Neutrino più veloce della luce: la transizione dalla peer-review al gossip

La misura della velocità di propagazione del fascio di neutrini dal CERN ai rivelatori nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso – in particolare OPERA – più un controllo di consistenza interna che un obiettivo primario dell’esperimento, ha assunto un’eco mediatica staordinaria, grazie alle implicazioni di una velocità super-luminale sul principio della velocità-limite stabilito dalla Teoria della Relatività Speciale di Einstein.

Questo è comprensibile, e anzi segnala una sana “sete” di informazione sulle attività degli scienziati in generale e della “big science” in particolare, spesso di difficile divulgazione verso il pubblico, oltre che essere corretto e giusto, dal punto di vista dei “tax payers“.

Tuttavia, le voci e le indiscrezioni hanno, sin dall’inizio di questa vicenda, anticipato e – in una certa misura sconvolto – la procedura, consolidata da una lunghissima pratica della comunità scientifica, che prevede che siano gli scienziati protagonisti del risultato – sperimentale o teorico – a darne l’annuncio ai colleghi e, se pensano che possa essere interessante anche per i non tecnici, all’opinione pubblica. L’annuncio è in genere accompagnato, e talvolta preceduto, dalla pubblicazione della necessaria documentazione (in genere sotto forma di pre-print) che consenta a tutti gli esperti del settore di farsi un’idea su dati e considerazioni o calcoli verificabili e – almeno in linea di principio – riproducibili, prima dell’immancabile scrutinio anonimo e rigoroso a monte della pubblicazione su una rivista scientifica: la cosiddetta peer-review.

Non si tratta solo di una “tradizione” o di una prassi, ma questo modo di procedere consente di sottoporre sempre e comunque tutti i risultati, clamorosi o terribilmente noiosi o comprensibili ai soli esperti che siano, al giudizio dell’intera comunità mondiale degli scienziati in due passi: dapprima attraverso il filtro dei revisori anonimi, che verificano il rigore e la correttezza della metodologia e delle procedure, e danno una prima valutazione della validità, completezza e correttezza scientifica, e poi attraverso la diffusione della risultante pubblicazione scientifica.

Anche nella modifica, precisazione, rettifica o forse completa smentita della misura della velocità dei neutrini dal Cern ai LNGS, siamo invece di fronte all’ennesimo leak o gossip. Questa volta la notizia è stata “lanciata” dal blog Science Insider della prestigiosa rivista Science, per essere poi ripresa da tutte le testate giornalistiche:

BREAKING NEWS: Error Undoes Faster-Than-Light Neutrino Results

by Edwin Cartlidge on 22 February 2012, 1:45 PM

It appears that the faster-than-light neutrino results, announced last September by the OPERA collaboration in Italy, was due to a mistake after all. A bad connection between a GPS unit and a computer may be to blame.

Physicists had detected neutrinos travelling from the CERN laboratory in Geneva to the Gran Sasso laboratory near L’Aquila that appeared to make the trip in about 60 nanoseconds less than light speed. Many other physicists suspected that the result was due to some kind of error, given that it seems at odds with Einstein’s special theory of relativity, which says nothing can travel faster than the speed of light. That theory has been vindicated by many experiments over the decades.

According to sources familiar with the experiment, the 60 nanoseconds discrepancy appears to come from a bad connection between a fiber optic cable that connects to the GPS receiver used to correct the timing of the neutrinos’ flight and an electronic card in a computer. After tightening the connection and then measuring the time it takes data to travel the length of the fiber, researchers found that the data arrive 60 nanoseconds earlier than assumed. Since this time is subtracted from the overall time of flight, it appears to explain the early arrival of the neutrinos. New data, however, will be needed to confirm this hypothesis.

Naturalmente il portavoce dell’esperimento, Antonio Ereditato, non ha potuto non fornire dei chiarimenti in merito (dichiarazione rilasciata all’ANSA) ma naturalmente i seminari, i grafici e i dettagli tecnici arriveranno, con i dovuti tempi, solo dopo che la notizia avrà fatto il giro del mondo:

23:50 – “Non è stato un errore, la parola fine non è ancora arrivata”. Così il fisico responsabile dell’esperimento Opera, Antonio Ereditato, ha commentato la notizia dell’anomalia strumentale nella misurazione della velocità dei neutrini. “Occorre verificare se il problema nel collegamento di una fibra ottica al computer sia davvero all’origine della misura che indicava i neutrini più veloci della luce”, ha spiegato lo scienziato.

“Come abbiamo avuto i nostri dubbi all’inizio, li abbiamo ancora. Abbiamo lavorato intensamente per cerca la causa di questa anomali”, ha detto Ereditato riferendosi alle prime misure secondo cui i neutrini battevano la velocità della luce. “Abbiamo fatto, rifatto e ancora rifatto tutti i test possibili e ogni volta si imparava qualcosa di più. Abbiamo cercato a tappeto, esaminando tutti gli aspetti possibili, e alla fine abbiamo trovato due effetti”.Il primo riguarda la calibrazione dell’orologio atomico utilizzato nell’esperimento: una prima anomalia “a favore” delle misure di settembre, poiché in base ad essa i neutrini risultano essere più veloci. Il secondo effetto è invece in contraddizione con le misure di settembre: “è un effetto molto sottile, legato alla trasmissione del segnale dalla fibra ottica all’elettronica di acquisizione dei dati”.In condizioni normali la connessione di questo cavo ha due stati: on e off. “Lo utilizziamo da anni e in passato ha sempre funzionato correttamente. Ma poi – ha spiegato Ereditato – è successo qualcosa per cui la connessione non era né accesa né spenta, ma in una posizione intermedia. Adesso – ha aggiunto – abbiamo il potenziale sospetto che questo effetto possa essere stato attivo mentre prendevamo i dati sui neutrini”.

Siamo sicuri che questo modo di procedere (non la corretta e inevitabile precisazione di Opera, ma il circolo vizioso pettegolezzo – diffusione dell’anticipazione – rilancio su tutti i mass media – versione ufficiale degli sperimentatori – eventuale polemica, il tutto naturalmente prima che sia disponibile la documentazione tecnica)  sia il modo migliore di informare e divulgare non solo i risultati, ma anche il modus operandi, della Scienza?

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