La gestione dell’INFN secondo la Corte dei Conti

La Corte dei Conti (Sezione controllo sugli enti) ha in questi giorni pubblicato la propria Determinazione sul controllo della gestione finanziaria dell’INFN per l’anno 2009 (Determinazione n. 15/2011)

Dopo aver ricordato la peculiarità dell’INFN, ovvero lo stretto legame funzionale ed operativo con il mondo accademico “che, nel corso di oltre mezzo secolo, si è notevolmente ampliato sino a comprendere 31 strutture”, il documento passa in rassegna la recente storia “ordinamentale” dell’Ente, ricordando il recente riordino (ai sensi del D.lgs. 213/2009), il nuovo Statuto dell’Ente, i numerosi disciplinari approvati negli ultimi mesi (da quello per gli spin-off a quelli per le cariche elettive).

I magistrati della Corte dei Conti suggeriscono – quindi – quelli che dovrebbero essere gli ulteriori cambiamenti nell’organizzazione dell’Ente per migliorare la gestione finanziaria:

Alla luce delle innovazioni legislative di cui sopra e della definizione del nuovo Statuto, l’Ente dovrà impegnarsi per razionalizzare la propria struttura organizzativa, individuando un nuovo equilibrio tra Centro e Periferia.

Il primo dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo delle attività di programmazione e sulla scelta strategica delle linee di ricerca, riunificando servizi comuni, evitando duplicazioni e realizzando economie di scala nelle procedure di acquisto mediante la migliore utilizzazione della posizione di “big buyer” su grandi volumi di approvvigionamenti.

Nelle strutture decentrate l’attività dovrebbe privilegiare lo sviluppo e la conduzione dei progetti di ricerca, conservando un’ampia delega ai Direttori nella gestione della spesa e consentendo, nel contempo, attraverso il sistema contabile centralizzato, il monitoraggio e controllo degli andamenti economico-finanziari delle strutture medesime.

Nella disanima degli organi degli Enti, i Magistrati sottolineano (essendo tenuta la seduta in cui è stato stilato il documento il 29 marzo 2011):

L’attuale Presidente, nominato dal 1° luglio 2007 al 30.6.2010, è attualmente in regime di prorogatio in attesa dell’approvazione del nuovo Statuto da parte del MIUR.

facendo evidentemente riferimento all’art. 18 del D.lgs. 213/2009.

Inoltre, la Corte sottolinea come una delle principali novità introdotta dal nuovo Statuto (art.28) sia la figura del Direttore Generale, che è nominato dalla Giunta Esecutiva su proposta del Presidente “tra persone di alta qualificazione e comprovata esperienza gestionale e amministrativa nel settore della ricerca pubblica”, recependo le osservazioni precedentemente formulate dalla Corte stessa.

I Magistrati esprimono soddisfazione anche per le nuove norme – più restrittive – sul Collegio dei revisori dei conti e sul loro esplicito mandato ad esercitare il controllo ai sensi della legge 21 marzo 1958, n.259:

Modifiche di rilievo sono state introdotte dal nuovo Statuto anche per quanto concerne il Collegio dei revisori dei conti8. Infatti, l’art.16 stabilisce che il Presidente del Collegio – nominato dal Ministro dell’economia e delle finanze tra il personale di ruolo del Ministero, iscritto nel registro dei revisori contabili – sia affiancato da due revisori effettivi, nominati dal MIUR (unitamente a due supplenti) tra il personale di ruolo del Ministero.

Viene quindi soppresso il potere di designazione di uno dei revisori da parte del Consiglio Direttivo dell’Ente, cui viene sottratto anche il potere di determinazione del compenso ai componenti.

E’ inoltre caducata la disposizione del previgente art.14, comma 3 del Regolamento generale, la quale prevedeva che “i componenti del Collegio esercitano il loro mandato anche individualmente”: i revisori ora assistono “ordinariamente in forma collegiale” alle riunioni della Giunta Esecutiva9 e del Consiglio Direttivo.

Il documento è – naturalmente – estremamente analitico. Vale la pena evidenziare alcuni punti:

  • viene sottolineato che le spese di personale hanno registrato una forte accelerazione nel 2009 (+17,23%);
  • si nota che è aumentata in termini di impegni la spesa per i “progetti speciali”, che passa da 6,8 Ml. euro del 2008 a 8,4 Ml.euro del 2009. Il totale delle spese per la ricerca aumenta in cifra assoluta (da 70,5 Ml.euro del 2008 a 72,6 Ml.euro nel 2009), ma infatti tale aumento non è confermato dagli impegni per le commissioni scientifiche (che costituiscono la voce di maggior rilievo nell’ambito delle spese)
  • la diminuzione del finanziamento alle commissioni scientifiche nel quadriennio 2006-2009 è notevole, passando da 66,5 a 55,5 milioni di euro.

Infine, nelle conclusioni, l’analisi sullo stato dell’INFN e più in generale della Ricerca in Italia è chiara e netta:

Da anni ormai il comparto della ricerca in Italia è afflitto da endemiche difficoltà, dovute essenzialmente alla carenza di risorse.

Nell’ultimo decennio, infatti, si è registrata la progressiva diminuzione del contributo erariale di funzionamento, che rappresenta per gli Enti di ricerca la quasi totalità dei trasferimenti. In Italia, infatti, sono estremamente ridotti gli apporti rivenienti da risorse private, contrariamente a quanto avviene in molti altri Paesi.

Per quanto riguarda in particolare l’INFN, da una rilevazione curata dall’Ente è emerso che (a valori correnti 2009) il trasferimento dallo Stato nei dodici anni dal 1997 al 2009 si è ridotto del 24%.

Restano molto limitate, seppure in crescita le fonti esterne di finanziamento, che provengono da altri enti che partecipano a specifici progetti di ricerca (Unione Europea, Regioni), ovvero affidano parti di ricerca che richiedono peculiari competenze (Agenzia Spaziale Italiana), oppure da organizzazioni private che erogano contributi in base ad accordi di collaborazione.

La relazione verrà inoltrata alle Presidenze delle due Camere del Parlamento, a norma dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, insieme con il conto consuntivo per l’esercizio 2009 – corredato delle relazioni degli organi amministrativi e di revisione.

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