercatori come me, non mi sembravano molto convinti che quanto era stato detto potesse aiutare a capire come e cosa bisogna fare per essere un buon RUP-parolo…

Il secondo giorno quindi sono arrivato prima di tutto arrabbiato, perché le mie domande non avevano avuto risposta, ma comunque combattivo perché non volevo uscire dopo due giorni di corso, di una materia di cui francamente non me ne frega più di tanto, senza aver inquadrato il punto (chi mi conosce sa che posso e so essere fastidioso e polemico oltre l’immaginabile).

Comunque l’avvocato del secondo giorno, dopo un paio d’ore di scambi sullo stesso tono del suo predecessore, è riuscito a farmi entrare in testa qualcosa… Art 10 del Codice appalti pubblici: “[…] Il responsabile del procedimento svolge tutti i compiti relativi alle procedure di affidamento previste dal presente codice, ivi compresi gli affidamenti in economia, e alla vigilanza sulla corretta esecuzione dei contratti, che non siano specificamente attribuiti ad altri organi o soggetti […]”. L’ultima frase “che non siano specificamente attribuiti ad altri organi o soggetti” è il vero nocciolo della questione. Secondo quello che ci è stato spiegato “altri organi o soggetti”, vuole dire che tutti i compiti che nel nostro regolamento sono assunti, ad esempio, dalla nostra amministrazione, non ricadono sotto la responsabilità del RUP, quindi noi come tali non siamo tenuti a risponderne. Esempio tipico è quello della firma e verifica del materiale acquistato. In teoria il RUP è responsabile, anche se non fosse pagata la fattura alla ditta entro i 60 gg stabiliti. Ma se il RUP ha apposto la firma sulla fattura di consegna e chi è preposto al pagamento è l’amministrazione che per qualche motivo non paga entro la data prevista, la responsabilità non è del RUP.

Qui diciamo che mi si è aperto un mondo. Anche se alcuni amministrativi continuavano ad avere una serie di perplessità che con convinzione esponevano, sicuramente nella convinzione di agire nell’interesse di tutti i corsisti, mi sono reso conto che effettivamente avevo fortemente contribuito alla confusione, soprattutto, ammetto la mia profonda ignoranza, perché non conoscevo il REGOLAMENTO PER I LAVORI, LE FORNITURE E I SERVIZI IN ECONOMIA (che peraltro non è facile da reperire senza un motore di ricerca, dal momento che è pubblicato solo sui siti di alcune sezioni, in AC sta sotto servizio ingegneria (http://www.ac.infn.it/ingegneria/).

Ci siamo quindi messi a leggere con l’avvocato il nostro regolamento, sempre nella continua palese ambiguità d’interpretazione fra i nostri amministrativi e l’avvocato, ma d’altronde due più due non fa quattro, che ci dobbiamo fare?

Vi racconto quindi quello che ho capito del paragrafo principale che ci interessa: IL PROCEDIMENTO…

  1. Viene nominato dal direttore fra i dipendenti in possesso dell’adeguata professionalità, questo vuol dire che se bisogna comprare un oscilloscopio,  uno scintillatore o che so io, la professionalità la possiedono esclusivamente i ricercatori o tecnologi che effettivamente conoscono il prodotto. Forse qui bisognerebbe chiedersi chi sia adeguato ad alcune altre spese del nostro ente, visto che il codice degli appalti pubblici richiede anche che si ottimizzi la spesa, e che il RUP dovrebbe fare in modo che si facciano gli acquisti centralizzati di certe categorie merceologiche come PC, stampanti, o altro materiale di consumo generale, per non parlare dei servizi. Probabilmente in questo caso dovrebbero essere i responsabili di divisione o il direttore stesso i migliori candidati per il ruolo di RUP…
  2. il RUP è inquadrato di norma nel responsabile del servizio interessato. E già qui si dimentica dei responsabili di progetto o delle divisioni (nei laboratori nazionali).
  3. Restano escluse dal ruolo del RUP l’autorizzazione alla spesa e l’adozione del provvedimento finale di affidamento. Veramente avevo fatto il corso di RUP per capire non quelle escluse ma quelle che mi competevano, ma come al solito la legge (che prevede che due più due non fa quattro) non ammette che io non le sappia, e quindi mi dovrei leggere il codice e saperlo applicare. E’ questo che vuole il nostro ente?
  4. Comunque sembrerebbe che per gli interventi in cottimo fiduciario, che sono quelli che ci interessano, l’articolo 12 chiarisce qualcosa: dovremmo garantire di scegliere le ditte secondo regole di trasparenza, rotazione e parità di trattamento  (l’ho sempre fatto, quindi nulla di nuovo) scegliendoli dall’albo dei fornitori che si trovano nell’elenco del nostro ente, aggiornati con cadenze annuali! Tale elenco non esiste: è mai possibile che facciamo un regolamento in cui scriviamo certe cose e poi questo albo non esiste?
  5. L’articolo poi continua con tutti i requisiti che il RUP dovrebbe mettere nella richiesta d’offerta. Leggeteveli, io quello che noto è che non essendoci alcuna distinzione di spesa o materiale fare una richiesta d’offerta è un invito ai lavori forzati!
  6. Il punto 6 dell’articolo 12 ci dice comunque che almeno sotto i 20.000 siamo liberi di chiedere una sola offerta. Ma che mazzo farla!!!
  7. L’articolo 13 invece ci dice che alla fine dobbiamo riunire una commissione e scrivere un verbale. Qui sembrerebbe che qualcuno si è dimenticato di specificare che questo vale solo per importi superiori ai 20.000 euro, ovvero quando c’è stata una raccolta d’offerta. Non voglio essere più realista del re, ma per me due più due fa comunque quattro…
  8. etc, etc, etc

