Circolare INFN sulle missioni estere

Circolare INFN sulle missioni estere

Commento a caldo

Sottolineo il punto più evidente, che è il punto sul rimborso dei mezzi di trasporto urbani per l’aeroporto (punto d della parte relativo al rimborso documentato) che è piuttosto controverso: mentre mi è chiaro nel caso di aeroporti – come quello di Fiumicino per Roma – che sono chiaramente fuori dal territorio comunale, non so come ci si regola per l’autobus o la ferrovia leggera (per esempio) da e per l’aeroporto in una sperduta cittadina che magari fa parte del territorio di una grande città estera.

Vorrei però mettere in evidenza il punto c, sempre sulla parte sul rimborso documentato: mentre la categoria alberghiera per ricercatori e tecnologi è quella riconosciuta ai dirigenti, ovvero classe 1 nel linguaggio del decreto ministeriale, per il massimale dei pasti viene applicata la classe 2 a tutto il personale, ivi inclusi ricercatori e tecnologi dipendenti, nonché agli associati universitari. Per fare un esempio, per una missione al CERN (Francia), il massimale per i pasti per la classe 2 sarebbe di 45 euro.

Questo, oltre ad essere quantomeno non coerente con quanto applicato per il rimborso alberghiero,  secondo la mia interpretazione  non applica correttamente la norma alla luce del fatto che i livelli dal III al I (ovvero i ricercatori e i tecnologi) per quanto riguarda il trattamento di missione sono equiparati ai dirigenti. Secondo me andrebbero quindi applicati i massimali della classe 1 (per tornare all’esempio, 60 euro al giorno per la Francia).

Che il medesimo trattamento vada applicato anche agli associati universitari dovrebbe poi discendere – oltre che dall’equiparazione ai dirigenti anche di professori e ricercatori universitari – anche dall’applicazione delle convenzioni INFN-Università.

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34 pensieri su “Circolare INFN sulle missioni estere

  1. A infatti a me non e’ proprio chiaro che “extraurbano” sia un concetto giuridico.
    Se avessero detto “in un comune diverso dal comune di partenza” avrebbe un senso, ma quando un aeroporto e’ “fuori” dalla citta’?

  2. Se il CERN rimane Francia come fino ad adesso, le spese per il vitto sono inferiori a quelle in Italia……. con 2 soli pasti anziché tre.
    L’aeroporto di Ginevra è urbano o extraurbano?

    • Passami la battuta: l’aeroporto di Ginevra è extracomunitario: visto che vai in missione in Francia e quindi spendi 40 euro per i pasti, come fai a dire che l’aeroporto di Ginevra è urbano?

    • comunque il fatto che sia in Francia se lo e’ inventato l’INFN per risparmiare. Su QUESTO punto l’INFN potrebbe fare marcia indietro in 2 minuti, non servono circolari o editti o leggi. Basterebbe potessimo aprire missioni a Meyrin, CH.

      • Scusatemi, ma io mi sono sempre chiesto il perche’ ci facciano aprire delle missioni in Francia (peraltro puo’ configurarsi un reato di falso in atto pubblico), pur accettando che facciamo il viaggio con destinazione Ginevra, che portiamo la ricevuta del foyer del CERN (sempre Svizzera) e dei pasti consumati in ristoranti in Svizzera.
        In sostanza, la nostra attivita’ puo’ svolgersi interamente in Svizzera, certificandolo pure!

        Visto che sono un “giovane”, mi potreste chiarire quali erano le condizioni per cui si presero quelle decisioni, come accenna Paolo?

      • presto detto: la diaria svizzera era almeno del 50% maggiore di quella francese. A quei tempi (io ho fatto la mia prima missione nel 1996, e la cosa c’era gia’) per la Francia davano 250.000 al giorno di diaria (netta, mi pare; boh….?), e in effetti era una cifra adeguata anche per la Svizzera. Adesso la situazione e’ parecchio cambiata, direi …

      • in realtà l’INFN se lo inventò perché molte persone, purtroppo, se ne approfittavano, con meccanismi anche meschini.

      • Io ero a scuola a quei tempi… Comunque oggi la differenza è molto inferiore (120 vs. 155 Euro), il valore in termini di potere di acquisto è molto inferiore alle 250mila lire di allora, e infine sono cifre lorde su cui va applicata la tassazione alla parte eccedente i famosi 77,47 Euro.

