Autorizzate dalla Funzione Pubblica le assunzioni negli Enti di Ricerca per il 2010 e il 2011. Ma i problemi non mancano

Fonte: ANPRI

Con due distinti DPCM il Governo, il 27 luglio
scorso, ha autorizzato diversi Enti di ricerca a
procedere per gli anni 2010 e 2011 ad assunzioni di personale a tempo indeterminato ed a
passaggi di livello  all’interno dei profili di Ricercatore  e  Tecnologo  (art.  15  del  CCNL
2002-2005).
Le tabelle che quantificano le assunzioni autorizzate sono disponibili sul sito web della    Fun  –
zione Pubblica (vedi qui e qui). Le tabelle specificano  per ciascun  Ente e per ciascun anno
(2010 e 2011) il numero di unità di personale
da  assumere  e i corrispondenti  oneri a  regime,  senza  specificare  profili  e  livelli;  questi
sono, invece, specificati nelle richieste di autorizzazione  ad  assumere  presentate  da  ciascun  Ente.  È  invece  specificato,  con  la  sigla
“P.I.”  (“passaggi  interni”),  il  numero  di  passaggi  di  livello  ex  art.  15  per  Ricercatori  e
Tecnologi, pari a 66 per il CNR, 1 per l’INFN e
2 per l’ISFOL, tutti a gravare sulle risorse assunzionali 2011 (cessazioni 2010).
Viene  inoltre  confermata  l’applicazione  dell’art. 9, comma 21, del D.L. 78/2010, secondo
cui  per  il  personale  contrattualizzato  le  progressioni di carriera comunque denominate ed
i passaggi tra le aree eventualmente disposte
negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto,
per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici.
Infine, uno dei due decreti autorizza anche l’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisi-
ca Sperimentale (OGS) a bandire un concorso
pubblico  per  1  posto  di  Dirigente  di  Ricerca
nel triennio 2012-2014.
Si tratta di provvedimenti da tempo attesi (le
autorizzazioni  sono  state  richieste  dagli  Enti
almeno un anno fa e continuamente sollecitate  da  tutti  i  sindacati)  che  rappresentano  al
momento  l’unica  boccata  di  ossigeno  per  gli
EPR tartassati da continui riordini e manovre
restrittive e consentiranno almeno di assumere i vincitore dei concorsi già espletati. Tuttavia, a causa del sempre più inestricabile groviglio normativo, tra “spending review”, autorizzazioni ad assumere, autorizzazioni a bandire, limitazioni al turn-over, contratti integrativi a livello di Ente, e degli sfasamenti temporali  con  i  quali  i  provvedimenti  vengono
adottati, non poche potrebbero rivelarsi le difficoltà  di  applicazione,  almeno  per  i concorsi
ancora da fare.
Innanzitutto, i DPCM non chiariscono se l’autorizzazione  all’assunzione  implichi  o  meno,
automaticamente, anche l’autorizzazione, pure richiesta dalla normativa vigente, a bandire
il  relativo  concorso. Si sa che  sono pendenti
diverse  richieste  di  autorizzazione  a  bandire
concorsi  (i  bene  informati  dicono  che  sono
ferme  al  MEF)  ma  si  sa  anche  che  non  per
tutte  le assunzioni autorizzate è già stata  richiesta l’autorizzazione a bandire. Con le immaginabili  ulteriori  lungaggini  nel  caso  che
quest’ultima fosse comunque necessaria.
C’è poi da rilevare che, come gli stessi decreti
ricordano, la possibilità di assumere sui posti
in organico liberatisi nel 2009 e nel 2010 scade  il  prossimo  31  dicembre!  Se  non  ci  sarà
quindi una proroga (in un nuovo decreto “milleproroghe”?), parte delle autorizzazioni concesse rischiano di rimanere in buona sostanza
lettera morta.
Il DPCM si affretta anche a chiarire che sarà
vietata qualsiasi tipo di assunzione con qualsiasi contratto a tutti gli Enti in cui non sarà
stato  completamente  applicato  il  taglio  del
10% alla pianta organica del personale tecnico-amministrativo  previsto  nella  “spending
review”, ovvero non sarà stato emanato entro
il prossimo 31 ottobre il relativo DPCM (e non
tutti  gli  enti  saranno  in  grado  di  rispettare
questa scadenza).
Per completare il quadro di incertezze, segnaliamo  che  nelle  tabelle  è  indicato  anche,  sia
per il 2010 che per il 2011, il budget disponibile, calcolato sulla base del 100% e del 20%,
rispettivamente,  dei  risparmi  derivanti  dalle
cessazioni  dei  rapporti  di  lavoro  verificatesi
nell’anno precedente. Tali risorse, che per alcuni Enti sono anche significativamente superiori  a  quelle  necessarie  ad  effettuare  le  assunzioni autorizzate, potranno essere utilizzate per ulteriori assunzioni e passaggi di livello,
ma  nulla  è dato sapere sulle  eventuali autorizzazioni necessarie.
Infine,  nelle  more  del  trasferimento  al  CRA
delle funzioni e dei compiti già affidati all’INRAN (art. 12 del D.L. 95/2012, la “Spending
review”), ora soppresso, viene assurdamente
sospesa  l’autorizzazione  ad assumere  riguardante quest’ultimo Ente,  come se non avesse
nemmeno più diritto ad assumere i suoi vincitori di concorso.
Per essere operativi, i due DPCM devono ancora attendere la registrazione da parte della
Corte dei Conti e la successiva pubblicazione
nella  Gazzetta  Ufficiale.  C’è  da  sperare  che,
nel frattempo, i tecnici dei vari ministeri elaborino  una  integrazione  che  chiarisca  i  punti
oscuri e rimuova alcuni degli ostacoli applicativi, come l’ANPRI intende sollecitare con forza. Questo nuovo episodio evidenzia la necessità  che  gli  EPR  possano  operare  in  autonomia, soprattutto per quanto riguarda il personale, in maniera simile alle università e non ai
Ministeri (!).

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