Super accorpamento: Profumo incontra i presidenti degli Enti di ricerca

Il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca ha ricevuto oggi pomeriggio i Presidenti dei 12 enti di ricerca che sono posti sotto la sua vigilanza: si tratta dei maggiori enti di ricerca italiani, a partire da CNR, INFN, INAF e INGV, ad esclusione però degli altri istituti, vigilati da altri ministeri (l’ISTAT, l’ENEA, il CRA, l’Istituto Superiore di Sanità), e inclusa però l’Agenzia Spaziale Italiana, che pur finanziata dal medesimo “fondone” MIUR, non è di fatto un ente di ricerca, non avendo ricercatori, ma distribuisce finanziamenti per progetti spaziali specifici.

All’ordine del giorno, la proposta – già avanzata nel Consiglio dei Ministri terminato nella tarda notte del 9 ottobre – di inserire nel disegno di legge di “stabilità” finanziaria un mega-accorpamento di tutti e 12 gli enti, per farli confluire nel CNR. Una sorta, insomma di super-CNR, che verrebbe però affiancato, nella gestione dei finanziamenti da ben due agenzie:

  • un’Agenzia per il Finanziamento della Ricerca, che avrebbe (forse) il compito di distribuire i fondi non di “funzionamento”, ma appunto per i progetti di ricerca (gli attuali PRIN e FIRB?), che però fatalmente andrebbero tutti a ricercatori nell’unico mega-ente, oltre che ai ricercatori delle Università;
  • un’Agenzia per il Trasferimento Tecnologico, con le funzioni attualmente in capo all’ufficio con lo stesso nome dell’unico Ente che sopravviverebbe alla rivoluzione, ovvero il nuovo super-CNR.

Tutti i Presidenti erano presenti all’incontro o erano rappresentati da un membro del CdA (Airaghi per Saggese, Della Marina per De Maio, Messa per Nicolais) e tutti hanno espresso motivati dubbi sull’efficacia di una tale operazione, resa anche estremamente difficile a causa della complessità del sistema della Ricerca italiana.

Non sembra infatti ovvio che  per ottenere il desiderato effetto di efficienza e semplificazione, la strada giusta sia la fusione a freddo in un unico crogiolo di realtà articolate e organizzate in modo molto diverso, come è giusto che sia per istituti scientifici di discipline diverse, con modalità operative e comunità anche internazionali diverse.

Il sistema degli Enti di Ricerca ha infatti sicuramente bisognoso di una razionalizzazione forse anche di una ristrutturazione, ma non di un colpo di maglio così pesante; e che comunque vada in direzione di un’autonomia responsabile e con finanziamenti sottoposti a un’attenta valutazione dei risultati, non di un ulteriore irrigidimento in una struttura verticistica e centralistica, ancora più lontana dai ricercatori e dai loro laboratori.

Il Ministro ha replicato la sua convinzione dell’assoluta necessità e urgenza di questa operazione e ha ribadito la sua intenzione di inserire le norme relative nel disegno di legge di stabilità, il quale verrà presto trasmesso al Parlamento per la sua  approvazione.

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5 pensieri su “Super accorpamento: Profumo incontra i presidenti degli Enti di ricerca

  1. spero (ma ne sono abbastanza sicuro) che sbatterà il naso contro il muro… il che non è affatto un bene per la ricerca italiana…
    Sicuramente sarebbe bene avere un Ministro che capisse almeno un minimo di cosa è la ricerca scientifica…

  2. Sarebbe interessante sapere quali sono le contromosse che intendono prendere i sindacati e le posizioni dei direttori degli enti di ricerca.

  3. Ci voleva un governo di banchieri non eletto dai cittadini italiani per prendere una decisione cosi’ infausta. Sono curioso di vedere quale sara’ la posizione di quei politici che hanno visitato il CERN.

  4. “Il Ministro ha replicato la sua convinzione dell’assoluta necessità e urgenza di questa operazione e ha ribadito la sua intenzione di inserire le norme relative nel disegno di legge di stabilità…” Se non sbaglio, come da dire ai vertici dei 12 EPR, andate *, tanto non contate *!

  5. Mi pare difficile sostenere che da questo genere di riforma si
    possa ottenere un qualche risparmio e
    non capisco come un governo non eletto possa fare una riforma
    politica di questa portata.
    Le intenzioni di mettere questo provvedimento nella legge di
    stabilita’ (ex finanziaria) danno anche una chiara idea di
    quanto siano disposti a discuterne i contenuti nel merito.
    Io credo che a questo punto si debba chiedere le dimissioni
    secche del ministro e del governo se insiste a difenderlo.

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