Ma il precariato resta un problema vivo

Tra i commenti al blog sul nuovo regolamento INFN e` arrivata una forte sollecitazione da parte di un precario, evidentemente “espulso” dal sistema, e che non posso non sottolineare (lo potete leggere anche qui sotto).

Sui temi del precariato c’e` stata una lunga stagione di impegno, da parte di precari ma anche di colleghi a tempo indeterminato, che ha visto percorrere le diverse “strade” che le leggi e la situazione dell’INFN mettevano a disposizione: dalla stabilizzazione introdotta dalla Finanziaria di Prodi, alle assunzioni ai sensi dell’art. 5 del contratto nazionale, ai “concorsoni”, fino all’ultimo concorso nazionale per i 37 posti da ricercatore finanziati dal cosiddetto “piano Mussi”.

Un qualche ruolo lo hanno avuto anche le “pressioni” che siamo stati in grado di mettere in campo, dall’auto-coordinamento (il famoso Buco Nero), alle varie forme di rappresentanza, anche e soprattutto sindacale.

Quello che e` certo e` che questa “attenzione” non deve assolutamente diminuire, anzi, occorre evitare che in futuro si ripeta – a causa dei blocchi delle assunzioni, che ancora sono in atto (ricordiamo che viene assunta una nuova persona ogni 5 pensionamenti per tutto il periodo 2011-2013) – l’abuso delle forme contrattuali a tempo determinato, creando (nuovamente) una massa di precari che avranno poche o nessuna possibilita` di essere assorbiti nell’Ente.

Salve

io ho lavorato 15 anni per l’INFN, partecipato alla costruzione di 2 rivelatori (uno per CDF ed uno per CMS) e in entrambi i casi difeso in prima persona l’INFN a fronte dei vari problemi legati all’installazione presso gli esperimenti e l’operazione di questi 2 rivelatori. Infine dopo aver fatto un lavoro di responsabilita’ che molte persone che sono staff INFN non fanno, sono stato gentilmente messo alla porta. Inutile dire che ho raggiunto una certa eta’ nel frattempo per fare tutto questo e che certamente non ho piu’ la freschezza di un neo-laureato in meccanica quantistica, ma magari ho maturato proprio l’esperienza e le conoscenze di cui ha bisogno l’INFN per non sfigurare nei rapporti con gli altri gruppi nei laboratori internazionali all’estero e per continuare ad essere una protagonista della ricerca di punta. Secondo Lei, che tipo di variazioni al regolamento potrebbe mai volere una persona con il mio profilo ? … si puo’ scrivere in un regolamento: non sfruttate la gente e non prendetela in giro rovinandogli la vita ?

Da: Francesco Palmonari su 2 maggio 2011
alle 09:29

No. non si puo` scrivere.
Anche perche’ il regolamento tutela chi e` in servizio – anche a tempo determinato – ma solo fintanto che si e` dipendenti.

Sul precariato non sono mancate le battaglie, e la questione non e` certo da sottovalutare. Di sicuro una maggiore partecipazione alla vita dell’Ente, e alle sue decisioni e` importante anche per far sentire la voce di quei colleghi – magari a tempo indeterminato – che sicuramente non erano d’accordo con quanto e` successo a lei.

3 pensieri su “Ma il precariato resta un problema vivo

  1. Se nei regolamenti non si puo’ scrivere: “non sfruttate la gente e non prendetela in giro rovinandogli la vita”, allora andrebbe scritto nello statuto. Se il precario e’ tale, e dopo anni di precariato si ritrova con una bella esperienza e … un pugno di mosche in mano, non e’ colpa sua. 🙂

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