I cani di Pavlov e il Ministero distratto

Mentre il Governo varava l’ennesimo provvedimento d’urgenza con severi (a dir poco) provvedimenti sul pubblico impiego in generale, e sugli Enti di Ricerca in particolare, con una drammatica conferenza stampa alle 2 di notte, senza la presenza del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, lo stesso MIUR, nella persona di un anonimo funzionario, direttore o chissà, sottosegretario, trovava il tempo (ritenendolo necessario e coerente con il momento che tutto il Paese vive) di polemizzare in modo molto aspro con chi (la stampa? l’opinione pubblica?) aveva più o meno compostamente protestato per l’ennesimo taglio, pari a 200 milioni di Euro, sul FFO dell’Università (che, non è necessario ricordarlo, è già stato tagliato dalla legge 133/2008 in poi per diversi miliardi di Euro).

Saranno anche passati i tempi degli immaginari tunnel di centinaia di km per neutrini, ma da un Ministero che aspira ad essere “una casa di vetro” ci si aspettava piuttosto una spiegazione – ad esempio – di quello che sarà il destino degli di Enti di Ricerca rispetto ai sempre più insistentemente ventilati accorpamenti e soppressioni (che nella prima bozza del decreto legge toccavano praticamente tutti e 12 gli EPR vigilati dal MIUR), dei tagli al personale (drammatici quando si applicano ai piccoli numeri degli Enti di Ricerca) e il futuro dei tanti precari del Comparto.

Saranno stati distratti dallo studio della storia dell’etologia e della psicologia.

http://www.istruzione.it/web/ministero/focus_050712

IL CANE DI PAVLOV

Autorevoli commentatori su ancor più autorevoli quotidiani nazionali lanciano oggi, sostenuti anche da una adeguata titolazione, drammatiche grida di soccorso per l’istruzione pubblica. Non che manchino le preoccupazioni in tal senso, naturalmente, soprattutto in momenti così difficili per l’Europa e per l’Italia. Esse sono generalmente piuttosto condivise, e per questo stesso fatto addirittura  vanno a costituire  una consapevolezza perfino utile per far ripartire tutto il sistema ed accompagnarlo vitale nel futuro.

Ciò che dunque meraviglia non è tanto il grido in sé quanto il curioso riflesso condizionato per il quale viene emesso. Come infatti il noto cane dello scienziato russo Ivan Pavlov – alla fine degli esperimenti che portarono alla scoperta del riflesso condizionato – aveva una forte salivazione da acquolina in bocca anche in assenza del cibo se semplicemente  veniva fatto suonare il campanellino che per mesi aveva accompagnato la pappa,  così è bastata l’identità  della cifra proposta per il taglio al fondo di funzionamento ordinario delle Università (200 mn) con quella  postata in bilancio (come ogni anno, prima dell’estate) a completamento della dotazione ordinaria per le scuole paritarie, oltre che la coincidenza temporale, a far scattare in prestigiosi commentatori un vivacissimo riflesso condizionato: si toglie all’università pubblica per dare alla scuola privata!

Facendo ancora una volta i nostri ammirati complimenti postumi al fisiologo russo per l’importanza della sua scoperta, sono quindi necessarie a questo punto alcune precisazioni: 1) se pure esistesse la proposta di diminuzione della dotazione per le università, essa sarebbe comunque parte di un processo ancora in itinere, che deve esser preso seriamente, e dunque valutato alla fine; 2) il completamento della dotazione ordinaria delle scuole paritarie è tradizionalmente fatta prima dell’estate, quest’anno come ogni anno, ed il fatto che coincida temporalmente con la cosiddetta spending review ora in atto da parte del governo è del tutto casuale; 3) nel merito della somma, siamo poi comunque in presenza di una diminuzione della cifra destinata alle scuole paritarie, con una diminuzione delle risorse rispetto al 2011 ed una accentuata diminuzione prevista per il 2013. E’ quindi del tutto privo di fondamento il collegamento tra le due somme, frutto di due processi amministrativi del tutto diversi per tempistica ed e impostazione, che non sono due vasi comunicanti bensì parte di due sistemi diversi. Così  come è del tutto incongruo, peraltro, leggere la seconda cifra relativa alle scuole paritarie come preceduta da un segno “+” quando in effetti costituisce una diminuzione.

Il riflesso condizionato è uno strumento potente, e del resto Ivan Pavlov ci vinse il premio Nobel nel 1904 con la sua scoperta. Occorre però che sia usato a proposito e dunque verificato, ed in questo caso se magari si voleva – legittimamente – discutere o ridiscutere la parità tra scuole gestite dallo stato e quelle gestite da comuni e soggetti privati, occorreva forse trovare argomenti diversi e meno estemporanei. Oppure rinvenire prove più certe per imputare a questo governo e a questa conduzione del ministero la scelleratezza di voler “umiliare l’istruzione pubblica” per di più con una ”ingiustificata partita di giro che toglie 200 milioni di euro dalle istituzione pubbliche per darle a quelle private”. Alcuni giornali e trasmissioni lo hanno fatto. Altri potevano forse semplicemente accertarsene di persona – qui è una casa di vetro sempre aperta – o magari semplicemente leggere le agenzie, che già alle 18:35 di ieri sera (Agenzia Dire) davano conto di una corretta lettura di fatti e cifre.

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