Il decreto di riparto degli Enti di Ricerca al Senato: resoconto della VII Commissione

(Fonte: Senato della Repubblica)

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto ministeriale recante riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l’anno 2012 (n. 467)

(Parere al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. Esame e rinvio)

Riferisce alla Commissione il presidente relatore POSSA (PdL), il quale ricorda anzitutto che, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, dal 1° gennaio 1999 gli stanziamenti riguardanti gli enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono determinati con una unica autorizzazione di spesa e affluiscono ad un apposito Fondo, chiamato “Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca finanziati dal Ministero” (FOE), che deve essere ripartito annualmente dal Ministro con propri decreti (comprensivi delle indicazioni per i due anni successivi), previo parere non vincolante delle Commissioni parlamentari competenti.

Giunge quindi ora all’esame della Commissione il riparto 2012, sul quale occorre che la Commissione si esprima entro il 19 maggio prossimo. Al riguardo, il Presidente relatore esprime vivo apprezzamento per la tempestività con cui l’atto è stato all’esame parlamentare, presumibilmente prima che siano stati approvati i consuntivi relativi al 2011 dai vari enti di ricerca. Ricorda infatti che il precedente riparto era stato inviato alle Camere dall’allora Ministro competente solo nel  novembre scorso.

Il Presidente relatore dà indi conto dell’articolazione dell’atto, composto di tre parti: una dettagliata presentazione dello schema di decreto ministeriale; lo schema di decreto ministeriale, comprendente una nutrita premessa nonché 17 articoli; alcune tabelle riepilogative delle proposte di assegnazione, contenenti informazioni sia sui finanziamenti ai vari enti vigilati, sia sul contenuto dei programmi menzionati nello schema del decreto ministeriale. All’atto, prosegue, sono altresì allegati i Piani triennali di attività 2012-2014, elaborati dai vari enti di ricerca.

Egli rileva poi che l’esame del riparto del FOE è l’unica occasione che ha annualmente la Commissione per esaminare l’andamento della ricerca pubblica effettuata dai 12 enti vigilati dal Ministero.

Rammenta altresì che, secondo quanto riportato nella relazione illustrativa, la ripartizione del FOE deve essere effettuata, ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, in base alla programmazione strategica preventiva e tenendo conto della valutazione della qualità dei risultati della ricerca effettuata dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR). In proposito, il Presidente relatore osserva tuttavia che di ciò non compare traccia nella documentazione trasmessa dal Ministero. Inoltre, il riparto deve essere effettuato sulla base dei programmi pluriennali di attività, che gli enti destinatari delle assegnazioni finanziarie elaborano in coerenza con le indicazioni del Programma nazionale della ricerca (PNR).

Egli dà indi conto della pubblicazione, il 19 aprile 2011, dei nuovi  statuti degli enti di ricerca e della conseguente costituzione dei nuovi organi di governo. I consigli di amministrazione sono ora tutti composti da cinque persone (per gli enti  con più di 500 dipendenti) o da tre persone (per gli enti con meno di 500 dipendenti), con l’eccezione dell’INFN. Comunica altresì che sono attualmente in corso le procedure relative all’approvazione dei nuovi regolamenti del personale, di amministrazione e di contabilità e finanza previste dai vari statuti. In proposito, egli rileva tuttavia che il processo di riordino degli enti è stato veramente lento, nonostante che la Commissione avesse a suo tempo raccomandato vivamente al Governo una grande sollecitudine e avesse a tal fine stabilito una stretta tempistica per i vari adempimenti previsti dal decreto legislativo n. 213 del 2009. Egli si rammarica perciò che detta tempistica sia stata disattesa.

