Enti di ricerca: in bilico tra nomine e commissariamenti

Con l’entrata in vigore dei nuovi statuti (il 1 maggio 2011), riparte il “valzer” delle nomine dei consigli di amministrazione e dei presidenti degli Enti di Ricerca vigilati dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Proviamo allora a riassumere il quadro di insieme – che è anche stato oggetto qualche settimana fa di un’interessante articolo su Il Mondo – passando in rassegna i 12 enti oggetto del riordino. Occorre anche tenere conto che il Ministro, on. Mariastella Gelmini, pur avendo già pronto il decreto di nomina dei cinque componenti del Comitato di selezione dei componenti dei Consigli di amministrazione e dei Presidenti di competenza ministeriale, ha a sua disposizione anche il ricorso allo strumento del commissariamento:

  • CNR: il presidente, prof. Luciano Maiani, è stato nominato con provvedimento del Consiglio dei Ministri del 1 febbraio 2008 (per un quadriennio, uno degli ultimi atti del governo Prodi II), e dunque è ancora al suo primo mandato. Tuttavia, già ai tempi della nomina in sede di parere consultivo della VII Commissione della Camera furono manifestate perplessità e critiche, e indubbiamente il forte contrasto con il Consiglio Scientifico Generale e le organizzazioni sindacali durante l’intera vicenda della stesura del nuovo statuto ha introdotto elementi di “tensione”, e soprattutto il lungo rimpallo delle bozze con il Ministero, potrebbero lasciare presagire un intervento da parte del MIUR.
  • ASI: il presidente in carica, Enrico Saggese, è stato commissario straordinario dal 1 agosto 2008 e in seguito è stato nominato presidente dal Consiglio dei Ministri del 3 luglio 2009 (su proposta del ministro Mariastella Gelmini). Potrebbe restare quindi in carica ed eventualmente essere rinnovato per un ulteriore mandato, sebbene si parli insistentemente di commissariamento dell’Agenzia, anche a seguito delle attività ispettive recenti da parte del Parlamento e del MEF (si veda cesarealbanesi.blogspot.com).
  • INFN: il presidente in carica, prof. Roberto Petronzio, è stato nominato la prima volta a far data dal 1 luglio 2004 (ministro dell’Università e della Ricerca era Letizia Moratti) e rinnovato per un secondo mandato nel 2007 (dal ministro del secondo governo Prodi, Fabio Mussi), scaduto quindi a luglio 2010 e “congelato” in virtù del D.lgs. 213/2009 di riordino (entrato in vigore il 16 febbraio 2010). Il rinnovo dei componenti del Consiglio Direttivo dell’Ente e conseguentemente l’elezione del nuovo presidente (la cui nomina verrà poi perfezionata dal Ministro), dovrà essere completato entro il 1 novembre. Al momento, non ci sono tensioni in atto o ostacoli al normale corso istituzionale, anche se la prerogativa del Ministro di ricorrere al commissariamento rimane intatta, soprattutto in considerazione del fatto che ai sensi dell’art. 8, comma 2 del citato decreto legislativo il prof. Petronzio non può essere rinnovato.
  • INAF: il prof. Tommaso Maccacaro è stato nominato presidente dal Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2007 (ministro Fabio Mussi) dopo le dimissioni del prof. Piero Benventi, nominato dopo il riordino (D.lgs. 138/2003) e un breve commissariamento (prof. Sergio De Julio). Il presidente Maccacaro sta svolgendo dunque il suo primo mandato e potrebbe essere confermato. I problemi qui potrebbero nascere dalle voci di accorpamento dell’Ente, che periodicamente vengono riproposte, prospettando l’ingresso nel CNR o – molto meno verosimilmente – nell’INFN. E’ chiaro che un’eventualità del genere spalancherebbe le porte a un commissariamento.
  • INGV: il prof. Enzo Boschi è presidente dell’Ente praticamente dalla sua nascita (l’ente è stato istituito con il D.lgs. 381/1999 e la prima nomina è stata ufficializzata dal DPCM 17/3/2000, sotto il ministero di Ortensio Zecchino), confermato per un secondo mandato dopo un quadriennio (DPCM 7/5/2004, ministro Letizia Moratti), al termine del quale il ministro Gelmini, con proprio decreto del 23 luglio 2008 ha prorogato il mandato. Il Governo (con il DPCM 26/1/2009) ha quindi ulteriormente prorogato il presidente in carica fino a due mesi dopo l’entrata in vigore del decreto di riordino. Infine, il suddetto D.lgs. 213/2009 – entrato in vigore nel febbraio dell’anno 2010 – ha “congelato” la carica fino a sei mesi dopo l’entrata in vigore del nuovo statuto, ovvero il prossimo 1 novembre. Anche in questo caso, teoricamente è aperta la possibilità di commissariamento, che potrebbe trovare una qualche giustificazione in relazione alla delicata transizione a una nuova figura di presidente, non essendo il prof. Boschi nuovamente candidabile. Nello specifico, giocheranno un ruolo determinante non solo i rapporti dell’Ente con il MIUR, che lo finanzia e lo vigila, ma anche i rapporti di sinergia con il Dipartimento della Protezione Civile in materia di monitoraggio e sorveglianza sismica e vulcanica.
  • Area ricerca Trieste: il Consorzio, sebbene esista dall’inizio degli anni Ottanta, è un EPR dal 2005. Presidente è Gian Carlo Michellone dal 17 novembre 2006 (ministro Fabio Mussi). Al termine del primo mandato, dopo un breve periodo in regime di prorogatio, anche questa carica è stata congelata dagli effetti del D.lgs. 213/2009, fino al 1 novembre 2011.
  • INRIM: istituito con il D.lgs. 38/2004 che ha fuso l’Istituto elettrotecnico Galileo Ferraris con l’Istituto di metrologia Colonnetti, ha avuto un solo presidente, il prof. Elio Bava, in carica dal luglio 2005 (ministero Moratti) e rinnovato il 28 ottobre 2009 (sotto il dicastero Gelmini). Il presidente, quindi, nonostante il rischio di soppressione dell’Ente (scongiurato) con la manovra di maggio 2010, è ancora nel corso del suo secondo mandato. Il quadriennio del CdA è invece scaduto il 21 novembre 2009.
  • OGS: il prof. Iginio Marson, già membro del CdA dal 1997, è nominato presidente dal MIUR il 9 maggio 2001, e viene confermato per un secondo mandato il 1 settembre 2005 (ministro Letizia Moratti) e confermato il 12 aprile 2007 (ministro Fabio Mussi), con scadenza 11 aprile 201). Il CdA viene ricostituito il 25 novembre 2009, sempre con il prof. Marson presidente. Anche in questo caso andrà individuato un nuovo presidente entro la scadenza dei termini del decreto di riordino.
  • Anton Dohrn: il prof. Roberto Di Lauro è stato nominato dal ministro Fabio Mussi, il 12 ottobre 2007. Anche in questo caso la stazione zoologica ha dovuto fronteggiare il rischio di soppressione in occasione della manovra economica di maggio 2010. Il mandato del CdA è scaduto il 20 dicembre 2009.
  • Alta Matematica: anche questo ente, presieduto dal prof. Vincenzo Ancona, anch’egli nominato, il 3 agosto 2007, dal ministro Mussi (ma in seguito all’elezione da parte del Consiglio Direttivo dell’Istituto, espressione della comunità scientifica), ha rischiato la soppressione per mezzo del decreto legge 78/2010.
  • Enrico Fermi: Il Museo e Centro Studi di Via Panisperna ha come suo presidente il prof. Antonino Zichichi sin dalla sua istituzione con la Legge 62 del 1999 (nominato con decreto ministeriale il 6 luglio 2000). Con decreto del ministro Moratti del 6 luglio 2004 il presidente è stato confermato per un quadriennio. Mentre il D.lgs. 127/2003, oltre a riordinare il CNR, assoggettava il Centro Fermi alle regole degli enti vigilati dal MIUR, il decreto legge 97/2008 (“mille proroghe”) consentiva il rinnovo della carica di presidente oltre il secondo mandato. Il D.lgs. 213/2009, come detto, prevede il computo anche dei mandati precedenti all’entrata in vigore dei nuovi statuti, per cui anche in questo caso si apre una difficile successione.
  • Studi Germanici: ha come presidente il prof. Vincenzo Cappelletti (già commissario straordinario) sin da quando ha assunto il carattere di EPR a carattere nazionale (DL 250/2005, convertito con L. 27/2006). Essendo stato nominato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2006, anche il prof. Cappelletti è stato “congelato” nella carica di presidente dal riordino.

