Brunetta perde la partita Aran

Fallita la scalata del veneziano Mingardi al vertice dell’ente

 di Alessandra Ricciardi 

È riuscito a sventare il rischio, assai concreto appena arrivato a Palazzo Chigi, che l’Aran, uno dei bracci operativi nella riforma della pubblica amministrazione, fosse espressione del mondo della Cgil. Il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, non ha vinto però l’ultimo match della partita, quello della nomina del presidente dell’Aran, l’agenzia per la contrattazione del pubblico impiego. È il soggetto a cui il governo detta le linee guida per i rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici, affida il compito delle trattative con i sindacati sui permessi e sulle interpretazioni autentiche delle norme contrattuali.

Arrivata alle battute finali la partita per le nomine, dopo un anno e mezzo di commissariamento dell’Agenzia, Brunetta ha messo da parte il suo candidato naturale, il veneziano Enrico Mingardi, oggi vicecommissario dell’ente, e ha optato per un tecnico, Sergio Gasparrini, da anni dirigente di primo piano della stessa agenzia… (continua a leggere su Italia Oggi)

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