Registra inoltre che, in tutto il documento in esame, l’unica menzione della missione n. 17 (“Ricerca e innovazione”) e del programma n. 10 “Ricerca scientifica e tecnologica di base”, in cui – al capitolo 7236 è previsto lo stanziamento per l’anno 2012 del FOE – è contenuta in una delle premesse allo schema di decreto. Missioni e programmi, sottolinea il Presidente relatore – sono tuttavia gli oggetti dell’approvazione parlamentare nel bilancio di previsione.

Passando ad analizzare l’ammontare del Fondo da ripartire e le principali ripartizioni generali, egli evidenzia poi che lo stanziamento di competenza per il 2012 del capitolo 7236 ha una disponibilità iniziale di 1.824.004.142 euro. Tale somma comprende la somma di 14.000.000 euro da destinare alla Società Sincrotrone di Trieste SpA, nonché l’importo di 1.291.142 previsto da apposita legge come “Contributo all’INGV per ulteriori interventi nelle zone terremotate delle Marche ed Umbria”, nonché infine l’importo di 30.000.000 di euro previsto dalla legge finanziaria 2007  per l’assunzione di ricercatori di enti pubblici vigilati dal Ministero. Al netto di questi tre contributi la disponibilità del capitolo 7236 è pertanto di 1.778.713.000 euro. Su questa somma il Ministero ritiene dunque di applicare la percentuale del 7 per cento per la determinazione del finanziamento premiale di progetti di ricerca, nonché la percentuale dell’8 per cento, per la determinazione del finanziamento dei progetti bandiera e dei progetti di interesse svolti dagli enti di ricerca. Al riguardo, egli rileva che nel 2011 l’analoga disponibilità del capitolo 7236 era di 1,787 miliardi di euro, cifra però comprensiva dei 14 milioni da erogare direttamente alla Società Sincrotrone di Trieste SpA.

Egli ricorda poi che il contributo non inferiore al 7 per cento del FOE destinato al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti è stato introdotto dal  decreto legislativo n. 213 del 2009 a partire dal 2011. E’ necessario tuttavia che un decreto ministeriale, avente natura non regolamentare, fissi i criteri per la valutazione della premialità. Questo decreto è attualmente in fase di definizione con la Corte dei conti. Inoltre, non è stato ancora emanato il decreto ministeriale per la ripartizione premiale del 7 per cento relativo al 2011 (pari a poco più 125 milioni di euro). Il 7 per cento del FOE 2012 è pari a 124.509.910 euro. La somma da distribuire premialmente è stata aumentata per il 2012 di 10.000.000 euro, prelevati dal finanziamento del progetto bandiera “L’ambito nucleare” (la cui entità nel 2012 sarebbe stata di 15.297.040 euro), soppresso a seguito del referendum. Il Presidente relatore si interroga tuttavia sulla sorte delle risorse di questo progetto bandiera non utilizzate nel 2011.

Quanto all’8 per cento del FOE destinato al finanziamento dei progetti bandiera e di progetti di grande interesse, rammenta che esso è stato introdotto a partire dal 2011 mediante il decreto ministeriale relativo al riparto del FOE 2010. Per quanto riguarda il  2012,  l’8 per cento del FOE ammonta a 142.297.040 euro.