Insomma le mie conclusioni sono che non smetterò di fare il RUP, perché in realtà da quando sono all’INFN, l’ho sempre inconsciamente fatto e non credo di avere sbagliato troppo… Però, visto che ora questo ruolo deve essere ufficiale chiedo che:

  • La nostra amministrazione ed eventualmente i nostri colleghi più legati alle grosse forniture di beni e servizi, si devono formare e informare con corsi specifici nei quali venga illustrato il codice degli appalti pubblici in ogni dettaglio.
  • La nostra amministrazione dovrebbe poi formare ed informare, attraverso corsi di formazione, quei dipendenti che per ruolo o incarico sono preposti a gli acquisti mettendo nero su bianco procedure, e gli schemi da seguire per fare le richieste d’offerta (almeno per il 90% del materiale che è  acquistato sotto i 20.000) e tutte le procedure che il RUP deve seguire, dalla compilazione del CIG al collaudo e firma del materiale.
  • Senza nulla togliere a quello che gia’ ai LNF esiste, si allestisca una pagina web con dei modelli scaricabili in cui le cose sono scritte chiaramente e non possiamo commettere errori rispetto a quanto definito dal nostro regolamento.
  • Che almeno il regolamento sia scritto in modo che 2+2 faccia 4.

A sapere quali rischi corriamo, alla fine del corso, c’ho rinunciato. Purtroppo viviamo in un paese in cui la responsabilità è tanto distribuita che la parola stessa perde senso. Ma forse è proprio questo il significato di “2+2 non fa 4”, e quindi, che il Cielo ce la mandi buona…

11 pensieri su “Due più due non fa quattro…

  1. Grazie Giovanni.
    Penso sia molto importante che si mettano sul tavolo le proprie idee, i propri dubbi, le proprie preoccupazioni.

    Quello che sembra scarseggiare di più in questo nostro Ente è proprio il senso di comunità, la voglia di discutere e confrontarsi, anche aspramente, ma con rispetto, con la consapevolezza di essere tutti sulla stessa barca (e di voler remare tutti nella stessa direzione)

  2. Caro Giovanni,
    ho seguito con te lo stesso corso e molte delle tue impressioni sono state anche le mie, in particolare ho capito una volta di più che ho fatto bene a non fare l’avvocato ma il fisico.
    In generale volendo essere costruttivi io ho una critica di fondo al corso. Per come è stato organizzato non è stato utile a nessuno. Infatti sono stati messi insieme nela stessa aula amministrativi e ricercatori. Gli amministrativi, che masticano procedure e burocrazia tutti i giorni, avrebbero voluto un corso di più alto livello, noi ricercatori invece, che fino a ieri non ci siamo mai occupati di amministrazione, avemmo voluto un corso più di ‘base”.
    Se l’istituto vuole che parte del lavoro amministrativo sia svolto dai ricercatori ci deve addestrare e forse sarebbe il caso che tale addestramento ce lo facessero i nostri amministrativi spiegandoci solo quello che è necessario e funzionale alla nostra amministrazione. Infatti, se da un lato può essere utile avere dei rudimenti di diritto per tutti personalmente il diritto e le pratice amministrative non mi appassionano e vorrei potermi limitare a fare il minimo indispensabile.
    Spero che le critiche che abbiamo mosso siano raccolte e si possa aggiustare il tiro per il futuro.

