Trento, la pensione beffa dei ricercatori

Trento, la pensione beffa dei ricercatori

Il dottorando lavora e percepisce la borsa per dodici mesi, dà per ogni centesimo il suo obolo all’Inps e questo gli riconosce un’anzianità di solo dieci mesi, tanto scarsi sono i contributi che versa

di Redazione – 10 ottobre 2012

La pensione, per le nuove generazioni, rappresenta sempre più una chimera. Per una particolare classe di lavoratori, i ricercatori universitari, rischi anche di tramutarsi in beffa. Ne sanno qualcosa alla sezione trentina dell’associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani, che sull’argomento ha prodotto la prima pubblicazione informativa in Italia rivolta al giovane ricercatore. Di particolare interesse è la parte dedicata alla pensione in un contesto europeo e internazionale e alla previdenza complementare. il ricercatore è infatti una figura, specializzata, sempre più inserita in una dinamica di mobilità internazionale, ma anche esposta a posizioni contributive frammentate e a rischio… continua su Trento Today

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