Proseguendo nella sua illustrazione, il Presidente relatore osserva che i contributi ai singoli enti di ricerca sono stati determinati come somma di sei addendi, di cui uno – riguardante la componente premiale – sarà precisato con successivo decreto ministeriale, su cui il Presidente relatore ritiene peraltro che le Commissioni parlamentari dovrebbero poter esprimere il loro parere. Egli specifica poi i predetti sei addendi: il 100 per cento del Fondo ordinario del 2011 (compresa la quota di riequilibrio); le assegnazioni del “piano Mussi” per i ricercatori (in tutto 30.000.000 euro); un contributo straordinario 2012, precisato ente per ente (in tutto 44.420.000 euro, somma inferiore di  1,36 milioni di euro rispetto al 2011); le risorse destinate alle  attività internazionali, precisate ente per ente (in tutto 54.198.475 euro, somma inferiore di circa 2 milioni di euro rispetto al 2011); la quota premiale (in tutto 134.509.910 euro, da assegnare – come si è detto – con successivo decreto ministeriale); il contributo per il finanziamento dei progetti bandiera e dei progetti di grande interesse, precisato ente per ente (in totale 127.000.000 euro). A tale ultimo riguardo, il Presidente relatore precisa che il contributo avrebbe dovuto essere pari all’8 per cento del FOE 2012 e cioè pari a 142.297.040 euro, ma 15.297.040 sono stati sottratti a questa voce per essere così assegnati: 10.000.000 euro alla quota premiale; 1 milione all’ANVUR; 1 milione al progetto Gran Sasso Science Institute; 3.297.040 in previsione dell’avvio del programma “Horizon 2020” dell’Unione europea). In proposito, egli chiede tuttavia al Governo maggiori ragguagli circa i soggetti destinatari di tale cifra.

Soffermandosi poi sulle attività internazionali, egli osserva che lo stanziamento è rilevante (quasi 54,2 milioni di euro), suddiviso fra molte, forse troppe, voci.

Al CNR sono infatti assegnati 16,6 milioni di euro (19,3 milioni di euro nel 2011) per le seguenti finalità: Istituto von Karman: 194 mila euro, come l’anno scorso; European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble: 3,8 milioni di euro (5,876 milioni di euro nel 2011); ITER e Broader Approach: 285,9 mila euro (3,279 milioni di euro nel 2011); con riferimento all’European Synchrotron Radiation Facility il Presidente relatore rileva peraltro che l’Italia partecipa con altri 17 Paesi europei e Israele. Si domanda perciò le ragioni del definanziamento. Circa ITER, egli precisa che il finanziamento riguarda solo l’Agenzia Fusion for Energy (e vale il 50 per cento del contributo italiano; il resto lo dà l’INFN). Si chiede pertanto come proceda questo programma di ricerca, anche a fronte delle notizie circolate sui molto maggiori costi del nuovo preventivo rispetto a quello iniziale. Egli dà poi conto della partecipazione, per ora solo nelle fasi preparatorie, ad un certo numero di progetti inclusi nella Road Map Europea ESFRI per un totale di 11,7 milioni di euro (8,6 milioni di euro nel 2011- 3,6 milioni di euro nel 2010). I progetti sono: LIFEWATCH (0,5 milioni di euro), infrastruttura europea distribuita, dedicata a studi di biodiversità e degli ecosistemi; SHARE-ERIC (0,6  milioni di euro), infrastruttura pan-europea nel settore delle scienze sociali (ad esempio, i problemi di aging); INFRAFRONTIER (1 milione di euro), infrastruttura distribuita per studi sui topi (Monterotondo);  ELIXIR (0,4  milioni di euro), infrastruttura europea distribuita per studi di carattere biologico; EUROBIOIMAGING (0,5 milioni di euro), infrastruttura europea distribuita per l’immagine biomedicale; EATRIS (0,5 milioni di euro), infrastruttura europea distribuita traslazionale per rendere più veloce il passaggio dalla ricerca dei medicinali alla loro applicazione; BBMRI (0,5 milioni di euro), infrastruttura pan-europea distribuita per bio-banche e centri di risorse biomolecolari;  ISBE (0,5  milioni di euro), infrastruttura pan europea distribuita che raggruppa i più avanzati centri di ricerca biologica;  ELI-ATTOSECONDS (2,5  milioni di euro), infrastruttura pan europea con 3 centri – pilastro, tutti in Europa orientale; NFFA (1,5  milioni di euro), (Nano Foundry and Fine Analysis) infrastruttura europea distribuita  in questo campo; ESS Spallation source (0,47  milioni di euro), per la creazione della più intensa sorgente di neutroni operante al mondo, sulla cui localizzazione e sui cui costi complessivi il Presidente relatore avanza tuttavia qualche richiesta di chiarimento; EUROFEL (2,3  milioni di euro), per il coordinamento del consorzio di enti di ricerca interessati al funzionamento di Free Electron Laser.