  3. Una precisazione su questo punto di Giovanni:
    “ammetto la mia profonda ignoranza, perché non conoscevo il REGOLAMENTO PER I LAVORI, LE FORNITURE E I SERVIZI IN ECONOMIA (che peraltro non è facile da reperire senza un motore di ricerca, dal momento che è pubblicato solo sui siti di alcune sezioni..”
    Il suddetto regolamento è disponibile dal 7 luglio 2008 (!) sulle pagine LNF: http://www.lnf.infn.it/funz/gare//RegolamentoEconomia.pdf

    Un saluto,
    Andrea

  4. Pardon, rettifico.
    L’informazione della messa in rete è stata mandata per email il 12/09/2008:
    Message-ID:
    Date: Fri, 12 Sep 2008 14:46:09 +0200
    From: Andrea Quattrini

    Si inoltra in allegato la circolare della Direzione Affari Contrattuali in merito al nuovo Regolamento per lavori, servizi e forniture in economia scaricabile dalla pagina web della suddetta direzione http://www.ac.infn.it/contratti/regolamenti/
    Le novità sono rilevanti, siete pregati di prenderne visione e di darne massima diffusione.
    Naturalmente la circolare ed il regolamento sono disponibli anche sulla pagina delle gare LNF:
    http://www.lnf.infn.it/funz/gare/circolari.html

    Cordialmente,
    Andrea Quattrini

    Sempre per la precisione 🙂

  5. infatti quando sbaglio lo ammetto. Pero’ non cambia tanto il punto. Il regolamento non mi pare rispettato a pieno. E io come RUP doveri invece verificare (per non dire “essere responsabili”) della sua applicazione.

    • Propongo che venga fatto a livello nazionale in tutte le sezioni: perchè solamente al CNAF? Perchè dolamente il direttore del CNAF si è preso la Responsabilità di essere RUP per tutti gli acquisrti in economia e nelle altre Sezioni i direttori delegano ad altri “sottoposti” la responsabilità? Penso che andrebbe uniformato a livello nazionale!!!

      • Cara Marina, non so di cosa ti occupi, ma come puoi vedere dalla lettera di incarico la persona in oggetto e’ stata nominata RUP per una serie di acquisti ordinari, almeno per una sezione come il CNAF. Come ho sottolineato nel post, al fine di ottimizzare la spesa come previsto dalla legge, servirebbe anche nel caso dei laboratori o sezioni e probabilmente i RUP in tal caso dovrebbero essere i capi divisione o direttori di sezione. Il problema si pone qualora, anche in acquisti in economia, servano requisiti tecnici particolari: es devo comprare una livella laser per allineamento, fibre ottiche per fare un calorimetro, fotomoltiplicatori, etc, etc. In questo caso serve che il RUP sia persona tecnicamente preparata, e non un amministrativo. Questo e’ quello che definisce la legge, e il nostro regolamento (inquadrando il rup nel capo servizio).
        Personalmente ritengo che si debba cercare di ottimizzare il funzionamento, senza avere il terrore delle parole come responsabilità. per fa ciò serve che la nostra amministrazione/ente ci metta nelle condizioni di avere coscienza dei passi che facciamo e ci dia gli strumenti per non commettere errori, trovare scappatoie potrebbe essere un’ulteriore grave aggravio del nostro funzionamento già abbastanza compromesso dagli oneri che ci vengono imposti dalla funzione pubblica.

  6. Salve
    Sono stato nominato anche io RUP
    volevo opertanto chiedere a chi ne sa qualcosa posso rivestire detto incarico visto che sono geom. 6 livello cat. C1 e assunto a t.i. dal novembre 2008 ?

    grazie

  7. Come detto non ci trovo nulla di male a fare il RUP, perche’ vuol dire solo tracciare e formalizzare quello che abbiamo sempre fatto. Ma la nostra amministrazione ci deve dare una mano a capire (interpretare) la parte piu’ amministrativa e legale del problema, per la quale ovviamente non siamo preparati.
    G
    ps fermo restando che se non siete responsabili di esperimento o capi servizio (avvero avete in mano il soldo) non credo che sia vostro compito farlo

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