Siamo quindi di fronte a una situazione molto eterogenea, ma l’opzione del commissariamento è tuttaltro che da escludere per diversi enti, sebbene con motivazioni opposte: da una parte presidenti e CdA in discussione o insediati dal precedente Governo (Ancona, Di Lauro, Maccacaro, Maiani, Michellone e Saggese), dall’altra presidenti non più rinnovabili (per le regole che lo stesso MIUR ha inserito nel decreto delegato), ma che il Ministero potrebbe voler mantenere in carica (Bava, Boschi, Marson, Petronzio e Zichichi).

L’augurio non può che essere che, dopo l’ennesimo intervento di riordino, si cerchi di ridare serenità agli Enti pubblici di ricerca, soprattutto in una fase delicata in cui i finanziamenti sono non solo cronicamente inadeguati, ma addirittura messi in discussione (si pensi al taglio del 13%, da recuperare con la quota dei progetti bandiera e il 7% premiale).

Il ricorso al commissariamento – piuttosto che affidare la responsabilità delle rispettive comunità a scienziati autorevoli e in grado di pianificare con tranquillità sul medio-lungo termine – sarebbe, infatti, un segnale estremamente negativo da parte del Ministero, il quale, peraltro, si è già dotato di ampie possibilità di controllo, garantendosi la nomina della maggioranza assoluta dei consiglieri di amministrazione in quasi tutti gli Enti.

4 pensieri su “Enti di ricerca: in bilico tra nomine e commissariamenti

    • valgono le considerazioni in merito alle ipotesi di “rientro” di inaf nel cnr, o di accorpamento all’infn, o come propone lei, ad asi: l’inaf è già un “oggetto” abbastanza eterogeneo e complesso di suo, con una sequenza di riordini e riorganizzazioni interne, due comunità di fatto mai pienamente integratesi… non mi è chiaro che un nuovo “stravolgimento” possa essere positivo e non foriero di ulteriore confusione.
      Tuttavia: uno dei problemi dell’INAF è il basso finanziamento per ricercatore, che viene equilibrato appunto dai fondi sui progetti proprio da ASI (e in modo molto minore, da INFN), e d’altro canto ASI è ricca, anche perché non è un ente, ma appunto un’agenzia. In questo senso, accorpare le due istituzioni sembrerebbe molto sensato. Bisogna vedere, temo, soprattutto l’implementazione dettagliata di una tale “fusione”. E poi, sinceramente, mi pare che in questo momento il Ministero cerchi riforme “semplici” da portare a casa, e -soprattutto- a costo zero.
      grazie ancora per il contributo!

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