Egli si sofferma infine sullo Human Frontier Science Program (un programma internazionale con sede a  Strasburgo per il finanziamento delle scienze della vita), per il quale è previsto un finanziamento di  1,071 milioni di euro  come l’anno scorso. Complessivamente, rileva il rischio di una dispersione in troppe direzioni, dovuta al desiderio dell’Italia di partecipare a molte infrastrutture europee distribuite.

Quanto al contributo destinato alle attività internazionali dell’INFN, pari a 15,285 milioni di euro (14,2 milioni di euro nel 2011), esso è distribuito fra i seguenti programmi: ITER e Broader Approach (6,285 milioni di euro, comprensivi  anche dei 285 mila euro per Agenzia Fusion for Energy che rappresentano l’altro 50 per cento dopo il 50 per cento del CNR); XFEL (2 milioni di euro per una grossa facility di ricerca basata su un acceleratore lineare a superconduttore per elettroni di lunghezza 1,7 km denominata European X ray Free Electron Laser, sulla cui localizzazione e sui costi complessivi il Presidente relatore avanza un’ulteriore richiesta di chiarimenti); EUROFEL (2,7 milioni di euro per lo sviluppo e il potenziamento della sorgente Sparc a Frascati e per l’implementazione di schemi di esperimento per l’utenza di EuroFel); ESS Spallation source (1,8 milioni di euro per la più intensa sorgente di neutroni operante al mondo, su cui il Presidente relatore chiede ancora una volta delucidazione in ordine ai costi complessivi e alla localizzazione); ELI Extreme Light Infrastructure (2,5 milioni di euro  per la realizzazione di laser capaci di impulsi ad altissima intensità molto brevi, cui partecipano 13 Paesi membri dell’Unione europea, con tre centri operativi tutti in Europa orientale). Il Presidente relatore dà indi conto dei progetti non più finanziati: IGI-EGI (Italian – European Grid Initiative), che aveva ricevuto 2 milioni di euro nel 2011, e Kilometre Cube Neutrino Telescope, che aveva ricevuto 1 milione di euro.

Passando alle attività internazionali dell’INAF (per un totale di 1,75 milioni di euro), egli riferisce sulle seguenti azioni: Square Kilometre Array (un radiotelescopio), per 0,75 milioni di euro, e Fly Eye (un telescopio ottico da terra da integrare in una architettura di sorveglianza di satelliti), per 1 milione di euro.

All’INGV vanno invece 1,5 milioni di euro per le seguenti azioni: Coordinamento di EMSO, European Multidisciplinary Seafloor Observatory (1 milione di euro) e Coordinamento di EPOS, European Plate Observing System (0,5 milioni di euro). A tale ultimo riguardo egli si chiede tuttavia quanto costano complessivamente i predetti due sistemi di osservazione.

Riferisce indi che l’INRIM riceverà 0,32 milioni di euro per la partecipazione al Programma comunitario EMRP (European Metrology Research Program) e l’OGS 1 milione di euro per la partecipazione a EURO-ARGO, componente europea volta a comprendere il ruolo degli oceani nella determinazione del clima  (0,5 milioni di euro) e per la partecipazione all’infrastruttura European Supercomputing Center PRACE (Partnership for Advanced Computing in Europe) (0,5 milioni di euro).

Alla Stazione Zoologica Anton Dohrn andranno invece 0,221 milioni di euro per il coordinamento dell’infrastruttura distribuita European Marine Biology Resource Center, a cui partecipano 13 centri europei altamente specializzati.

