Legge di stabilità e accorpamento: il punto.

Il nuovo (ennesimo) progetto di riordino degli Enti di Ricerca fa la sua comparsa pubblica (l’11 ottobre) in un articolo de Il Sole 24 Ore e Il Foglietto: prevede che tutti gli enti di ricerca vigilati dal MIUR, inclusi CNR, INFN, INAF, INGV, ma anche ASI, ISPRA e ENEA vengano soppressi e vadano a confluire nel nuovo Centro Nazionale delle Ricerche (il cosiddetto super-CNR) o nelle due nuove Agenzie (una per il finanziamento della ricerca, una per il trasferimento tecnologico).

In effetti, il ministro Profumo nel pomeriggio dello stesso 11 ottobre ha convocato i 12 presidenti per illustrare il progetto di riforma, che tuttavia ha già stato presentato al Consiglio dei Ministri del 9 ottobre (conclusosi in tarda notte). Il Governo, infatti, ha già inserito la riforma nel disegno di legge di stabilità 2013 (quindi assieme al complesso di norme finanziarie e tagli in materia di sanità, lavoro, pubblico impiego, per un totale di circa 12 miliardi di Euro) da inviare al Parlamento per l’approvazione entro la fine dell’anno, sotto forma di 52 commi dell’articolo 11.

La riunione è tesa e emergono le proteste dei Presidenti, cui seguono, nei giorni successivi, la levata di scudi della comunità e la sonora bocciatura delle organizzazioni sindacali e di tutto l’arco politico.

Arriviamo quindi a lunedì 15 ottobre, quando viene anticipato il testo di un provvedimento di razionalizzazione del sistema della ricerca assai più morbido, che andrebbe a sostituire il super-accorpamento: gli enti avranno un coordinamento attraverso una Consulta, presieduta dal presidente del CNR, con il compito di suggerire l’ottimizzazione delle sedi, l’integrazione dei sistemi bibliotecari e informativi, procedure comuni per l’uso del mercato elettronico per gli acquisti. La proposta di razionalizzazione dovrà essere “tale da assicurare una governance unitaria e più efficace degli stessi e da garantire il mantenimento dell’identità storica, l’attuale denominazione nonché l’autonomia scientifica e budgetaria”.

Il testo finale del disegno di legge che viene trasmesso alle Camere in effetti prevede le norme sulla Consulta e la razionalizzazione e non più il paventato super-CNR. Tuttavia i commi del nuovo articolo 11 sono esattamente quelli anticipati, tranne che per il comma 6, il quale nella versione definitiva recita:

6. Con uno o più regolamenti ai sensi dell’articolo 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, su proposta del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, gli enti di cui al comma 1 sono riordinati, trasformati o soppressi, nel rispetto dei criteri direttivi di cui ai precedenti commi 2, 3 e 4.

Ovvero resta aperta la possibilità per il Ministro, acquisita entro il 31 gennaio 2013 la proposta di “razionalizzazione” della Consulta, di procedere comunque a riordini, trasformazioni e soppressioni, con lo strumento regolamentare e sulla base delle norme “taglia enti inutili” della legge finanziaria 2008 (come discuto anche qui).

Un pensiero su “Legge di stabilità e accorpamento: il punto.

  1. Faccio anche notare che il comma 624 dell’art. 2 della legge finanziaria 2008, prevede che la fusione di enti che svolgono attività analoghe o complementari avvenga “con conseguente riduzione della spesa complessiva e corrispondente riduzione del contributo statale di funzionamento”. Mi sa che dalla padella siamo finiti nella brace.

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