Statali, per un milione di impiegati arrivano i premi in base al merito

di Diodato Pirone 

ROMA – Una settimana, massimo due. Poi il governo renderà noto il testo del disegno di legge con il quale, tra l’altro, chiederà le deleghe per fissare nuove regole sull’assegnazione dei premi agli statali. Ilprovvedimento, sul quale nei giorni scorsi è stata raggiunta un’intesa di massima fra governo, Regioni, Comuni e sindacati, è importante per due motivi.

Primo: il governo estende a circa 1,3 milioni di dipendenti pubblici i criteri di assegnazione dei premi ai dipendenti in base al merito, cambiandolo profondamente rispetto a quanto stabilito dal precedente ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta.

Secondo: tornano sulla scena i sindacati, ed in particolare la Cgil che non aveva firmato l’intesa sulle regole delineate da Brunetta.

Per capire portata (e limiti) della svolta occorre partire proprio dalla riforma Brunetta che stabiliva i seguenti criteri (ma solo per circa 280 mila ministeriali): i dipendenti sarebbero stati classificati in tre categorie, o fasce di merito, ovvero i meritevoli di gratifica ad personam, i meritevoli di gratifica collettiva, i non meritevoli; inoltre le risorse disponibili sarebbero state suddivise al 50% per la prima categoria e l’altra metà alla seconda.

L’intero meccanismo, messo a punto nel 2010, non è mai diventato operativo perché già nel 2011 il Tesoro fermò ogni tipo di contrattazione per i dipendenti pubblici e stabilì che non ci sarebbe stato alcun aumento di alcun genere fino al 2014 incluso… (continua a leggere su Il Messaggero)

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