Il Consorzio Area di ricerca di Trieste è poi destinatario di 17,5 milioni di euro (14,1 nel 2011) per le seguenti azioni, tutte condotte – già nel 2011 – tramite la Società Sincrotrone di Trieste SpA: European X – FEL (8 milioni di euro) volto alla realizzazione di una nuova sorgente di radiazione X con impulsi ultrabrillanti e ultrabrevi; ESS European Spallation source (3 milioni di euro); coordinamento EUROFEL per la creazione di un consorzio che coordini la progettazione e l’utenza dei laser ad elettroni liberi di energia intermedia previsti in Europa (3,5 milioni di euro); ELI Extreme Light Infrastructure, facility che coinvolge 13 Stati membri europei per realizzare laser intensi per lo studio della materia su scala temporale ultra breve (2 milioni di euro); coordinamento di Nano Foundry and Fine Analysis, infrastruttura europea distribuita per le nano scienze (1 milione di euro).

Il Presidente relatore rileva peraltro che in vari casi l’Italia finanzia la realizzazione di nuove infrastrutture di ricerca all’estero, come ad esempio ELI e ESS. Si chiede tuttavia se qualche Paese estero finanzi la realizzazione di nostre infrastrutture di ricerca.

Quanto al finanziamento di particolari progettualità, cui sono destinati in totale44,42 milioni di euro (45,78 nel 2011), egli dà conto delle relative sottoripartizioni. Al CNR sono destinati: 1 milione di euro per la terza annualità del progetto TALMUD (traduzione integrale in lingua italiana del TALMUD); 4 milioni di euro quale terza annualità per la partecipazione del CNR al Consorzio “Collezione Naturale di Composti Chimici e Centro di Screening” (impegno triennale); 2 milioni di euro quale seconda annualità (la prima di 6 milioni di euro) per il progetto “Nuovi farmaci per malattie rare” in collaborazione con il suddetto Consorzio CNCCS; 3 milioni di euro per la seconda annualità del progetto GENHOME (ricerche genomica applicata alle scienze animali); 22 milioni di euro per la copertura delle spese del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (di cui il CNR è capofila); 3 milioni di euro come nel 2011per il progetto del CNR “Station at High Altitude for Resource on the Environment (SHARE)”; 0,22 milioni di euro quale seconda annualità dello “Sportello della matematica”. Nulla è invece riservato per l’EBRI, atteso che impegno triennale è terminato.

All’INAF vanno invece 6 milioni  a favore del progetto ELT (Extreme Large Telescope) ESO (da installare in Cile). Nessun contributo è infatti previsto per  le attività connesse al radiotelescopio SRT (Sardinia Radio Telescope), finanziate nel 2011.

All’OGS è infine riservato un contributo di 2 milioni di euro per la manutenzione della nave oceanografica Explora.

Passando al dettaglio dei progetti bandiera, il Presidente relatore ricorda che essi sono stati definiti nel Programma nazionale di ricerca 2011-2013. In proposito egli ribadisce l’importanza che le relative attività vengano effettuate presso gli enti di ricerca stessi; se si devono affidare all’esterno, per la mancanza di competenze specifiche all’interno dell’ente, occorre infatti che ciò venga fatto con bando di concorso. Egli precisa inoltre che la Commissione PNR ha il compito di valutare gli stati di avanzamento dei progetti bandiera e dei progetti d’interesse anche al fine dell’erogazione delle commesse risorse finanziarie.

