Enti di ricerca: il MIUR premia, il MIUR punisce. E l’INFN affonda.

Era di questi giorni la notizia che il decreto di riparto della quota del finanziamento ordinario degli Enti Pubblici di Ricerca, il cosiddetto “premiale”, era in dirittura di arrivo, dopo che il MIUR aveva predisposto la graduatoria dei progetti di ricerca presentati dagli Enti, da finanziare appunto con questo finanziamento premiale.

Occorre precisare che questo “fondino” premiale era stato costituito dal Ministero stornando il 7% del fondo di finanziamento ordinario, in altre parole non si tratta di denaro in più, ma di fondi sottratti dai bilanci di tutti i 12 Enti vigilati, per essere distribuito appunto non a pioggia, ma bensì sulla base della valutazione di specifici progetti di ricerca.

Occorre anche ricordare che per il fondo ordinario era stato ulteriormente ridotto di una quota pari all’8% per finanziare -di nuovo non con risorse nuove, ma con fondi sottratti ai bilanci degli stessi Enti- i progetti cosiddetti “bandiera”, ovvero inclusi nel Piano Nazionale della Ricerca.

Il recupero della quota premiale costituisce, per molti Enti, il recupero di una parte di risorse necessarie oltre che alla mera sopravvivenza, a garantire anche un minimo di operatività.


Ma poi, ecco la doccia fredda: la spending review. Il decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, all’art. 8 comma 4 recita:

4. Per gli enti di ricerca elencati nell’allegato n. 3, si applicano le riduzione dei trasferimenti dal bilancio dello Stato ivi indicate.

La tabella 3 contiene degli importi molto rilevanti, come raccontato in un precedente post.

Ecco quindi riportati nella tabella riassuntiva in basso: la quota di finanziamento ordinario (ovvero sottratto dei contributi vincolati e ai progetti “bandiera”) per i 12 enti MIUR, attribuite dal decreto di riparto 2012 (non sono inclusi i finanziamenti vincolati a specifici progetti nazionali o internazionali) e i tagli applicati dalla spending review in valore assoluto e in percentuale rispetto al finanziamento ordinario.

Lungi dall’invocare tagli lineari, è però davvero difficile rintracciare un senso logico a tagli così disomogenei. Anche perché non risulta che il Governo si sia premurato di dare alcuna spiegazione, in particolare attraverso il Ministro competente, il prof. Francesco Profumo.

Ente di
Ricerca
Contributo
ordinario
2012 (Euro)
Taglio 2012
(Euro)
Taglio 2013
e 2014
(Euro)
CNR 492 011 879 6 045 453 1.23% 16 121 207 3.28%
ASI 502 790 284 1 060 503 0.21% 2 828 009 0.56%
INFN 241 459 506 9 142 501 3.79% 24 380 003 10.1%
INAF 80 455 666 389 331 0.48% 1 038 216 1.29%
INGV 45 442 925 611 435 1.35% 1 630 493 3.59%
INRIM 18 620 499 330 362 1.77% 880 966 4.73%
OGS 12 485 093 486 903 3.90% 1 298 408 10.4%
Anton Dohrn 12 776 675 251 345 1.97% 670 253 5.25%
Area Trieste 7 993 153 740 952 9.27% 1 975 872 24.7%
INDAM 2 298 624 48 066 2.09% 128 176 5.58%
Centro Fermi 1 860 052 70 982 3.82% 189 284 10.2%
Studi Germanici 681 400 20 855 3.06% 55 612 8.16%

Qualunque sia il razionale, è lecito a questo punto chiedersi come l’INFN (ma anche OGS e Area Science Park, e in misura minore anche altri), possa sopravivvere così come lo conosciamo a un colpo così duro. Come potrà – insieme al blocco del turnover e al taglio del 10% della dotazione organica – a mantenere una posizione di eccellenza nei prossimi anni? Che ne sarà dei nostri giovani?

Potrebbe essere, non nascondiamocelo, un colpo mortale, di cui -davvero- riesce difficile comprendere le ragioni.


Update:

Era dai tempi del varo della legge 133 (decreto legge 25 giugno 2008 n. 112) che non avvertivo il pericolo -per tutti noi- di disastro e di “affondamento”…

23 pensieri su “Enti di ricerca: il MIUR premia, il MIUR punisce. E l’INFN affonda.

