Di Giulio, DG Ricerca: usare bene i fondi strutturali per migliorare l’accesso ai programmi europei

Andrea Gallo

Antonio Di GiulioRicerca, innovazione, accesso ai fondi comunitari. Settori in cui l’Italia, purtroppo, fa fatica ad imporsi. A soffrirne sono in primo luogo centri di ricerca e Pmi, che mostrano difficoltà ad accedere ai fondi messi a disposizione dall’Unione rispetto a quanto accade negli altri grandi paesi europei (Germania, Gran Bretagna, Francia). Fasi.biz ha intervistato Antonio Di Giulio, capo unità della Direzione generale ricerca e innovazione della Commissione europeaper riflettere su queste criticità.

La partecipazione italiana alle call dei programmi europei è sempre inferiore rispetto a quella di altri paesi dell’Unione, anche in base ai dati forniti da Maria Uccellatore della direzione generale per l’internazionalizzazione della ricerca del Miur, in occasione della presentazione in Italia della nuova strategia Ue sulla bioeconomia. Quali sono – a suo avviso – le cause di questa situazione? Ritiene che sia un problema culturale, di capacità, di difficoltà organizzative, di scarsa bontà delle idee progettuali… (Continua a leggere su fazi.biz)

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