Mappa aggiornata della radioattività a Fukushima

Una campagna di misure congiunta, condotta dai governi Giapponese e USA, ha prodotto una mappa dettagliata della contaminazione superficiale in un raggio di 80 Km dalla centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi.

Dopo il disastro di Chernobyl del 1986 furono evacuate le popolazioni che vivevano nelle aree con più di 0,555  MBecquerel/m2 di 137Cs. La mappa mostra una “zona rossa”, con livelli di radioattività oltre i 3 MBq/m2 e fino a 30 MBq/m2 (sommando i due radionuclidi) che si estende oltre l’area ufficiale di evacuazione, raggiungendo il villaggio di Iitate e la città di Namie.

Sono sorpreso dall’entità e dall’estensione della contaminazione,” ha dichiarato Tetsuji Imanaka, professore associato di ingegneria nucleare presso il Kyoto University Research Reactor Institute. “(La mappa) sarà utile nella pianificazione delle aree da evacuare e della decontaminazione di strade ed edifici pubblici.

La mappa conferma con maggiore dettaglio ciò che già si sapeva: la gran parte del materiale radioattivo rilasciato è stato spinto in direzione Nord-Ovest, con livelli di radiazione relativamente alti anche poco oltre il limite di evacuazione di 30 Km. Iitate, che pur trovandosi al di fuori dell’area evacuata è all’interno della zona rossa nella presente mappa, è quindi in procinto di essere evacuata.

La mappa è stata prodotta utilizzando la misura delle sostanze radioattive accumulate nei nodi di una griglia con passo compreso tra 1 e 2 Km. Le misure sono state effettuate tra il 6 e il 29 aprile 2011 dal Ministero dell’Educazione, Cultura e della Scienza giapponese (MEXT) e dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE). Il DOE ha utilizzato un elicottero per effettuare le misure nell’area nel raggio di 60 Km dalla centrale, mentre il MEXT ha affittato un elicottero privato per coprire la zona tra 60 e 80 Km.

I velivoli, con i dosimetri montati a bordo, hanno compiuto decine di voli ad un’altitudine compresa tra i 150 e i 700 metri. Naturalmente è stata esclusa la zona della centrale nucleare e una piccola area montuosa nei dintorni della città di Inawashiro.

Per distinguere la quantità di 137Cs (emivita 30 anni) e 134Cs (emivita 2 anni) accumulata, si è utilizzata la differente energia della radiazione gamma rilasciata. E’ stato trovato un rapporto costante tra i due radionuclidi in tutte le misure.

Il ministero giapponese aggiungerà alle misure aree anche delle misure al suolo, allo scopo di delineare meglio le aree di evacuazione.

3 pensieri su “Mappa aggiornata della radioattività a Fukushima

  1. Ciao Paolo, quello che qui hai scritto non mi torna molto con quanto riportato in Chernobyl’s Legacy: Health, Environmental and Socio-Economic Impacts, ultimo capoverso a pagina 10 e successive valutazioni.
    Forse valutazioni più accurate si potrebbero fare leggendosi il rapporto della United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation su Chenobyl.
    Che a me risulti, quel disastro è stato almeno un ordine di grandezza superiore a Fukushima, ma confesso di non avere la capacità tecnica di confrontare bene e realmente i numeri in gioco, semmai avesse senso ai fini di un qualunque discorso definire un scala di pericolosità in questo ambito.

    • a me invece sembra, dai dati degli osservatori sparsi per il mondo, tipo la rete mondiale per lo studio degli esperimenti nucleari, che la contaminazione aerea sia dello stesso stesso ordine di Chernobyl, si stima dal 40 al 150% ad ora..gli stessi organo giapponesi all’inizio avevano sbagliato di un fattore 10 non convertendo il cesio emesso in iodio equivalente!! (notizia pubblica)..se poi ci aggiungi la contaminazione del mare e del suolo e la faccenda del plutonio che è ancora poco chiara non escludo che tra un paio di anni potrebbero creare apposta un grado 8 nella scala INES, come il grado 7 usato per chermobyl (riferito solo all’aria) fu creato dopo l’incidente in america di grado 6 a three mile..
      ..mettiamo anche un “purtroppo”..

  2. Mi vengono in mente due differenze fondamentali tra i due incidenti: il fatto che a Chernobyl non ci sia stata l’evacuazione immediata, e la presenza dei fumi dell’incendio della grafite, che ha prodotto sicuramente un particolato radioattivo diverso

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