Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini

Fonte: MIUR

“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna. Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.

15 pensieri su “Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini

  1. “Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso,”… ma il Ministro crede ci sia un tunnel che va dal Cern al Gran Sasso?! … forse qualcuno glielo deve dire come stanno le cose…!

    • Beh, sì… d’accordo… non esattamente un tunnel… ma ci siamo capiti…
      comunque per far decadere K e pioni il primo km è costituito effettivamente da un tunnel…
      e il rivelatore, Opera, sta di fatto dentro un tunnel…

  2. Infatti 🙂
    “Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso,” è la prima cosa che salta all’occhio!

  3. … e finalmente oggi possiamo dire che cotanto tunnel è costato solo (61.536105 ± 0.000017) euro/metro.
    Congratulazioni ai membri dell’ufficio stampa del ministro e ai suoi consulenti. Siamo in buone mani.

  4. “Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.” e da domani si viaggia nell’iperspazio!

  5. sembra quasi che prima i neutrini andavano piu’ lenti ma ora con il nuovo tunnel vanno piu’ veloci. Come se fosse un’achiviment tecnologico e non un’osservazione scientifica.

    • in effetti il tunnel è in discesa… 😀
      Lungi da me fare difese di ufficio del Ministro, però copio il commento che ho fatto sul blog di Marco Cattaneo:

      Attenzione a non buttare via il bambino con l’acqua sporca…!

      Certamente l’ufficio stampa poteva fare un lavoro più accurato e meno frettoloso, magari fare qualche telefonata, però in questo modo trascuriamo la seconda parte del comunicato, che a mio parere (anche tenuto conto che sono infn e quindi ho un bias) dice cose importanti:

      “Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

      Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.

  6. Ah… saperlo prima che c’era il tunnel CERN – Gran Sasso!
    Sono al CERN per un beam test e per andare la prossima settimana alla SIF ad Aquila avrei imboccato la SPS – LNGS a gratis passando sotto le frontiere invece che comprare biglietti aerei, passare blocchi doganali e tutto il resto….

  7. Ho letto dell’esistenza di questo blog su un articolo della Stampa e mossa da curiosità lo visito.
    A parte che temo il superamento di una teoria, la relatività, che purtroppo non sono ancora riuscita a capire fino in fondo (ma non vi preoccupate non lavoro al CERN), ma la curiosità che suscita in me il comunicato della Gelmini, va oltre il tunnel… Come si dice un post sopra, lei sostiene anche che l’Italia vi abbia contribuito con 45 milioni di euro… la quantificazione dell’assurdo per renderlo più credibile…
    Ma chiedo a voi, che siete menti davvero eccelse, che avete capito cose che in pochissimi sono in grado di capire per quanto sono astratte e inafferabili…che mi dite degli 80 milioni che Maria Stella dice che l’Italia dà ogni anno al CERN? Sono io, profana, che li trovo improbabili, oppure sono reali, magari un po’ più del tunnel Ginevra-Gran Sasso?

    • Gli 80 milioni sono facili, molto più facili dell’esperimento sulla velocità dei neutrini, da spiegare: il CERN è l’Organizzazione Europea per le Ricerche Nucleari, fondata nel 1954 -anche grazie alla volontà di fisici straordinari come Edoardo Amaldi- grazie a una convenzione e con lo status di organizzazione internazionale. Ciascuno Stato vi contribuisce, secondo delle percentuali stabilite da accordi. Gli 80 milioni sono dunque la percentuale che l’Italia versa per contribuire al bilancio del CERN. Ora il CERN costruisce apparati enormi (LHC, gli esperimenti) dando commesse alle industrie europee, e cercando di mantenere la suddivisione dei finanziamenti: se la Germania contribuisce di più, le industrie tedesche dovrebbero ricevere più commesse. In realtà le aziende italiane, grazie alla competitività e all’alto contenuto tecnologico di molte aziende, riescono a ottenere più commesse. Quindi per ogni euro che l’Italia versa nel bilancio del CERN, le aziende italiane ricevono 1 euro e un po’ di commesse.

      Questo senza considerare, nel bilancio, i risultati delle ricerche, ovviamente, dei tanti scienziati italiani, soprattutto dell’INFN, che in questo modo possono fare ricerche che non si possono fare in nessun altro laboratorio del mondo.

      Finisco con i 45 milioni, che sono stati spesi “spalmati” su molti anni, e sono serviti soprattutto a realizzare quel pezzo di macchina che, dopo aver estratto i protoni accelerati dall’SPS (acceleratore già esistente da molti anni), produce il fascio di adroni (prevalentemente K), li fa viaggiare in un tunnel (lungo circa 1 km) all’interno del quale decadono, producendo appunto un fascio di neutrini. Il tutto è ovviamente sotterraneo e da qui i costi notevoli.

      • Grazie mille per le spiegazioni. Sia quelle relative al denaro, sia quelle relative all’esperimento.

    • E’ stato necessario realizzare una “derivazione” del fascio di protoni, che vengono estratti dall’SPS (quindi tubi da vuoto, magneti, il tutto sottorraneo)

      Poi, i protoni vengono indirizzati su un bersaglio ed è necessario un sofisticato sistema di focalizzazione (magnetica) dei mesoni K e dei pioni che decadranno in neutrini:

      Ecco la vista complessiva:

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