Barbara Gallavotti

Alcuni giorni fa ho ricevuto un comunicato stampa dal CabibboLab, la grande infrastruttura di ricerca che dovrebbe traghettare verso il futuro la fisica italiana.

Il comunicato si chiama “Un Super Laser per SuperB” e lo trovate sul sito dell’INFN, fra i comunicati emessi il 19 amaggio, e anche sul sito del CabibboLab.

Il comunicato recita “Il progetto dell’acceleratore SuperB, che sarà realizzato entro cinque anni nell’area di Tor Vergata, si arricchisce di un competitivo FEL (Free Electron Laser). Le caratteristiche uniche della luce del FEL di SuperB potranno servire obiettivi di fisica della materia, biologia e medicina, in sinergia con gli obiettivi di fisica fondamentale di SuperB, senza compromettere le prestazioni dell’acceleratore”. E più sotto: “Questa idea nasce dalla volontà di allargare l’offerta scientifica del CabibboLab”

Fulminante il commento di una fisica incontrata al Cern: “Allargare l’offerta? Come se per allargare l’offerta sulla tratta Milano-Roma, Trenitalia aggiungesse una…

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4 pensieri su “

  1. Le tue preoccupazioni sono più che legittime, considerando inoltre come le difficoltà tecniche di costruire una macchina della complessità della SuperB rendono l’impresa francamente irrealizzabile, soprattutto nei tempi dichiarati: basti pensare come DAFNE, 10 volte più piccola e assai meno complicata dal punto di vista della fisica di macchina, ha richiesto 10 anni per avere una luminosità appena decente. Per non parlare poi del caso scientifico, assolutamente inconsistente, come ho analizzato sul mio sito
    http://www.scienzanazionale.it/component/content/article/35-articoli-lunghi/58-il-caso-scientifico-della-superb-inconsistente
    Credo comunque che non si realizzerà nè l’uno nè l’altro: anche il costo di SPARX nella versione 2.5 GeV era arrivato anni fa intorno ai 100 M€, ma sto citando anch’io a memoria, comunque una cifra assai elevata che rende l’impresa alquanto irrealistica, considerando le risorse umane e finanziarie in campo…
    Saluti

  2. Per giudicare la consistenza scientifica dei progetti – per fortuna – nel nostro mondo ci avvaliamo di comitati di pari e di pubblicazioni scientifiche. Si può certamente ritenere che le misure proposte alla Super-B siano poco interessanti, ma – come minimo – occorre argomentare con meno genericità di quanto si fa nel post citato:

    “Il problema è che, notoriamente, una scoperta scientifica ha comunque bisogno di almeno una conferma indipendente, prima di poter essere ragionevolmente considerata una Verità accertata: anche ammettendo che si scoprano alla SuperB dei segnali di NP, comunque sempre deboli e quasi indecifrabili, non potremo mai avere certezze fino a quando non saranno scoperte le nuove particelle che ne costituiscono l’ossatura. Allo stesso modo la mancata osservazione del Bosone di Higgs a LHC costituirebbe un colpo durissimo a tutto l’edificio del Modello Standard, a tal punto che l’unica giustificazione per tenerlo in vita, ancorchè pericolante, sarebbe soltanto l’incapacità della comunità scientifica di costruirne uno più robusto”.

    E’ certamente legittimo proporre linee alternative di sviluppo della comprensione della fisica delle interazione fondamentali, che è ciò di cui ci occupiamo.

    Altro discorso sono invece le considerazioni sulla stima delle risorse necessarie e del profilo temporale di realizzazione di un progetto così complesso, che – di nuovo – meriterebbero un giudizio un po’ più articolato di

    “le difficoltà tecniche […] rendono l’impresa […] irrealizzabile”.

    Sostenuto da un esempio, il caso di DAFNE, che è rozzo come analisi e soprattutto che parte da un presupposto molto discutibile: sostenere che aver realizzato la più alta luminosità mai ottenuta a 1 GeV sia “appena decente” è infatti un’affermazione quanto meno ingenerosa.

  3. Sorprende che P. Valente definisca rozza e generica la mia analisi sul caso scientifico della SuperB e sul confronto con DAFNE (su cui ho lavorato all’inizio del progetto e, quindi, se permette, ne so molto più di lui).
    Non c’è infatti niente di più rozzo e generico che bollare come tali le argomentazioni altrui, soprattutto evitando accuratamente di dire perchè.
    Eh no, caro mio, ho studiato attentamente la documentazione sulla fisica della SuperB, perchè è da lì che vengono le mie informazioni, e, come concludono gli stessi proponenti, tutto è basato su ‘aspettative’ di nuova fisica di cui oggi come oggi non c’è il minimo segnale: e vogliamo investire 6-700 M€ sulla prospettiva di non trovare nulla? Ci sono tante
    altre linee di ricerca applicata per le quali servono acceleratori innovativi ma molto più fattibili e soprattutto compatibili con la presente situazione economica. Per quanto tempo ancora dovremo immobilizzare le scarse risorse su progetti faraonici ed inconsistenti? La SuperB la faranno i giapponesi, che hanno ben altri tempi e modi di agire, l’Italia può e deve fare altro, seguendo l’esempio degli altri paesi avanzati, come USA, Gemania etc che da tempo hanno rottamato la fisica delle alte energie, almeno da acceleratore.
    Appena decente? Mah, considerando che DAFNE doveva fare in bunch singolo la stessa luminosità ottenuta da VEPP-2M, costruita 30 anni prima con tecnologie ancora primordiali, e moltiplicarla per 120 bunch, ed invece siamo ancora un fattore 5 al disotto, penso di essere stato anche troppo largo.
    Ovviamente la responsabilità non va ascritta agli attuali colleghi, che nutrono adesso fondate perplessità sulla SuperB, memori come sono degli errori del management precedente.

  4. Hai perfettamente ragione, ne sai sicuramente più di me. Non era questo il punto.

    Mi sembrava un po’ gracile l’argomento, che a questo punto ho sicuramente compreso male io, “siccome non c’è indizio di Fisica oltre il Modello Standard, non vale la pena farci un esperimento a prescindere”. Restano i dubbi sui costi, sulle difficoltà tecniche e sulla tempistisca del progetto che, dal basso della mia comprensione, ho sempre messo in evidenza con molta nettezza. Proprio dall’alto della tua esperienza, mi sembrava si potesse argomentare in modo più convincente sulla fisica, ma non fa nulla.

    Ma forse non ho colto proprio il punto, mi pare che tu stia piuttosto suggerendo un deciso cambio di “mission” dell’INFN: non più fisica delle interazioni fondamentali, con e senza acceleratori, ma linee di fisica applicata.

    Sulle prestazioni di DAFNE, di nuovo devo aver capito male, prendo atto che “appena decente” è un giudizio anche troppo largo, condiviso dai colleghi di Frascati.

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