[Storia]: L’ INFN e il trasferimento tecnologico

Da INFN – Notizie, n.1  Giugno 1999

L’ INFN e il trasferimento tecnologico

di Francesco De Notaristefani

“Spinoff” è il termine che nell’inglese corrente indica il complesso delle ricadute che il mondo esterno riceve da un certo tipo di attività. Nel caso, come il nostro, di un ente di ricerca non c’è quindi solo il puro trasferimento tecnologico, ma fanno parte del quadro anche il miglioramento qualitativo dei prodotti, il fatto di rendere reperibile personale con competenze particolari, le aperture di mercato che vengono dal fatto che i fisici hanno rapporti con colleghi di tutto il mondo. Il trasferimento tecnologico, oltre ad avere un sua valenza intrinseca, è una componente importante dell’immagine che un Ente di ricerca proietta verso l’esterno. è evidente che una maggiore attenzione a tale problema non vuole significare uno stravolgimento della politica scientifica dell’INFN, che è e rimane la promozione della ricerca fondamentale. Infatti, solo da essa provengono idee veramente innovative che, un domani, possono essere assimilate dal sistema produttivo. Assistiamo oggi ad una tendenza mondiale a privilegiare le ricerche che abbiano dei contenuti applicativi diretti. Questa politica è forse originata da una reazione a quella forma di “snobismo intellettuale” del mondo della ricerca che aveva portato, specialmente in Europa, ad una certa disattenzione per le esigenze del mondo industriale. è dunque necessario sviluppare una maggiore sensibilità alla realtà tecnologica del Paese e tendere ad una migliore integrazione con esse. Una cultura della collaborazione tra il mondo della ricerca e quello industriale permette, inoltre, di far meglio comprendere quanto sia vitale ed essenziale per il reale progresso tecnologico la ricerca fondamentale.

Il trasferimento tecnologico si articola principalmente lungo due direttrici:

a) il trasferimento di innovazioni tecnologiche sviluppate nell’ambito dei programmi scientifici ad imprese ricettive italiane ed europee;

b) formazione del personale e sua riqualificazione, favorendo la partecipazione di tecnici esterni a specifici progetti dell’INFN.

Tali finalità necessitano di una stretta collaborazione con le associazioni industriali nazionali che permetta di intensificare le nostre presenze sul territorio, al fine di garantire una maggiore visibilità ed una maggiore integrazione dell’INFN nel tessuto produttivo nazionale. Dobbiamo dare la percezione che il nostro Ente non è chiuso in uno “splendido isolamento” ma che esso è utile per il Paese. Per “utilità” intendo l’individuazione di una domanda esterna, che deve essere stimolata, cui adeguare la nostra potenziale offerta. A tal fine sono stati costituiti dei “poli tecnologici”, inizialmente nell’ambito dei quattro Laboratori Nazionali, che hanno il compito di promuovere un’azione capillare, che consenta di stabilire il dialogo con le varie realtà regionali.

La collaborazione delle Commissioni Nazionali è essenziale per evidenziare le possibili offerte dell’INFN. Penso in particolare a quelle tematiche in cui l’INFN ha una posizione di eccellenza, quali la microelettronica, la meccanica di precisione, la tecnologia dei materiali, lo sviluppo di reti informatiche. Tali “offerte”, successivamente, dovranno essere valutate da commissioni di esperti esterni per individuare il reale contenuto tecnologico trasferibile dei progetti scientifici dell’Ente. I “poli tecnologici”, d’intesa con le associazioni industriali ed artigianali locali, dovranno anche studiare quali programmi di formazione del personale esterno possono essere attivati nelle nostre strutture compatibilmente con le loro reali possibilità di ricezione. L’INFN dovrà dotarsi degli strumenti normativi che permettano queste permeabilità, ed individuare anche le risorse finanziarie necessarie.è auspicabile che questa azione si sviluppi in stretta collaborazione con il Direttorato per il trasferimento tecnologico del CERN, di recente istituzione, non solo per le affinità delle istituzioni, ma anche perché il CERN apre una dimensione europeaa questa azione. Elemento essenziale di questo programma è una presenza dell’INFN in seno alla Comunità Europea, che permette il nostro inserimento nelle tematiche individuate dal V Programma Quadro e lo sviluppo di azioni congiunte con le piccole e medie industrie. Il programma sin qui tracciato è certamente ambizioso e deve essere affrontato con gradualità e senza soverchie illusioni, ma grazie alla collaborazione ed all’impegno di noi tutti può dare dei frutti positivi permettendo all’INFN di avere un ruolo non trascurabile nello sviluppo tecnologico del nostro Paese.

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