Lo Shuttle e quell’oscura materia del desiderio

di Stefano Miliani

Quell’oscura materia del desiderio (di conoscenza). Per non dire dell’antimateria. L’universo è composto solo in minima parte di quel che siamo fatti noi e la Terra. Il più non possiamo toccarlo né vederlo né sentirlo. Almeno con i nostri sensi. Però possiamo trovarlo. Venerdì 29 aprile dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, alle 15.47 ora locale, la Nasa lancia in orbita lo Space Shuttle “Endeavour” della missione etichettata come STS-134.

Penultima missione Shuttle, vede a bordo il colonnello dell’aeronautica militare Roberto Vittori al suo terzo volo, ha una fortissima componente europea e, nello specifico, batte con forza la bandiera italiana: tra gli innumerevoli compiti l’Endeavour porterà in orbita l’Ams (Alpha magnetic spectometer, spettrometro magnetico), cacciatore di antimateria e di materia oscura costruito da industrie europee e concepita da scienziati tricolore. Questa macchina di 8 tonnellate andrà sulla Stazione spaziale internazionale Ssi dove la accoglierà e gestirà l’astronauta Roberto Nespoli.

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Di cosa si tratta lo spiega qui Roberto Battiston: vice responsabile del progetto Ams, ordinario di fisica sperimentale all’università di Perugia, lo scienziato presiede la commissione per la fisica delle astroparticelle dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), ente di ricerca che insieme all’Agenzia spaziale italiana (Asi) è uno dei motori portanti di questa impresa … (continua a leggere su L’Unità)

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