Più veloce della luce

Le indiscrezioni nell’ambiente, naturalmente circolano. E se si frequenta la canteen del CERN, anche solo per un caffè, o le commissioni scientifiche INFN o le conferenze specialistiche, certe notizie non possono restare segrete a lungo (e infatti il gossip era arrivato già da diversi giorni).

Tuttavia, esiste un codice – in parte persino scritto nei regolamenti delle istituzioni scientifiche – che prevede che gli stessi organismi e enti, a cui chiediamo come ricercatori supporto finanziario, logistico, e di personale (e che spesso pagano i nostri stipendi), gestiscano i rapporti con la stampa, e dunque con l’opinione pubblica e le altre istituzioni.

E’ per questo motivo, ma anche semplicemente per buon senso, che quando si annunciano risultati che possono avere una eco mediatica, al pre-print negli archivi pubblici dedicati ai nostri colleghi, che li leggeranno avidamente appena disponibili (tipicamente intorno alle 2 di notte), si accompagna una conferenza stampa o solo una press-release, accuratamente preparata con gli uffici comunicazione, in modo da poter spiegare al grande pubblico il nostro lavoro nel modo più semplice e corretto possibile.

Questa volta, invece, le indiscrezioni sono giunte alla stampa in modo non coordinato e la notizia si è quindi poi diffusa, quella sì, “più veloce della luce”.

Ora, il compito di spiegare con calma e precisione un risultato scientifico che è comunque difficile da interpretare anche per gli addetti ai lavori, sarà ancora più arduo, se non altro perché gli articoli scritti da attenti divulgatori, da didatti esperti e da quei colleghi che hanno il dono di rendere semplici le cose più complicate, arriveranno dopo l’onda di tsunami mediatico, e – purtroppo – probabilmente riceveranno minore attenzione.

Sul merito dei neutrini “veloci”, penso non si possa aggiungere molto a ciò che dicono gli stessi autori dell’articolo:

Despite the large significance of the measurement reported here and the stability of the analysis, the potentially great impact of the result motivates the continuation of our studies in order to investigate possible still unknown systematic effects that could explain the observed anomaly. We deliberately do not attempt any theoretical or phenomenological interpretation of the results.

Di certo, lo studio sembra davvero molto accurato e comunque è impressionante come il profilo temporale del fascio di protoni primari al CERN, prima dell’interazione del bersaglio che porta alla produzione dei neutrini, sia riprodotto dal rivelatore al Gran Sasso, sebbene – appunto – non è affatto banale trovare e tenere conto di tutti gli offset delle basi dei tempi nei due riferimenti.

Update:

9 pensieri su “Più veloce della luce

  1. Da capo ufficio stampa INFN mi sento di dover rispondere. Ieri la notizia è uscita grazie a un autorevole scienziato in pensione che ha chiamato di sua iniziativa un giornale pur sapendo benissimo che c’era un embargo. Il giornale e gli altri media hanno fatto la cosa più ovvia: hanno tentato di ottenere altre informazioni. Da noi. La comunità dell’INFN ha tenuto duro sull’etica della comunicazione: non si commenta senza almeno un preprint. Eravamo riusciti a contenere fino a sera, poi è arrivata un agenzia reuters che ha letteralmente truffato lo spokeperson di Opera: gli aveva promesso di rispettare l’embargo e non l’ha fatto mettendo in rete le sue dichiarazioni. Questo ha provocato una slavina serale, con i vari Petronzio, Maiani, Votano, Ereditato che però tenevano duro sull’aspettare il paper e qualche cedimento qua e là. Soprattutto in Europa. Oggi, liberi tutti

    • Grazie Romeo,
      naturalmente non tutti erano informati sui patti tra gentiluomini, anche se li davamo per scontati, né di cosa è successo tra i rappresentanti della Collaborazione e le agenzie di stampa. La tua ricostruzione della cronologia dei fatti ci è molto di aiuto nel comprendere cosa è successo, e ad apprezzare gli sforzi di coloro che hai citato, ciascuno nel suo ruolo e con la sua autorevolezza.

  2. …e infatti questo passo (come tutto il commento) era esattamente in difesa del vostro modo di operare:

    “E’ per questo motivo, ma anche semplicemente per buon senso, che quando si annunciano risultati che possono avere una eco mediatica, al pre-print negli archivi pubblici dedicati ai nostri colleghi, che li leggeranno avidamente appena disponibili (tipicamente intorno alle 2 di notte), si accompagna una conferenza stampa o solo una press-release, accuratamente preparata con gli uffici comunicazione, in modo da poter spiegare al grande pubblico il nostro lavoro nel modo più semplice e corretto possibile.”

  3. una possibile spiegazione, che ha bisogno di conferma con qualche conto.
    premessa:
    1) misurano la distanza CERN-Gran Sasso con una precisione di 0,2m su 730 km
    2) la differenza di tempo è 60ns, corrispondente a 18m (su 730000!)
    I neutrini però non percorrono un linea retta ma una curva che è determinata dalla deformazione dello spazio-tempo dovuto alla gravità terrestre, certamente più lunga della distanza il linea d’aria. Questa differenza potrebbe essere superiore ai 18m? C’è qualcuno in grado di calcolarla in tempi brevi?

  4. scusate l’imprecisione ma l’idea mi è venuta da pochissimo. La deformazione dello spazio-tempo è dovuta alla massa terrestre, non alla gravità che ne è la conseguenza!

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