  3. Altra domanda: quando si parla di profili fiscali si distingue fra personale con redditi di lavoratore dipendente o autonomo.

    Ma i laureandi e i dottorandi che sono? Lavoratori dipendenti certo, no; dovranno pagare il 20% sul rimborso a pie’ di lista, e IRPEF su tutti i 120 Euro sul forfettario?

    • perche’ la circolare infn peggiora il testo del decreto ministeriale relativamente a rimborso spese taxi e pasti?
      Insomma, si vuole chiarire il perche’ di questo attegiamento “punitivo” (paradossale…) per chi va in trasferta?
      Ho la netta impressione che ai Caprettari abbiamo lavorato (?)
      male.
      LP

    • Ho chiesto ieri lumi alla mia segreteria. Il discorso del 20% si applica solo per i “pensionati” INFN, per il personale “attivo” il rimborso a pie’ di lista non viene toccato. Ovvero se spendi 100, ti ridanno indietro 100. Certo si potrebbe aprire una discussione sul modo in cui e’ stata scritta questa circolare… Non ci si capisce nulla.

      • Marco, il rimborso a pie’ di lista è esente, ai sensi del Testo Unico sulle Imposte sul Reddito (TUIR), come ho riportato nell’apposito post sulla tassazione.

    • Paolo, ancora una piccola perla. Se si sceglie la diaria alternativa (120€ per la Francia) il decreto parla di “per ogni ventiquattro ore
      compiute di missione” quindi mentre prima se, ad esempio, arrivavi il lunedì sera e ripartivi il mercoledì mattina ti pagavano 3 giorni, ora te ne toccano solo 1 e mezzo ( si conterà ad ore o anche a minuti?) ……….

    • si sa se giovedì o venerdì il direttivo si sia minimamente occupato del problema? nei soliti posti non ho trovato le minute…

  4. Altra domandina, a cui nessuno ancora ha saputo rispondere. Io, per motivi indipendenti dalla mia volonta’, sono stato assunto (a tempo determinato) dal CNRS e l’INFN mi riconosce solo lo status di “associato”, pur essendo stato l’ente a dirottarmi al CNRS per la cronica mancanza di posti in pianta organica. Come vengo considerato nei rimborsi? Come un tecnologo/ricercatore? O come un lavoratore di fascia bassa?

  5. Scusate se mi intrometto, premesso che al solito la confusione impera sovrana, i nostri dirigenti a quanto pare sono molto fantasiosi invece di chiarire confondono, ma noto anche un ritorno ai bei tempi andati, mi spiego meglio.
    Una volta quando i nobili andavano in viaggio ovviamente non dormivano nelle stesse stanze dei loro servitori, a questi erano riservate le stalle in genere. Ora, io che non appartengo alle categorie I-III, non dico che ritorno alle stalle ma il mio giaciglio deve essere meno comodo, la differenza lo impone. Resterò sempre un servitore. Mi ha meravigliato il fatto che posso, per ora, mangiare con un importo pari ai miei colleghi ricercatori. Vi ricordate quando fino a non molto tempo fa i non ricercatori avevano diritto a un rimborso più basso dei ricercatori? Non vi tedio con i conti ai ristoranti fra ricercatori e non. Del resto si sa i servitori non devono ingozzarsi.

    • Caro Mario, capisco la tua amarezza. Per quello che conta, io ritengo che sia ingiusto fare differenze tra “classi”. La classe 1 e la classe 2 non sono state scelte da nessuno di noi, ma da qualcuno al Ministero. Tra l’altro, questo qualcuno ha persino inteso semplificare, visto che in precedenza le classi di “servitori” e “nobili”, come le chiami tu, esprimevano ben 6 diverse sfumature (le sei categorie di personale dalla A alla F del decreto del 1998).
      Il punto è che l’INFN non ha inteso inquadrare i livelli I-III nella classe più bassa per un’improvviso anelito di giustizia paritaria (non credo, almeno), ma -penso- perché così ha inteso interpretare “alla lettera” il decreto interministeriale appena sfornato. E se quanto stabilisce la normativa è diverso (come è diverso, vedi l’art. 25, comma 2), io penso debba essere applicato. Alla lettera.

