L’esodo dei fisici italiani in Francia “Qui ogni anno giochi le tue carte”

Tra Roma e Parigi c’è una galleria che invece di sparare neutrini recapita Oltralpe i più brillanti studiosi di fisica nostrani. Posti programmati, trasparenza e tempo indeterminato: questi gli ingredienti che rendono incomparabilmente più attrattivo rispetto al nostro il sistema di reclutamento transalpino

Francesco Zamponi, ricercatore in Meccanica statistica dei sistemi complessi presso il Cnrs

Tra Roma e Parigi c’è una galleria che invece di sparare neutrini recapita Oltralpe i più brillanti fisici nostrani. Così, la “gaffe” del ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini sull’esistenza di un fantomatico tunnel che collegherebbe il Gran Sasso con Ginevra – dopo l’exploit di Antonio Ereditato al Cern – diventa la metafora rappresentativa di una realtà nota a tutti i giovani studiosi del settore: se vuoi diventare un ricercatore di fisica devi volgere lo sguardo all’estero, percorrere il lungo “tunnel” che porta a Parigi. Un tunnel percorso da tanti, se è vero che da quelle parti si parla di “invasione italiana”… (continua a leggere su Il Fatto Quotidiano)

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