Lettera aperta dei dipendenti ENEA

Lettera aperta per la ricerca Frascati, 30 Ottobre 2012

da: Ricercatori e Tecnologi del Centro Ricerche ENEA di Frascati

a: Presidente del Consiglio Mario Monti
Ministro Corrado Passera
Ministro Francesco Profumo
Ministro Corrado Clini

Illustre Presidente Monti, Illustri Ministro Profumo, Ministro Passera, Ministro Clini,

La crisi strutturale in campo economico-finanziario che ha coinvolto il mondo
occidentale, Italia inclusa, non ha risparmiato il sistema della ricerca pubblica, già da tempo
sofferente in termini di investimenti e di risorse umane. Una sua probabile ed auspicabile
riforma si prefigura come un’impresa obiettivamente complessa, anche a fronte del fatto che
non tutti gli Enti di Ricerca sono vigilati dal MIUR.

Questo è il caso dell’Agenzia ENEA, che afferisce al MISE, per la quale è stato annunciato
un prossimo riordino “con l’obiettivo di focalizzare le attività e l’organizzazione dell’ente sulle
aree di ricerca prioritarie per la Strategia Energetica del Paese, e razionalizzare le potenziali
sovrapposizioni con altri enti pubblici”, come da dichiarazione contenuta nella presentazione
della Strategia Energetica Nazionale tenuta dal Governo lo scorso 16 Ottobre.

La posizione dell’ENEA, commissariata da un periodo di tempo anomalo, e la previsione
di un riordino così mirato hanno aggravato il senso di disorientamento e frustrazione nel
personale. Le svariate ipotesi che circolano ufficiosamente vedono, da una parte, uno
smembramento in funzione della realizzazione di un’Agenzia snella che si occupi di temi
energetici per conto del MISE, dall’altra il mantenimento dello ‘status quo’, in cui l’ENEA
affronti un’ennesima ridefinizione dei compiti, conservando, però, una natura di “Ente
strumentale”.

L’ENEA non è però più concepibile nella sua forma attuale ora che, nell’ottica di una
razionalizzazione delle risorse nazionali, le attività di ricerca e sviluppo da una parte e quelle di
supporto e servizio dall’altra dovrebbero trovare collocazioni diverse e più appropriate. E’
difficile infatti trovare nell’ENEA un’unitarietà che di fatto non esiste più da tempo,
frammentata in una varietà di filoni di ricerca e sviluppo, che, sebbene mortificati dalla scarsità
di risorse e dalla necessità di adattarsi a ricollocazioni estemporanee pur di mantenere vive le
competenze ed in funzione gli impianti, hanno conseguito livelli di eccellenza.

Se quindi il Paese, in accordo con il previsto riordino di cui sopra, richiede all’ENEA
l’impegno e la focalizzazione sulle strategiche tematiche energetiche, riteniamo che le “Unità
di Ricerca” che operano in ENEA al di fuori di questo ambito e che hanno mantenuto finora un
altissimo livello di competenze, riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, debbano
confluire in Enti di Ricerca quali, ad esempio, il CNR o l’INFN, in cui le loro capacità ed
esperienza possano essere valorizzate.

Una condizione di particolare sofferenza per l’assenza di un coordinamento di funzioni e
risorse è quella dei Laboratori ENEA di Frascati, incardinati in una vasta Area di Ricerca su cui
insistono anche CNR, INFN e Università di Roma Tor Vergata con attività contigue e/o
complementari, Laboratori per i quali una ricollocazione come sopra indicato sarebbe una
soluzione tanto razionale dal punto di vista scientifico, quanto opportuna dal punto di vista
organizzativo e logistico, tenuto conto anche delle numerose collaborazioni in corso.

Il passato dei Laboratori stessi mal si concilia con le divisioni esistenti e la loro storia offre
un ulteriore spunto di riflessione. Nell’Italia del dopoguerra Frascati ha rappresentato il punto
di partenza per la rinascita della Ricerca Italiana, passando attraverso la realizzazione del
Sincrotrone, di AdA e successivamente di Adone, e sviluppando competenze uniche negli studi
dei gas ionizzati e della materia superfluida. Questo patrimonio culturale è oggi diviso tra due
Enti, ENEA ed INFN, che, separati da una strada provinciale intitolata ad Enrico Fermi,
afferiscono a Ministeri diversi con regolamentazioni non omogenee e qualche volta in conflitto.
Se Enrico Fermi potesse rappresentare un elemento di unione scientifica più che di divisione
topologica, sicuramente i mai dimenticati Laboratori Nazionali di Frascati potrebbero rinascere
e rappresentare la nuova punta di diamante per la ripartenza della Ricerca Italiana, agendo da
centro di aggregazione per le competenze, le tecnologie e gli impianti che pochi altri luoghi
concentrano come l’Area di Frascati.

Chiediamo quindi, Illustre Presidente Monti, Illustri Ministro Profumo, Ministro Passera e
Ministro Clini, di adottare i provvedimenti necessari a ricondurci nell’ambito della Ricerca
Italiana, cui da sempre apparteniamo per storia comune e cultura personale.

Franco Alladio
Maurizio Angelone
Giovanni Artaserse
Emilia Barbato
Francesco Belli
Sarah Bollanti
Francesca Bombarda
Elisabetta Borsella
Antonio Botrugno
Sabina Botti
Sergio Briguglio
Paolo Buratti
Giuseppe Calabrò
Michele Caponero
Alessandro Cardinali
Roberto Carletti
Mariano Carpanese
Giuseppe Celentano
Roberto Cesario
Cesidio Cianfarani
Franco Ciocci
Francesco Colao
Flavio Crisanti
Giuseppe Dattoli
Riccardo De Angelis
Luigi De Dominicis
Paolo Di Lazzaro
Luigi Di Pace
Emanuele Di Palma
Claudio Di Troia
Andrea Doria
Luca Fiorani
Francesco Flora
Giuliana Fogaccia
Domenico Frigione
Valeria Fusco
Lori Gabellieri
Luca Giannessi
Edmondo Giovannozzi
Emilio Giovenale
Gianfranco Giubileo
Luigi Andrea Grosso
Massimiliano Guarneri
Stefano Lecci
Giuseppe Maffia
Alessandro Mancuso
Daniele Marocco
Cristina Mazzotta
Luca Mezi
Paolo Micozzi
Luigi Morici
Fabio Moro
Daniele Murra
Danilo Pacella
Mario Pillon
Tonio Pinna
Maria Teresa Porfiri
Gianluca Pucella
Massimo Rapisarda
Roberto Ricci
Afra Romano
Sandro Sandri
Ivan Spassovsky
Benedetto Tilia
Amalia Torre
Silvano Tosti
Onofrio Tudisco
Angelo Vannozzi
Rosaria Villari
Gregorio Vlad
Vincenzo Zanza
Marco Zerbini
Fulvio Zonca

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