      • per essere più chiari: l’INFN ha ritenuto -immagino, non essendoci una spiegazione dettagliata- che i ricercatori e tecnologi siano equiparati al personale ministeriale inquadrato al livello stipendiale III, F4 (ex C3 e C4, ovvero personale laureato dei ministeri). E quindi, nel decreto ministeriale famoso, questo personale ha diritto sì all’albergo di prima categoria, ma per i pasti va nella classe 2.
        Ora, questa interpretazione, per i livelli I-III degli enti di ricerca, contrasta con altre disposizioni di legge, le quali stabiliscono che limitatamente al trattamento di missione ricercatori e tecnologi sono invece equiparati ai dirigenti dello stato.
        Come vedi, la giustizia e l’eguaglianza tra colleghi che lavorano insieme, che pure è un principio giusto, qui non c’entra niente.

      • Paolo, giusto per essere pratici tutto cio’ significa che se la persona che mi siede di fianco in ufficio, che magari fa esattamente il mio stesso lavoro, dallo stesso numero di anni e ha pero’ un contratto art. 23 da tecnologo, mentre io sono un semplice “associato”, mio malgrado, avra’ anche nelle missioni un trattamento migliore del mio? Gia’ con la babele dei contratti le tensioni “sociali” stanno salendo. Mancavano anche queste discriminazioni…

      • A questo punto la risposta più onesta che ho è: non lo so. Spero che non sia così.

  6. Cari tutti,
    non voglio nemmeno addentrarmi nell’amarezza che nasce naturalemente alla lettura di decreti ministeriali che penalizzano pesantemente chi si muove per lavoro senza che ci voglia guadagnare ,mentre tutti i parlamentari, nessuno escluso, godono al contrario di privilegi senza nessuna forma di regolamentazione e possono viaggiare con impatto e costi che sono sensibili. Proprio quello che poi questi decreti li emanano.
    Concludo perche’ e’ argomento noto. Vedo pero’ degli spirargli per alcune restrizioni, vedi il punto rimborso urbano per raggiungere aeroporti o quant’altro perche’ lo stesso decreto prevede margini di manovra legati al CCNL o a disposizioni di recepimento di accordi sindacali per il personale in regime di diritto pubblico. Se, come afferma la circolare a firma del Presidente, il CCNL nulla prevede in materia, questo non necessariamente implica la non possibilita’ del rimborso e a questo punto credo sia compito di tutti noi chiedere a tutte le sigle sindacali di operare in tal senso al fine di reintrodurre questo rimborso recependolo in un accordo sindacale con l’ente.
    Credo sia una priorita’ consentire alle persone che hanno voglia di contribuire alla crescita dell’INFN di continuare a farlo con soddisfazione, continuando ad essere propositivi con la loro presenza anche all’estero. Credo che questo sia un obiettivo di qualsiasi organo direttivo di un ente di ricerca che voglia perseguire e mantenere l’eccellenza. Quindi in cuor mio alberga la speranza che l’INFN segua questa strada.
    Un saluto affettuoso
    Roberto

    • Caro Gianluca,
      il limite italiano che poi e’ stato parificato, com’e’ giusto che sia, per tutti i profili di inquadramento del personale discende dal Regolamento sul trattamento di missione del personale dipendente
      dell’INFN sul territorio nazionale.(G.U. n.128 del 5-6-2007) che come vedi dopo aver ottenuto il placet da tutte le autorita’ competenti e’ finito sulla Gazzetta Ufficiale. Infatti a mio avviso andrebbe quanto prima prevista la stesura di un analogo Regolamento INFN per le missioni estere da sottoporre agli stessi organismi per uscire da queste interpretazioni molto penalizzanti. Questa credo sia una importante azione da intraprendere proprio per evitare che queste sperequazioni nel trattamento delle missioni creino quella frustrazione e facciano perdere l’entusiasmo in chi pur senza grandi vantaggi offre il suo contributo anche viaggiando, senza pero’ che gli venga chiesto pure di rimetterci economicamente. Ma insisto che confido nella volonta’ degli organi dirigenti dell’ente per favorire questa direzione.
      Ciao
      Roberto

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