In tale contesto, al CNR vanno in tutto 88 milioni di euro (nel 2011 99 milioni di euro) così ripartiti: 9 milioni di euro per il progetto bandiera “Epigenomica”, su cui egli osserva tuttavia che esso riveste le caratteristiche di un ambito di attività più che di un progetto, per quanto interessante (DNA, RNA); 40 milioni di euro per il progetto bandiera “Ritmare” – ricerca italiana per il mare, di cui il CNR è capofila e a cui partecipano anche la Stazione Zoologica Anton Dohrn, INGV, l’OGS e altri enti; 4 milioni di euro per il progetto bandiera “La Fabbrica del futuro (Piattaforma manifatturiera nazionale)”; 8 milioni di euro quale seconda annualità per il progetto bandiera “Nano Max” per lo sviluppo di una piattaforma innovativa nanotecnologica per la diagnostica emergente molecolare multi-parametrica in vitro; 9 milioni di euro quale seconda annualità del progetto bandiera “InterOmix” per l’applicazione delle scienze “omiche” alla definizione di biomarcatori e profili diagnostici; 10 milioni di euro quale seconda annualità del progetto NEXT DATA, a cui partecipano anche il Comitato SHARE, l’INGV, l’Enea, università per la raccolta, conservazione e diffusione di dati ambientali e climatici (a tale riguardo il Presidente relatore chiede tuttavia maggiori precisazioni); 5 milioni di euro quale seconda annualità del progetto “Invecchiamento: innovazione tecnologiche per il miglioramento delle condizioni dell’anziano”, progetto di durata almeno triennale con vari partner; 3 milioni di euro quale seconda annualità per il progetto di interesse “Controllo della crisi nei sistemi socioeconomici complessi”.

L’INFN riceverà invece 24 milioni di euro per il progetto “SuperB factory” (22 milioni di euro nel 2011) avente per obiettivo la realizzazione di un acceleratore per elettroni e positroni ad alta luminosità. In proposito, il Presidente relatore chiede al Governo di chiarire se il contributo è a titolo di progetto esecutivo e quanto può venire a costare questo acceleratore.

Per l’INAF sono poi stanziati 2 milioni di euro per il progetto bandiera “ASTRI – Astrofisica con specchi a tecnologia replicante italiana” (come nel 2011), mentre al Consorzio di Trieste sono destinati 13 milioni di euro per il progetto bandiera “ELETTRA – FERMI – EUROFEL”, da realizzarsi da parte della società Sincrotrone Trieste di cui Area è socio di maggioranza (11 nel 2011).

Quanto all’ASI, sono citate le seguenti attività: sviluppo e realizzazione dei progetti bandiera “COSMO – SKYMed II Generation”, “SIGMA” e “Satellite ottico per il telerilevamento” secondo le modalità di programmazione e spesa previste dal PNR 2011-2013 e dai PTA dell’ASI; coordinamento e responsabilità attuativa del progetto bandiera “IGNITOR” a valere sulle specifiche risorse previste dal Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo n. 204 del 1998 in collaborazione con l’INAF per gli aspetti di contenuto scientifico. Dopo aver rilevato che non si vi è traccia di questa attività per IGNITOR, il Presidente relatore rileva peraltro criticamente come manchino indicazioni circa le disponibilità finanziarie dei singoli progetti bandiera e ne chiede conto al Governo.

Egli passa infine ad una disamina puntuale dell’articolato, ricordando le numerose premesse e illustrando i contenuti dei principali articoli.

L’articolo 1 indica il riparto di 1.674.494.231 euro tra i 12 enti (nel 2011 il riparto ha riguardato 1,655 miliardi di euro).

L’articolo 2 segnala che la somma da ripartire è ricavata dal contenuto originario del capitolo 7236 (1.824.004.142 euro)  avendo sottratto ad esso 149.509.911 euro (per progetti premiali, 134.509.911 euro; per attività dell’ANVUR, 1.000.000 euro; per la  Società Sincrotrone di Trieste, 14.000.000 euro).