  1. Che beffa !
    Negli stessi giorni dell’annuncio dell’Higgs, con tanti riconoscimenti all’INFN e a tutti gli Italiani che lavorano al CERN e in LHC, ci si vede mettere di nuovo, e forse come non mai, il futuro a serissimo rischio…..
    Nicola Redaelli- Primo Ricercatore INFN-Esperimento CMS

  2. se hanno tagliato una quota fissa su premiali+bandiera e poi l’hanno ripartita probabilmente viene un risultato del genere. In questo caso vuol dire che tutto l’esercizio premiali-bandiera e’ una inutile manfrina. Strano, il ministro non si era complimentato con noi sui premiali qualche giorno fa?

  3. A me pare una beffa anche il fatto che non c’e` alcuna correlazione con la valutazione della ricerca. Non c’e` il sospetto che l’attuale Ministro abbia usato un occhio misericordioso verso l’Ente da Lui presieduto fino a pochi mesi fa? Il pericolo adesso e` quello di confondersi con lo stuolo di coloro che lamenteranno la perdita di privilegi, mentre nel caso dell’INFN e` una questione di sopravvivenza.

  4. Paolo ti chiedi quale sia il razionale ?
    Semplice, esautorare gli enti di ricerca da qualsiasi potere di programmazione scientifica e finanziaria e concentrare questo potere a livello ministeriale, a altra agenzia facilmente controllabile (perché’ l’asi ha un taglio risibile ?}
    Con 210 Meuro l’INFN paga stipendi e logistica e per far ricerca tutto l’INFN deve cercare fondi esterni. Con la scusa della crisi si impone un modello di ricerca diverso da quello che noi si conosce. (dall’insedia,emto di profumo I segnali sono stati infiniti … peccato che nessuno ne abbia avuto sentore)

    Se hep non ha mercato non si fa hep … alla faccia della nostra eccellenza ….

    Unica via di uscita, una profonda riorganizzazione interna ……
    piu’ probabile il declino.

  5. Non arrendiamoci. Dobbiamo pensare ad una iniziativa di impatto mediatico. Anni fa, quando ho vinto il posto da ricercatore, c’era il blocco delle assunzioni. Insieme ad altri neo-ricercatori siamo andati a Roma a sventolare i passaporti davanti alle telecamere. La cosa ebbe grande risonanza. Intervenne il Presidente Ciampi con un appello forte e fummo assunti. Si può immaginare, per esempio, che i dottorandi e post-doc italiani si ritrovino tutti al CERN per una iniziativa simile. Forza Presidente, siamo con te, dobbiamo farcela!

    Giovanni Losurdo – INFN

  6. al CERN si parla di prolungare il run 2012. E i ricercatori italiani che hanno posizioni fondamentali per far funzionare gli apparati come ci staranno al CERN? A spese proprie, come al solito? Qualcuno dovrà dire alla dirigenza del CERN che non possiamo rispettare gli impegni internazionali già presi …

  7. I tagli applicati all’INFN sono in valore assoluto i maggiori, ed in percentuale al contributo ordinario si pongono nella “fascia alta”. Sembra un lavoro certosino che nasconde una strategia o un meta-messaggio, ma abbiamo bisogno di risposte dirette e chiare dal Governo.

  8. Sarebbe importante vedere il taglio rispetto al costo personale/fondi ricerca. Ho come il sospetto che siano stati tagliati gli enti più ricchi in termini di fondi non strettamente necessari alla loro sola esistenza…

  9. Ma possono esistere margini di revisione dei tagli in sede di discussione alla Camera?
    La notizia è davvero devastante.

  10. se non sperassi nell’esistenza di margini di revisione avrei già’ chiesto a me, alla GE e al CD di firmare una lettera di dimissioni da inviare al Presidente della Repubblica.

