USI, no ai fondi pensione integrativi

(AGENPARL) – Roma, 09 feb – “L’estensione del fondo pensionistico Sirio ai lavoratori della Ricerca e dell’Università, sancito oggi presso l’Aran, sicuramente fa contente banche e assicurazioni, ma per i lavoratori è un autentico scippo”, dichiara Claudio Argentini dell’USB PI. “Per questo stamane abbiamo abbandonato il tavolo dove invece Cisl, Uil e Cgil si sono prese la responsabilità di gettare nel calderone della finanza anche i soldi dei lavoratori di questi comparti”. “Ogni giorno assistiamo alle perdite della borsa che erodono i risparmi a favore della speculazione – precisa Argentini – ed i fondi pensione contrattuali come Sirio, che cercheranno di finanziare attraverso lo scippo del TFR, rappresentano la distruzione del sistema pensionistico pubblico e solidaristico”. Incalza il dirigente USB: “Inoltre la ricerca pubblica italiana e l’università sono stracolme di precari con anni di esperienza, di ricercatori e tecnici che non hanno più carriera e ricevono gli stipendi più bassi d’Europa. Questi lavoratori hanno bisogno della ‘monotonia’ di un posto fisso e di carriere con cui costruirsi una pensione pubblica, non certo di fondi pensionistici”. Conclude Argentini: “L’USB, unica sigla che si è opposta a questo piano speculativo sulla pelle dei lavoratori, dopo l’abbandono del tavolo all’ARAN inizia sin da ora una campagna contro l’adesione ai fondi integrativi, sicuri che i lavoratori pubblici, come già hanno fatto quelli privati, non consentiranno questo scippo e che alle prossime elezioni RSU daranno voto e sostegno all’Unione Sindacale di Base, lanciando un segnale chiaro a chi collabora con banche e assicurazioni per farci pagare la crisi”.

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