Profumo: «Rilanciare la ricerca» E arriva la protesta dei Cobas

Fonte: L’Unità
Di Francesco Sangermano

8 settembre 2012

RICERCA E FUGA DEI CERVELLI
Il tema principale della serata doveva essere la ricerca. Drammaticamente penalizzata nel decennio berlusconiano. Con tanti giovani italiani di valori costretti a portare all’estero il loro talento. «Il vero problema – spiega Valente, che ha partecipato alla scoperta del Bosone di Higgs – non è tanto il numero di coloro che decidono di andare a fare esperienze all’estero, inferiore a quanto accade in Francia, Inghilterra o Germania, quanto piuttosto il fatto che poi, la maggior parte di chi se ne va dall’Italia, non ritorna. Ed è questo differenziale che penalizza di più il nostro Paese». Un fenomeno che ha ricadute in termini economici (le stime parlano di 4 miliardi di euro negli ultimi 20 anni, una cifra pari all’ultima finanziaria) e che, sempre secondo Valente, affonda le radici nel «problema del reclutamento» dal momento che «i giovani hanno poche possibilità per entrare negli atenei, e quindi vanno via».

Il nodo, ancora una volta, è principalmente economico. Perché di fatto le ultime (pur non ingenti) risorse al piano straordinario di assunzione dei ricercatori risalgono al 2007 con l’allora ministro Mussi.

Profumo rivendica di aver convinto il governo a stanziare «circa 200 milioni di euro in tre anni, per finanziare l’assunzione di professori associati». E ripone aspettative sul fatto che qualcosa cominci a muoversi sul fronte dell’autonomia degli Enti di ricerca e del loro coordinamento con le università. «È da perseguire un modello di Ente di ricerca in stretto rapporto con la realtà universitaria, che permetta l’osmosi dei ricercatori e dei professori» dice ancora Profumo. Quanto, infine, alla perenne carenza di soldi, «la nostra volontà è procedere a un riordino degli Enti stessi in modo da poter recuperare delle risorse e poterle poi destinare all’intero settore».

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