  11. Per il momento mi limito ad osservare che il provvedimento recita un copione già visto: necessità di taglio della spesa pubblica.
    Non discuto sulla necessità di questo taglio valutato dagli organi preposti al governo della nazione.E’ possibile che esso sia inevitabile, vista l’attuale situazione finanziaria dello stato e la mancanza nella nostra classe politica di una strategia di lungo termine.
    Ma ciò che risulta insopportabile è l’applicazione di meccanismi di taglio che rispondono ad esigenze di ”non spesa” e che sono tendenzialmente distribuite in modo uniforme sui vari settori del pubblico esercizio.
    Non esiste neppure il tentativo, in questi provvedimenti, di considerare come la ricerca pubblica sia ad oggi rimasta uno dei pochi motori attivi di re-investimento e ridistribuzione del reddito sul settore produttivo con un’azione efficace di stimolo e di innovazione.
    Tagliando con la scure si colpiranno allo stesso modo ossa, muscoli, nervi, capillari e grasso (se ve ne è uno) provocando la morte indiscriminata del tessuto vitale. L’inevitabile spaccatura degli equilibri di spesa su cui si fonda la ricerca provocherà una immediata impossibilità all’investimento anche della parte residuale. I danni saranno irreversibili e trascineranno la ricerca in un avvitamento su se stessa la ricerca con la riduzione degli interessi scientifici che insitono di più sul territorio (laboratori nazionali e ricerche con forti ricadute in campo nazionale). Questo settore (che per brevità chiamiamo ricerca ”nazionale”) è destinato alla morte per asfissia. Inutile è il richiamo al sacrificio e alla resistenza.

    Proposta: Sarebbe stato molto meglio, chiedere agli enti stessi di indicare quei settori che possono al momento attuale essere congelati. E’ noto infatti che gli Enti (conosco meglio l’INFN) non solo hanno dimostrato capacità di autodeterminazione con il raggiungimento di eccellenti risultati ma , anche , hanno sviluppato criteri di spesa che rispondendo ad esigenze di visibilità internazionale possono dare a qualsiasi governo indicazioni utili nella direzione di un eventuale risparmio e in vista del recupero produttivo (possibile) sul lungo periodo.
    Insomma trovo insopportabile che da una parte si parla di governo di ”tecnici” e dall’altro proprio i tecnici che si trovano sulla trincea della ricerca vengano troppo poco ascoltati.

  12. Questo provvedimento mi sembra l’ennesima azione disperata di un governo che non ha un progetto d’azione strutturale, ma procede tagliando dove si puo’ cercando disperatamente di rincorrere mercati e mondo finanziario ……………… La mancanza di un disegno appare anche dalla distribuzione dei tagli applicati: a mio avviso hanno preso la lista degli enti con relativi finanziamenti e hanno tagliato la’ dove c’era ‘carne da mordere’, e’ ben noto infatti che il CNR è da lungo tempo ridotto ad una condizione di sussistenza, riesce a malapena a pagare gli stipendi dei dipendenti!!
    Se il paese e’ in una condizione disperata e non puo’ piu’ mandare avanti tutte le attivita’ intraprese nel passato dovrebbe essere capace di tagliarne alcune in maniera mirata, con lucidita’ scientifica e soprattutto trascurando pressioni lobbistiche e consorterie che hanno a cuore gli interessi di un sottoinsieme di soggettii molto di piu’ che la ricerca!!!!!
    Purtroppo non vedo in giro personalita’ della levatura necessaria per guidare un processo di questo tipo ……
    Da ultimo non posso fare a meno di notare il tempismo dell’annuncio della possibile scoperta del bosone di Higgs ( per favore qualcuno dica a questi giornalisti di smetterla di chiamarla particelle di DIO) con l’annuncio di questi ulteriori tagli …..

  13. Condivido commento precedente (e il post) su mancanza di ‘disegno’ e logica.

    Sono demenziali i tagli lineari di tremontiana memoria alla spesa pubblica (e’ l’abdicazione dell’arte della politica in senso alto ad una contabilita’ becera) ma questa tabella e’ davvero difficile da capire.

    Il governo ci sta dicendo che dopo molti anni vuole ridimensionare la ricerca nella fisica (che ha cifre elevate per una serie di motivi, anche storici) in favore di altre discipline? Puo’ essere un tema, senz’altro, di cui discutere laicamente (e io sono dipendente iNFN).

    Strategicamente per il paese sarebbe probabilmente utile, che so, avere una comunita’ di geologi piu’ forte e piu’ finanziata (dato il penoso dissesto idrogeologico del territorio, la sismicita’, la prevenzione, ecc.). Non conosco x niente come funziona l’INGV ma per dire mi sembra un ragionamento su cui sarei disposto a confrontarmi con interesse. E ad accettare che l’INFN di conseguenza si ridimensioni un po’ in certi settori (i famosi 4 lab. nazionali che forse non possiamo piu’ permetterci) o rinunci a progetti forse troppo grandi per il sistema paese (superB ecc., che peraltro il governo precedente ha finanziato in parte, mah…).

    Accetto incondizionatamente che chi ha responsabilita’ politiche orienti e operi anche questo tipo di scelte avviando politiche di lungo respiro.

