INFN verso il commissariamento

Si è svolta il 17 maggio 2011 a Roma, presso la Presidenza dell’Ente, l’Assemblea dei rappresentanti dei ricercatori (dipendenti ed associati) dell’INFN. All’Assemblea nel corso del pomeriggio è intervenuto il presidente Petronzio.

Nel corso della riunione il Presidente ha spiegato qual è l’iter di rinnovo degli organi dell’Ente:

  • una volta entrato in vigore lo Statuto (il 1 maggio 2011), sono partiti i rinnovi, essendo venuto meno il “congelamento” stabilito dal decreto di riordino (D.lgs. 213/2009), in particolare dei direttori delle strutture che dal febbraio 2010 (data di entrata in vigore) sono venuti a scadenza del mandato (si veda la tabella qui). In effetti nelle Sezioni e Laboratori interessati sono in corso di indizione le consultazioni del personale per designare i candidati, che verranno poi votati dal Consiglio Direttivo, verosimilmente nella seduta di fine giugno.
  • Tali organi cesserebbero di essere in carica al momento dell’entrata in vigore dello Statuto stesso, ovvero il 1 maggio 2011, dunque l’INFN rimarrebbe privo del suo legale rappresentante (il Presidente, appunto), allo scadere dei 45 giorni di prorogatio (stabiliti dalla L. 244/1994, che peraltro stabilisce che in questo periodo gli organi scaduti possono emanare solo provvedimenti di ordinaria amministrazione). Questo discenderebbe dall’art. 18, comma 2 del citato decreto, che – a questo punto – vale la pena di citare integralmente:

2. Gli organi degli enti in carica o scaduti alla data  di  entrata in vigore del presente decreto legislativo rimangono in  carica  fino alla  data  di  entrata  in  vigore  dei  nuovi  statuti  o  fino  al completamento delle procedure di nomina che devono completarsi  entro il termine di mesi due dalla data di  entrata  in  vigore  dei  nuovi statuti.

  • Il Presidente si aspetta, quindi, un intervento del Ministero, per consentire il completamento della procedura di designazione del nuovo Presidente da parte del Consiglio Direttivo (che come stabilisce lo Statuto, prevede 45 giorni dal “preavviso” per le candidature, più 15 giorni per l’invio dei curricula, prima che si possano svolgere le votazioni) e, a seguito di questa, la nomina da parte del Ministro. Questo anche per quanto richiamato dall’art. 18, comma 3 del D.lgs. 213/2009, rispetto alla possibilità di ricorrere al commissariamento, introdotta dalla legge-delega del 2007:

  3. Rimane salvo quanto disposto  all’articolo  1,  comma  5,  della legge 27 settembre 2007, n. 165.

5.  Ferme  restando le procedure di commissariamento previste dalle norme  vigenti,  nel  caso  di  modifiche  statutarie  inerenti  alla missione  dell’ente  e alla sua struttura di governo, ovvero nel caso di   comprovata   difficolta’   di   funzionamento   o   di   mancato raggiungimento  degli obiettivi indicati dal Governo, il Governo puo’ procedere   al   commissariamento   degli   enti  attraverso  decreti sottoposti  al  parere  delle Commissioni parlamentari competenti. Le Commissioni   si   esprimono   entro  trenta  giorni  dalla  data  di trasmissione.   Decorso   tale  termine,  il  Governo  puo’  comunque procedere  al commissariamento. Dalle disposizioni del presente comma non devono derivare oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.

  • Un tale provvedimento del Governo dovrebbe dunque coprire il tempo necessario alla nomina del nuovo Presidente, che potrebbe quindi avvenire, avendo rinnovato entro il mese di luglio i componenti del Consiglio Direttivo scaduti, entro la fine dell’anno 2011.

Vedremo se e come il Ministro Gelmini intenderà interpretare le norme che il MIUR stesso ha inserito nel decreto delegato, e come vorrà dettare i tempi dell’eventuale “prolungamento” del mandato dell’attuale Presidente (ovvero, chiamando le cose con il proprio nome, del commissariamento dell’Ente).

Giova, infatti, ricordare come il Ministero stesso abbia inteso stabilire un termine di 6 mesi al completamento del rinnovo degli organi dell’INFN, in sede di approvazione del nuovo Statuto, chiedendo l’adeguamento del termine previsto dall’art. 31, comma 3, appunto estendendolo dai 2 mesi previsti già dal citato art. 18, comma 2, a 6 mesi.

Questo sembrerebbe, tra l’altro, indicare che l’intenzione del legislatore (in questo caso, il Governo) fosse proprio quella di permettere agli Enti di ricerca, nel periodo immediatamente successivo all’entrata in vigore dei nuovi Statuti, il rinnovo degli organi scaduti senza necessariamente ricorrere allo strumento del commissariamento.

Staremo a vedere…

5 pensieri su “INFN verso il commissariamento

  1. sono tutte fregnacce
    lui aveva sei mesi per fare tutto
    tant’e’ che a regime la procedura e’ proprio questa
    ovvero sei mesi e un gg per eleggere il presidente e farselo nominare dal ministro

    ma magari tra 2 settimane con s.pisapia la gelmini
    non ci sta piu’…

  2. Domanda per i direttori e i membri di giunta: se c’e’ un commissario, e magari un paio di subcommissari, che fine fanno gli altri organi dell’infn…? ci avete pensato? esatto! decadono tutti…

  3. ma se c’era questo problema di tempi stretti, perché Petronzio non ha fatto partire la procedura al Direttivo di maggio?

    qualcosa non torna…

  4. Piccola domanda per tutti ….

    Con un nuovo presidente quale sara’ la fine di SuperB ?

    Il “nostro” ha bisogno di un paio di anni per completare l’opera …

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