L’articolo 3 precisa che l’assegnazione a favore del CNR comprende, oltre al 100 per cento del contributo ordinario del 2011, altre sei categorie di voci: l’assegnazione di poco più di 2,5 milioni di euro a favore dell’Istituto di biologia cellulare per attività internazionale afferente all’area di Monterotondo; l’importo di oltre 24 milioni di euro per assunzioni straordinarie di ricercatori disposte dalla legge finanziaria 2007; l’importo di 70 milioni di euro necessario per il  sostegno di 5 progetti bandiera; l’importo di 18 milioni di euro necessario per i contributi straordinari a favore di 3 progetti di interesse inseriti nel PNR 2011-2013; l’importo straordinario di oltre 16,6 milioni di euro necessario per la partecipazione a 5 attività internazionali; l’importo di 35,32 milioni di euro per il finanziamento di 7 progettualità di carattere straordinario, tra cui la principale è il Programma nazionale di ricerche in Antartide (22 milioni). In totale, precisa il Presidente relatore, le suddette voci a destinazione vincolata sono 22 (di ciascuna delle quali è indicato il finanziamento).

L’articolo 4 prevede il totale delle assegnazioni a favore dell’Agenzia spaziale italiana (ASI) (pari a 502.790.284 euro), senza nessuna ulteriore indicazione.

L’articolo 5 precisa che l’assegnazione a favore dell’INFN, oltre al contributo ordinario pari al 100 per cento del contributo ordinario 2011, comprende quattro categorie di voci per un totale di 9 voci a destinazione vincolata (di ciascuna delle quali è indicato il finanziamento).

Dopo aver dato conto di articoli simili per l’INAF (articolo 6), per l’INGV (articolo 7), per l’INRIM (articolo 8), per l’OGS (articolo 9), per l’Anton Dohrn (articolo 10), per il Consorzio per l’area di ricerca di Trieste (articolo 11), per l’Istituto nazionale di alta matematica (articolo 12), per il Museo storico della fisica e Centro studi e ricerche “Enrico Fermi” (articolo 13) e per l’Istituto italiano di studi germanici (articlo 14), il Presidente relatore riferisce che l’articolo 15 rinvia ad un successivo decreto ministeriale per il riparto delle somme premiali, pari in totale a 134.509.911 euro.

L’articolo 16 individua quali, fra le assegnazioni sopra riportate per il 2012, sono da considerarsi contributi straordinari per ciascun ente e dispone che, ai fini dell’elaborazione dei bilanci di previsione 2013, gli enti potranno considerare quale riferimento il 95 per cento delle assegnazioni ordinarie 2012.

L’articolo 17, infine, sancisce che lo stanziamento premiale nel FOE 2013 non sarà inferiore all’8 per cento del FOE stesso (un aumento rispetto al 7 per cento del 2012). Rimarrà invece non superiore all’8 per cento la quota del FOE 2013 destinata al finanziamento dei progetti bandiera e dei progetti di particolare interesse.

Il senatore STRANO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), alla luce delle ingenti risorse previste dal provvedimento in titolo, chiede di sapere quali siano i membri dei consigli di amministrazione di tutti gli enti e quali siano i relativi compensi. Domanda altresì di conoscere i risultati delle ricerche in termini di sviluppo e di crescita del Paese, al fine di esprimere un voto consapevole.

Il presidente relatore POSSA (PdL) constata che la richiesta testé avanzata richiederebbe un notevole impegno per conoscere nel dettaglio gli esiti delle ricerche in corso. Si tratta infatti di argomenti di estrema difficoltà, per comprendere i quali occorre molta dedizione.

In una breve interruzione il senatore STRANO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI) chiarisce di non voler affatto esprimersi sulla qualità delle ricerche, ma di volere conoscere i nominativi dei membri di governo di tali enti, in vista di una informativa più completa sulla loro attività. Giudica perciò necessario un rinvio dell’esame in attesa di poter disporre di tali dati.

Il senatore RUSCONI (PD), riservandosi di intervenire in un secondo momento in discussione generale, registra che l’elenco degli enti è rimasto immutato. Un’eventuale discussione critica sulle modalità di finanzimento della ricerca dovrebbe perciò a suo avviso essere riferita quanto meno agli ultimi quattro anni.

            Il seguito dell’esame è rinviato.

            La seduta termina alle ore 16,25.

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