    Ma qui invece dai nostri politici capisco che:
    a) di una discussione di questo tipo (“quali sono i settori chiave nel paese in cui investire in ricerca? Dove, date le risorse minori, dobbiamo disinvestire gradualmente?”) non c’e’ la minima traccia.
    b) lo spazio (vedi taglio irrisorio all’ASI) e’ la frontiera italiana della ricerca. Perche’? Cosa mi sfugge?
    c) il governo di tecnici sapientoni appare ancora una volta notevolmente approssimato e semplicistico nei ‘sacrifici’. E pratica una suicida e stupida assenza di discussione con le parti in causa.
    d) il lungo respiro e’ assente.

    Suggerisco umilmente (oltre a un grande in bocca al lupo a chi ci rappresenta) che non andiamo sulla sola difensiva come INFN ma sfidiamo il governo sul terreno del punto (a) e che il tema sia posto alla pubblica opinione in questi giorni, in cui potrebbe esserci attenzione dei media (Olimpiadi che stanno x arrivare e fidanzate di Balotelli permettendo).

    PS: e… non posso esimermi dall’osservare che la somma dei tagli agli enti di ricerca nel 2013-2014 (che avra’ effetti cosi’ drammatici) sia molto molto inferiore al costo di 1 (uno) F-35.
    Ok, scusate…

  14. Sono sicuro sarebbe facile ottenere espressioni di preoccupazione per le implicazioni del decreto da CERN/DoE/IN2P3 e compagnia cantante, sulle nefande conseguenze su progetti comuni.
    Un po’ di pressione internazionale non farebbe certo male …

  15. Il meccanismo è il pensionamento di coloro che raggiungono i (vecchi) requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2014. Se si è ancora in “esubero”, si parte con la mobilità per 24 mesi all’80% dello stipendio-base (una specie di cassa integrazione), eventualmente estendibile a 48 mesi, prima di essere “esodati”.

  16. Probabilmento il criterio adottato è quello di un riequilibrio del finanziamento pubblico pro-capite, ossia in rapporto al numero di dipendenti dell’Ente (ma non ho le cifre sottomano). In passato l’INFN era sicuramente l’Ente più ricco, a parte l’ASI, che è un’agenzia, non un ente di ricerca, e quindi storicamente ha sempre fatto eccezione.
    Trovo comunque abbastanza stucchevoli queste richieste di riduzione delle spese militari in favore della ricerca, in un paese che investe solo il 3% in esse, quando si pensi come gli USA, che pure investono il 45% del bilancio federale in armamenti, non hanno esitato a chiudere il Tevatron e a ridimensionare il programma del neutrino…una goccia in un oceano
    Non sarà che la ricerca in fisica delle alte energie non è più così appealing, con buona pace del bosone di Higgs?

    • Grazie per il chiarimento riguardo al probabile criterio adottato!

      Che e’ illuminante. Quindi il governo ritiene che sia giusto spingere l’INFN e altri enti ritenuti ‘devianti’ – invece che virtuosi – verso un desolante rapporto vicino a 1 di (spesa per stipendi)/spesa totale. E il (modesto) target europeo dell’1.53% del PIL di investimento in R&S per l’Italia nel 2020 si allontanera’ ancora…. (la Germania e’ al 3%).

      Nota: non volevo essere stucchevole su spese militari (tra l’altro non sono neanche pacifista), ma sempre Germania spende meno di noi rispetto al PIL in spese militari il che potrebbe fare riflettere (1.4% Germania contro 1.8% Italia nel 2010, Gli USA sono al 4.8% fonte World Bank).

      Questo sulla R&S e budget dello stato in generale. Venendo alla fisica: sono molto d’accordo che altri paesi sanno essere molto piu’ decisi dell’Italia (e dell’INFN) nel definire delle priorita’ scientifiche, invece che un generico ‘cerchiamo di fare tutto’. Anch’io credo che la ricerca in fisica delle alte energie, a meno di un breakthrough tecnologico in tecniche acceleratrici, sara’ inevitabilmente declinante (‘meno appealing’) in questo secolo rispetto a altre discipline ed e’ forse giusto che sia cosi’.

  17. Qualcuno ha maliziosamente notato che l’ammontare dei tagli previsti per l’ente e’ esattamente pari alla cifra promessa al progetto bandiera SuperB (24 MEuro per il 2013 e 2014). E’ possibile che la natura dei tagli sia cosi’ “mirata”?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.